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E adesso? Tutto crolla, come al solito... Dare per scontate certe cose è sempre deleterio, ecco un'altro insegnamento di cui non imparerò mai a tenere conto...
E' nella mia natura.
Beh, in realtà io conosco la mia natura ma non so chi sono... Gia'... Ma io ce l'ho un'identità?

Sono un'elfa oscura... Ma sono la vergogna della razza intera... Ormai questa frase mi è stata ripetuta fino alla nausea... Ne fuggo da anni ed anni ormai, il mio legame con le mie radici è praticamente inesistente!

Sono una strega... Ma non sono capace di spezzare un dannato, stupidissimo incantesimo. Posso esser davvero chiamata tale se niente di quello che ho studiato vale? Se una vita intera consacrata alla magia non mi permette di risolvere i miei problemi, o quelli di chi mi sta accanto?

Bacche ancora bacche rosse, verdi, blu le buttavo giu' tutte e ricordo che quando ero fortunato rimanevo semplicemente affamato. Iniziavo ormai a conoscere qualche angolo della foresta e li usavo come punti di riferimento una vecchia capanna e' cio' che tenevo come riferimento per la direzione est, sapere che era li mi dava un po' di conforto, mentre ad ovest la palude...
Ricordo che quel giorno girovagavo attorno alla capanna dove c'era un po' piu' di luce, scorsi la sua esile figura scura dai capelli bianchissimi raccolti in una treccia ordinata, era di spalle acquattata come se stesse per balzare all'attacco di quacosa o qualcuno.
Silenzioso e discreto mi fermai nascosto ad osservarla, quasi non notai il suo balzo in avanti che gia' era girata sorridente verso la mia direzione, ma non mi vide. Il suo sorriso era rivolto verso una quaglia, la sua vittima, probabilmente la sua cena.

Mi fermo ora lungo il sentiero, sorrido cerco un posto tranquillo per sedermi, voglio abbandonarmi a questo ricordo..

La fame era tanta, ed una quaglia nelle mani di una giovane drow era una preda piu' che invitante, sarebbe diventata la MIA cena.
Mi muovo rapido attorno a lei e passando alle sue spalle mi avvicino, con un tocco lieve le sfioro la spalla sinistra e mentre lei si gira da quel lato, passo rapido alla sua destra le strappo il volatile ancora stordito dalle mani, e via fuggo in mezzo ai cespugli.

Sorrido ancora piu' di gusto...

Lei urlava mentre io ridevo nella corsa soddisfatto per la mia destrezza di ladro.
Smisi di ridere e frenai di botto la mia corsa....lei in un lampo di luce comparve davanti a me!! piego' la testa guardandomi e mi sorrise maligna.

Sorrido ancora, scuoto la testa, mi alzo e mi allontano, cerco un riparo dalla tempesta imminente.

Lascio andare una colomba...

Ti scrivo ancora tesoro mio, ci siamo visti pochi giorni fa', al mio rientro da Cetrym e forse e' per questo che sento gia' la necessita' di parlarti, mi dirigo verso Moria quindi per un po' di tempo da li sotto non riusciro' a scriverti.
Son contento che tu stia bene, e son contento che tu mi abbia parlato della tua inquietudine era da molto che non ti sentivo cosi vogliosa di sfogarti e confidarti, rifletti bene su quello che mi hai detto da certe scelte non si torna indietro, a prescindere da tutto io ti appoggero' in ogni tua decisione.
Con affetto.

Nywulf

Davanti all'ingresso di Cetrym Aerys...

Comodo questo anellino....

Scompaio dalla vista, entro indisturbato nella casa degli elfi...

ehm dunque che mi serviva?...si.... vediamo di darci un tono, cerchiamo un po' di
abbigliamento che mi valorizzi.

Sorrido e inizio a frugare in giro...

Fini maniche e corazze in Galvorn, l'equivalente elfico del mithril dei nani...ma che cari questi elfi me le regalano!

Soddisfatto e sorridente passo dietro le guardie elfiche armate fino ai denti...

Anche questa volta andata liscia...

...Ecco il primo vero ricordo...

Troppo buio, troppa paura, cercai di annusare l'aria ma la paura mi blocco', crepitii, cinguettii, e soprattutto ululati attorno a me, dovetti orientarmi e osservai nel muschio sulle corteccie una regolarita' che ricordo mi incuriosi... "il muschio cresce sempre nello stesso lato delle corteccie degli alberi"...ecco il mio primo riferimento, sapevo dove era il nord.

Rifletto, porto il pennino vicino alla bocca, mi macchio le labbra, sorrido e scrivo..

Corsi, corsi tanto.
Cercai di dimenticare...
Dimenticare le botte.
Dimenticare gli sputi.
Dimenticare gli insulti.
Dimenticare i soprusi.
Ci riuscii?
Le ombre, il silenzio, il silenzio della foresta, presi quella via...

Mesi che mi trovo qui nella Valle degli Elfi, l'ho esplorata nella sua interezza, il Bosco Sacro mi ospita nell'attesa di un modo sicuro per entrare a Cetrym dove sicuramente un mezzoelfo come me non sarebbe accolto a braccia aperte..
Mi nascondo per pensare, la mente vaga, e non mi piace che i miei pensieri vadano a vuoto, scrivero' un diario di viaggio se no che razza di esploratore, viaggiatore, ramingo sarei??

sorrido prendo carta e penna.....

mmmm su su non e' poi cosi difficile....tutto sta' nell'iniziare, come in tutte le cose il resto poi vien da se'.