Gli incubi non mi lasciano mai. La lunga marcia verso il castello del nostro nemico, i vessilli spiegati e il rullo dei tamburi. Le voci allegre degli ufficiali e soprattutto la rassicurante presenza di Mytries accanto a me. Iniziano sempre così. Poi il volto di... non ricordo neanche come si chiamava quel tamburino... esplodere senza che nulla l'avesso colpito. Uno ad uno tutti quelli nelle prime file caddero senza ragione, esplondendo, avvizzendo, accartocciandosi su se stessi e in altri cento modi. Poi il fuoco nero che lambiva la mia carne facendola avvizzire intorno alle mie ossa. Il dolore. Ricordo solo quello adesso. Mi sveglio madido di sudore e già so cosa mi aspetta se mi riaddormento ma ogni volta è come se la veglia mi rifiutasse e mi costringesse a dormire per rivivere quei meomenti. Vedo i miei compagni caduti rialzarsi come marionette prive di volontà propria e scagliarsi sugli altri usando tutto ciò che capitava loro per mano come un arma. Qualcuno brandiva ancora asce e spade ma tanti usavano arti strappati ai compagni caduti e già morti o ancora vivi per colpire provocando in quelli che ancora non erano caduti un orrore senza pari. Mytries! Lei sola al mio fianco! Mi sveglio spossato e affranto come se il fuoco nero avesse di nuovo bruciato la mia carne con la risata del nostro nemico che ancora mi ferisce le orecche. Stringo i denti e raccolo le poche forze che ancora sostengono il mio debole corpo per girarmi su un fianco a guardare Mytries che ancora dorme. Le sue labbra carmiglie mi attirano e la bacio sentendo il sapore del langue che sempre le bagna al risveglio. Lei sola al mio fianco. Lei! La mia vita!