Sono rimasta per un po' a Kyrandor.. riposavo da Nacya quando qualcuno mi afferro' per il collo stringendo intimandomi di non muovermi o lo avrebbe spezzato..

Riconobbi subito quella voce, non avevo alcuna intenzione di muovermi.. poi la situazione precipito', mi disse di Evalor e mi accusava di averlo fatto cadere in una trappola se non fosse intervenuta Nacya credo che questa volta mi avrebbe uccisa..

Ci separammo io dovevo preparare le ultime cose per la partenza e gli raccomandai di pensare a Sorhaja..

Ci incontrammo qualche giorno dopo.. quell'incontro e' stato uno dei piu' belli della mia vita, ho pianto.. era da tempo che non piangevo.. prima di andarsene mi lascio' un dono.. era splendida.. era unica quell'arma dalla lama nera..

Sorrisi ricordando la promessa che mi ero fatta, avevo abbandonato il sentiero delle armi molto tempo fa quando scelsi di essere una Sacerdotessa, ma certo mi ricordavo bene come si usasse una spada, una la portavo sempre con me.. la spada di mio padre e di mia madre.

Forse sarebbe arrivato il giorno che avrei di nuovo impugnato le armi.. e forse avverra' quando trovero' la tranquillita' che cerco in me stessa.

Ma basta nostalgia basta pensieri, e' ora di partire ormai non posso piu' rimandare.. carezzo la mia nuova spada e la aggancio al balteo e inizio il viaggio.