Mer 1 Set 2004
Il Fuoco della Memoria (prima parte)
Journal di YrethIo sono Yreth, la strega.
Sono strega da prima di nascere, sono strega da prima della nascita del mondo. Grumo di potere scagliato su Therial dalla volontà degli Dei. Ma la volontà degli Dei è oscura, così come il mio fato.
Seduta sotto l’antico albero ascolto i racconti della notte. So che non dovrei farlo. So che poi soffrirò di più. Ma non posso farne a meno: da troppo tempo sono sola e ho troppo bisogno di conforto.
Con un gesto della mano compongo una piccola catasta di rami secchi: non ci vuole altro che ‘la parola’ per l’antico rito e strapperò alla notte le sue memorie per riversarle nel fuoco.
E il fuoco arde. E ti vedo. Il tuo sguardo verde carico di pagliuzze dorate e d’ironia. Le tue labbra decise e sorridenti,che nascondono una nostalgia di tenerezza. Il tuo corpo muscoloso ed agile nel fiore della giovinezza. ‘Yreoth…’
Ci sei tu nel fuoco, quel giorno, e ci sono io.. e mi guardi così, mentre col viso falsamente corrucciato e sporco di fuliggine dopo un ennesima bacchetta distrutta nel vano tentativo di creare un po’ di fuoco, ti tendo la manina paffuta strillando ‘Bacchetta! Bacchetta! Bacchetta!’
Fu allora, e lo rivivo: l’urlo di dolore ci scoppiò dentro strappandoci le viscere e l’infanzia. Non più le braccia di una madre, non più il sorriso di un padre, non più casa, né patria, né amici. Insieme ci guardammo, insieme cominciammo a correre verso casa, ma tu solo ti fermasti, bloccando in volo la mia corsa e stringendomi a te. ‘No, Yreth, no.. non c’è più niente da fare. Dobbiamo fuggire, nasconderci. Ci cercheranno e, soprattutto, cercheranno te perché tuo è il potere più grande. Dobbiamo andare, piccola, dobbiamo andare.’
Il fuoco mi rimanda, ora, il tuo sguardo cupo, le labbra tirate, gli occhi chiusi in due fessure scure di rabbia e di dolore.
Mi aggrappo a te che, con un gesto, crei attorno a noi barriere protettive e, continuando a correre, cerchi di confortarmi.
E da allora solo tu, fratello, solo tu: padre, madre, maestro.
E il fuoco è invitante ed il bisogno di conforto grande come allora. Mi sporgo verso le fiamme. Non devo, devo spegnere il fuoco. Devo spegnere il fuoco. Devo spegnere il fuoco.
Il buio mi accoglie.
Io sono Yreth, la strega.
Sono strega da prima di nascere, sono strega da prima della nascita del mondo.
E piango.