Elhune... questo era il suo nome... e piena di tristezza e di crudelta' la sua vita, tanto da lasciare con l'amaro in bocca persino me, che della crudelta' e dell'odio ho fatto la mia ragione di vita... piu' mi raccontava, e piu' mi chiedevo come mai quella donna stesse dicendo tutte quelle cose a me, uno sconosciuto; e soprattutto mi chiedevo dove volesse arrivare... ma alla fine, mi disse cosa si aspettava che io facessi...

nella mia lunga vita, ho dispensato morte a moltissimi esseri, in battaglia, come sacrificio, per pura crudelta' o per bisogno... ma mai nessuno avevo incontrato che mi pregasse di ucciderlo, e mai avevo visto quello stesso sguardo negli occhi di qualcuno... alla fine del suo racconto, aveva uno sguardo freddo, di chi gia ha perso tutto e aspetta solo la morte e il silenzio per trovare finalmente la pace...

eppur strano ancor mi sembra come tutto e' cominciato... stavo camminando, perso nei miei pensieri, come un presagio mi soffermai a guardare la collina degli impiccati e li la scorsi per la prima volta, persa anch'essa nei suoi pensieri... da li tutto si avvio' verso la fine: mi racconto' della sua vita, del suo passato e venni a sapere cose strane e nuove, cose che non avrei creduto possibili, cose che avrei dovuto sapere e cose che invece mai avrei voluto sapere...

tutto mi racconto', ancora non so perche'... e alla fine mi chiese di ucciderla, di strapparle il cuore mentre il sole dell'alba colpiva per la prima volta il suo viso... e stranamente mi trovai ad acconsentire, forse per la prima volta nella mia vita con tristezza, al suo omicidio.

mi chiese di aspettarla li, disse che sarebbe tornata prima dell'alba e poi chiese il mio nome... quando le dissi di chiamarmi Obril Stark, non disse nulla e se ne ando' in silenzio... poco prima dell'alba era di ritorno come promesso e nel suo sguardo c'era solo dolore. Allora in silenzio la condussi attraverso la citta' ardomentata, poi lungo la via Orientale e alla fine nel silenzioso bosco sacro, dove ogni rumore arrivava ovattato in quella parca luce che da sempre precede l'alba... mi sembrava impaurita, ma non so se per il destino che lei stessa si era scelta, oppure per l'immininente sorgere della luce di Kyra, da sempre odiata dalla sua razza...

Alla fine ci fermammo ai piedi di un salice e, seduti su di un grande masso, le chiesi ancora una volta, per l'ultima volta, se fosse davvero sicura di quello che voleva: all'inizio avevo pensato solamente ad un'altra anima da offrire al mio signore Xanathon, ma piu' Elhune mi parlava, piu' la consapevolezza degli anni che aveva passati in solitudine e nel dolore piu' profondo mi colpiva... Ma lei, con un coraggio che mi accorsi di invidiarle, non disse nulla e si limito' ad annuire.

Non c'e' piu' molto da raccontare... mi alzai dal masso su cui eravamo seduti e mi allontanai un poco, mentre lei vi si stendeva sopra col viso rivolto all'avvicinarsi della luce... e poi,  nell'attimo in cui un raggio di Kyra sfioro' il suo splendido viso per la prima e ultima volta, le strappai dal petto il suo cuore umano, quel cuore che tanto aveva sofferto, e che finalmente avrebbe trovato pace... lasciai li il corpo a bruciare, come lei aveva chiesto, ma tenni il suo cuore al sicuro, chiuso in una sfera di energia semi-solida, creata con quanto ancora rimaneva dei miei ormai limitati poteri...

Dopodiche', mentre tutto cio' che rimaneva di lei si riduceva in cenere che avrei poi sparso ai piedi di quel salice, io depositai il suo cuore all'interno della mia croce, certo che, per il resto della mia vita, non mi sarei mai e poi mai dimenticato della donna maledetta chiamata Elhune.

Io non ti conosco e non so se e' questo che volevi veramente... o forse no... ma di sicuro nei miei ricordi resterai per sempre in quell'attimo Elhune...

...quando forse per la prima volta in tanti anni ti sentivi viva...

...mentre sorridevi alla luce di Kyra che sfiorava il tuo viso...