)Diario di Moffius(

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Non volevo imparare l’arte della necromanzia….

Mio padre Moffiu sperava che io seguissi i suoi passi,ma non volevo….ero terrorizzato dalla MORTE

Tornava alla sera con cadaveri caricati sulle spalle dei suoi golem e li faceva poggiare davanti casa,

a terra, vicino a dove avevo costruito con le mie mani e le mie sole forze un’altalena,

ma proprio li,ora, erano i corpi inanimati che altalenavano tra la vita e la morte……

Parole incomprensibili che parevano arrivare dritte ai cervelli privi di vita svegliandoli

riportando quei piedi,ormai putrefatti,a camminare su questa terra.

Solo dopo la sua morte capii le sue parole.

:”Moffius….se stasera avro’ successo rivedremo la mamma” mi ripeteva

La mamma…..

Da dopo la sua morte mio padre era diventato nervoso,sospettoso,spesso si adirava su di mè facendosi perdonare creando per me magicamente dal nulla i miei frutti preferiti,le Fragole.

Mi aveva negato l’ingresso alla cantina ed io,ripetutamente ero stato trovato a sbirciare dalle fessure della botola non riuscendo a scorgere nient’altro che il buio.

Partiva alla mattina presto e tornava a notte tarda con tomi,manoscritti,appunti e strane pietre.

Gli chiedevo:”papà,cosa sono tutte queste cose sparse sul tavolo” e lui rispondeva:” sono l’unica speranza per farmi tornare ad amare….

Non capivo ancora il senso delle sue parole ma avrei voluto non capirlo mai ricordando il momento in cui tutto mi apparve chiaro.