*Vergata in una grafia dolce e sinuosa, dalle lettere chiare e leggermente tondeggianti, la missiva reca un sigillo in ceralacca verde raffigurante un falco ad ali spiegate.*

Mia amata Liselle,

grande e' stata la gioia, per me e tuo padre, nell'apprendere del tuo arrivo nella Capitale della Federazione.

Sapere, come da te scritto nella tua precedente missiva, che il viaggio e' stato semplice e privo di pericoli riempie i nostri cuori di gioia e serenità: eppure, Liselle, ti prego di non essere meno cauta nel presente come nel futuro.

Non credere, figlia mia adorata, che i miei siano i vaneggiamenti d'una folle: Mastro Javelin e' stato chiaro, prima della nostra fuga da corte, e ci ha avvisati del pericolo che stai correndo. Sappiamo per certo che almeno due delle Baronie dell'impero si sono messe in contatto con associazioni di dubbia fama, la cui sfera d'influenza nel Therial e' ampia, e temiamo per la tua incolumità.

Liselle, io capisco che tutto questo deve sembrare ai tuoi occhi come un incubo orrendo e irreale: gli Dei sanno, figlia adorata, che se fosse in mio potere far si che il dolore, la paura e la pena che ti affliggono svaniscano, lo farei anche a costo della mia stessa vita.

Ma non posso; non è in mio potere, e tutto è reale, troppo reale per potersi permettere il lusso di sottovalutare la cosa.

Sii cauta. Nasconditi, se devi, e cerca di entrare in contatto quantoprima con le autorità della Federazione: loro ti proteggeranno.

Abbi fede, Liselle: ci sono tante cose che vorrei spiegarti, ma non posso, non oso. Questa è forse l'ultima missiva sicura che mi e' dato spedirti: le squadre di pattugliamento dei rivoltosi stanno rastrellando le tenute di questa provincia sperduta, e presto o tardi saremo costretti a partire anche da qui. Non temere per noi, tuo padre è ancora abbastanza influente da assicurarci passaggi sicuri e veloci in tutte le provincie dell'impero. Saremo al sicuro, dunque non darti pena per noi.

Ancora una volta, Liselle, ti esorto ad essere prudente. Non sai a cosa vai incontro.

Figlia mia... Potrai mai perdonarmi, Liselle?

Che lo sguardo di Chastil il Giusto vigili sul tuo sonno...

Con infinito amore ed affetto,

tua madre, Charlene.