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Dal diario personale di Zorg Kuraidhel

- Giorno I -
Oggi ho iniziato le ricerche su questa antica creatura e sul luogo in cui dimora.
Prima di cercare il luogo, però, devo capire quale genere di creatura ho davanti.
La descrizione che mi è stata fornita è abbastanza dettagliata e ricca di particolari, ma purtroppo il bestiario che ho in Accademia è sprovvisto di disegni: mi tocca leggere ogni singola descrizione; ci vorrà qualche giorno di studio.

- Giorno II -
Fortunatamente, di mostri così non ce ne sono molti e sono riuscito a fare un'analisi sommaria del libro, restringendo la lettura attenta alle sole aberrazioni.
Il dettaglio fornitomi che denomina questa creatura come "Antica" è di vitale importanza, perché mi può aiutare ad eliminare alla prima lettura le aberrazioni più comuni.
Se è antico... questo essere è anche raro, o unico.
Ora riposo, domani finisco la lettura: spero di arrivare presto a una conclusione.

- Giorno III -
Purtroppo Therial pullula di creature antiche e uniche, tuttavia da quanto ho capito, quella che devo cercare è chiamata propriamente così.
La ricerca è stata lunga, ma alla fine sono riuscito ad identificare una possibile creatura: non mi resta che trovarla.
Devo recarmi sottoterra, in un luogo altrettanto antico, cercare un'entrata perduta tra catene montuose, e andare sempre più in basso, dove l'oscurità è tale da rendere inutile qualsiasi senso visivo, se non fosse per il fuoco eterno alimentato dalla terra stessa.
Lì troverò l'Antico, ne sono sicuro.

- Giorno IV -
Mi sono preparato per questo viaggio nell'oscurità, sarò come un'ombra notturna, invisibile e silente, esploratrice cauta di questo mondo buio.
Devo entrare nella bocca della balena: il problema, come sempre, è uscirne.
Non utilizzerò la magia, per non destare l'interesse delle creature che vigilano nell'oscurità.
Oltrepasso in volo alcune montagne e poi atterro là, dove un varco mi attende immoto da secoli: le fauci della balena.
Le prime visioni nell'oscurità... le ignoro e passo oltre: io sono qui solo per osservare.
Sono entrato, ma questo mondo già lo conosco, sono già stato qui. Mi guardo intorno, cammino con passo ovattato lungo le pareti di roccia fredda, come fossero di ghiaccio, una caverna di ghiaccio: ma vedo solo pietra.
Giungo infine in una stanza e mi rendo conto di dove mi trovo: è qui che ho vagato tanto a lungo come spirito, è qui che il mio primo maestro mi portava a fare le mie prime esperienze e mi iniziava all'Arte.
Mi addormento, conscio di non essere più fisicamente su Therial, di essere in un Limbo tra la vita e la morte, come tanti anni fa, come sempre, d'altronde.
Mi addormento così, tra le Sue braccia, o di quella che può essere una Sua emanazione.

- Giorno V -
Mi risveglio, mi guardo intorno e rammento di essermi svegliato. Per il mio corpo il sonno è una necessità, non fa differenza con la veglia se non per pure funzioni vitali. Il sonno è per me un abbandono, sì: un temporaneo abbandono del corpo.
E, perché no? Mi riaddormento così come mi sono svegliato, tra le Sue braccia.

- Giorno VI -
Mi sveglio sdraiato sul bagnasciuga di una spiaggia, circondato da resti ossei umani e non. L'acqua arriva a pochi centimetri da me, nera come la pece e tuttavia fluida, odorante di sangue e putridume organico.
Potrei mettermi in affari coi demoni e fondare una città dove i drow possono venire a oziare "a prendere il buio", ma ho altro da fare.
Sorrido da solo e proseguo fino alla fine della spiaggia, dove si entra in una foresta.
Il sentiero è angusto; 'è il minimo' - mi dico - e ho la costante sensazione di essere osservato.
'Sono in casa d'altri, è normale...'
Inizio a pensare che il sentiero sembra interminabile quando infine giungo di fronte a dei cancelli fiammeggianti: ci siamo.
Oltrepasso i cancelli e mi ritrovo in un cortile: un castello.
Quale posto migliore potrei trovare per porre la mia dimora, se fossi un essere antico!
Demoni ovunque. Sembrano ignorarmi: forse mi considerano uno di loro, o forse seguono solamente gli ordini...
Giungo alla base di una torre e posso scegliere tra l'andare sopra e andare sotto, verso un'oscurità ancora più buia.
La scelta non è difficile.
Giungo in una stanza dove probabilmente hanno visto la loro fine molti dei prigionieri di questo singolare castello: al centro della stanza un buco dal quale eruttano enormi fiamme provenienti dal profondo.
Non posso proseguire. O almeno, non con il mio corpo.
Mi siedo e mi concentro, il rischio di interferenza è alto.
Chiudo gli occhi e mi vedo fluttuare attraverso le fiamme, quasi ne percepisco il calore e la violenza, e continuo a scendere, finché non giungo in un santuario.
Il posto mi piace, mi trovo a mio agio, ma ancora non ho trovato questo "Antico".
Attraverso tutto il santuario, ed ecco che trovo una stanza con un trono e un cavaliere rianimato da qualche oscura forza di cui, tra l'altro, sento la presenza. Torno indietro deluso e mi dirigo verso un altro passaggio, che si dilunga fino ad immergersi in una nebbia innaturale.
Proseguo e improvvisamente su una parete vedo incise queste parole: "Attenti all'Antico".
L'Antico... allora non ho perduto il mio tempo a venire fin qui.
Oltrepasso un ultimo passaggio segreto ed eccomi infine nel luogo descrittomi in precedenza, davanti a questa orrida creatura.
Sembra notare la presenza del mio spirito, anzi, sta cercando di comunicare con me.
Keftab, è il suo nome, detto l'Antico, e non gradisce affatto la mia presenza.
Non ho il tempo di porgere nè scuse, nè domande che mi risveglio affannato nel mio corpo, innanzi a Keftab, che avanza lento ma inesorabile verso di me, minaccioso.
Vorrei andarmene, ma mi sento stanco, malato e mi manca il respiro.
Fortunatamente, ricordo che il mio corpo non ha molta importanza, e impongo la mia volontà.
Esco dalla stanza e cammino a passo spedito attraverso la nebbia, fino a tornare al santuario, dove il mio corpo perde infine i sensi, giacendo lì sul pavimento per chissà quanto tempo.

- Giorno VII -
Mi risveglio dove ho perso conoscenza, sulla calda pietra del santuario.
Mi rialzo lentamente, vedo l'altare insanguinato, sangue fresco...
Sono in trappola, da una parte l'Antico, dall'altra le fiamme.
Come mi ritrovo in piedi, il mio sguardo si posa su una nicchia che prima non avevo notato... e vi entro.
Vedo uno dopo l'altro i quattro signori dei rispettivi elementi, lungo tutto il cunicolo, fino a giungere infine a una stanza con un portale... che sia un'uscita?
Entro nel portale e mi ritrovo nel cuore di Kyrandor, comprendendo in che pericolo si trovano i suoi ignari abitanti.
Ho visto abbastanza, non mi resta che documentare e trarre le mie conclusioni.
Mi reco in Accademia e inizio a redarre una cronaca dell'accaduto.

- Giorno VIII -
Ho tratto alcune conclusioni.
L'Antico, Keftab, risale ai tempi immediatamente successivi alla venuta degli dei, frutto del caos generato dall'implosione delle due Essenze Prime.
Gli Antichi sono la sintesi di tutto ciò che vi è nel mondo, demoni nello spirito e nel corpo, e i demoni sono la loro progenie. Nel corso dei secoli la loro progenie si è evoluta, ma loro sono rimaste creature caotiche in tutto e per tutto.
Keftab, l'ultimo Antico, ha sterminato i suoi fratelli dal primo all'ultimo, per ottenere il predominio sull'Abisso.
I demoni, però, ormai più evoluti, si sono ribellati al loro stesso padre, e un potente demi-lich, un demone lich, gli è riuscito a sottrargli la Spada degli Antichi, confinandolo nei sotterranei, in una bellissima stanza degna di un re.
Ora il demi-lich governa nel castello, forte della Spada degli Antichi, affidata a un suo servo, un antico cavaliere rianimato, guardiano del Santuario della Morte, il sigillo stesso della prigione di Keftab.
E gli elementi? Sembrano puri princìpi, lì in basso, più idee che altro, come un'archivio: pergamene viventi che spiegano come si muove il mondo. Forse è un gioco di parole, la doppia accezione della parola principi: prìncipi e princìpi degli elementi. Ma non è di questo che devo parlare. Quello che posso dire, è che di sicuro, non sono demoni, ma comunque un'arma potente.

Queste sono le mie ipotesi, basate su quello che ho letto, su quello che ho visto, su quello che ho vissuto.

Astro Oscuro

Quest'astro oscuro

che del color mi tinge

della remota vita

io non ne fuggo

ma mi riparo

sotto il pensiero

per non perire

bruciato dall'ombra.

Nel cuore una tenebra

il futuro pervade

come una luce

che vince la notte:

scura è la stella

che assorbe il chiarore

di giovinezze passate

e di dolci ricordi spenti.

Oggi è stata una giornata molto lunga... e dolorosa...

Potrei considerarla una brutta giornata se il mio potere non fosse aumentato considerevolmente... orrenda!

Tuttavia, preferisco definirla lunga... molto lunga...

Oggi ho ulteriormente perso buona parte della mia umanità;

ho perso un'illusione già fallace in partenza; ho perso la speranza in un futuro eventualmente impossibile;

ho perso...

...ho perso...

Ma ciò che di saggio insegna il soffrire, io l'ho imparato appieno, accettando la punizione divina che mi è stata inflitta...

Tutto ha uno scopo... ed il mio lo conosco bene: e son disposto a sacrificare la mia vita per la Nera Signora!

Tutto è vanità... tutto ciò che facciamo in vita non è altro che un vano affanno per evitare la noia dell'Attesa Ultima...

Ma posso dire di aver sofferto invano?

Mia Signora, proteggimi da tali sentimenti...

Nell'incertezza mi sono aggrappato all'unica cosa certa...

Oggi ho fatto il tatuaggio della mia Signora...

Che tutti vedano il marchio e il sigillo del mio asservimento!

È paradossale pensare che proprio la Dea della Morte abbia dato un senso alla mia vita...

Oggi mi sono fermato un momento a pensare e mi sono chiesto che cosa stavo facendo... che significato aveva la mia vita... io che servo la Morte...!

Spero di trovare presto una risposta...