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Giunto a Kyrandor lo incontrai.

Egli mi offrì un posto ove dormire e mi fece da maestro durante la mia giovinezza.

Era un uomo esile, di media altezza. i capelli lisci e castani e dei grandi occhi neri, sempre carichi di determinazione.

Seppure fosse ancora giovane, mi sentivo onorato d'essere suo allievo, la sua forza non era proporzionale alla sua robustezza, la sua agilita' non era paragonabile a nessun'altra avessero fino ad ora visto i miei occhi.

Il suo elmo, rappresentava la testa d'un grifone, con gli occhi di questo congruenti a quelli della persona che lo indossasse..

Il suo scudo. Come sull'elmo anche su di esso la raffigurazione di un fiero grifone dalle ali spiegate, questo lo aiutava in battaglia a proteggersi anche dagli attacchi piu' devastanti

La sua spada gli permetteva di fare breccia nelle corazze piu spesse

Egli non teneva altro equipaggiamento perche' riteneva che questi erano gli unici oggetti necessari.

Un giorno egli decise di proseguire il mio allenamento nelle foreste di Skar'Drak, quello sarebbe stato il mio primo giorno di prova contro dei veri nemici.

Giunti nell'oscura foresta a sud della citta' egli mi ordino' di illuminare con una lanterna e cominciò a farsi spazio tra i rami tagliandoli con una scimitarra

La notte regnava incontrastata su quella foresta mentre dei silenziosi rumori riecheggiavano fra gli arbusti.

Sentendo dei rumori Krosiss sguainò prontamente l'arma e mi disse di comportarmi allo stesso modo.

Nel breve attimo in cui mi accingevo ad impugnare la lama, una strana creatura mi balzò addosso!..

Era uno strano omuncolo dalla pelle verde cosparsa di tatuaggi tribali.

Egli saltandomi addosso tentò di infilzarmi. I suoi occhi accesi di una ferocia incontrollabile.

Ero stupito, ma al tempo stesso lo scaraventai a terra e gli puntai la lama dell'arma alla gola. Quando notai che egli non accennava a  fermarsi decisi di terminare la sua vita col freddo acciaio.

(continua)

Perche' combatto.. non lo so.. 

So solo che e' quello che ho sempre fatto, cio che facevo sin dalla giovane eta', ed e' cio che sempre faro'.

Combatto ora, come combattei il momento in cui mio padre mori'.

Lo ricordo ancora... Con la sua armatura scintillante, il suo dorato elmo, con dei possenti pennacchi rossi su.

La fierezza del suo combattimento era rappresentata dall'inegualiabile stile con cui faceva roteare la sua arma sulla testa per infine farla incontrare col duro metallo delle corazze avversarie, con estrema rapidita', come se la spada che stesse impugnando fosse leggera come una piuma.

I suoi capelli dorati risplendevano alla luce di kyra, e la sua figura spiccava tra le tante, anche per la particolarita' del suo vestiario, i risparmi di lunghi tempi, furono investiti per esso, e per il combattimento, per gli scontri.

La battaglia era gia persa, ma egli continuo' a lottare fino allo stremo delle forze.

La sua morte.. non fu quella di un eroe, il suo corpo venne ammassato sugli altri, e altri su questo 

Prima della sua morte mi ordino' di nascondermi, e di raggiungere la citta' di Kyrandor, e quindi un tale Krosiss..

( continua:'P )

"Ser Mekreth, vorreste allenarvi?"

..Ricordo ancora quelle parole

..Quel giorno mi sentivo in forze, decisi di allenarmi, in compagnia di Mekreth.. Poi si unì un giovane allievo di Aral, ormai conosciuto cavaliere del sacro ordine.. Sembra promettere bene, in fondo ha un buon maestro.. lui. 

Mekreth pareva triste, per motivi che non mi rivelo', la sua tristezza presto si trasformo' in rabbia.. Egli sembrava come sfogarsi su quelle creature, i suoi fendenti dilaniavano le loro carni con aggressivita' e brutalita' mai vista

"Oltrepassati i cancelli oscuri si getto' sul nemico velocemente, non sembrava essere in lui, ed io.. impugnai le mie spade migliori, la corazza di scaglie, e l'elmo di grifone.. In qualche modo, non lo concepivo come un allenamento, ma come se dovessi dimostrare a me stesso, d'esser piu' abile di Mekreth con la spada

il giovane allievo ci guardava perplesso, come se fossimo impazziti.. non posso biasimarlo.. quel giorno mi sentivo strano.. qualcosa mi attirava al nemico, non riuscivo a distrarmi dalla voglia di affondare col freddo acciaio nelle carni di quelle creature

- Lo spirito animale presto o tardi riemerge -

Poco dopo si aggiunse un nano a noi, un amico di Korsath, il generale della nota Armata dei Supremi combattenti.. un tempo non molto lontano ci allenavamo insieme.

Successivamente.. Aral giunse per aiutare l'allievo nell'apprendimento dell'arte della spada.

Col suo aspetto nobile, si avvicino' a cavallo a noi combattenti, avvolto in un aura dorata: come se fosse stato l'eroe di una fiaba.

...Vidi il terrore nei loro occhi, prima che la lama incandescente penetrasse loro nel petto, come se fossi io l'essere malvagio, giunto lì solo per il piacere di togliergli la vita

Il sangue sparso fino agli angoli piu' oscuri e tetri, le viscere sparpagliate in quel miscuglio di rimanenze, come se un turbine di lame avesse fatto in minuscoli pezzettini tutti loro

- Lo spirito animale prima o poi riemerge, inevitabilmente -

Uccidemmo l'ultima creatura.. e quando mi voltai notai solo due ammassi di cadaveri

*Tolsi l'elmo, mi posi tra i due cimiteri riponendo la spada incandescente.*

"Non sempre riusciamo a controllare le nostre azioni"

 

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