← I Reperti · Sola lettura · Cerca nell’archivio

Una stanza, scura, illuminata da cinque bracieri e cinque grandi ceri, posizionati a formare una grande e particolare stella.

Silenzio. Inquietante silenzio vibrava nell’aria…non un filo di vento, le fiamme dei ceri svettavano immobili, le braci ardevano silenziosamente.

Una voce interruppe la calma innaturale:

«Écinque bracieri nel cerchio più esterno, perché il sapore del mondo non penetri all’interno…»

Sommessa, la prima frase del canto percorse la stanza, sfiorò uno a uno i bracieri, che scoppiettando crebbero in forza e caloreÉuna goccia di sudore percorse il viso della figura poco distante dal cerchio, che rimase immobile, e proseguì il canto:

«Écinque ceri nel cerchio più interno, perché il potere demoniaco rimanga all’inferno…»

I ceri vibrarono di forza sconosciuta, e il colore delle fiamme divenne di un colore diverso per ogni ceroé

«Éblu, perché il cielo non crolli sotto la forza del demone....verde, perché la natura protegga i suoi figli dalla corruzione infernaleÉrosso, perché il demone non senta l’odio e il sangue che scorre su questa terraÉbianco, e poi nero, perché nella loro eterna lotta, distraggano e confondano i servi del Principe dei Demoni…»

La figura, vestita in modo molto particolare e vistoso, chiuse gli occhi, irrigidendo le membra e cercando una concentrazione interna che ben poche volte aveva sperimentatoÉdoveva concludere il canto, il rischio era molto altoÉne valeva non solo della sua vita, ma di quella della sua amataé

E come posso lasciare mia figlia…così splendida, così intelligenteÉdi nuovo sola?

Devo farcela...DEVO FARCELA!

«..ASMODEUS!!!! Sto creando una breccia nel tuo piano infernale, e TU-NON-POTRAI-PASSARE! Arrenditi alla potenza di Dei più forti di te, che hanno creato questo mondo...»

Nubi grigiastre si addensarono nel cerchio, la stanza cominciò a tremare…l’intonaco si staccò, pezzo dopo pezzo, dalle pareti, sotto lo sguardo deciso dell’evocatore.

All’interno del cerchio, d’improvviso, si creò una breccia infuocataÉquasi una ferita aperta e infetta nell’aria, ributtante di orrori mai vistiÉondate di energia sbattevano impotenti contro il cerchio di evocazione, mentre i ceri lottavano per frenarne l’avanzata.

Uno dopo l’altro, l’evocatore lanciò sul cerchio e sull’energia incantesimi su incantesimi, intessendo reti di protezione, scudi, e cercando di controllare il canale di comunicazione tra i due piani.

Quasi non sento più le bracciaÉma devo insistere, devo continuareÉpresto dovrò chiamare il Demone, e se vengo sopraffatto qui…sarà la fine.

Ma ne vale davvero la pena di rischiare tantoé

ÉAnnyreÉti troverò…dovessi evocare e sfidare ogni singola CREATURA DELL’INFERNO!!

«ÉASCOLTATEMI, TA’NARII!!! CHIAMERO’ UNO DEI VOSTRI SERVI, E VOI NON OSERETE INTERVENIRE, PERCHE’ COSI’ VOGLIONO LE REGOLE DI QUESTO PIANO!!»

Un urlo di rabbia, scherno, dolore e malvagità si riversò dalla breccia infuocata.

Con un ultimo estremo sforzo, l’evocatore strinse i denti, e pronunciò la parola di potere che avrebbe evocatoÉforseÉil demone prescelto.

«ÉGLABREZU!!»

Un ruggito innaturale esplose dalla ferita temporale, all’interno del cerchio, e un qualcosa cominciò a prendere formaé

Dopo le ultime, roboanti esplosioni, la nube si disperse, e all’interno del cerchio c’era un essere enorme.

Faccia animalesca, quasi caprina, larga e rovinata. Il colore della pelle era rossastro, una peluria spessa e ruvida ricopriva il suo corpo muscoloso e bestiale. Al posto delle mani, c’erano due chele, spaventose e seghettate, e le zanne sporche e lunghe fuoriuscivano dalle fauci, che lentamente si aprivano e chiudevanoÉinesorabilmente sarcastiche e vogliose.

Lo sguardo del demone esaminò tutta la stanza, mentre con la coda e con le chele, lentamente, saggiava la resistenza del cerchio.

Stolto.

Gli occhi rossi e crudeli del demone erano fissi in quelli dell’evocatore, che stava riprendendo fiato ostentando sicurezza.

Come osi evocarmi? Come osi pronunciare il nome del Principe?

Come OSI sottrarmi ai miei..

«Silenzio, Glabrezu.»

Il terribile demone, costretto dalle leggi del piano d’esistenza e dalla magia del cerchio, non poté replicare. Prendendo tempo, rimase apparentemente immobileÉmentre con la mente sondava ogni minima parte del cerchio, per trovarne una falla.

«Tu sei qui solo per uno scopo. Rispondere alle mie domande.»

L’evocatore si avvicinò di un passo, scrutando l’espressione del demone. Ricambiò lo sguardo freddo e indifferente, racimolando in se tutto il coraggio possibile.

«Tu hai collegamenti con il piano negativo dell’esistenza. Dall’Abisso, puoi trovare informazioni per una persona legata al piano negativo.»

L’evocatore si avvicinò di un altro passo, mentre le sue mani si riempivano di magia blu e rossa.

«TU le troverai. E me le porterai, qui, quando ti evocherò fra due giorni.»

Il demone aveva ascoltato tranquillamente le sue parole, senza scomporsi, testando quasi tutto il cerchio, senza trovare falle. Sentendo tornare la possibilità di rispondere, decise di prendere ancora un po’ di tempo.

Chi cerchi, mortale? Dev’essere grande il desiderio, per costringerti a un evocazione simileÉtu che sei nient’altro che una parodia di mago.

L’evocatore indurì inconsapevolmente la mascella, mentre raccoglieva in se le energie necessarie per il prossimo passo. Un piccolo movimentoÉche il Demone notò, inarcando sarcasticamente la bocca, in una sorta di sorriso sprezzante e crudele.

Perché e’ questo che sei, vero, finto-mago? Una parodiaÉper quale motivo hai imbastito questo teatrino? Quale persona e’ tanto importante da farti avvicinare alla morte e alla dannazione eterna, faccia a faccia?

Una risata agghiacciante fuoriuscì dalle fauci del Glabrezu, che finì di testare il cerchioÉsenza trovarne falle.

La risata finì d’improvviso, lasciando sullo sguardo del demone odio puro.

Lussuria! Questo ti guida, sciocco mortaleÉsecondo le leggi che tu hai invocato, gli stessi dei che hai interpellato, questo motivo basterebbe a far fallire il tuo cerchio, stolto elfo!

Il cerchio vibrò tremendamente, i ceri si fecero tremolantié

Il demone, sogghignando di malvagia soddisfazione, cominciò a recitare..

Stelle di fuoco ricamano sulla tela notturna

il ritratto di entità ignote.

Ombre evanescenti sorgono sulla superficie di un lago nero.

Corpo su corpo,

come serpenti avvinghiati al fallo del demonio,

mani che percorrono lineamenti convulsi,

lingue ardenti che si cercano fremendo,

gocce di rugiada sul petto ansimante.

Flebili sospiri di un piacere profano,

canto di angeli rinnegati,

accompagnano con ritmi cadenzati

le movenze su una coltre di tenebra.

Tutto svanisce, come fumo spazzato da un soffio di gelido vento,

e restano solo due anime,

preda di una libido oscuraÉeccitante.

Ti sembra che il cuore vomiti un fiume di fiamme,

e la tua mente, tesa verso l’empietà del desiderio,

diventa un empireo di carne.

Il cerchio vibrò, sempre più forte, e ondate di energia oscura attaccarono all’unisono i ceri...

Poi un grido eruppe dalle labbra dell’evocatore, raccolta tutta la forza nel suo corpoé

«IMMONDO ESSERE! Tornerai ove piove fuoco su valli di metallo fuso, dove vortici di anime spazzano via le urla dannate! La persona che devi trovare e’ colei che possiede l’altra parte del mio cuoreÉTROVA INFORMAZIONI SU COLEI CHE SPARVE E MAI TORNO’ PER RITROVARE LA META’ DEL SUO CUORE, COSA UNICA INSIEME AL MIO, MOTORE D’AMORE E PASSIONE!»

Un grido di rabbia e frustrazione eruppe dal cerchio e dalla fenditura purulenta, ributtante di orrori infernaliÉpiaghe verdi e gialle, infette e piene di pus, comparvero sul corpo del Glabrezu, che agitava le chele alla cieca, impazzito dal dolore.

«DEMONE! GLABREZU! DIMMI IL TUO...NOME!!!!!»

AAAAAARGHHH!!

AAAAAAAAAAAAAAARRRGH!!!

MALEDETTO! MALEDETTO! PERIRAI INFINITE VOLTE, SOFFOCATO DAL TUO STESSO DOLORE!!

LURIDO MORTALE, MORIRé

«Non osare resistermi! Ti ordino di rivelare il tuoÉNOME!!!» L’evocatore lanciò un potente fascio di energia sul demone già indebolito, dando forza alla parola di potere.

MUAAAARRRRRGHHHH!..KOTZUMAAAAAAA!!!

AAAAAARGH!!

«Kotzuma! Io ti chiamerò in questa stanza, dieci, cento, mille volte, facendoti soffrire in tutti i modi possibili, finché non mi porterai le notizie che ti ho chiesto!!»

RRRHHHÉBene mortaleÉRRRHHHÉHAI VINTO! MA KOTZUMA NON DIMENTICA!

SOFFRIRAI, TU E LA TUA SGUALDRINAÉE QUELLA BELLA FIGLIOLé

Con un grido di rabbia, l’evocatore coagulò tutta l’energia rimasta in un unico, devastante raggio di luce, che attraversò il cerchio e colpì il demone in pieno petto, scaraventandolo nelle profondità dell’inferno...

Tutto tacque. La breccia si stava chiudendo, l’evocatore era riuscito nel suo scopoé

Ce l’ho fattaé

Un esplosione improvvisa fuoriuscì dalla breccia, larga ormai neanche un palmo, e colpì l’evocatore, completamente impreparato.

Una risata crudele e agghiacciante si spense, mentre la breccia si chiudeva e il corpo dell’elfo grigio giaceva a terra, privo di sensiÉforse di vita. Le sue vesti, appariscenti e particolari, erano ora resti bruciacchiati sulla sua pelle escoriataé

(pensieri, flussi di pensieri)

Ahhh! Che sensazioni! Che gioia infinita!

Io, un essere che fonda la sua vita sulla razionalita', sullo sfruttare le debolezze altrui a proprio vantaggio...io, che mi lascio trasportare dai sentimenti! Mai!

Ah..ma che occhi! e che bocca, dolce, dolcissima bocca...

Al diavolo!!! Non posso abbassare la guardia...nemici, ovunque, possono sorprendermi, distruggere in un piccolo, minuscolo momento, tutta la mia vita...tutta questa gioia!!!

AH, CHE GIOIA!

pero' ora basta. devo ritrovare la tranquillita'...

quella ragazza, cielo quanto e' bella!!

Non so il suo nome..ma e' stato bellissimo baciarla.

Se non ritrovo la mia compostezza, perdero' il lavoro...e sicuramente anke la mia vita.

( con uno sforzo di volonta' chiude i suoi pensieri, fluttuando nel subconscio )