Rileggo, per l'ennesima volta, il rapporto: c'è tutto, non manca nulla.
Sono una Legislatrice, votata al dovere e alla giustizia. Perché essere turbata così da una missiva? Non sono forse abituata, ormai, a dover leggere o ascoltare le più straordinarie scuse e iperboliche menzogne? Trattare individui più infimi della melma di fogna, facce di bronzo, criminali incalliti, pazzi maniaci omicidi...
Ordinaria amministrazione. Cosa mai sarà l'ennesimo figuro mascherato e reticente, se non un banale caso come mille altri se ne presentano ogni giorno?
Eppure no, non riesco a convincermi, non è uno dei normali e banali casi. Qualcosa che non riesco ad individuare con precisionie, qualcosa che però mi porta d'istinto a credere alle sue parole, quantomeno a concedergli il beneficio del dubbio.
No, no, inutile che mi racconti bugie da sola: io gli credo.
Qualcosa nei suoi modi, nel tono della voce, nella scelta delle parole. Nella calligrafia, sì, anche quella, la calligrafia di una persona istruita e raffinata.
Sembra un mendicante, quasi uno straccione, eppure non lo è, non può esserlo.
Rileggo ancora una volta la missiva.
"Non era mio intento, lo giuro farvi del male, ma fino a quando l'ultima prova d'amore che resta al mio cuore non avro' portato a termine, la mia identita' deve restare celata."
Il mio dovere è non dare peso alle parole, per quanto toccanti possano essere. Il mio dovere l'ho fatto.
Il mio dovere di Legislatrice.
Ma la mia anima, di donna, è stata ugualmente toccata.
Amore. Una parola che muove le montagne: amore.
Lo sento, non è usata con leggerezza questa parola. E' pesante più di mille macigni, sulle spalle di quell'uomo.
Sarà il mio perduto amore, il mio cuore ferito, che così ancora mi rende sensibile?
Amore... come posso io, donna, restare indifferente e non lasciare che egli compia, la sua ultima, pesante, prova d'amore?
Stringo nella mano il pizzico di polvere desertica uguale a quella che mi ha accecato, e una spiga di grano. Mi perdo qualche attimo a fissare la spiga, il suo colore di grano maturo, chiedendomi cosa tutto ciò significhi. Un fremito, nella mia forza, un'istante solo e poi più.
Il mio dovere l'ho fatto, la giustizia seguirà il suo corso.
Il mio cuore, ignoto viandante, ha voluto crederti.
Fuggi, e compi la tua prova d'amore. Lo devi, ora, anche a me.
Non deludermi.
Non un'altra delusione, non un'altro inganno. No.
La sabbia scivola via, tra le mie dita.