Una scintilla, un barlume di luce, forse, in una giornata terribile.

Tremens, che immenso calore ha scaldato il mio cuore, oggi, rivederti. E ascoltare le tue parole.

Un mago, di un'altra magia, quella di mescolare i colori dell'arcobaleno alle nubi, e con essi rievocare ricordi che non ho più.

Il tuo cuore puro, l'innocenza dei tuoi gesti, delle tue attenzioni, il dolce suono della tua voce... un sollievo insperato per la mia anima esulcerata.

Forse questa è la via; non ho più ricordi miei, e mi stai donando i tuoi, i nostri, che fluiscono nella mia mente vuota, dolci come il miele.

Per un istante ho rivisto, vivida, me stessa con in mano il pugnale, a terra i resti di un minotauro, all'Accademia, e tu, ragazzo dai capelli resi bluastri da un esperimento sbagliato, venire verso di me, con l'aria spaesata, il sorriso disarmante e tante strane domande.

E per la prima volta ho riconosciuto qualcosa.

Me stessa.

Così poco, forse, eppure così tanto.