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La Biblioteca di Therial · Volume III

Decalagon Chyrion

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Decalagon Chyrion, il Cavaliere Senza Sogni

La Spada di Cristallo

Un volto, molte storie.

Le Leggende✦

Memorie del forum · 2005–2007

Decalagon Chyrion

Decalagon apre il diario del padre Arhakor e torna alla città di Paranor. La rovina di una famiglia dà origine al suo lungo cammino; le pagine successive ne conservano incontri, prove e ricerche rimaste aperte.

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Sono incluse tutte le parti conservate, dalle memorie familiari alle continuazioni sulla prova del Valore. La ricerca nelle ultime pagine resta aperta: non viene aggiunta una soluzione.

Therial · Volume III20 / 84

20 / 84 · Decalagon Chyrion

Il capitolo aperto

Decalagon Chyrion

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Decalagon apre il diario del padre Arhakor e torna alla città di Paranor. La rovina di una famiglia dà origine al suo lungo cammino; le pagine successive ne conservano incontri, prove e ricerche rimaste aperte.

Sono incluse tutte le parti conservate, dalle memorie familiari alle continuazioni sulla prova del Valore. La ricerca nelle ultime pagine resta aperta: non viene aggiunta una soluzione.

Therial · Le Leggende✦
Indice del volume
  1. La Spada di Cristallo
  2. La Spada di Cristallo · 2
  3. La Spada di Cristallo · 3
  4. La Spada di Cristallo · 4
  5. La Spada di Cristallo · 5
  6. La Spada di Cristallo · 6
  7. La voce di Flaminea
  8. La Spada di Cristallo · 8
  9. La Spada di Cristallo · 9
  10. La voce di Un'ombra
  11. La Spada di Cristallo · 11
  12. La voce di Un'ombra
  13. La Spada di Cristallo · 13
  14. Fonti e attribuzioni

La Spada di Cristallo

Decalagon · pubblicato il 2005-11-20

Testo storico conservato

È strano.. non mi è mai capitato di dover narrare la mia storia ad alcuno, fino ad oggi. Non che sia una storia così terrificante da non poter rammentare, poiché ai tempi di cui sto parlando, il male si squoteva nell'Ovest dell'isola, muovendo armate e distruggendo ogni cosa vivente incontrasse. Ognuno ha la sua storia da raccontare, così come ognuno ha i propri scheletri nascosti nelle oscurità del proprio armadio. Tempi bui, maledetti dagli Dei e dagli uomini. La mia storia ha inizio in queste terre, e per esser più precisi, a Paranor, una oramai decaduta fortezza ove gl'antichi Druidi professavano le loro arti e le loro conoscenze sul mondo e sulla religione di Chastil e Sulu. Il Bene e la Misericordia. Essa era meta di pellegrini provenienti da ogni dove, sia da Therial, sia da altre lontane terre d'oltre oceano. Venivano per pregare e per donare una parte delle proprie ricchezze agli Dei. Era una sorta di Città Stato, e diversi pellegrini non la chiamavano Città, Fortezza o solamente Paranor, ma Lhoòryin: La città del Cristallo Azzurro.

Cristallo Azzurro, questi era il nome d'un antico ordine di Cavalieri che proteggeva le sacre mura della città. Centinaia di guerrieri pronti a donare la vita per difendere tutto ciò in cui credevano, tutto ciò che possedevano, tutto ciò che li legava alla vita terrena. Ma ovviamente, in ogni gregge si nasconde una pecora nera, pronta a logorare dall'interno la serenità del buon vivere. Quest'ultima non era altri che Agorth, l'Arcimago che aveva tra le mani il potere decisionale riguardo a quella che avrebbe dovuto essere una Repubblica Democratica, ma all'interno di Lhoòryin vigeva una dittatura mascherata da Monarchia assoluta. Il braccio armato dei Cavalieri Templari veniva usato per compiere razzie nei villaggi che sorgevano in territorio nemico, e gli ordini erano quelli di eliminare chiunque un giorno possa impugnare una spada. Donne, uomini, vecchi e bambini, nessuno veniva risparmiato. E benché gran parte dei Templari di Chastil si disperasse per le sue gesta, non poteva disubbidire agli ordini. Chi si ribellava all'Arcimago, veniva sottoposto a torture talmente orribili e disumane, che di tanto in tanto dalle Cripte del Monastero di Pietrazzurra s'udivano voci disperate che, fra le urla d'orrore e disperazione, imploravano di poter morire. Ma un giorno, un gruppo di Cavalieri si ribellò a tutto questo, formando un secondo braccio armato di Cavalieri Templari indipendenti, sebbene Agorth tentò di soffocarlo sul nascere. Decine di Cavalieri vennero torturati e uccisi nella Cripta del Monastero. Ma gli ideali, vinsero la morte ed il dolore..

Sul diario di mio padre, non v'è scritto come riuscirono a far vivere questo nuovo ordine di Cavalieri con Agorth in vita e al potere, ma poco importa.. questo lascia spazio a svariate ipotesi, tutte giuste, o forse tutte sbagliate.

Laurelin fu il nome di codesto secondo braccio armato, chiamato così in onore di mia madre, Nimloth. Egli descriveva la sua amata come un dolce fiore primaverile dallo sguardo d'ametista, un pallido raggio di sole immerso nella luce del fiume del destino. Ho qui una delle lettere che Arhakor, mio padre, mandò a Nimloth, la sua amata. Egli le mandava due o tre lettere al giorno, poiché ella viveva in un villaggio lontano da Lhoòryin, ed alle donne straniere non era permesso soggiornare alla Fortezza:

Mia dolce Nimloth, il solo pensiero ch'il tuo dolce abbraccio soggiorna lontano da me, lascia un vuoto oscuro nel mio petto. Ogni giorno mi risveglio pieno di te, e quando il mio sguardo volge l'attenzione alla Kyra nascente, mi par quasi di sentire le tue morbide labbra sulle mie. Il calore della luce mi ricorda Nimloth, il mio piccolo fiore di bianco colore, un fiore che risiede in un campo lontano da codesta triste città, buia e vuota senza il suo profumo. Ogni mio pensiero è rivolto a te, ed ogni volta ch'il tuo viso prende forma nella mia mente, il mio sangue brucia di passione. Solo con la nascita della luna possiamo incontrarci nelle lande del sogno, laddove possiamo stare soli nella pace e nel silenzio, ad amarci all'ombra delle messi dorate, nei vasti campi dell'innocente speranza che forse, un giorno, potrò tornare da te, un'ultima volta e per sempre.

Arhakor

[1] La Spada di Cristallo · messaggio 73709

La Spada di Cristallo · 2

Decalagon · pubblicato il 2005-11-20

Testo storico conservato

- Kelh, chiama Murray e digli di venire immediatamente nel mio studio. Debbo consegnargi un compito. - La voce di Agorth era rauca ed iraconda, mentre dalla grande finestra osservava Arhakor poggiato ad un piccolo muretto, intento a scrivere una lettera. Lo sguardo di ghiaccio dell'Arcimago si gonfiò di odio e rabbia, e null'altro vedeva se non un Cavaliere innamorato. Nel piccolo cortile sotto la torre della Sapienza, non v'era null'altro se non un piccolo pozzo ed alcune galline, un ottimo posto dove scrivere alla propria amata in solitudine. Mai nessun Cavaliere si spingeva fin lì, solo garzoni o stallieri, per via dell'inutilità di quel piccolo buco. Agorth si lisciò lentamente il corto pizzetto grigio con una mano artritica e secca, le cui dita, sebbene ornate da anelli d'oro massiccio, non nascondevano la loro natura scheletrica, quasi somigliante ad artigli. - Bene Maestro. - L'apprendista accennò un lieve inchino, per poi uscire di corsa dallo studio dell'iracondo Arcimago.

Poco tempo passò da quando l'apprendista lasciò la stanza, ed un lento echeggiar di passi nel corridoio esterno, annunciò l'arrivo dell'ospite tanto atteso da Agorth. Bussò alla porta dello studio, attendendo con pazienza l'autorizzazione del Maestro, rimanendo immobile di fronte al portone in ferro battuto. - Venite pure avanti Murray, vi stavo aspettando. - Agorth rimase alla finestra a fissare Arhakor, ora intento ad imbustare il suo scritto. Prima di infilarsi la pergamena in tasca, baciò con affetto il pezzo di carta, per poi allontanarsi con passo sicuro e svelto. Prima di sparire dalla vista dell'Arcimago, volse un breve sguardo all'alta finestra dello studio. Una debole scintilla di paura trasparì dai suoi occhi, ma tempo un secondo ed il Cavaliere svanì dietro un'arcata d'alabastro. - Cosa ordinate, mio Signore? - Un'alta figura vestita di velluto nero s'ergeva di fronte alla grande scrivania dello studio, alta e dalla muscolatura imponente. Nulla si notava se non le possenti braccia tatuate, dove fiorenti muscoli trasparivano dalla pelle mulatta. Che fosse un prode guerriero, si notava dal portamento fiero e sicuro, così come la voce profonda e orgogliosa. - Voglio che segui lo scudiero di Arhakor, voglio sapere a chi vanno le sue melense lettere. - Agorth rimase alla finestra, con le mani raccolte dietro la schiena, ad osservare, dall'alto della sua torre, la vita della città sottostante. Ai suoi occhi, i cittadini erano solo piccoli insetti che usava per ingrandire le sue ricchezze, per questo motivo si era fatto costruire uno studio in una torre sì alta, per dare al popolo anche la grandezza di un insetto. Così da poterli schiacciare con più soddisfazione. - Un guerriero innamorato, è come una spada che non taglia. - proseguì Agorth, - Arhakor, sebbene mi dispiace ammetterlo, è uno dei più valorosi Cavalieri della città, e voglio che si decida ad unirsi a me. - - Che cosa avete in mente, mio Signore? - Agorth rimase per qualche istante in silenzio, fissando un punto vuoto all'orizzonte, carezzandosi quasi morbosamente il pizzetto grigio. Quasi di scatto si volse verso Murray; il suo sguardo era sgranato in una smorfia di maligna felicità, così come le sue aride labbra disegnavano un sorriso di soddisfazione. - Uccidi la ragazza, in questo modo la disperazione di lui lo renderà più malleabile. La sua mente, sarà mia, e con Arhakor al comando dell'esercito, tutte le città dei dintorni saranno in mio possesso. - ghignò con sadica gioia, fissando il volto di Murray oscurato dal cappuccio. - Vai ed esegui. - Terminò così la discussione, lanciando al guerriero un sacchetto colmo di monete d'oro. Murray non disse nulla, si limitò ad afferrare al volo il sacco di monete con una mano, per poi volger la schiena ad Agorth, e lentamente uscire dallo studio, chiudendo la porta una volta uscito. Il rombo del portone echeggiò per la torre come il brontolio d'una tempesta lontana, seguendo Murray oltre le tenebre della stretta scala a chiocciola.

Murray... non un guerriero glorioso, come aveva sognato di essere nell'infanzia, immaginandosi fra le fila dei Cavalieri Templari. Al contrario, era divenuto un assassino di professione, al servizio di uomini senza scrupoli come l'Arcimago Agorth. Il suo spirito si estinse quand'era ragazzo, e da allora la sua vita cambiò radicalmente:

Avrà avuto all'incirca sedici anni. Suo padre passava il tempo ad affogare i denari in vino e birra, mentre sua madre era una prostituta, obbligata a fare questo sporco lavoro dal marito per procurargli i soldi per l'alcool. Credo sia per questo motivo che la disperazione del ragazzo arrivò oltre i limiti dell'umana sopportazione, finché crollò come un castello di carte in balia del vento. Una notte, nel sonno, fece un sogno.. o, per meglio dire, un incubo. Egli volava nel cielo di mezzodì, accompagnato da due piccole fate dai lunghi capelli dorati e dallo sguardo di cristallo. Cantavano con voce melodiosa e malinconica, mentre lo accompagnavano nel vento tenendolo delicatamente per le mani. S'alzava sempre di più, arrivando quasi a sfiorare il cielo.. ma improvvisamente le fate mutarono in neri corvi, e ridendo con voce rauca e sadica lasciarono improvvisamente la presa, e lui precipitò nel vuoto. Quando si schiantò al suolo, la terra si aprì e lui venne inghiottito in una voragine oscura. Il nulla. Tentò di fuggire, ma ogni sforzo risultò vano. Poteva correre fino a svuotare i polmoni, ma non trovava altro che oscurità, null'altro che oscurità. Finché una voce si materializzò nella sua mente dominata dal panico..

- Quello che vedi, ragazzo, è il luogo in cui le anime dei defunti giungono una volta staccate dal corpo terreno. Il mondo in cui tu vivi, è solo una dimensione creata dagli uomini per esorcizzare il nulla. Tu hai visto il nulla ragazzo, e niente sarà più come prima, niente! -

Quella notte, Murray morì dentro, e di lui non rimase altro che un guscio vuoto. L'assassino perfetto.

[2] La Spada di Cristallo · messaggio 73711

La Spada di Cristallo · 3

Decalagon · pubblicato il 2005-11-25

Testo storico conservato

Due giorni dopo, nel lontano villaggio di Darèah, le nuvole ombreggiavano i raggi di Kyra, che poco riuscivan a trafiggere il grigio manto, donando una luce argentata che andò a dominare l'intera contea. La lunga catena montuosa di Benhastul dominava con fierezza l'orizzonte, mentre le grandi cime innevate dei ghiacciai eterni osservavano il trascorrere del tempo infinito dall'alto della loro magnificenza. Arhakor quel giorno attraversò lunghe vallate e fitte foreste, per giungere dalla sua amata Nimloth. Oramai nulla più temeva quando solo il viso di lei si disegnava nella sua mente malata d'amore. Nemmeno i banditi del Nord potevano scoraggiarlo dal viaggiare in solitudine attraverso terre selvagge. Ad ogni metro di strada guadagnato, il suo giovane cuore pompava un'impazienza che non era dote di Cavaliere, ma di ragazzino innamorato. I suoi occhi potevano solo riposare nell'anima di lei, e quando essi non vedevano altro che le fredde mura di Lhoòryin, un vuoto impenetrabile di nostalgia lo logorava lentamente dall'interno... molto lentamente. Il suo destriero maculato divorava la strada sterrata con l'impeto d'un antico predatore ch'insegue la preda. I suoi polmoni ed i suoi zoccoli erano un tutt'uno col vento gelido che soffiava la sua rabbia attraverso il sottobosco della foresta di nessuno. Ma ecco.. ora al limitare degli alberi s'intravedevano le prime case di Darèah, con i loro camini che sprigionavano un fumo grigio, che quasi profumava di resina e aghi d'abete. Le capanne in legno e paglia provocavano nella mente del giovane Cavaliere una nostalgia ch'era impari a qualsiasi alto sentimento, sia esso negativo o positivo.. Ricordavano la sua infanzia, passata nella spensieratezza d'un villaggio del sud-ovest, dove solo enormi vallate d'erba ed alberi dominavano i colli profumati, e placidi ruscelli di cristallo scorrevano attraverso quel mare verdeggiante. Quanti ricordi...

Attraversò il villaggio con la fretta d'un dannato, cercando con lo sguardo la piccola casa di Nimloth. Ancor non gli pareva vero che l'Arcimago gli avesse dato un giorno di permesso per poter andare dalla sua amata. Gli sembrava strano, ma non si fece insospettire. Tuttavia, il suo sguardo, sebbene alla ricerca di Nimloth, non potè fare a meno di notare che molta gente del villaggio stava correndo nella sua stessa direzione, per poi andare a raccogliersi attorno ad una piccola capanna. Un lento brusio di voci, alcune inorridite, altre ripiene di rabbia, altre impaurite, arrivò all'orecchio di Arhakor, che non potè fare a meno di frenare e di smontar da Cavallo. -Aspetta qui Kharon, torno subito.- Disse il Cavaliere rivolto al suo cavallo, legando le redini ad una piccola palizzata in legno, per poi recarsi con passo veloce verso la folla, accumulata di fronte a quella che pareva la casa di Nimloth. Il suo mantello vermiglio sbatteva sulla pesante corazza d'argento con l'aiuto del vento. Arhakor fermò una donna in preda alle lacrime che si stava staccando dalla folla, forse per tornare alla propria capanna. -Ehi vecchia! Che è successo?- Ella camminava con la schiena ricurva, aiutandosi con un vecchio bastone da passeggio. Il pesante scialle di lana rosso scuro non nascondeva la sua leggera gobba, che faceva capolino da sotto i pesanti vestiti. -Hanno ucciso una fanciulla!- Rispose la donna in preda alle lacrime ed ai singhiozzi, volgendo lo sguardo ad Arhakor. -Chi?- -Oooh.. Una cara ragazza.. veniva tutti i giorni a cucinarmi il pane e a tagliarmi la legna.. Povera figliola.. Povera figliola..!- Nient'altro riuscì a dire, poiché si sottrasse al Cavaliere volgendogli le spalle, per poi allontanarsi in preda a singhiozzi disperati. Sul volto di Arhakor si disegnò una smorfia amara, che vacillava tra la speranza e l'incertezza, un sentimento che giaceva nell'oblio della disperazione più oscura. -Fate largo! Fatemi passare!- Il giovane si fece strada attraverso la folla, gridando alla gente di spostarsi. La sua voce era impregnata di oscura disperazione. Fissava ad occhi sgranati il vuoto di fronte a sè, traendo profondi respiri, che andavano ad accelerare i battiti del suo cuore in pena. Giunse di fronte alla capanna: era quella di Nimloth, la riconobbe subito dalle tende in pelle d'orso bruno e volpe bianca. Sull'ingresso una scia di sangue si trascinava fin dentro la casa... -Nimloth...- Arhakor si gettò dentro l'abitazione della sua amata con un balzo, strappando quasi dal soffitto le tende fissate alle assi di pino. Una volta all'interno, il suo cuore perse un battito, ed i suoi occhi versarono un'amara lacrima...

Sangue vermiglio imbrattava le assi del pavimento, arrivando al centro della grande stanza in ogni angolo della capanna. Alcuni schizzi avevan persino raggiunto le travi del soffitto e alcune lampade ad olio fissate alle pareti. Di segni di lotta non v'era segno. L'inganno era stato abile, molto abile. E riversa su di un fianco, una fanciulla in una calda veste di lana blu scuro giaceva a terra. I capelli, che prima avrebbero dovuto esser lucenti come oro zecchino, ora eran ramati per via del sangue di cui erano inzuppati. Gli occhi chiusi in un'espressione di dolore e pace infinita, mentre le gote pallide erano contratte in una smorfia di dolore, assieme alle rosee labbra. La bellezza di Nimloth era macchiata di violenza e crudeltà, ma rimase tuttavia pura come un piccolo fiore reciso dalla sua terra. Un fiore ormai appassito. Arhakor si portò le mani al volto indietreggiando lentamente di qualche passo, gridando con tutte le forze che gli rimanevano in corpo. Gridò una disperazione più grande dell'eternità delle stelle serotine... Non appena i suoi polmoni si svuotavano, traeva altri profondi respiri per ricominciare a gridare. La gente che da fuori assisteva alla macabra scena, se ne restava in silenzio. Alcuni a sguardo basso, altri osservavano il guerriero in preda al tormento, ormai senza più nulla nella vita, se non la sua spada. Gettandosi in ginocchio, portò il volto al suolo sfiorando il pavimento con le mani che ancora coprivano i suoi occhi. Gridava e gridava, quasi non potesse più fermare il suo dolore.. -Nimloth!- Questo nome si riuscì a scandire attraverso le urla intrise di dolore. -Nimloth!!-

Nessuno contò il tempo che passò da quando Arhakor entrò nella capanna, ma il tempo divorò certamente quindici o forse venti minuti. Tutto il villaggio era accorso alla casa di Nimloth. Alcuni attratti dalle grida del Cavaliere, altri per accorrere in un vano aiuto. Nell'esatto momento in cui il vento iniziò a spirare una gelida brezza, Arhakor scostò le tende della capanna, facendo un passo all'esterno. Il suo volto sembrava invecchiato di dieci anni, profonde occhiaie scure solcavano i suoi occhi turchini, inbrattati di lacrime e dolore. Teneva i pugni serrati e lo sguardo perso nel vuoto.. -Arhakor..- Disse una voce ch'emerse dalla folla. Avanzò un vecchio dal portamento malandato e dalla profonda voce logorata, probabilmente, dall'acqua di fuoco. Era il capo del Consiglio degli Anziani, e tra le braccia vecchie e secche portava un piccolo fagotto di coperte e stracci. Il guerriero alzò lo sguardo, per fissare gli occhi grigi del vecchio capo, senza proferire una sola parola. -Mi.. mi dispiace.. Oggi è venuto un uomo, ha detto di essere tuo amico.. voleva vedere Nimloth.. noi non sapevamo che fosse...- Il vecchio si schiarì la voce con un paio di colpi di tosse, per poi proseguire con gl'occhi gonfi di veleno. -Comunque, lei, un paio di settimane fa ha partorito un figlio. Tuo figlio, Arhakor..- Il giovane prese fra le mani il fagotto ch'il vecchio capo gli porse. Scostò leggermente gli stracci che coprivano il volto del bimbo che contenevano, osservando con occhi spenti la piccola creatura.. Dormiva. Il suo volto paffuto e rotondo era avvolto da una pace quasi mistica, la stessa pace che avrebbe voluto provare Arhakor, almeno un'ultima volta prima di andarsene.. Osservava suo figlio quasi con affetto, ma il recente dolore logorava ogni sentimento positivo scaturisse dal suo cuore diviso in due. -E sia..- Arhakor non disse altro, per poi dirigersi al suo cavallo con il bambino in braccio. I suoi passi erano fermi e decisi, ma d'una lentezza che pareva quasi irreale. -Ragazzo!- Gridò il vecchio rivolto al giovane. Arhakor si fermò, senza però voltarsi. -Il nome del bambino è Prix. Il nome che Nimloth ha deciso.- Rimase per qualche istante immobile di fianco al suo cavallo, forse riflettendo sulle parole del vecchio, dopodiché montò in sella e, spronando il fiero animale, s'incamminò nuovamente verso la città. La sua città. L'unica cosa sulla terra che ormai gli rimaneva, oltre al tormento.

[3] La Spada di Cristallo · messaggio 73852

La Spada di Cristallo · 4

Decalagon · pubblicato il 2005-11-27

Testo storico conservato

Quella sera, Agorth era più felice del solito, permise addirittura alla servitù un giorno di riposo, per godersi al meglio la recente vittoria. Murray aveva portato a termine la sua missione con successo, e lui che nemmeno ci sperava... Entrare in un villaggio ed uccidere una ragazza fra centinaia di persone senza farsi nè vedere nè imprigionare, non è un'impresa da poco. Molto soddisfacente. Il felice Arcimago sprofondò il sedere in una morbida poltrona dai cuscini di velluto rosso, posta di fronte ad un caminetto dalle braci scoppiettanti di vitalità. Egli fissava il fuoco con gelidi occhi gonfi di crudeltà e soddisfazione, ridacchiando fra i denti di tanto in tanto, ripensando alla sua geniale idea che era andata in porto. Arhakor era devastato nell'anima, e nulla poteva riparare la sua grave ferita che s'era aperta nel suo giovane cuore. La sua mente veniva poco a poco avvelenata dal male che s'era sprigionato dal grande dolore, e l'Arcimago aveva deciso di infondere il suo oscuro potere sull'animo del guerriero. Mentre fissava il fuoco ch'ardeva nel caminetto, Agorth suonò un campanellino d'oro dal suono squillante e delicato, che lentamente echeggiò nella grande biblioteca della Torre della Sapienza, oltre i corridoi in ombra e la lunga scala a chiocciola. Forse un minuto passò, ed un servitore s'apprestò a correre da Agorth, fermandosi alle sue spalle ed eseguendo un profondo inchino. -Avete chiamato, mio Signore?- -Annuncia a Ser Arhakor che l'Arcimago vuole vederlo immediatamente, e fallo scortare da due guardie. Corri!- Ridacchiando malignamente, s'accese una lunga pipa in nero legno d'ebano, sbuffando grigie e dense nuvolette di fumo puzzolente, che lentamente andavano a dissolversi nell'aria. -Ai vostri ordini, mio Signore.-

Agorth era un uomo che da quando aveva scoperto il potere, ne era stato corrotto con molta forza. La conoscenza di avere una città sul palmo di una mano, era una sensazione che al vecchio mago piaceva più di una vendetta o di un sacco d'oro. La conoscenza di decidere della vita, e della morte. Mentre fra le dita stringeva il bracere della pipa fumante, i suoi occhi erano piantati nel fuoco ardente nel caminetto d'alabastro e argento. Le sue labbra sottili e screpolate erano piegate in un debole sorriso inespressivo.

Nel momento in cui il vecchio mago spense la pipa e la ripose sul comodino alla sua destra, il grande portone della biblioteca s'aprì lentamente, annunciando rumor di passi. -Arhakor è arrivato, mio Signore.- -Molto bene, fatelo pure accomodare. Portate un fiasco di vino con due calici per me ed il mio ospite.- -Agl'ordini.- Il servo s'allontanò, lasciando passare Arhakor seguito da due possenti guardie dal fisico atletico e dal portamento fiero e glorioso. Portavano due lunghe picche ed un'armatura argentata, che risaltava al di là del mantello in vermiglio cotone del giovane Arhakor. -In cosa posso esservi utile mio Signore?- La voce di Arhakor era spezzata da un recente pianto, che tuttavia tendeva a nascondere, forse per la vergogna di far la figura del debole di fronte all'Arcimago. I suoi occhi feriti tuttavia, non lasciavano ombra di dubbio. Il suo volto era pallido e scarno, quasi consumato dall'interno da nefaste forze oscure. -Ho sentito la brutta notizia che ti ha coinvolto, e volevo porgerti le mie condiglianze. Prego, accomodati.- Agorth indicò con un educato cenno della mano la poltrona di fronte alla sua, mentre un'ipocrita espressione intristita aveva preso forma sui suoi vecchi zigomi. -Vi ringrazio Arcimago...- -Oh, sono io che ti ringrazio per aver accettato il mio invito.. Guardie, lasciateci.- I due soldati uscirono immediatamente dalla biblioteca, ora immersa dal silenzio. I due uomini si scambiarono un'occhiata intensa, forse si studiarono a vicenda in quel breve arco di tempo, prima ch'un servitore con un ampio vassoio riempì il vuoto della biblioteca con il rumore dei suoi passi. Posò due calici d'oro ed un fiasco di vino sul piccolo tavolo di cristallo fra le due poltrone di velluto, per poi uscire dopo aver accennato un breve inchino. -A cosa devo la vostra gentilezza?- Agorth sorrise con falsa accomodanza al guerriero, versando lentamente del vino nei due calici. -Volevo solo alleviare la sofferenza della recente perdita. So che eri molto legato a quella ragazza...- Il vecchio si schiarì pacatamente la voce con un leggero colpo di tosse, prendendo i due calici fra le mani. -...E volevo anche darti una promozione per tutti gli anni che hai donato alla difesa della città. Da oggi considerati Generale dell'esercito e Gran Maestro dell'ordine dei Templari di Chastil. Gradiresti un bicchiere di vino?- Arhakor rimase in silenzio a fissare Agorth, non sapendo più cosa pensare. Al principio sembrò diffindente dall'ascoltarlo, ma poco a poco s'ammorbidì, rivolgendo al vecchio un amaro sorriso, prendendo il calice offerto. -Vi ringrazio Arcimago. Non so come...- Il furbo Agorth zittì con un cenno della mano il giovane, volgendogli un pacato sorriso. -Non devi ringraziare me, ma solo te stesso, Arhakor. La tua grandezza ti ha portato sin qui, solo la tua grandezza. Non esiste miglior combattente nell'intera Repubblica, e tu solo sei in grado di comandare le mie legioni nei territori nemici.- Il giovane Cavaliere rimase in silenzio con il calice in mano, ascoltando con attenzione le parole dell'Arcimago. I suoi occhi erano attenti sul suo interlocutore, e la sua mente poco a poco ne veniva avvelenata. -Ascolta Arhakor...- Proseguì il vecchio. -Io voglio offrirti la possibilità di divenire mio apprendista, voglio insegnarti tutto ciò che so sul bene e sulla giustizia, e sulla forza che le governa. È una grandissima forza, ma sono sicuro che sarai in grado di sopportarla. Insieme saremo i più grandi...- Agorth si sporse leggermente verso Arhakor, sfiorando con il suo calice quello del giovane. Un leggero tintinnio echeggiò nel vuoto della biblioteca, e l'atteggiamento ipocrita dell'Arcimago sembrava esprimere fiducia agl'occhi di Arhakor. -Io.. vostro apprendista?-Chiese lo stupito Cavaliere. -Si. Diverrai il mio braccio destro, e porteremo nelle terre dominate dal male, la conoscenza e la luce di Kyra. So che ne sarai in grado.- Agorth innalzò il boccale al cielo sotto gl'occhi sgranati del giovane Arhakor, che brillavano d'una strana luce. Una luce simile alla gioia, ma possedeva un qualcosa di diverso... simile alla cupidigia. Quasi subito dopo, il ragazzo imitò l'Arcimago innalzando il boccale, e dopo aver accennato un brindisi, bevvero avidamente il contenuto dei calici. -Chastil illumini la via!-Esclamarono all'unisono, per poi posare i bicchieri sul tavolo di cristallo. Vi fu un attimo di silenzio. Agorth si soffermò a scrutare il viso di Arhakor. Gli occhi del giovane brillavano quasi di felicità, una felicità amara che vacillava fra la sete di potere.. La stessa bramosità che aveva consumato fino all'osso il vecchio Arcimago. -Sei pronto ragazzo? Ora ti insegnerò a maneggiare il potere più potente della Terra...- -Si, Maestro, sono pronto.- Alle parole di Arhakor, un brivido di sadico piacere attraversò l'anima del vecchio, piegando le labbra in un sorriso amaro e malvagio. -Avvicinati.- Arhakor s'alzò dalla poltrona, inchinandosi poi ai piedi dell'Arcimago, abbassando il capo e chiudendo gli occhi in un'espressione di pace interiore. -Ed ora, sopporta il dolore...- Agorth posò le mani sulla nuca di Arhakor, concentrandosi con tutte le sue forze. Poco a poco, leggere scariche d'energia statica iniziarono a sprigionarsi attorno ai due uomini, divenendo sempre più intense e più potenti. La biblioteca era illuminata di un'intensa luce violacea, e il rombo d'una tempesta echeggiava fra gli scaffali e le grandi pareti di pietra. Il fuoco ch'ardeva nel caminetto si colorò della notte, mentre le fiamme s'alzavano rabbiose. La stanza tremò, come sotto l'influsso d'un terremoto, lasciando crollare al suolo alcuni libri ed un calice vuoto che era posato sul tavolo di cristallo. Poi un lampo, e tutto svanì. La stanza tornò avvolta dalla normalità. Arhakor era ancora inchinato ai piedi del vecchio Arcimago, immobile e silente come lui. Il suo mantello si posò lentamente al suolo, dopo essere stato sbattuto nel vento come una bandiera a causa dell'energia sprigionata dal trasferimento dell'influsso magico. -Puoi alzarti, mio apprendista.- Agorth riaprì gli occhi, facendo cenno al giovane di alzarsi, posandogli una mano sul capo in segno di falso affetto. Senza farselo ripetere una seconda volta, egli ubbidì, alzandosi lentamente ad occhi socchiusi e a testa bassa. -Come ti senti?- Arhakor trasse un profondo e sibilante respiro.. riaprendo lentamente gl'occhi. Era cambiato. Le sue pupille erano dilatate all'interno delle iridi divenute color rosso sangue, che pulsavano lentamente di bagliori giallastri. -Magnificamente, Maestro.- La sua voce, era divenuta roca e sibilante, quasi provenisse da un profondo antro oscuro. -So che sei in possesso del figlio di Nimloth.-Agorth cambiò improvvisamente discorso, alzandosi di scatto dalla sua poltrona. Nell'esatto momento in cui egli s'alzò, Arhakor si chinò solennemente su di un ginocchio, in segno di rispetto. -È esatto, Maestro. Cosa volete che ne faccia?-Ormai la mente del giovane era in possesso dell'Arcimago. Era divenuto il suo burattino, solo un volgare burattino senz'anima e senza volontà. -Portalo nella contea, e uccidilo. Vai dove nessuno può vederti. Quando egli crescerà, potrebbe tentare di portarti via il potere che con tanta fatica e con tanta ambizione hai atteso. Non lasciare che l'ultimo arrivato distrugga quello in cui hai creduto per tutta una vita. Tu non vuoi che tutto questo accada.- -Lo ucciderò, non lascerò che mi porti via quello che mi spetta. Non voglio che accada tutto questo.-Agorth sorrise bonariamente al suo burattino, facendolo alzare lentamente. -Sono fiero di te, mio apprendista. Ora và.- -Non vi deluderò Maestro.- Arhakor volse le spalle all'arcimago, allontanandosi verso l'uscita. Il suo volto era divenuto una maschera d'odio verso tutto ciò che vedeva. Dentro di sè sentiva una grande forza che cresceva di minuto in minuto. Si sentiva invincibile. Si sentiva un dio.

[4] La Spada di Cristallo · messaggio 73876

La Spada di Cristallo · 5

Decalagon · pubblicato il 2005-11-30

Testo storico conservato

L'ultima pagina sul diario di mio padre si ferma qui. Egli era già posseduto da Agorth quando scrisse queste ultime righe: "Sento la forza che alberga in me, grandissima.. È una sensazione magnifica, non paragonabile ad altri sentimenti terreni. Che gli Dei accettino fra loro un nuovo Avatàr!" Il resto delle pagine è rimasto bianco per novant'anni. Comunque sia andata a finire, io sono ancora vivo, ed ora che sto scrivendo l’ultimo pezzo della mia schifosa vita, vorrei anche mostrarvi una cosa, poiché vi starete sicuramente chiedendo.. "Prix? Ma, non hai scritto di chiamarti Decalagon Chyrion?" E in effetti avete ragione. Decalagon, che significa Le dieci Lagune. E Chyrion, che significa Fuoco. È un nome che ho scelto io stesso, poiché "Prix Xhaart" apparteneva ad un passato di cui io non volevo più far parte. Un passato ch'io ho sempre ripudiato, sebbene un tempo non molto lontano, decisi di far rivivere l'antico Ordine di Cavalieri dettato da mio padre. Ma era un'armata che era nata dalla cenere, e cenere era destinata a ridivenire. E come noi tutti ben sappiamo, la cenere rimane cenere. Quello che conta è ch'io sia riuscito a nascondere la mia vecchia identità ai pochi nemici che mi ero accumulato. Krisaore... lui fra i primi e fra i più pericolosi. Ricordo come fosse ieri le battaglie affrontate contro quell'esile Drow. Quel maledetto era più duro d'un macigno, mai vi fu una volta in cui uscii sano dal combattimento. Bosco Sacro, il nostro ultimo campo di battaglia.

Poi non riesco a ricordare con nitidezza gli innumerevoli combattimenti che ho passato, poiché sono troppi.. e sono troppo vecchio per farli star tutti nella mia mente. Già, troppo vecchio. S'è stata quella dannata acqua dell'eterna giovinezza che bevvi anni fa, io non lo so, ma se sono ancor vivo, qualcosa dev'essere capitato... Ignoro i fattori naturali o non, che mi hanno permesso di vedere ancora altro sangue e altre città, ma se la vita eterna s'è impossessata della mia anima, io spero che prima o poi se ne vada e mi lasci morire in pace, se non me lo permetterà il campo di battaglia. Io sono nato per morire, e non ho intenzione di passare tutte le ere di questa terra come un vecchio fra i tanti, dal passato squallido senza mai aver combinato nulla nella vita. Non sono mai divenuto qualcuno, e forse mai lo diverrò. È questo il mio fardello più pesante. Questo. Solo quando mi narrarono di Ustriel, pensai che forse avrei potuto trovare un po' di quiete, magari. Solo un po' di quiete per lavare via tutto questo sangue dalla mia coscienza, e di poter finalmente difendere la causa per cui era morto mio padre. Dhora... bah. Non so cosa abbiano scovato i membri del Consiglio nel mio passato, ma deve essere stato qualcosa di grosso se mi hanno ripudiato. Comunque, oramai il dado è tratto, ed il mio tempo sta per terminare. L'ora è tarda, e non posso scrivere fino alla fine del giorno. Spero solo di poter trovare un dolce sonno, e che almeno in quel mondo, non esistano fiumi di guerra e spade insanguinate... Passati logorati dalla tristezza ed un presente che vive nel nulla della realtà. Mah, forse quando rileggerò tutto questo fra qualche anno,ci riderò anche sopra, perché in effetti, il passato esiste per essere rammentato, in un modo, o in un altro.

Decalagon Chyrion

[5] La Spada di Cristallo · messaggio 73932

La Spada di Cristallo · 6

Decalagon · pubblicato il 2006-01-01

Testo storico conservato

Ultima pagina del diario: I ricordi

Arhakor, cavaliere di Paranor, padre di Decalagon

Abile guerriero e uomo d'onore. La sua specialità di combattimento era la spada a due mani; portava dell'armatura solo i parabraccia, il pettorale e gli schinieri, poiché pensava che la corazza d'ordinanza stancasse troppo il suo cavallo in battaglia. L'unico punto debole: il cuore. Infatti, con la morte di Nimloth, morì dentro. Oltre lei non aveva null'altro che la sua spada e la sua carica di soldato, perché la sua famiglia, sorella, padre e madre vivevano in una città del lontano est, e quindi era per lui difficile scappare da loro per trovare il conforto che avrebbe dovuto avere.

...

Nimloth, contadina, madre di Decalagon

Una mezzelfa dal bell'aspetto, dal grande cuore e dallo sguardo di smeraldo. Lo stesso sguardo di cui si innamorò perdutamente Arhakor. Il suo carattere dolce e gentile aveva conquistato il suo cuore. Tutti nel suo villaggio le volevano bene, poiché la sua generosità la spingeva ad aiutare chi ne aveva bisogno, sempre ed in qualsiasi momento. Con la sua morte, il villaggio in cui viveva, cambiò nome in Darèah a Nimtriyeth, che significa Bianco Sguardo, in onore della memoria di Nimloth.

...

Agorth, Arcimago dell'ordine dei Druidi di Verdefoglia

Un uomo ambizioso, corrotto dal potere che l'aveva investito. Al principio umile Druido errante, aveva viaggiato a lungo per le campagne, le foreste e le città, conoscendo il dolore, la paura e sentimenti a lui prima sconosciuti, tra i quali la disperazione. Del mondo lui vide solo il lato più oscuro, e le visioni che passarono di fronte ai suoi occhi rimasero marchiate a fuoco nella sua mente fino ad avvelenarla. Quando venne ospitato a Paranor, volle farsi una carriera politica nel Monastero, forse per esorcizzare la sua paura di non essere nessuno e, sicuramente, per soddisfare la sua sete di potere, che da troppo tempo attendeva il momento per emergere. Divenendo prima Druido dell'ordine iniziò col girovagare per la città, mascherandosi come brav'uomo dal docile aspetto e dal buon cuore, facendosi alleati e amici in un lungo arco di tempo. Divenne poi Maestro di Verdefoglia, facendo pratica nell'arte della magia che studia le forze della natura e insegnando ai novizi dell'ordine. Come ultimi passi, divenne Eas'Nor dopodiché Eas'Nor Supremo, dove praticò più approfonditamente l'arte della magia benigna e maligna. Dopo aver superato le tre prove d'ammissione al Consiglio dei Druidi, si candidò come Arcimago della Fortezza, e vinse le elezioni truccandole con sporchi metodi. Quando giunse un gradino al di sopra del potere amministrativo del Consiglio dei Druidi, Agorth rovesciò il governo Repubblicano e fondò un dittatoriato, dove ogni uomo entro le mura di Paranor lo doveva guardare dal basso verso l'alto. Venne ucciso vent'anni dopo, quando truppe barbariche invasero la città, distruggendola quasi completamente. Lasciarono solo macerie fumanti, bruciando i corpi delle vittime gettandoli in una fossa comune. Il resto lo conoscete già...

Decalagon Chyrion

[6] La Spada di Cristallo · messaggio 74460

La voce di Flaminea

Flaminea · pubblicato il 2006-01-15

Testo storico conservato

Questo guerriero, dall'ampia armatura, dall'imponente maschera e dal cuore di tenebre fece per la sua prima volta il suo ingresso nella piazza del Sanguinario di Lamwothor. Si dimostrò da subito sprezzante delle forze del bene e spesso, tuttora, un amaro sorriso incupisce il suo viso. Come se avesse ben poco di importante per cui vivere, o non avesse più nulla per cui sorridere. Richiama spesso alla sua memoria Leirsom e lo elogia per la sua bravura come guerriero..quante volte abbiamo discusso contrapponendo le nostre visioni. Personaggio interessante, che, ne sono certa, nasconde ben più di ciò che agli altri mostra..molto, molto di più.

[7] La Spada di Cristallo · messaggio 74783

La Spada di Cristallo · 8

Decalagon · pubblicato il 2007-08-18

Testo storico conservato

"La prova del Valore" Dal Diario di Decalagon

E' un segreto antico ch'io vado ricercando, un segreto racchiuso in un piccolo oggetto che solo pochi eletti, nel mondo, hanno l'onore di possedere. Conosco gli attuali possessori di questi favolosi oggetti, che a quanto si dice, siano di fattura divina... Il destino mi ha portato sui passi di uno di questi! Già lo conoscevo da parecchie centinaia di anni, ma mai mi sono scontrato con lui come ho fatto pochi giorni or sono. Non mi sono tirato indietro... io DEVO ottenerlo ad ogni costo... è troppo tempo che inseguo questo sogno; la brama di possederlo mi ha consumato ulteriormente quel poco di anima che mi restava, ed ora non posso più tirarmi indietro!

"Il secondo possessore dell'Amuleto"

Ci incontrammo a Bosco Sacro, lo vidi seduto ai piedi del Salice, e in quel momento capii che mi avrebbe reso la vita impossibile. Lui già sapeva che il mio destino mi avrebbe portato da lui, come lo sapevo io... Mi constrinse a sfidarlo per potergli strappare il segreto dell'Amuleto. E io accettai.

"Lo scontro"

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Slaider e' qui.

------------- North - Fra Gli Alberi Del Bosco East - Sulla Sponda Del Lago South - Fra Gli Alberi Del Bosco West - Fra Gli Alberi Del Bosco -------------

Slaider afferra il suo fioretto e si prepara al combattimento...

Tu dici: 'Sara' un piacere combattere contro di te, Slaider'

Slaider afferma: '(con voce roca) A voi l iniziativa Decalagon.'

Slaider da sotto il cappuccio annuisce...

Tu dici: 'Onorato..'

Sogghigni maleficamente.

Decalagon alza di poco lo scudo per proteggersi il collo, quindi si prepara in assetto di combattimento.

Tu esclami: 'Preparati!'

Slaider serra la presa sull elsa e ti attende...

Decalagon inizia a caricarti protendendo lo scudo borchiato verso di te, quindi alza il braccio che impugna la spada al cielo sferrando un fendente rivolto verso di te!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un'Arancia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Kyra, l'Albero della Luce, si spegne lentamente

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Un serpente striscia fra le radici di un albero. Redens fluttua qui. Slaider e' qui.

------------- North - Troppo buio per vedere qualcosa East - Troppo buio per vedere qualcosa South - Troppo buio per vedere qualcosa West - Troppo buio per vedere qualcosa -------------

Slaider cerca di schivare la carica di Decalagon spostandosi con rapidita verso la sua destra...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Kiwi appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Il buio comincia a calare...

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Un serpente striscia fra le radici di un albero. Slaider e' qui.

------------- North - Troppo buio per vedere qualcosa East - Troppo buio per vedere qualcosa South - Fra Gli Alberi Del Bosco West - Troppo buio per vedere qualcosa -------------

Slaider da sotto il cappuccio schivando la carica di Decaloagon si fa oltrepassare. Trovandosi ora alle sue spalle prova a portare un fendente alla sua schiena sguarnita...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Frutto della Passione appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon si volta di scatto cercando di evitare il colpo alzando lo scudo!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Mandarino appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider esclama: '(con voce roca) Dannato!'

Decalagon para il fendente di Slaider respingendolo con lo scudo. Dopodiche' lanciando un furibondo grido di guerra si scaglia su di lui vibrando un affondo diretto al torace!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Ciliegia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider da sotto il cappuccio osserva Decalagon caricare su di lui con la punta della lama rivolta al suo torace. Rimanendo saldo prova a deviare con un colpo piatto il colpo del guerriero...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Dattero appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider para il colpo di Decalagon e trovandosi quasi di fronte a lui prova a colpirlo violentemente con l' elsa della spada in volto!

Slaider esclama: '(con voce roca) Prendi questa!'

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Frutto della Passione appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon digrigna i denti dalla collera, cercando di parare il colpo di Slaider con l'avambraccio!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Mandarino appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon para il colpo grazie ai suoi bracciali di duro acciaio, sferrando subito dopo una gomitata rivolta al volto di Slaider!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un'Arancia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider cerca di scansarsi verso sinistra nella speranza di evitare la gomitata...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Dattero appare all'improvviso in mano a qualcuno.

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Slaider e' qui.

------------- North - Troppo buio per vedere qualcosa East - Troppo buio per vedere qualcosa South - Troppo buio per vedere qualcosa West - Troppo buio per vedere qualcosa -------------

Slaider da sotto il cappuccio ghigna verso Decalagon e spostatosi sulla sinistra prova a portare un fendente al suo ginocchio sinistro per intaccarne l agilita...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Ciliegia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

E' un nuovo giorno.

Decalagon compie un balzo improvviso cercando di evitare il fendente!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Susina appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Kyra, l'Albero della Luce, si illumina

Decalagon evita il fendente di Slaider, contrattaccandolo instintivamente con un fendente rivolto alla spalla!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Kiwi appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider un attimo sopraffatto cerca disperatamente di sollevare la spada per parare il colpo...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Susina appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider vede uscire scintille dalla sua spada e cerca subito con un movimento verso destra di colpire il volto di Decalagon!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Susina appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon lascia scorrere la sua spada sulla lama di Slaider fino a liberarla, dopodiche' alza la sua arma nella speranza di parare il colpo grazie ad essa!

Slaider colpisce in volto Decalagon che sbilanciato cade all indietro a terra.

Slaider afferma: '(con voce roca) In piedi guerriero.'

Slaider si allontana all indietro...sera la presa sull elsa e ti attende...

Decalagon si rialza di scatto con un colpo di reni! Ringhiando dalla collera..

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Slaider e' qui.

------------- North - Fra Gli Alberi Del Bosco East - Sulla Sponda Del Lago South - Fra Gli Alberi Del Bosco West - Fra Gli Alberi Del Bosco -------------

Slaider da sotto il cappuccio respira affannato...

Tu domandi: 'Sei gia' stanco?'

Sogghigni maleficamente.

Slaider dice: '(con voce roca) Sei un duro avversario ma inpegnati. Ne va del tuo sogno...'

Decalagon inizia una corsa disperata verso Slaider, protendendo lo scudo verso di lui nel tentativo di schiacciarlo contro le borchie d'adamantio dello scudo!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Kiwi appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider vede giungere Decalagon e attende fino all' ultimo prima di scansarsi...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Dattero appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon travolge Slaider sotto la sua carica!

Decalagon si blocca poco dopo, giunto alle spalle di Slaider, a terra..

Scoppi in una fragorosa risata.

Slaider viene spinto all indietro. Lo spadaccino ricade pesantamene sulla sua schiena...

Tu domandi: 'Niente di rotto?'

Slaider dice: '(con voce roca) Dannato...'

Tu dici: 'Voglio sperare..'

Sogghigni maleficamente.

Tu esclami: 'Alzati!'

Slaider punta la spada a terra e si rialza...

Decalagon alza lo scudo e protende la spada verso Slaider.

Sogghigni maleficamente.

Slaider domanda: '(con voce roca) Mi stai provocando?'

Tu mormori: 'Vieni..'

Slaider serra bene la presa sull elsa...

Tu gridi: 'Attaccami!'

Slaider con la spada bassa corre verso Decalagon con grande veemenza. Poi nella avvicinarsi rotea su se stesso cercando di mprimere piu forza al fendente dirigendolo verso la spalla destra di Decalagon.

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un'Arancia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon , con un aspro sorriso in volto, piega leggermente la spalla verso il basso per parare il fendente con lo spallaccio d'acciaio!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Kiwi appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Kyra, l'Albero della Luce, si spegne lentamente

Decalagon sferra subito dopo una spallata al petto di Slaider!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Fragola appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Il buio comincia a calare...

Slaider cerca di evitare la spallata andando all indietro nonostante l inerzia impressa dalla corsa...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Mandarino appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Un coniglio maculato va verso nord.

Slaider spostandosi indietro cerca di sfruttare la posizione sblinaciata in avanti del guerriero per colpirlo in testa con l' elsa e stordirlo...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Fragola appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon cerca di mantenere l'equilibrio per parare il colpo di Slaider con il pesante scudo!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Susina appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon para il colpo di Slaider per poi sferrargli una ginocchiata al ventre compiendo un balzo improvviso verso di lui!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un'Albicocca appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Un coniglio maculato e' arrivato.

Slaider eseguendo una torsione del busto cerca di mandare a vuoto Decalagon...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Fico appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider scansa la ginocchiata di Decalagon e cerca di portare un fendente al finaco scoperto del guerriero...

Slaider esclama: '(con voce roca) Non mi sfuggirai ora!'

Un coniglio maculato va verso nord.

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Dattero appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon si volta di scatto emettendo un grido di collera, sferrando un fendente rivolto al colpo di Slaider, tentando cosi' di pararlo!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Fico appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon colpisce la lama di Slaider con la sua facendo schioccare una piccola nube di scintille rosse! Una volta colpita la spada avversaria tenta di colpire l'avversario al volto con lo scudo!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Mandarino appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider vede arrivare verso il suo volto lo scudo di Decalagon e essendo troppo vicino non puo far altro che tirare in alto le braccia e la spada cercado di fare scudo...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Ciliegia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon colpisce Slaider al volto con un sonoro colpo di scudo, facendolo barcollare pericolosamente all'indietro!

E' un nuovo giorno.

Slaider viene scaraventato all indietro dalla forza del colpo andando a impattare contro il salice...qualche foglia dace al suolo...

Sogghigni maleficamente.

Slaider si piega su di un ginocchio e poi osserva Decalagon...

Slaider dice: '(con voce roca) Dannato...'

Decalagon lascia roteare lentamente la spada sul palmo della mano..

Tu domandi: 'Sai dire solo questo?'

Scoppi in una fragorosa risata.

Kyra, l'Albero della Luce, si illumina

Slaider dice: '(con voce roca) Si perche come figlio del male, come sono io, questo sei...'

Tu dici: 'Lo sono da centinaia di anni..'

Tu esclami: 'Te ne accorgi solo ora?!'

Sogghigni maleficamente.

Tu esclami: 'Attaccami, vecchio samurai!'

Decalagon protende lo scudo di fronte a se'

Slaider dice: '(con voce roca) Difendenti e mostra che la tua lingua e' meno corta della tua spada...'

Tu mormori: 'L'ho gia' dimostrato ampliamente, vecchio..'

Sogghigni maleficamente.

Tu esclami: 'E ORA ATTACCA!'

Slaider corre verso di te con la spada salda in pugno. Finta un attacco a destra per poi portare un affondo al ginocchio sinistro del guerriero...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Ciliegia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon balza verso destra cercando di evitare l'attacco!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Un Fico appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon para il colpo con facilita', balzando subito dopo verso Slaider cercando di piantargli la spada nella schiena scoperta!

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Fragola appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Slaider cerca di tuffarsi a terra...unico modo per evitare il colpo del guerriero. In un gesto disperato si lancia...

Qualcuno pronuncia le parole: 'qcandusahz yaae'. Una Ciliegia appare all'improvviso in mano a qualcuno.

Decalagon affonda la spada nella spalla di Slaider, aprendo i polmoni in un grido di guerra!

Lanci un sonoro grido di guerra!

Decalagon ritrae la lama lentamente, sogghignando e osservando il vecchio samurai a terra.

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Un serpente striscia fra le radici di un albero. Slaider e' qui.

------------- North - Fra Gli Alberi Del Bosco East - Sulla Sponda Del Lago South - Fra Gli Alberi Del Bosco West - Fra Gli Alberi Del Bosco -------------

Sogghigni maleficamente.

Slaider lentamente si gira sulla schiena lanciando un grido di dolore...

Slaider afferma: '(con voce roca) Mi hai sconfitto guerriero.'

Decalagon lecca, con sguardo folle e crudele, la punta dell'arma sporca di sangue..

All'Ombra Del Salice Pian piano gli alberi si diradano, lasciando spazio a una radura ben illuminata. Proprio al suo centro noti subito un vecchio, nodoso salice e, proprio sotto alle sue fronde, noti un grosso macigno. Un delicato venticello muove le fronde degli alberi dolcemente, dandoti l'illusione di un corso d'acqua vicino. Sembrerebbe un ottimo posto per riposare.

Un serpente striscia fra le radici di un albero. Slaider e' qui.

------------- North - Fra Gli Alberi Del Bosco East - Sulla Sponda Del Lago South - Fra Gli Alberi Del Bosco West - Fra Gli Alberi Del Bosco -------------

Tu esclami: 'E ora mettimi alla prova!'

Slaider a fatica si rialza col saio che sporco si sangue ondeggia attorno a lui...

Slaider dice: '(con voce roca) Non essere frettoloso. Oggi hai posato la prima pietra del tempio del tuo valore...'

Decalagon ripone la scimitarra nella guaina metallica, fissandoti con sguardo vittorioso.

Slaider ripone il fioretto nel fodero...

Riponi Una Scimitarra da Guerra dalla lama Azzurra.

Tu dici: 'Allora parla! Cosa devo fare per ottenere quello che voglio..'

Decalagon digrigna i denti in una smorfia collerica.

[8] La Spada di Cristallo · messaggio 87297

La Spada di Cristallo · 9

Decalagon · pubblicato il 2007-11-19

Testo storico conservato

Dal diario di Decalagon

Avevo in pugno la risoluzione della missione affidatami da Slaider. Ero al termine di un lungo percorso che mi ha tenuto impegnato per mesi. E lui è sparito. Alcuni pensano sia morto, altri partito per chissà quale e periglioso viaggio. Ma ciò che mi fa esplodere è che se ne sia andato! Quel maledetto vecchio mi ha lasciato solo a metà percorso! Che possa sprofondare in un abisso di paura e sofferenza! L'ho cercato per così tanto tempo... avevo perso il conto dei lunedì, delle domeniche e dei mesi. E quel maledetto sciacallo non l'ho trovato. Ed è stato fortunato. Se l'avessi trovato...

*uno strappo ha rovinato il foglio e spanto una macchia di inchiostro nero, probabilmente dettato da uno spasmo di collera cieca*

Ad ogni modo, il dado è tratto. Spero che gli Dei ascoltino le mie preghiere di farmi terminare il cammino che mi è stato predestinato. Ho bisogno di giungere al termine. E nel solo caso in cui non riesca nel mio compito, ebbene quello sarà il momento di andarsene, perché starà a significare che non sono degno di essere un guerriero. Né di respirare l'aria che gli Dei ci hanno donato per farci sopravvivere. Non avrò più il coraggio di guardare il mio riflesso, anche se, attualmente, la sua sola vista mi disgusta. Sono cambiato, ma non significa che deve cambiare anche il mio destino. Quello non cambia. Non può cambiare. Quindi, per l'amor di tutti gli Dei...

DEVO DARE UN SENSO A TUTTO CIO' CHE HO PATITO FINO AD OGGI!

Decalagon Chyrion

[9] La Spada di Cristallo · messaggio 88464

La voce di Un'ombra

Un'ombra · pubblicato il 2007-11-20

Testo storico conservato

E' sera, e il guerriero riflette e scrive una pagina del suo diario appoggiandosi al salice. La tenebra cala, mentre la luce di Kyra sfuma dietro le mura della vicina città... Una scura figura ne approfitta per scivolare da dietro il tronco dell'albero, per nascondersi nelle nuove ombre che dilagano tutt'intorno. Gli occhi del guerriero si levano dal foglio a osservare immobili l'ombra che si dirige verso la strada, scomparendo e riapparendo ogni volta che residui raggi di luce ne feriscono l'essenza buia. La figura si dirige veloce verso l'uscita del bosco, si vede a stento da quella distanza, si crede al sicuro; forse da occhi inesperti, incapaci di vedere il minimo movimento della penombra, incapaci di mantenere il sangue freddo nelle vene.

[10] La Spada di Cristallo · messaggio 88479

La Spada di Cristallo · 11

Decalagon · pubblicato il 2007-11-21

Testo storico conservato

Decalagon notò l'ombra di sfuggita mentre percorreva il sentiero che usciva dal bosco; per un istante pensò si trattasse di Slaider Kendo, ma poi scartò questa idea perché si muoveva in un modo che non era proprio dello spadaccino. Comunque sia non era ostile e per via di ciò non vi diete troppo peso e, dopo aver richiuso il suo diario e averlo riposto nella sacca, si alzò con l'intenzione di recarsi in locanda a scaldarsi le budella con qualche intruglio di Filthy. Ogni tanto però, il pensiero tornava all'ombra. Anche in città rivolgeva qualche sguardo ai vicoli non illuminati dalle rare lanterne a petrolio che irradiavano la loro luce dalle finestre delle case. Una volta entrato in locanda, annegò i suoi pensieri nella birra e nell'assenzio.

[11] La Spada di Cristallo · messaggio 88482

La voce di Un'ombra

Un'ombra · pubblicato il 2007-11-29

Testo storico conservato

"Stai cercando qualcuno?..."

Il guerriero scattò guardingo di lato con la testa, afferrando d'istinto l'impugnatura dell'arma, ma ciò che vide fu solo la perfetta normalità della locanda di Filthy. Forse l'alcol iniziava a dargli alla testa, perché la voce riprese a parlare, rimbomando nelle sue orecchie.

"Cerchi nei posti sbagliati, ti ho osservato a lungo stasera e nei giorni passati..."

La voce fece una pausa, mentre il guerriero iniziava a comprendere.

"Stai cercando le ombre del passato, dove giacciono da sempre le risposte alle domande di tutte le genti di queste terre... Devi seguire le ombre, le eteree forme che mutano coi cicli di Kyra... Per far ciò devi muoverti durante il giorno, perché di notte tutto è confuso nell'oscurità e non puoi vederci..."

Il guerriero rifletteva, cercando di comprendere da dove giungesse la voce, se fosse ubriaco o se stesse semplicemente sognando.

"Seguimi, e mi troverai... Non stai sognando, Cavaliere Senza Sogni..."

Il guerriero socchiuse gli occhi all'ultima frase, pronunciata mentre la voce sfumava via dalla sua testa, poi osservò guardingo attorno a sé. Mosse appena un piede sotto al tavolo e sentì il pavimento appiccicaticcio sotto lo stivale. L'attenzione del guerriero lasciò il resto della locanda per focalizzarsi sul pavimento e sulla propria calzatura, cosa che lo fece allarmare e innervosire ulteriormente quando vide la piccola pozza sul pavimento. Il boccale di assenzio si era rovesciato.

[12] La Spada di Cristallo · messaggio 88599

La Spada di Cristallo · 13

Decalagon · pubblicato il 2007-11-29

Testo storico conservato

Se è qualche demone che mi sta giocando un brutto scherzo, lo strizzerò come un mollusco, pensò Decalagon, osservando la pozza di assenzio che si allargava sul pavimento. Giuro che me la pagherà, oltretutto mi ha fatto sprecare le tre monete del mio calice di assenzio. Tuttavia non smise di riflettere alle parole che, con le orecchie della mente, aveva udito pochi istanti prima. Forse era qualcuno che sapeva cosa stava cercando, e perché... sicuramente sapeva anche di Slaider Kendo. Ma dove cercare? E cosa soprattutto? Non lo sapeva... Forse il destino lo avrebbe condotto verso la persona, o la cosa che lo stava chiamando. Si, ne era sicuro. Bastava aspettare il giorno. Ordinò un'altro boccale di assenzio, cennando un gesto verso l'oste. Provò ad abbozzare un sorriso, ma non aveva più carne sul viso, ed il ghigno del suo teschio brillò alla luce delle torce a petrolio del locale. Sembrava quasi felice.

[13] La Spada di Cristallo · messaggio 88602

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Il repertorio del bardo

Intorno al fuoco,
altre voci.

Biografie, diari, lettere, ballate e racconti corali. Sfoglia tutti i manoscritti della raccolta, comprese le storie che non appartengono a un solo eroe.

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I racconti e i canti · 22 pagine
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Pubblicato da Administrator; attribuzione autoriale originaria non esplicitata in questa copia

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Le biografie del sito antico, i racconti del forum restaurato e la lettera di Nasrudin si incontrano in queste pagine. Ogni testo rimanda alla propria fonte; le date di pubblicazione indicano la vita dell’archivio, non l’era in cui si svolgono i fatti.

21Biografie dal sito antico
43Discussioni del Repertorio
1Lettera dalla Terza Era
I nomi di cui manca ancora la storia

L’indice storico ricorda anche Amon, Entreri, Impa, Kiko, Madre, Nemesi, Rantolo, Rayden, Reiko, Sunset, Xamir, Zeph. Nelle copie recuperate non è conservata una biografia leggibile per questi nomi. Restano parte della memoria del sito: una futura scoperta potrà restituire loro una pagina.

Le illustrazioni interpretano personaggi fantastici. Le descrizioni tramandate restano nei racconti. I criteri della raccolta · Le fonti e le firme