Biografia di Baan
Baan · pubblicato il 2005-05-11
Testo storico conservato
Gli episodi che seguono sono le vicende salienti che raccontano la crescita come mortale e come guerriero del mezz’elfo Baan. La sua vita è stata ricca di eventi significativi ma qui vogliamo ricordare i più determinanti, quelli che hanno cambiato il corso della sua esistenza.
Abbandonato, fu trovato vicino Moria dal nano guerriero Yberium CipiglioDiFerro.
In una lugubre e buia notte, il mastro nano Yberium si stava accampando vicino alle miniere di Moria, quando intravide nel fitto della foresta circostante un’ombra che avanzava lentamente. Andò incontro a questa esile figura, che barcollava appoggiandosi agli alberi, e la sostenne di corsa, prima che cadesse rovinosamente. Nell’aiutarlo a tirarsi su, riconobbe che era un giovane mezz’elfo e che una volta alzatosi lo sovrastava con tutta la sua imponente statura (circa 1.90). Il suo viso aveva due grandi occhi verdi color smeraldo che la carnagione bianchissima faceva risaltare in maggior modo, inoltre lungo la spalla destra ricadeva una lunga treccia bionda raccolta con un sottile filo d’oro. Yberium guardando i suoi occhi, capì, data la sua esperienza, che il giovane aveva condotto fino al suo incontro un vita di stenti, abbandonato nella foresta al suo destino. Chiese al mezz’elfo le sue origini ma con un filo di voce Baan potè dire solo il suo nome, il nome che da piccolo avevo sentito quando era nelle mani di sua madre. Dopo aver ripreso fiato, disse al nano che non si ricordava nulla né del padre né della madre e che la sua memoria risaliva a quando si trovava prigioniero degli Orchi nelle miniere di Moria. Tutta la sua infanzia - continuò - fu in catene insieme a quegli esseri spregevoli, che lo avrebbero fatto crescere con un unico scopo, banchettare di lui appena avesse compiuto la maggiore età. Crebbe nell’odio e allo stesso tempo coltivando il perdono, fino al giorno in cui riuscì a fuggire e inseguito dagli Orchi, si perse nella foresta fuori dalle miniere. Il resto - disse ancora Baan - lo conoscete già, la prima persona che ho incontrato siete voi, l’unica che mi abbia degnato di un sostegno e di una parola di conforto. Yberium rimase impietrito dal racconto del giovane, vide nei suoi occhi una luce incredibile e il suo cuore di nano fu toccato da quelle dure parole, a tal punto che decise subito di fare qualcosa per Baan, di aiutarlo, e di proteggerlo fino a quando le gambe del mezz’elfo non fossero state pronte a sorreggerlo da solo.
Yberium fu per molti anni il suo maestro, diede a Baan i primi rudimenti sulle tecniche di combattimento. La prova del cane randagio.
Dopo quell’incontro, Yberium prese sotto la sua ala protettrice il giovane mezz’elfo. Il mastro nano era un’abile guerriero e decise di insegnare tutto il suo sapere e le sue tecniche di combattimento a Baan. I problemi che il nano dovette affrontare furono moltissimi, primo fra i quali la diversità di razza e quindi di caratteristiche fisiche tra lui, così basso e robusto, e il giovane mezz’elfo alto ed esile. Ben presto si accorse che Baan era si esile ma anche molto resistente sia agli sforzi fisici che al dolore stesso, si recarono spesso fuori dalle grandi città per allenare quel fisico così acerbo ma così promettente. Baan seguiva ogni passo del maestro, ogni sua parola era legge, ogni suo insegnamento una regola di vita. Spesso non capiva le finalità del suo maestro ma la sua dedizione era unica e l’impegno altissimo, anche perché Yberium era molto esigente. Per molti anni il mastro nano forgiò il fisico e la mente del mezz’elfo per prepararlo ad affrontare la vita, prima di tutto bisognava sviluppare questo connubio tra mente e corpo e solo avendo compreso i segreti di questo legame si sarebbe potuto continuare con la nuda pratica del combattimento. Un giorno disse :
“Quando sarai pronto nello spirito e nel corpo ad affrontare la vita, allora sarai diventato un vero guerriero, ma sappi che il cammino è molto lungo e forse durerà tutta una vita”.
Passarano gli anni tra studi e allenamenti, e in tutto questo tempo Baan dentro di sé aveva un tormento, era sempre combattuto tra l’odio e il perdono che aveva così duramente provati nelle miniere di Moria. Ma un bel giorno, mentre lui e Yberium passeggiavano in piazza dei mercanti a Kyrandor, Baan prese coraggio e domandò ad Yberium :
ÒMaestro, sento dentro di me una lotta incessante tra Bene e Male, cosa significa?”.
Yberium rispose :
“Vedi quel cane randagio che ti ringhia contro, va e uccidilo, solo allora capirai ciò che senti nel tuo animo”.
Baan rimase stupito da queste parole e guardando negli occhi il cane iniziò a pensare e a riflettere. Dopo una lunga riflessione portò la mano al suo pugnale, ma subito dopo lo lasciò, guardò fisso Yberium negli occhi e disse :
ÒNo, non merita la morte”.
Il maestro per tutta risposta :
ÒLo sapevo, hai fatto la scelta giusta, quello che la tua morale ti ha indicato. In te dimorano Bene e Male e solo tu sai donare tra di essi il giusto Equilibrio”.
Incontro in città a Kyrandor con la maga Dhora, che diventerà la sua più grande amica.
Durante una fresca serata Baan entrò nella locanda dell’Orso e, affaticato dagli allenamenti fatti insieme a Gorklak CipiglioDiFerro, fratello di Yberium, nelle Terre dell’Ovest, si sedette ad un tavolo per rifocillarsi. Mente era assorto negli insegnamenti del nano guerriero e a quanto messo in pratica con il suo temibile ‘Ago della Bilancia’ durante il combattimento contro quelle ombre malefiche che li avevano attaccati, il suo sguardo si posò su un arial che era appena entrato nella locanda e si era avvicinato al bancone. L'arial emanava una luce bianca e splendente a tal punto che Baan dovette abbassare lo sguardo sul tavolo, quando fece per rialzare gli occhi vide gli occhi dei lei che lo fissavano con il viso raggiante e sereno. Baan fu avvolto da una sensazione di tranquillità come in un abbraccio del più caro degli amici. Sembrava conoscerla da sempre eppure era la prima volta che vedeva quel viso, così stranamente familiare. Si alzò di scatto e si avvicinò a questa figura quasi eterea e splendente, non togliendo mai lo sguardo dai suoi occhi. Quando furono vicini, Baan cercò di dirle qualche parola ma lo voce si strozzo in gola tanto fu colpito dall’intensità dello sguardo dell’arial che non parlava ma i suoi occhi parlavano per lei.
“Ba É an, piacere …” “Dhora, piacere mio, É ma sedetevi pure, prendo da bere e vi raggiungo”
Baan si girò pensando alla figuraccia che aveva appena fatto, lui guerriero così deciso nel combattere e così dubbioso nei rapporti umani. Dopo essersi seduto, si girò verso il bancone e notò tutta la grazia con cui Dhora sapeva muoversi, così leggera, quasi i suoi piedi non toccavano terra. In lei cera qualcosa di ‘magico’, qualcosa di così lontano da lui ma al tempo stesso di affascinante, non era quello che aveva detto ma come lo aveva detto, con un pace infinita. Ogni suo gesto non era per caso ma tutto avevo un senso, sembrava quasi una visione. Insomma quest’incontro segnò Baan per sempre, quella semplice creatura che tanto lo aveva colpito diventò ben presto la sua migliore amica, la persona su cui contò sempre in qualsiasi momento, nel Bene e nel Male. Dhora seppe infondere in Baan il vero significato di Pace e Serenità, un Sogno che tutti cercano e che ancora oggi insieme a lei, e con l’aiuto di tanti altri, sta provando faticosamente a costruire.
Ammissione alla cabala dei ‘Supremi Combattenti’.
Baan seguì gli insegnamenti del suo maestro e di suo fratello per molti anni, fino a quando un giorno Gorklak stesso disse :
“Caro Baan, vedo nei tuoi occhi e scruto nel tuo cuore che sei finalmente giunto al livello che io e mio fratello speravamo raggiungessi e questo perché tu sarai il nostro erede all’interno della Cabala i ‘Supremi Combattenti’ che tanto amiamo e in cui abbiamo sempre creduto, ora seguimi che orecchie indiscrete non sentano quanto ho da dirti.”
I due si avviarono vero il Tempio dell’Equilibrio ad ovest della città di Kyrandor e una volta entrati Baan si inchinò alla sua dea Aryhann. Gorklak prosegui’ :
“Verrai contattato da uno dei membri che ti darà delle dure prove per testare la tua preparazione e la tua dedizione allo spirito stesso della Cabala, e ricordati sei stato addestrato a fare uso della tua forza e della tua mente e potrai contare solo su di esse. Guardati sempre da tutte le arti magiche e fin da adesso ti dico diffida da esse.”
Passarono mesi, fino a quando un bel giorno in piazza dei mercanti qualcuno venne a far visita a Baan. Mentre il guerriero era seduto meditando sempre sulle parole del nano Gorklak, qualcuno posò una mano sulla sua spalla dicendo :
“Baan alzati e seguimi, è giunta l’ora di iniziare il lungo cammino.”
Capì subito che quell’umana accanto a lui sprigionava una forza incredibile e che avrebbe fatto meglio ad ascoltare le sue parole. Era Yusha, Fiore del Fuoco, membro dei Supremi Combattenti, che aveva l’arduo compito di esaminare il guerriero. Le prove furono molte con un crescendo di difficoltà, a volte Baan pensava di non farcela, ma poi trovò la forza di superarle una dopo l’altra. Dopo l’ultima tornò a Kyrandor e nella taverna da Esme incontrò nuovamente Yusha, che facendolo sedere con lei, gli disse :
ÒHai superato brillantemente tutte le prove che ti avevo dato, ora conoscerai la grandezza e la straordinaria forza delle arti dei ‘Supremi Combattenti’, titani della Guerra. Ma fai attenzione, non tutto quello che ti sarà donato è Bene, starà a te farne il giusto uso. Dimentica tutto quello in cui la magia ti ha aiutato, dovrai contare d’ora innanzi solo su le tue forze. Sangue e Gloria!”
Baan fu condotto da Yusha davanti al covo della Cabala e lì con il Sacro Rito entrò a far parte dei ‘Supremi Combattenti’. Yusha tatuo’ il polso destro di Baan con il simbolo della loro vittoria sulla magia : ‘UNA SFERA MAGICA TRAFITTA DA UNA DAGA’.
L’amore tra Baan e Arleca.
Tutto iniziò un giorno in cui tirava un vento caldo proveniente da sud. L’aria tiepida rendeva quella sera particolarmente piacevole e il suono delle risate riecheggiava ovunque. Si! Bisogna dirlo, tutto faceva presagire che quella sarebbe stata una serata speciale. Una locanda modesta ma accogliente fu scelta per mangiare in onore di una giovane donna. Tutti i commensali lì riuniti parlavano, ridevano, brindavano per festeggiare la ricorrenza. Tutti, tranne un baldo guerriero di nome Baan, mezz'elfo, dall'aspetto esile ma resistente e una maga di nome Arleca, dal viso regolare con lineamenti morbidi e dolci e dall’espressione serena e pacifica. I due seduti insieme agli altri, ma non curanti di loro, conversavano amabilmente e ridevano. Ridevano e parlavano talmente tanto da creare il vuoto tutto intorno. Erano consapevoli di questo? Forse si! Era come trovarsi al centro di una tromba d’aria dove tutto è immobile mentre il resto vola via. Le loro conversazioni avevano attirato la curiosità degli altri commensali. Tutti si chiedevano: ma cosa avranno mai da dirsi quei due? Ma non avevano capito che non era tanto quello che si stessero dicendo, ma come! Non si resero conto che in realtà stavano assistendo ad una sfida all’ultima parola. Ma poi cosa avrebbero mai vinto? Forse niente! O forse, semplicemente, la soddisfazione di battere un avversario alla propria altezza. Ogni tanto, però, riponevano le armi e parlavano solo per la curiosità di conoscersi meglio. Entrambi erano consapevoli che conoscere il proprio avversario rendesse più facile la vittoria. I due continuarono la sfida per il resto della serata, quasi fino all’alba. Quando tutti si diressero nelle proprie case, i due si salutarono quasi con la sensazione di aver lasciato a metà una conversazione. Incredibile vero? I giorni passarono velocemente senza particolari novità, fino al momento in cui la maga ricevette una lettera. Era di Baan! Riportava parole tristi per Arleca, ma giuste e belle. Doveva partire per stare vicino ad un suo compagno d’avventure e quindi doveva rinunciare ad un nuovo incontro con lei, ma nello stesso tempo le assicurava di non volerla perdere di vista. La maga le rispose con poche e sentite parole e cioè che al ritorno dal suo viaggio l’avrebbe trovata lì ad aspettarlo! I giorni passarono lentamente senza avere notizie del baldo guerriero e la maga pensò che Baan preso ancora dalla foga della sfida all’ultima parola le aveva scritto quella lettera, ma poi, preferì non volgere più lo sguardo su di lei e proseguire il viaggio con il suo compagno di avventure. Ma la realtà era ben più difficile e crudele di quanto lei stessa poteva immaginare. Baan avrebbe desiderato tornare nella città di Kyrandor dove aveva conosciuto l'avvenente maga che l'aveva tanto affascinato col suo parlare, ma le missioni da quella sera furono talmente tante e lo portarono così lontano dalla città natia che la maga rimase solo un sogno legato a quel vorticoso comunicare che tanto l'aveva colpito. Baan preso dalle sue grandi e faticose imprese pensò che il volto sorridente della maga non tornasse così di continuo nei suoi pensieri. Ma non fu così! E rifletteva, e ripensava costantemente alla modesta locanda, e a quella tromba d'aria che lo colpì e da cui non poté e non volle scappare. Ma il destino le aveva riservato uno strano scherzo: Lui, il prode Baan, valoroso guerriero, che aveva rinnegato la magia e tutto il suo mondo, aveva trovato la donna della sua vita che ne faceva parte. Ma fortunatamente nel costante peregrinare, Baan, aveva ricevuto grandi insegnamenti. Uno di questi era: l’Amore è il sentimento più nobile di tutti e va vissuto a costo di mille rinunce. Ma ciò che gli fece capire definitivamente che l’amore per Arleca era unico, fu quando la rincontrò, poiché lei lo guardò negli occhi con sguardo dolce ma fiero e senza farlo parlare, gli disse: Ovunque tu vada, qualsiasi azione tu faccia, qualunque parola tu dica, io sarò Sempre Con Te.
[1] Biografia di Baan · messaggio 57797
La voce di Lyiyl
Lyiyl · pubblicato il 2005-05-22
Testo storico conservato
Tutto era iniziato per caso.
Come tutti sanno che le terre orientali sono un luogo poco accogliente ed io e Baan non ci saremmo presi tanto fastidio senza una ragione importante.
Strana coppia, un piccolo stregone arial ed un massiccio e robusto guerriero come Baan.
"Spero non sia un altro buco nell'acqua Baan, non dopo quanto è successo col Dormiente"
Era un velato rimprovero. Si erano recati alla palude seguendo la traccia fornita da un tipo che si faceva chiamare Rosa Nera e di cui Baan non aveva voluto dare altre spiegazioni.
Baan avrebbe potuto uccidere Lyil in cento modi diversi e Lyiyl lo sapeva, anche se probabilmente uno solo sarebbe stato sufficiente, ma il legame di amicizia che li univa a Dhora aveva creato uno strano rapporto fra i due che gli permetteva di sopportarsi nonostante l'afa.
Insieme stavamo cercando una guaritrice, la donna delle ossa, che di solito lavorava in cambio di vino di riso o di idromele, sempre ubriaca.
Se avessero messo le mani sul libro che cercavano sarebbe stato come metterle sulla proverbiale pentola d'oro alla fine dell'arcobaleno.
Mentre ci avvicinavamo alla sua capanna un piccolo ladruncolo provò a sfilare la borsa a Baan ma lui gli spezzò le dita senza nemmeno abbassare la testa, da quel momento anche i temibili membri del quadrato ci iniziarono ad evitare.
Ci volle poco a convincere la donna delle ossa, sembrava non vedesse l'ora di liberarsi del libro che eravamo andati a cercare.
Baan non degnò il libro di più di un occhiata di disprezzo, eppure sapevo bene quanta pazienza avesse mostrato con me in quei giorni.
Dotato di una forza e di una determinazione quasi senza uguali mi aveva dimostrato di possedere un equilibrio e una bontà d'animo davvero sorprendenti.
Grazie a lui avevo potuto mettere le mani sul libro che cercavo, ma soprattutto avevo cambiato radicalmente opinione su quanti facevano del combattimento corpo a corpo il proprio stile di vita.
[3] Biografia di Baan · messaggio 58453