Il testo
Testo storico conservato
Titolo attribuito dalla redazione a questo brano.
Per meglio capire questa sua dualità, i fedeli spesso narrano una leggenda che riguarda Sulu poco dopo la civilizzazione di Therial, e prima che egli fosse risvegliato una seconda volta da Chastil dal suo stato di torpore. Sembra infatti che Egli all'inizio fosse cosciente di sé come frammento di Dheadis, e che vagasse ramingo per le terre di Therial, mirando le stupende opere della natura. Ma un giorno egli si imbatté in una orrida cerimonia tenuta da seguaci di Asuka che avevano catturato una coppia di giovani elfi e li stavano sacrificando alla loro oscura Dea. L'elfo era già morto, e il pugnale sacrificale stava per abbassarsi anche sulla compagna, quando Sulu sul suo destriero si infranse sui cultisti come un fiume in piena, sfavillante di sacra furia, e li distrusse tutti. Solo uno rimase in piedi, attonito di fronte a quella dimostrazione di inaudita potenza celeste, e si buttò in terra, chiedendo pietà. Ma la spada di Sulu lo travolse, incurante. Quando si fu calmato, Sulu si avvide che avrebbe dovuto risparmiare un nemico che si era arreso, e ne fu grandemente dispiaciuto. Allora chiamò a sé Chastil, e gli disse: "Fratello mio, oggi ho avuto l'arroganza di togliere la vita a colui che si era già arreso. Forse lo meritava, ma comunque debbo espiare. Vorrei che mi rinchiudessi in un corpo mortale, dal qual uscirò quando con le mie azioni avrò riscattato questa mia onta". Chastil scosse la testa, ma sapeva che non poteva andare contro la natura di Sulu, e fu così che il Dio si fece uomo pensando di dover riscattare sé stesso. La sua natura lo portò a combattere nuovamente contro il male, finché Chastil non lo rivolle ancora vicino a sé.
[1] Sulu · il culto nella redazione antica