Due giorni dopo, nel lontano villaggio di Darèah, le nuvole ombreggiavano i raggi di Kyra, che poco riuscivan a trafiggere il grigio manto, donando una luce argentata che andò a dominare l'intera contea. La lunga catena montuosa di Benhastul dominava con fierezza l'orizzonte, mentre le grandi cime innevate dei ghiacciai eterni osservavano il trascorrere del tempo infinito dall'alto della loro magnificenza. Arhakor quel giorno attraversò lunghe vallate e fitte foreste, per giungere dalla sua amata Nimloth. Oramai nulla più temeva quando solo il viso di lei si disegnava nella sua mente malata d'amore. Nemmeno i banditi del Nord potevano scoraggiarlo dal viaggiare in solitudine attraverso terre selvagge. Ad ogni metro di strada guadagnato, il suo giovane cuore pompava un'impazienza che non era dote di Cavaliere, ma di ragazzino innamorato. I suoi occhi potevano solo riposare nell'anima di lei, e quando essi non vedevano altro che le fredde mura di Lhoòryin, un vuoto impenetrabile di nostalgia lo logorava lentamente dall'interno... molto lentamente. Il suo destriero maculato divorava la strada sterrata con l'impeto d'un antico predatore ch'insegue la preda. I suoi polmoni ed i suoi zoccoli erano un tutt'uno col vento gelido che soffiava la sua rabbia attraverso il sottobosco della foresta di nessuno. Ma ecco.. ora al limitare degli alberi s'intravedevano le prime case di Darèah, con i loro camini che sprigionavano un fumo grigio, che quasi profumava di resina e aghi d'abete. Le capanne in legno e paglia provocavano nella mente del giovane Cavaliere una nostalgia ch'era impari a qualsiasi alto sentimento, sia esso negativo o positivo.. Ricordavano la sua infanzia, passata nella spensieratezza d'un villaggio del sud-ovest, dove solo enormi vallate d'erba ed alberi dominavano i colli profumati, e placidi ruscelli di cristallo scorrevano attraverso quel mare verdeggiante. Quanti ricordi... Attraversò il villaggio con la fretta d'un dannato, cercando con lo sguardo la piccola casa di Nimloth. Ancor non gli pareva vero che l'Arcimago gli avesse dato un giorno di permesso per poter andare dalla sua amata. Gli sembrava strano, ma non si fece insospettire. Tuttavia, il suo sguardo, sebbene alla ricerca di Nimloth, non potè fare a meno di notare che molta gente del villaggio stava correndo nella sua stessa direzione, per poi andare a raccogliersi attorno ad una piccola capanna. Un lento brusio di voci, alcune inorridite, altre ripiene di rabbia, altre impaurite, arrivò all'orecchio di Arhakor, che non potè fare a meno di frenare e di smontar da Cavallo. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Aspetta qui Kharon, torno subito.-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Disse il Cavaliere rivolto al suo cavallo, legando le redini ad una piccola palizzata in legno, per poi recarsi con passo veloce verso la folla, accumulata di fronte a quella che pareva la casa di Nimloth. Il suo mantello vermiglio sbatteva sulla pesante corazza d'argento con l'aiuto del vento. Arhakor fermò una donna in preda alle lacrime che si stava staccando dalla folla, forse per tornare alla propria capanna. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Ehi vecchia! Che è successo?-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Ella camminava con la schiena ricurva, aiutandosi con un vecchio bastone da passeggio. Il pesante scialle di lana rosso scuro non nascondeva la sua leggera gobba, che faceva capolino da sotto i pesanti vestiti. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Hanno ucciso una fanciulla!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Rispose la donna in preda alle lacrime ed ai singhiozzi, volgendo lo sguardo ad Arhakor. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Chi?- -Oooh.. Una cara ragazza.. veniva tutti i giorni a cucinarmi il pane e a tagliarmi la legna.. Povera figliola.. Povera figliola..!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Nient'altro riuscì a dire, poiché si sottrasse al Cavaliere volgendogli le spalle, per poi allontanarsi in preda a singhiozzi disperati. Sul volto di Arhakor si disegnò una smorfia amara, che vacillava tra la speranza e l'incertezza, un sentimento che giaceva nell'oblio della disperazione più oscura. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Fate largo! Fatemi passare!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Il giovane si fece strada attraverso la folla, gridando alla gente di spostarsi. La sua voce era impregnata di oscura disperazione. Fissava ad occhi sgranati il vuoto di fronte a sè, traendo profondi respiri, che andavano ad accelerare i battiti del suo cuore in pena. Giunse di fronte alla capanna: era quella di Nimloth, la riconobbe subito dalle tende in pelle d'orso bruno e volpe bianca. Sull'ingresso una scia di sangue si trascinava fin dentro la casa... [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Nimloth...-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Arhakor si gettò dentro l'abitazione della sua amata con un balzo, strappando quasi dal soffitto le tende fissate alle assi di pino. Una volta all'interno, il suo cuore perse un battito, ed i suoi occhi versarono un'amara lacrima... Sangue vermiglio imbrattava le assi del pavimento, arrivando al centro della grande stanza in ogni angolo della capanna. Alcuni schizzi avevan persino raggiunto le travi del soffitto e alcune lampade ad olio fissate alle pareti. Di segni di lotta non v'era segno. L'inganno era stato abile, molto abile. E riversa su di un fianco, una fanciulla in una calda veste di lana blu scuro giaceva a terra. I capelli, che prima avrebbero dovuto esser lucenti come oro zecchino, ora eran ramati per via del sangue di cui erano inzuppati. Gli occhi chiusi in un'espressione di dolore e pace infinita, mentre le gote pallide erano contratte in una smorfia di dolore, assieme alle rosee labbra. La bellezza di Nimloth era macchiata di violenza e crudeltà, ma rimase tuttavia pura come un piccolo fiore reciso dalla sua terra. Un fiore ormai appassito. Arhakor si portò le mani al volto indietreggiando lentamente di qualche passo, gridando con tutte le forze che gli rimanevano in corpo. Gridò una disperazione più grande dell'eternità delle stelle serotine... Non appena i suoi polmoni si svuotavano, traeva altri profondi respiri per ricominciare a gridare. La gente che da fuori assisteva alla macabra scena, se ne restava in silenzio. Alcuni a sguardo basso, altri osservavano il guerriero in preda al tormento, ormai senza più nulla nella vita, se non la sua spada. Gettandosi in ginocchio, portò il volto al suolo sfiorando il pavimento con le mani che ancora coprivano i suoi occhi. Gridava e gridava, quasi non potesse più fermare il suo dolore.. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Nimloth!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Questo nome si riuscì a scandire attraverso le urla intrise di dolore. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Nimloth!!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Nessuno contò il tempo che passò da quando Arhakor entrò nella capanna, ma il tempo divorò certamente quindici o forse venti minuti. Tutto il villaggio era accorso alla casa di Nimloth. Alcuni attratti dalle grida del Cavaliere, altri per accorrere in un vano aiuto. Nell'esatto momento in cui il vento iniziò a spirare una gelida brezza, Arhakor scostò le tende della capanna, facendo un passo all'esterno. Il suo volto sembrava invecchiato di dieci anni, profonde occhiaie scure solcavano i suoi occhi turchini, inbrattati di lacrime e dolore. Teneva i pugni serrati e lo sguardo perso nel vuoto.. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Arhakor..- [[ARCHIVE_CLOSE_I]] Disse una voce ch'emerse dalla folla. Avanzò un vecchio dal portamento malandato e dalla profonda voce logorata, probabilmente, dall'acqua di fuoco. Era il capo del Consiglio degli Anziani, e tra le braccia vecchie e secche portava un piccolo fagotto di coperte e stracci. Il guerriero alzò lo sguardo, per fissare gli occhi grigi del vecchio capo, senza proferire una sola parola. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Mi.. mi dispiace.. Oggi è venuto un uomo, ha detto di essere tuo amico.. voleva vedere Nimloth.. noi non sapevamo che fosse...-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Il vecchio si schiarì la voce con un paio di colpi di tosse, per poi proseguire con gl'occhi gonfi di veleno. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Comunque, lei, un paio di settimane fa ha partorito un figlio. Tuo figlio, Arhakor..-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Il giovane prese fra le mani il fagotto ch'il vecchio capo gli porse. Scostò leggermente gli stracci che coprivano il volto del bimbo che contenevano, osservando con occhi spenti la piccola creatura.. Dormiva. Il suo volto paffuto e rotondo era avvolto da una pace quasi mistica, la stessa pace che avrebbe voluto provare Arhakor, almeno un'ultima volta prima di andarsene.. Osservava suo figlio quasi con affetto, ma il recente dolore logorava ogni sentimento positivo scaturisse dal suo cuore diviso in due. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-E sia..-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Arhakor non disse altro, per poi dirigersi al suo cavallo con il bambino in braccio. I suoi passi erano fermi e decisi, ma d'una lentezza che pareva quasi irreale. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Ragazzo!-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Gridò il vecchio rivolto al giovane. Arhakor si fermò, senza però voltarsi. [[ARCHIVE_OPEN_I]]-Il nome del bambino è Prix. Il nome che Nimloth ha deciso.-[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Rimase per qualche istante immobile di fianco al suo cavallo, forse riflettendo sulle parole del vecchio, dopodiché montò in sella e, spronando il fiero animale, s'incamminò nuovamente verso la città. La sua città. L'unica cosa sulla terra che ormai gli rimaneva, oltre al tormento. [[ARCHIVE_OPEN_OFF]]continua[[ARCHIVE_CLOSE_OFF]][[ARCHIVE_CLOSE_I]]