[[ARCHIVE_OPEN_I]]- Kelh, chiama Murray e digli di venire immediatamente nel mio studio. Debbo consegnargi un compito. -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] La voce di Agorth era rauca ed iraconda, mentre dalla grande finestra osservava Arhakor poggiato ad un piccolo muretto, intento a scrivere una lettera. Lo sguardo di ghiaccio dell'Arcimago si gonfiò di odio e rabbia, e null'altro vedeva se non un Cavaliere innamorato. Nel piccolo cortile sotto la torre della Sapienza, non v'era null'altro se non un piccolo pozzo ed alcune galline, un ottimo posto dove scrivere alla propria amata in solitudine. Mai nessun Cavaliere si spingeva fin lì, solo garzoni o stallieri, per via dell'inutilità di quel piccolo buco. Agorth si lisciò lentamente il corto pizzetto grigio con una mano artritica e secca, le cui dita, sebbene ornate da anelli d'oro massiccio, non nascondevano la loro natura scheletrica, quasi somigliante ad artigli. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Bene Maestro. -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] L'apprendista accennò un lieve inchino, per poi uscire di corsa dallo studio dell'iracondo Arcimago. Poco tempo passò da quando l'apprendista lasciò la stanza, ed un lento echeggiar di passi nel corridoio esterno, annunciò l'arrivo dell'ospite tanto atteso da Agorth. Bussò alla porta dello studio, attendendo con pazienza l'autorizzazione del Maestro, rimanendo immobile di fronte al portone in ferro battuto. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Venite pure avanti Murray, vi stavo aspettando. -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Agorth rimase alla finestra a fissare Arhakor, ora intento ad imbustare il suo scritto. Prima di infilarsi la pergamena in tasca, baciò con affetto il pezzo di carta, per poi allontanarsi con passo sicuro e svelto. Prima di sparire dalla vista dell'Arcimago, volse un breve sguardo all'alta finestra dello studio. Una debole scintilla di paura trasparì dai suoi occhi, ma tempo un secondo ed il Cavaliere svanì dietro un'arcata d'alabastro. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Cosa ordinate, mio Signore? -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Un'alta figura vestita di velluto nero s'ergeva di fronte alla grande scrivania dello studio, alta e dalla muscolatura imponente. Nulla si notava se non le possenti braccia tatuate, dove fiorenti muscoli trasparivano dalla pelle mulatta. Che fosse un prode guerriero, si notava dal portamento fiero e sicuro, così come la voce profonda e orgogliosa. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Voglio che segui lo scudiero di Arhakor, voglio sapere a chi vanno le sue melense lettere. -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Agorth rimase alla finestra, con le mani raccolte dietro la schiena, ad osservare, dall'alto della sua torre, la vita della città sottostante. Ai suoi occhi, i cittadini erano solo piccoli insetti che usava per ingrandire le sue ricchezze, per questo motivo si era fatto costruire uno studio in una torre sì alta, per dare al popolo anche la grandezza di un insetto. Così da poterli schiacciare con più soddisfazione. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Un guerriero innamorato, è come una spada che non taglia. - proseguì Agorth, - Arhakor, sebbene mi dispiace ammetterlo, è uno dei più valorosi Cavalieri della città, e voglio che si decida ad unirsi a me. - - Che cosa avete in mente, mio Signore? -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] Agorth rimase per qualche istante in silenzio, fissando un punto vuoto all'orizzonte, carezzandosi quasi morbosamente il pizzetto grigio. Quasi di scatto si volse verso Murray; il suo sguardo era sgranato in una smorfia di maligna felicità, così come le sue aride labbra disegnavano un sorriso di soddisfazione. [[ARCHIVE_OPEN_I]]- Uccidi la ragazza, in questo modo la disperazione di lui lo renderà più malleabile. La sua mente, sarà mia, e con Arhakor al comando dell'esercito, tutte le città dei dintorni saranno in mio possesso. -[[ARCHIVE_CLOSE_I]] ghignò con sadica gioia, fissando il volto di Murray oscurato dal cappuccio. - Vai ed esegui. - Terminò così la discussione, lanciando al guerriero un sacchetto colmo di monete d'oro. Murray non disse nulla, si limitò ad afferrare al volo il sacco di monete con una mano, per poi volger la schiena ad Agorth, e lentamente uscire dallo studio, chiudendo la porta una volta uscito. Il rombo del portone echeggiò per la torre come il brontolio d'una tempesta lontana, seguendo Murray oltre le tenebre della stretta scala a chiocciola. [[ARCHIVE_OPEN_I]]Murray... non un guerriero glorioso, come aveva sognato di essere nell'infanzia, immaginandosi fra le fila dei Cavalieri Templari. Al contrario, era divenuto un assassino di professione, al servizio di uomini senza scrupoli come l'Arcimago Agorth. Il suo spirito si estinse quand'era ragazzo, e da allora la sua vita cambiò radicalmente: Avrà avuto all'incirca sedici anni. Suo padre passava il tempo ad affogare i denari in vino e birra, mentre sua madre era una prostituta, obbligata a fare questo sporco lavoro dal marito per procurargli i soldi per l'alcool. Credo sia per questo motivo che la disperazione del ragazzo arrivò oltre i limiti dell'umana sopportazione, finché crollò come un castello di carte in balia del vento. Una notte, nel sonno, fece un sogno.. o, per meglio dire, un incubo. Egli volava nel cielo di mezzodì, accompagnato da due piccole fate dai lunghi capelli dorati e dallo sguardo di cristallo. Cantavano con voce melodiosa e malinconica, mentre lo accompagnavano nel vento tenendolo delicatamente per le mani. S'alzava sempre di più, arrivando quasi a sfiorare il cielo.. ma improvvisamente le fate mutarono in neri corvi, e ridendo con voce rauca e sadica lasciarono improvvisamente la presa, e lui precipitò nel vuoto. Quando si schiantò al suolo, la terra si aprì e lui venne inghiottito in una voragine oscura. [[ARCHIVE_OPEN_B]]Il nulla.[[ARCHIVE_CLOSE_B]] Tentò di fuggire, ma ogni sforzo risultò vano. Poteva correre fino a svuotare i polmoni, ma non trovava altro che oscurità, null'altro che oscurità. Finché una voce si materializzò nella sua mente dominata dal panico.. [[ARCHIVE_OPEN_B]]- Quello che vedi, ragazzo, è il luogo in cui le anime dei defunti giungono una volta staccate dal corpo terreno. Il mondo in cui tu vivi, è solo una dimensione creata dagli uomini per esorcizzare il nulla. Tu hai visto il nulla ragazzo, e niente sarà più come prima, niente! -[[ARCHIVE_CLOSE_B]] Quella notte, Murray morì dentro, e di lui non rimase altro che un guscio vuoto. L'assassino perfetto.[[ARCHIVE_CLOSE_I]] [[ARCHIVE_OPEN_OFF]]continua[[ARCHIVE_CLOSE_OFF]]