Il Sacro Ordine, le Sacre Effigi e il ritorno a Gerighelm
I Cavalieri del Sacro Ordine
A Gerighelm, il marmo chiaro e le lance custodiscono il ricordo di un giuramento. Dal Sacro Ordine alle Sacre Effigi, fino al raduno dopo il Grande Buio, i Cavalieri cercano nelle proprie divisioni la via di ritorno a un ideale condiviso: onore, compassione, sacrificio e umiltà.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.

Indice del volume
- Scheda e membri attuali
- Storia e identità
- Il primo giuramento
- Le Sacre Effigi
- Gerighelm e il ritorno
- Le tracce nel tempo
- La cabala oggi
- Acryl · Il Grifone
- Acryl · Il Grifone
- Acryl il Grifone
- Acryl il Grifone · 2
- Acryl il Grifone · 3
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 2
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 3
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 4
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 5
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 6
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 7
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 8
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 9
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 10
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 11
- Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 12
- La voce di Aral
- Un sacrificio preparatorio.
- Un sacrificio preparatorio.
- Il testo
- Destino d’un Cavaliere
- Destino d’un Cavaliere
- Il racconto
- La Pace ritrovata
- La Pace ritrovata
- Il racconto
- Documenti e voci delle diverse epoche
- I Cavalieri · Manuale
- Help KNIGHT CAVALIERI CAVALIERE · help.old
- Help CAVALIERI CAVALIERE DIFENSORI DIFENSORE · help.are.old.20150924
- Help CAVALIERI CAVALIERE DIFENSORI DIFENSORE · help.are
- Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57718
- Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi · cabale/cavalieri.are OBJECTS #4502
- Fonti e attribuzioni
La Cabala in breve
Scheda della Cabala
- Nome antico
- I Cavalieri del Sacro Ordine
- La fase confederata
- Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi
- Titolo successivo
- I Difensori di Therial
- Dimora ricordata
- Il castello di Gerighelm
- Ideali tramandati
- Onore, compassione, sacrificio e umiltà
Nessun membro attuale.
Aggiornato al
I nomi nei racconti storici non indicano membri attuali.
Il primo giuramento
I Cavalieri del Sacro Ordine figurano fra le sette cabale nell’elenco conservato del novembre 2001. Il manuale li pone al servizio dell’onore e della giustizia, accanto ai Legislatori e in difesa di Therial. Fede e purezza sostengono il loro compito; il ritratto antico di Hazon li ricorda fra i suoi devoti.
La loro memoria sopravvive in una forma diversa da quella delle sei grandi bacheche recuperate. Le fonti sono sparse fra manuali, annunci, descrizioni di gioco e racconti di personaggi. Riunirle consente di restituire il posto dei Cavalieri nella storia delle cabale, senza confondere l’assenza di una bacheca tra quelle recuperate con l’assenza dell’Ordine dal mondo.
[1] Indice delle cabale nel forum XMB · 23 novembre 2001 [2] I Cavalieri · Manuale [3] Hazon · culti degli Yun-Hyisse e dei Cavalieri [4] Bacheche di Cabala · categoria 7
Le Sacre Effigi
Nel marzo 2005 una discussione pubblica documenta una chiusura temporanea, mentre si pensa alla ricostruzione. Nel maggio successivo Lyiyl annuncia una confederazione a cui gli ordini cavallereschi possono aderire accettando una Regola comune. L’adesione legata alla Fenice chiarisce che il primo nome proposto è provvisorio.
Il vecchio aiuto del gioco riassume la trasformazione: da singola cabala a unione di clan cavallereschi, sotto l’Ordine delle Sacre Effigi, con sede a Gerighelm. Il Libro dell’Ordine conserva un consiglio, un codice e nomi di ordini affiliati. Le loro singole insegne e storie appartengono ai rispettivi clan; il patto comune permette di leggerli dentro una vicenda più ampia.
Anche l’annuncio dei Cavalieri della Federazione, nel gennaio 2006, si colloca in questa stagione: nasce un clan che potrà chiedere adesione alle Sacre Effigi. La storia si ramifica, mantenendo nel codice cavalleresco un luogo d’incontro.
[5] Cavalieri? ciao ciao... · Edraurd · messaggio 53959 [6] Cavalieri? ciao ciao... · Edraurd · messaggio 54000 [7] Clan di Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57717 [8] Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57718 [9] Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57832 [10] Help KNIGHT CAVALIERI CAVALIERE · help.old [11] Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi · cabale/cavalieri.are OBJECTS #4502 [12] Istituzione Cavalieri della Federazione (C.d.F.) · LEGISLATORI · messaggio 75188
Gerighelm e il ritorno
Il castello di Gerighelm conserva la materia di questa memoria: il marmo bianco, l’edera e i ciclamini, le lance, la tavola del consiglio. Il Libro dell’Ordine dà parole ai valori che quelle sale erano chiamate a custodire.
La descrizione successiva racconta il fallimento delle Sacre Effigi. Le divisioni hanno indebolito la guardia; il Grande Buio ha inghiottito Therial. Quando l’oscurità si ritira, i Cavalieri si ritrovano con i clan sciolti e gli ideali ancora vivi. Ricordano allora che onore, compassione, sacrificio e umiltà erano stati condivisi prima di essere dispersi fra molti ordini.
A Gerighelm torna a sventolare il simbolo del Sacro Ordine. Il testo richiama Chastil e presenta quel raduno come un impegno a difendere la luce e a impedire un nuovo abbandono della guardia. Questa è la rinascita narrata dalla fonte; la sua data e la sua collocazione nelle Ere non vengono inventate. Il giuramento rimane aperto davanti al lettore, mentre i documenti conservano le forme che aveva assunto prima del Buio.
[13] L'Entrata del Castello · cabale/cavalieri.are ROOMS #4500 [14] Dentro una Enorme Sala · cabale/cavalieri.are ROOMS #4501 [15] La Cappella dei Cavalieri · cabale/cavalieri.are ROOMS #4504 [16] La Sala del Consiglio · cabale/cavalieri.are ROOMS #4505 [17] La Strada verso il Castello · cabale/cavalieri.are ROOMS #4506 [18] Il Deposito dei Cavalieri · cabale/cavalieri.are ROOMS #4510 [11] Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi · cabale/cavalieri.are OBJECTS #4502 [19] Help CAVALIERI CAVALIERE DIFENSORI DIFENSORE · help.are.old.20150924
Le tracce nel tempo
Apri il testo conservato +
2001–2003 · La settima cabala dell’archivio antico La directory XMB del novembre 2001 nomina i Cavalieri del Sacro Ordine; il manuale conserva un capitolo dedicato. La mancanza di una bacheca autonoma fra le sei recuperate non cancella questa attestazione.
2005-03 · La chiusura temporanea La discussione pubblica del marzo 2005 conferma una sospensione mentre si valuta la ricostruzione. La data è documentaria; non convertirla automaticamente in una battaglia o catastrofe della storia di Therial.
2005-05 · La confederazione del maggio 2005 Lyiyl pubblica la ricostruzione dell’Ordine e un annuncio rivolto alle genti di Therial: gli ordini cavallereschi possono federarsi accettando la Regola. L’adesione della Fenice di Ustriel chiarisce che il primo nome è provvisorio.
Data di composizione non accertata · L’Ordine delle Sacre Effigi Il vecchio help parla esplicitamente di una cabala un tempo singola e di una successiva federazione di clan. Il libro conservato a Gerighelm ne descrive il consiglio e il Codice Cavalleresco; Luce e Onore e Difensori della Fenice sono ordini affiliati elencati in quella copia.
2006-01-29 · I Cavalieri della Federazione L’annuncio del gennaio 2006 istituisce un clan specifico, invitato a chiedere l’adesione alle Sacre Effigi. È una diramazione documentata della storia cavalleresca, non un’ottava cabala; anche il suo stemma appartiene al clan.
Data di composizione non accertata · Il ritorno al Sacro Ordine L’help successivo narra il fallimento delle Sacre Effigi, il Grande Buio, lo scioglimento dei clan e il raduno dei Cavalieri sotto l’antico emblema a Gerighelm. Il testo non assegna una data reale o un numero d’Era a questi eventi.
[1] Indice delle cabale nel forum XMB · 23 novembre 2001 [2] I Cavalieri · Manuale [4] Bacheche di Cabala · categoria 7 [5] Cavalieri? ciao ciao... · Edraurd · messaggio 53959 [6] Cavalieri? ciao ciao... · Edraurd · messaggio 54000 [7] Clan di Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57717 [8] Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57718 [9] Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57832 [10] Help KNIGHT CAVALIERI CAVALIERE · help.old [11] Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi · cabale/cavalieri.are OBJECTS #4502 [12] Istituzione Cavalieri della Federazione (C.d.F.) · LEGISLATORI · messaggio 75188 [19] Help CAVALIERI CAVALIERE DIFENSORI DIFENSORE · help.are.old.20150924
La cabala oggi
La cabala è attualmente priva di membri. La scheda registra la situazione indicata dal creatore il 23 ottobre 2026. I nomi e le cariche che compaiono più avanti appartengono alle testimonianze storiche.
Acryl · Il Grifone
Le tre parti del racconto sono già integralmente in Biblioteca. Acryl racconta l’ingresso grazie a Tyreal, le guerre del Sacro Ordine, il suo scioglimento e il successivo ritorno fra le Sacre Effigi sotto lo stendardo delle Folgori Celesti.
[21] Acryl il Grifone · messaggio 92064 [22] Acryl il Grifone · messaggio 92142 [23] Acryl il Grifone · messaggio 92194
Acryl il Grifone
Acryl · pubblicato il 2009-03-23
Testo storico conservato
Infanzia.
Mi chiamo Acryl. Sono nato quasi quarant'anni fa in un piccolo villaggio poco lontano da Kyrandor, un luogo che tuttora ricordo con gioia a distanza di cosi' tanto tempo, un luogo che offriva una percezione totalmente offuscata di altre realta' che avrei avuto ben modo di conoscere in futuro. Eravamo persone semplici, vivevamo in un un piccolo regime autarchico in miniatura, mantenendoci soltanto con quel che i nostri campi producevano, e con quello che la foresta a poche ore di cammino ci offriva. Non ci mancava nulla: frutta e verdura, cereali in abbondanza, patate, e rare volte bestiame da allevamento e selvaggina.
Come e' facile immaginare, tuttavia, presto avemmo bisogno di piu', e cominciammo a commerciare con Kyrandor, offrendo i nostri prodotti in cui ci eravamo, piu' per passione che non per reale voglia di venderli, specializzati. Mia madre ed altre donne del villaggio erano ottime conciatrici e ricamatrici, sapevano tessere splendidamente e ricavare fine stoffa dai piu' grezzi materiali ci fossero. Il padre di Jaelle invece aveva il pallino della forgia. Era un fabbro di indiscussa bravura, certo non uno dei migliori al mondo, ma se le sue armi trovavano sempre qualche compratore a Kyrandor un motivo c'era di sicuro.
Per quanto riguarda me invece, ho trascorso un'infanzia piuttosto anonima. Passavo la maggior parte del mio tempo con mio padre, dandogli una mano con il suo piccolo fazzoletto di terra e accompagnandolo a Kyrandor nel periodo in cui cominciammo a intrattenere rapporti commerciali con i cittadini. Il resto del tempo lo trascorrevo con Jaelle. E' grazie ad entrambi che gia' in tenera eta' cominciai a mostrare un vivo interesse per l'arte della spada. Se da una parte a Jaelle era gia' stato instillato questo genere di passione da parte del padre molto prima che succedesse a me, dall'altra mio padre non mancava mai di affascinarmi con alcune delle storie che aveva sentito in vita. Storie magnifiche che parlavano di grandi eroi, di potenti guerrieri e di temibili incantatori, delle eterne guerre tra fazioni che dilaniavano queste terre, del male che vi strisciava e dei pochi che si opponevano seguendo il sentiero della luce.
Non ci volle molto prima che il mio interesse diventasse reale, e che il padre di Jaelle mi facesse omaggio di una delle sue spade. E cominciai a maneggiarla, un po' per gioco e un po' perche' forse volevo essere qualcuno di quegli eroi di cui mi raccontava mio padre, qualcuno di cui la gente avrebbe parlato con rispetto e con un sorriso sulle labbra. Niente piu' che sciocchi sogni ad occhi aperti di un bambino con in mano una spada troppo grande per lui, ma che tutto sommato non hanno mai smesso di farlo sperare.
Piu' crescevo e piu' mio padre invecchiava. Invecchiando, aveva sempre meno bisogno di me, preferendo limitare i suoi sforzi e affidandosi maggiormente ai commerci, di conseguenza avevo sempre piu' tempo libero. Tempo che passavo quasi esclusivamente a tirare di spada con Jaelle e con suo padre, che insegno' anche a me le basi del combattimento, per quanto poco potesse saperne un fabbro. Ero ben consapevole di non essere abile, persino Jaelle dimostrava di possedere una tecnica piu' raffinata rispetto alla mia, ma ero altrettanto consapevole di essere giovane e di avere un mucchio di tempo davanti a me per migliorare.
La mia tranquilla infanzia fini' un bel giorno in cui avevo appena sedici anni, giorno che arrivo' assieme alla mia decisione di trasferirmi con Jaelle a Kyrandor. Ero stato molto felice li' con loro, ma quello era un mondo troppo piccolo per me, ed io avevo uno spirito non comune che mi animava e mi guidava. Volevo andare a vivere in citta' e mettere in gioco quel che avevo imparato, sfruttare i miei talenti, prendere coscienza della realta' al di fuori di quel piccolo villaggio ed osservarla dall'interno, in un modo piu' globale che mi avrebbe permesso di comprenderla meglio. Questo dissi ai miei genitori. E loro, sorridendo, mi augurarono ogni bene. Sebbene non l'abbiano mai confessato apertamente, so che loro per primi mi conoscevano meglio di chiunque altro, e sapevano che avrei avuto successo in qualsiasi cosa avessi deciso di fare, e che me la sarei cavata egregiamente in qualsiasi situazione fossi finito.
Lo sapevo anch'io. E con il cuore pieno di entusiasmo partii assieme a Jaelle, lasciando la mia casa e la mia gente con la silenziosa promessa che sarei tornato da loro, e che non li avrei mai lasciati del tutto soli.
Gioventu'.
Quando guardo al passato, ripercorrendo minuziosamente la mia vita, questo e' certo il periodo di quest'ultima che piu' volentieri cambierei, se potessi. Lo dico senza remore, nonostante sia ben consapevole che senza errori non si giunga alla maturita' e alla saggezza che ogni uomo ricerca.
La mia adolescenza e' un periodo segnato in profondita' da molti avvenimenti, primo fra tutti quello che si colloca proprio all'inizio di essa, ovvero l'essere venuto a vivere in Kyrandor, in una metropoli piena di gente, governata da individui che ne detengono l'assoluto controllo, con una multiculturalita' e una tolleranza razziale che mi ha sempre lasciato perplesso, e che mi lasciava perplesso ancor di piu' quand'avevo vent'anni di meno.
Sono bastati pochi giorni a Kyrandor per rendermi conto con orrore che era infestata da un disgustoso marciume che si covava nelle sue vie piu' oscure, un tumore che dall'interno divora una persona lasciando il suo aspetto fisico intatto. Omicidi, prostituzione, poverta', necromanzia. Tutto cio' che di piu' bieco ed abominevole esista, sotto gli occhi di tutti, e nessuno sembrava accorgersene.
Il mio cuore urlava allo scandalo, ed al tempo non fui mai abbastanza saggio da soffocare le sue urla ed agire con saggezza. Urlava troppo forte, e scatenava il mio essere piu' impulsivo. Non riesco a ricordare quante volte io abbia fatto ritorno nella stanza che condividevo con Jaelle pieno di ferite, massacrato di botte per aver tentato di difendere ora un uomo rapinato, ora una donna molestata. E ciascuna delle lacrime che versavo conteneva una tacita promessa, la promessa che prima o poi avrei estirpato quella feccia da Therial.
Erano emozioni forti ed incontrollabili quelle che provavo. Emozioni che facevano fremere ogni fibra del mio corpo, intensificate dalla frustrazione che derivava dalla mia debolezza e dalla mia incapacita' di ridurre a brandelli un aggressore. Tutt'oggi non credo pero' che fossero emozioni totalmente negative, seppur fin troppo estreme. Avevo, concettualmente, gia' individuato il fulcro del problema ed una sua possibile soluzione.
E cosi' trascorrevano i nostri giorni. Io e Jaelle eravamo praticamente inseparabili, non solo ci allenavamo ogni giorno, migliorandoci a vicenda e acquistando sempre piu' abilita' nell'arte della spada, ma andavamo anche a compiere delle missioni che i comuni avventurieri non si abbassavano a fare e che i comuni cittadini non potevano. Erano missioni di modesta entita', cui il sindaco assegnava come ricompensa qualche moneta d'oro, e che consistevano perlopiu' nel massacrare goblin e coboldi che si avvicinavano troppo ai cancelli di Kyrandor, o che uccidevano il bestiame di chi viveva fuori le mura mantenendosi con agricoltura ed allevamento. Nulla di eroico, ma tanto ci bastava per continuare a mangiare e dormire, e il loro tempo di completamento relativamente breve ci dava l'opportunita' di allenarci di piu'.
Non si poteva certo dire che fossimo degli spadaccini di prim'ordine, noi due. La nostra era una tecnica basilare e con tutta probabilita' universalmente diffusa. Nessuno stile particolare o personalizzato, solo conoscenze che potrebbero esser definite accademiche, e tuttavia non ce la cavavamo affatto male.
Ma come tutte le cose nella vita, anche il mio aumento di potenza aveva un rovescio della medaglia. Nonostante fossi animato dalle migliori intenzioni e dalla voglia di poter aiutare quelle persone, la furia prendeva il sopravvento rendendomi una persona estremamente irruenta. Ero ossessionato dagli individui maligni in ogni momento della giornata, volevo vederli tutti morti in favore di un bene superiore. E piu' diventavo abile nel maneggiare la spada, piu' la mia consapevolezza di poter fare a pezzi quei cuori impuri si trasformava in aggressivita' e spavalderia.
Non ero piu' la stessa persona di prima. Jaelle si allontano' sempre di piu' da me, spaventata dai miei cambiamenti di personalita', senza capire che era solo la pace che ricercavo. Continuava a scivolarmi dalle mani come se tenessi nel pugno della sabbia. Ed infine, dopo cinque anni trascorsi insieme da soli, da quando eravamo giunti a Kyrandor, le nostre strade si divisero definitivamente. Se ne ando' ad Ofcol, lasciando che affrontassi da solo quella sete di sangue che mi consumava.
Ebbi fortuna. Trovai il modo di perseguire i miei scopi senza che la mia strada sbandasse, senza che perdessi di vista il fine ultimo che mi prefissavo, un fine ultimo non solo mio, ma comune a piu' d'una persona. Ebbi fortuna ed incontrai i Cavalieri.
Il Sacro Ordine.
Tyreal. Cosi' imponente, cosi' maestoso, cosi' autoritario, e, ben piu' importante, cosi' buono. Un paladino di cui nessuno, nemmeno io che da lui sono stato chiamato "amico", ha mai visto il volto. Un paladino che porta con se' segreti inconfessabili, un paladino che ha dedicato la sua vita all'espiazione dei peccati che ha commesso in passato, cercando rifugio nella luce di Chastil.
Tyreal, questo il nome del cavaliere del Sacro Ordine che ho incontrato. Il nostro incontro avvenne casualmente, nonostante io avessi gia' cercato di contattare l'Ordine prima di quel giorno. Ma quel mattino piovoso, quando io incontrai lui e lui incontro' me, non sapevamo nulla l'uno dell'altro.
Parlammo. E piu' lui parlava, piu' io ero affascinato dal suo carisma e dalla sua esperienza che facevano di lui la guida spirituale che disperatamente cercavo. Non fu facile per lui accettarmi com'ero, ossessionato dalla mia missione di eradicare il male ovunque si nascondesse, ma seppe guardare oltre e lo fece.
Da quel momento ebbe inizio il mio lungo cammino per diventare finalmente un cavaliere. Fu un cammino costellato di difficolta', di delusioni, in cui dovetti far fronte ad una realta' ancor piu' cruda di quella che avevo conosciuto. La situazione che la luce si trovava a fronteggiare era davvero disperata, e necessitava di tutto l'aiuto possibile.
Sfortunatamente la verita' mostratami da Tyreal ebbe l'effetto controproducente di intensificare il mio fervore che sempre piu' di frequente guidava la mia lama. Eppure anche cosi', imperfetto, niente piu' che un uomo, il mio cuore venne riconosciuto puro ed i miei ideali degni di essere condivisi. Dopo essere stato seguito dal Cavaliere per piu' di un anno, durante il quale ebbe modo non solo di insegnarmi la via della luce ma anche di migliorare le mie tecniche di combattimento, egli decise che ero degno di unirmi alla causa del Sacro Ordine, e vi fui accolto con gioia.
Al castello dei Cavalieri di Gerighelm trascorsi gran parte degli anni che seguirono. Vissi momenti splendidi, e ne vissi altri in cui versai lacrime amare. Ma combattevo, insieme a quelle persone che avranno sempre un posto speciale nel mio cuore e nei miei ricordi. Combattevamo insieme per la luce, per un mondo migliore, per un mondo in cui l'alba avrebbe finalmente spazzato via le tenebre. Anno dopo anno dopo anno, finche' il Sacro Ordine si sciolse.
All'inizio fu un dramma. Un dramma causato in parte anche da me e dal mio temperamento che nel corso degli anni non si era affievolito, e che anzi spalleggiato da una nuova forza, da compagni sempre pronti a sostenermi, aveva trovato perfetto sfogo nelle nostre ronde, nella nostra caccia ai criminali, nell'estirpazione del maligno. Un dramma che si consumo' per questioni interne dell'ordine, a causa di molte divergenze di opinioni sul modo in cui stessimo portando avanti la nostra crociata, e che sfocio' piu' di una volta nel sangue dei nostri stessi fratelli. Quello era il segno imprescindibile che ormai eravamo allo sbando. L'ultima speranza di Therial svaniva cosi', come svanisce la luce di un fulmine nella notte.
Nonostante i nostri successi, ed i traguardi raggiunti, io e i miei fratelli ci separammo, ed fummo di nuovo uomini soli che tentavano di portare avanti la loro battaglia contro le tenebre. Cosi' fu per lunghissimi anni, prima della nostra ricongiunzione.
Ma questo fa parte della maturita', del termine ultimo della crescita spirituale di un uomo, della fine della mia personale crescita spirituale. E' un argomento importante, e sara' affrontato in seguito.
Gli amori.
Ho sempre fatto dell'amore quasi una ragione di vita, ne e' la dimostrazione la mia fede in Aelistea durante la mia adolescenza. Due sono le donne che hanno lasciato nel mio cuore un segno indelebile, con le quali ho passato davvero i momenti piu' felici di tutta la mia vita. Due donne, nessuna delle quali potro' mai scordare, nessuna delle quali potro' ricordare senza un sorriso sulle labbra.
Jaelle e' stato il mio primo amore. Potra' sembrare immensamente sciocco, potra' sembrare solo l'infatuazione di un bambino, ma non e' cosi'. Credo di aver amato Jaelle sin dal primo momento che l'ho vista. Eravamo sempre insieme quando eravamo piccoli, e siamo rimasti insieme anche una volta cresciuti, prima del suo distacco naturalmente.
Mi e' sempre piaciuto tutto di lei. Non solo era molto bella, ma aveva anche un carattere rozzo e ingenuo, essendo cresciuta senza la madre. Non piaceva a nessuno il suo carattere rozzo ed il modo in cui ruttasse dopo aver mangiato, eppure non l'avrei mai voluta diversa da com'era. Nonostante tutto, era una persona solare e piena di energia, di entusiasmo, e la sua ingenuita' la portava ad emozionarsi e ad essere felice per le piu' piccole cose che sfuggono all'occhio troppo attento della maggior parte della gente. Era questo che piu' amavo di lei, aveva sempre una buona ragione per essere felice. Lei stessa ne era perfettamente consapevole, ma non le importava. Fosse una nuova spada, una giornata di sole o un fiore che sbocciava tra i sassi, lei era semplicemente contenta. Sarei rimasto per ore a guardarla mentre sorrideva.
Non so dire se non abbia mai capito i miei sentimenti nei suoi confronti, o se li abbia deliberatamente ignorati. Sta di fatto che il mio amore per lei non si e' mai concretizzato, e sebbene mi abbia sempre lasciato una strana amarezza, non mi ha mai intristito. La amavo, e questo per me era tutto, indipendentemente da cio' che pensasse lei. E' sempre stata gentile con me, persino quando mi ha abbandonato, e cio' mi bastava. Non mi ha mai negato la possibilita' di amarla, fino all'ultimo, e sono stato felice di poterlo fare.
Ed infine c'e' stata Caedriel, un'elfa che incontrai nel peggiore dei momenti. Le sue grida d'aiuto risuonarono per la terra d'ombra, ed io accorsi da lei. Era in balia di tre rapitori, che sono successivamente diventati nemici ancestrali di noi Cavalieri. In quel momento pero' ero da solo, e fu gia' una fortunata coincidenza che io mi trovassi li' in quel momento, riuscendo ad arrivare in tempo prima che le fosse fatto del male. Li costrinsi a lasciarla andare, dissi loro che non aveva fatto nulla di male, e loro, senza causarmi eccessiva sorpresa, accettarono. Un cavaliere del Sacro Ordine era una preda decisamente piu' appetibile di un'anonima elfa.
Lei fuggi', ed io cominciai a difendermi dagli attacchi combinati di tutti e tre. Nonostante la mia abilita' avesse raggiunto livelli considerevoli, non potevo resistere loro per molto. Ebbero ragione di me dopo aver riportato gravi danni, e mi lasciarono ferito a morte in balia delle creature del sottosuolo. Ebbi fortuna a non essere ucciso e depredato dai razziatori della terra d'ombra, poiche' dopo appena un minuto sopraggiunse un gruppo di avventurieri che riusci' a tirarmi fuori da quel posto terrificante. Ed il mio primo pensiero quando mi fui risvegliato ando' all'elfa prima ancora che ai miei salvatori.
La rincontrai dopo qualche giorno. Mi cerco' per ringraziarmi, trovandomi ancora ferito al castello. Era di una bellezza squisita, ed anche lei come Jaelle aveva dalla sua parte quell'ingenuita' e quell'innocenza che la rendevano una persona dolce e solare. Ma il fatto di essere elfa la rendeva, per forza di cose, molto diversa da Jaelle nel carattere, che nel suo caso era molto piu' tranquillo, cosi' tanto che emanava delicatezza da ogni suo gesto.
Lei ricambio' il mio amore. Passammo dei momenti felici insieme, nonostante il mio ardore per la causa dei cavalieri fosse ben lontano dall'estinguersi. Avremmo potuto essere felici per sempre, se Tricksty non l'avesse portata via. Dopo tre anni passati insieme, contrasse una malattia tipicamente umana, cui la sua debole costituzione non seppe opporre resistenza. Si spense tra le mie braccia dopo quattro giorni di tormenti. Non credevo che sarei piu' uscito dall'abisso in cui ero sprofondato dopo la sua morte, un abisso in cui combattevo giorno dopo giorno con ferocia inaudita contro la tenebra che sempre di piu' minacciava di strapparmi tutto cio' che avevo di piu' caro. Ma fortunatamente ce l'avrei fatta.
Acryl il Grifone · 2
Acryl · pubblicato il 2009-03-24
Testo storico conservato
La religione.
Non ho mai creduto che la religione fosse un argomento delicato fintanto che non ho scelto di dedicare la mia vita ad una Dea, colei che semplicemente credevo piu' affine ai valori che avevo sempre coltivato.
Sbagliavo.
In nome della religione ho visto guerre, ho visto umani scannare i propri simili, ho visto persone compiere disgustose barbarie, ho visto martiri perire, ho visto persone calme e tranquille diventare delle bestie feroci, ho visto assoluti invasati pronti a scuoiarti vivo asserendo che era la sua divinita' che lo comandava.
Per quanto mi riguarda, ho presto deciso di distaccarmi dalla religione comune e di seguirla a modo mio, senza far parte di nessun gruppo, senza partecipare a rituali prestabiliti, e facendo si che il mio credo rimanesse molto intimo. Credevo che l'amore divino non conoscesse vincoli e fosse incondizionato, indipendente dal luogo in cui ci troviamo o da quanto spesso alla divinita' in questione rivolgiamo delle invocazioni. Lo credo ancora certo, ma va detto che in ogni caso anche il mio percorso spirituale, in questo senso, non e' stato semplice.
Sono sempre stato da che abbia memoria un seguace di Aelistea. Credevo nell'amore e nella famiglia, senza troppe pretese. Sarebbe stato molto pretenzioso da parte mia rivolgere invocazioni ad una divinita' immensa come quella della luce, o a qualsiasi altra esprimesse valori morali troppo distanti da quelli dell'uomo comune. Scelsi Aelistea invece, per il modo in cui era cosi' semplicemente vicina alle persone comuni, per il modo in cui si proponeva di essere accessibile anche al piu' povero derelitto, e dare anche a lui un barlume di speranza.
La mia fede in Aelistea vacillo' pesantemente sotto i duri colpi che subivo. Jaelle fu solo la prima di una lunghissima serie di delusioni nella mia vita, e non parlo solo delle mie compagne. Mio padre mori' prematuramente, e non so piu' quanti dei miei fratelli del Sacro Ordine sono caduti davanti ai miei occhi soccombendo agli attacchi delle tenebre. E poi la morte di Caedriel. La mia mente ebbe disperato bisogno di ricercare le certezze che aveva perduto col tempo, e poteva farlo soltanto con una maturazione, quella a cui accenno dall'inizio, anche dal punto di vista spirituale.
Non rinnego di certo Aelistea, ne' tantomeno i valori che ella insegna. E non le attribuisco la colpa delle disgrazie che mi sono piovute addosso. Ma la crescita di un uomo comporta anche il saper cambiare colei in cui ci identifichiamo, cosi' come cambia la nostra personalita' e la nostra saggezza.
E' per questa ragione che ho trovato in Althea una nuova vita spirituale. La sofferente Dea imprigionata, in attesa che qualcuno spezzi le sue catene di tenebra per tornare a risplendere su di noi con la sua sacra Luce. Questo e' lo scopo della mia vita, adesso. Spezzare le catene di tutti coloro che soffrono, che sono intrappolati nelle tenebre e che non riescono a trovare nessuna via di fuga. Questo lo scopo della mia vita, con la speranza che la Dea illumini di nuovo i nostri risvegli, che faccia ritornare l'alba su di noi, un'eterna alba che spazzera' via l'oscurita' che ci attanaglia.
Lei e' la mia luce.
La spada.
Il mio percorso da spadaccino e' piuttosto lineare, scevro delle rigide tradizioni dei maestri di spada, pur senza dimenticare l'onore in duello. Sono ben lontano dal definire me stesso un maestro di spada, sebbene abbia sviluppato nel tempo diverse tecniche di combattimento ed abbia padroneggiato l'uso di un'arma alquanto atipica.
Caedes e' un'arma che molti hanno avuto occasione di vedere. Si tratta di una spada assolutamente sproporzionata, dalla lama lunga circa 130 centimetri e dall'elsa di approssimativamente 30 centimetri. La lama e' molto sottile, somiglia a quella delle Katane ma e' a doppio taglio, e la sua leggerezza consente di impugnarla indifferentemente a una o due mani, per quanto con una mano si rischi seriamente di compromettere la stabilita'.
Utilizzando quest'arma non solo, come gia' detto, sono stato in grado di apprendere le basi dell'arte della spada insieme a Jaelle e di perfezionarle insieme ai miei fratelli del Sacro Ordine, ma sono anche stato in grado di apportare alla mia tecnica delle personalizzazioni che il piu' delle volte lasciano confusi gli avversari.
Si tratta di uno stile di combattimento ispirato ai grifoni. L'avversario viene tenuto a distanza di sicurezza tramite la lunghezza superiore di Caedes, in una posizione di guardia alta, spada tenuta orizzontalmente e punta rivolta verso il nemico. Si compiono alcune oscillazioni della lama, ed alla prima occasione si attacca ferocemente con un numero di attacchi compreso tra due e tre, in base alla guardia avversaria. E' indispensabile mantenere un'assoluta mobilita' durante e dopo gli attacchi, per diverse ragioni. La prima e' che e' necessario riprendere la posizione di guardia una volta sferrati gli attacchi, ed occorre essere mobili per poter indietreggiare. La seconda e' che portarsi in una posizione diversa ad ogni attacco rende i colpi molto piu' difficili da prevedere e quindi da parare. E' in ogni caso fondamentale evitare di essere incalzati, poiche' Caedes a corta distanza diventa un'arma impossibile da utilizzare, quando, per contro, se si sfrutta la sua lunghezza si diviene virtualmente invulnerabili.
Non ho mai avuto dei veri e propri maestri, e la mia e' probabilmente un'abilita' mediocre rispetto alle decine e decine di grandi maestri di spada che solcano queste terre. E con tutta probabilita' non saro' mai un maestro a mia volta, ma non ho di certo queste sciocche pretese. Le mie sono sempre state e sono tuttora solo innocue constatazioni. Il mio valore non puo' e non deve essere basato sul quanto bene sappia uccidere qualcuno. L'unica cosa che ha importanza e' che questa lama sia in grado di difendere me stesso, le persone che amo e le persone innocenti da coloro che tentano di fare loro del male. Ed e' perfettamente in grado.
La mia non e' una ricerca della perfezione della mia arte.
Questa e' la mia via del guerriero. Questa e' la via che non ho mai abbandonato.
Il grifone.
Si tratta di qualcosa che ha sempre stuzzicato la curiosita' di coloro che hanno avuto a che fare con me, domandandosi per qualche ragione la gente abbia cominciato a riferirsi a me come "Acryl del Grifone" "Il Grifone" o "L'incarnazione del Grifone".
Non esiste una sola risposta a questo, e penso in tutta sincerita' che quella che la maggior parte della gente vorrebbe sentire sia solo una leggenda.
Il Grifone e' un animale mitico, un grande e possente leone con enormi ali di aquila. L'animale che domina sulla terra, e l'animale che domina nei cieli. Non e', come molti potrebbero pensare, un'ostentazione di potenza e di desiderio di dominazione. E' una figura che instilla il terrore nei cuori dei malvagi e sicurezza nei cuori puri, tanto che il suo simbolo e' largamente impiegato nell'araldica per esprimere custodia e protezione.
E' l'animale che ho voluto tatuare, all'eta' di 17 anni, su tutta la mia schiena, dal momento che ha sempre rappresentato pienamente lo spirito con cui ho vissuto, e che per molti aspetti ho cercato di emulare. E' un simbolo di tutto cio' in cui credo, e come tale ho sempre desiderato che fosse sulla mia pelle e che mi si identificasse in questa maniera.
La seconda ragione riguarda il mio stile di combattimento, di cui ho gia' illustrato le peculiarita', e che ha impressionato alcuni al punto tale da identificarmi cosi'.
La terza ed ultima ragione riguarda prevalentemente una leggenda che e' sempre circolata attorno a me e alla mia figura sin dalla tenera eta'. Nel mio villaggio si usava assegnare degli spiriti guida ai nuovi nati, di modo che quelli potessero accompagnarli nella loro vita. Tali spiriti venivano determinati in base al giorno e all'ora della nascita, in base al tempo atmosferico ed alla posizione delle stelle. A quanto sembra, sono nato in alcune condizioni particolari che mai mi sono state ben spiegate, ed e' risultato che il mio spirito guida fosse il mitico Grifone.
So che probabilmente si tratta di autosuggestione, ma diverse volte, e in particolar modo durante le aspre guerre contro la mia nemesi, mi sono sentito invaso da una potenza che sembrava prendere su di me il sopravvento, donandomi nuova forza e nuova energia, inspiegabilmente. Per quanto mi riguarda ho sempre attribuito questo fenomeno al mio spirito guida, non tanto perche' sia convinto che e' una cosa fondata quanto perche' non saprei proprio che genere di spiegazione razionale fornire. Ma a quanto pare questa storia e' circolata piu' in fretta di quanto pensassi, e da allora, anche grazie alle due ragioni spiegate precedentemente, sotto gli occhi di tutti al contrario di quest'ultima, la gente e' convinta che io sia la forma umana di uno di quei nobili e maestosi animali.
E se da una parte non me la sento di confermare questi sospetti - poiche' nemmeno io ne ho certezza -, dall'altra non voglio nemmeno negare tutto. In primo luogo perche' non e' detto che sia tutto falso, mi piace pensare che invece sia vero. Ed in secondo luogo perche', scioccamente, sono felice che ora la gente mi veda come io abbia sempre voluto che mi vedesse. Come un Grifone imponente che veglia su di loro.
E non voglio distruggere questa loro credenza, forse perche' io per primo gioisco nel crederci.
Screeling.
Anche quella dello Screeling e' una questione spinosa, ed anch'essa si colloca a meta' tra il reale e il leggendario, seppur i dubbi in questo caso siano molti di meno, rimpiazzati da una tragica certezza. Lo Screeling esiste. E' assolutamente reale, ma e' al tempo stesso irreale, una creatura che sembra partorita direttamente da un osceno incubo. E' per questa ragione che una parte di me vuole ancora credere che sia tutta una grande illusione, anche quando e' palese che invece di illusorio non ci sia nulla. Ci ho avuto a che fare fin troppe volte per cavarmela con una spiegazione cosi' semplice, purtroppo.
Lo Screeling e' una feroce creatura mostruosa che mi perseguita da quando ho lasciato il mio villaggio. Non so chi o che cosa sia, non so cosa voglia da me, e non so da dove venga, anche se probabilmente e' stato rigurgitato dal piu' profondo degli inferni.
Ha la forma della grottesca parodia di un essere umano, ma e' provvisto di arti molto piu' lunghi e sottili che si diramano da un corpo quasi inesistente. In posizione eretta e' alto quasi tre metri, ma di norma si muove strisciando sulle quattro zampe, molto piu' velocemente. E' di costituzione scheletrica, non sembra nulla piu' che un mucchio d'ossa su cui e' stata attaccata della pelle nera. Non nera come quella di un elfo oscuro, nera come quella di una persona carbonizzata. La sua testa e' grande come quella di un uomo, ma somiglia piu' a un cranio rivestito di pelle, come il resto del suo corpo.
E' una bestia feroce e fuori controllo, non credo sia nemmeno provvista di piu' intelligenza di quella necessaria a scegliermi come sua vittima designata. Attacca in modo sconsiderato, ma assicurandosi di essere nelle giuste condizioni per trionfare, con due pugnali che brandisce con velocita' sorprendente, quasi invisibile ad occhio nudo. Ma, soprattutto, fa ricorso a potentissimi poteri oscuri, quali il dominio mentale e le illusioni in cui intrappola le sue vittime, riducendole in condizioni peggiori di quelle di un vegetale. La sua caratteristica e' quel verso acuto ed insopportabile che emette invece di parlare, un'ascensione infernale di suono che dilania i timpani e la mente stessa di chi lo ascolta.
La sua abilita' motoria e' vergognosamente elevata. Si sposta strisciando sulle quattro zampe, e, al momento di attaccare, scompare e riappare in modo inspiegabile, lasciando dietro di se' solo un alone di tenebra, come se si osservasse l'aria dietro la fiamma di una candela. Altrettanto elevato e' il suo potere difensivo, sembra essere invulnerabile ai normali attacchi. Quando viene colpito da una lama, sembra di aver urtato un blocco di pietra, e, solo dopo alcuni istanti, la spada scivola via dal suo corpo che parzialmente si muta in ombra, attraversandolo e lasciandolo illeso.
Ricordo bene ogni combattimento che ho dovuto affrontare con la mia nemesi. Non sono stati molti, solo dieci, ma ciascuno di essi e' stato peggio che combattere contro interi eserciti, per me. Ogni volta sono finito per essere ferito a morte, ma animato da quell'energia che mi e' sempre montata dentro proveniente da chissa' dove, che mi ha permesso di ferire lo Screeling costringendolo alla fuga. Credo sia questa la ragione per la quale la leggenda del Grifone e dello spirito guida non sia solo una favoletta, ma sia reale. Sia per l'energia che mi ha infuso in passato, sia per il fatto che quella bestia sembra perseguitarmi proprio per questa ragione.
Continuo tuttavia a non avere certezze in merito. L'unica cosa che so e' che non mi cogliera' mai impreparato, e mi trovera' sempre pronto ad accoglierlo sul filo della mia spada, se osera' levare la mano su di me o su qualcuno che amo. Con l'aiuto di Althea, e, forse, con quello dello spirito del Grifone, sara' rispedito nell'inferno da cui e' stato vomitato, prima o poi.
Acryl il Grifone · 3
Acryl · pubblicato il 2009-03-25
Testo storico conservato
I nemici.
Molti sono stati gli individui contro cui, in vita, mi sono dovuto scontrare. Persone d'ogni genere, anche le piu' insospettabili, compresi alcuni dei miei fratelli del fu Sacro Ordine. Ricordo ancora adesso tutti i loro nomi, ricordo tutto il male che hanno portato a me e a molta altra gente, ricordo il modo in cui sono entrati nel mio mondo, e tutti i miei tentativi per ricacciarli fuori da quest'ultimo.
Il primo e piu' importante tra essi e' stato senz'altro lo Screeling. Come gia' detto, ha continuato a perseguitarmi falciando sistematicamente tutti coloro che si sono frapposti tra me e lui. Non credo pero' di poter dire che fosse crudele. Non ha mai ucciso a casaccio, ma l'ha fatto solo per arrivare, infine, a me. Della ragione e' destino non avere mai la certezza, seppur abbia gia' avanzato delle ipotesi. La sua tenacia e le sue peculiarita' fanno di lui il nemico piu' pericoloso che abbia mai avuto, ne' e' la dimostrazione il fatto che sia ancora vivo e sulle mie tracce. E tuttavia non ho intenzione di vivere il resto dei miei giorni con il terrore che possa ricomparire. Quando lo fara' si trattera' solo dell'ennesimo faccia a faccia con la mia nemesi. Forse il nostro futuro e' quello di combatterci per sempre, finche' avremo vita. E quando la vita non l'avremo piu' spero che potremo riposare in pace, e che anche lui si ritirera' nell'abisso da cui proviene, smettendo di nuocere agli innocenti. Sempre se non saro' io a rispedircelo a forza, il cranio trafitto dalla mia lama.
Parlando di nemici meno ultraterreni invece, speciale menzione va fatta per Kahn il necromante. E' stato una spina nel fianco da quando mi sono unito ai Cavalieri, continuando a perpetrare diabolici piani ai danni dell'Ordine ed appestando le citta' della Federazione con la sua follia. Nemmeno l'esilio da parte dei Legislatori e' mai riuscito a frenare la sua dilagante pazzia risoltasi quasi sempre nello sfoggio di arti oscure e demoniache. Tutto cio' puntualmente non solo si ripercuoteva in danni diretti nei miei confronti ed in quelli dei Cavalieri, ma anche in danni secondari che ledevano i civili innocenti che abbiamo sempre tentato di proteggere, oltre ai nostri cari. Kahn era una persona priva di onore, disposta a tutto pur di arrivare dove voleva. E tuttavia dove volesse arrivare, nessuno l'ha mai saputo. Probabilmente la sua malvagita' gratuita era solo il frutto di una mente devastata e annichilita dalle energie oscure che padroneggiava, e il suo scopo era molto piu' alto di quello che era sotto gli occhi di tutti, per quanto fosse incomprensibile a chiunque non fosse lui. Incalcolabile e' il numero delle volte con cui mi sono scontrato con lui, a volte da solo, a volte con interi schieramenti al seguito di entrambi, e nessuna di quelle volte e' mai stata determinante per una vittoria di nessuno. O per meglio dire, le vittorie e le sconfitte ci sono state, ma l'ago della bilancia era veloce a pendere tanto da un lato quanto dall'altro. E sono proseguite fino allo scioglimento del Sacro Ordine, lo stesso momento in cui Kahn scomparve. Nessuno pare sapere che fine abbia fatto, ma e' probabile che fosse uno di quegli individui che ha bisogno di nemici, per sopravvivere. Venendo a mancare il Sacro Ordine, e' probabilmente venuta meno tutta la sua voglia di battersi. Spero ad ogni modo che abbia deciso di liberarci tutti dalla sua impura presenza.
E quando si dice che l'allievo supera sempre il suo maestro, non e' mai piu' vero come nel caso di Lilyantur, l'allievo di Kahn. E non parlo solamente dell'effettivo potere, sono ben altre le cose che rendevano Lilyantur un individuo esponenzialmente piu' pericoloso del suo maestro. In primo luogo non si puo' definire Lilyantur un essere completamente malvagio come nel caso di Kahn. Quella di Lilyantur era un'indefinibile mistura di follia, desiderio di competizione, megalomania e gli Dei soli sanno cos'altro. Tale miscuglio ha generato un individuo con la particolare caratteristica di essere lunatico e assolutamente imprevedibile. Da Kahn era facile capire cosa aspettarsi, ma Lilyantur e' sempre stato indecifrabile ai miei occhi. Una volta era tranquillo e sulle sue, ed il minuto successivo si prodigava in frasi degne del miglior oratore - o del peggiore - con l'unico scopo di far imbestialire il suo prossimo. E quello ancora successivo era capace di recarsi tramite l'ausilio della magia da qualcuno di molto prossimo alla sua vittima, tentando di farla a pezzi. Ed era impossibile dire dove finisse la sua follia innocua e dove cominciasse la sua smania di morte. Contrariamente a Kahn, che e' stato incontrato quasi per caso, il mio incontro con Lilyantur e la nostra rivalita' ha origini ben precise, che risalgono all'epoca del rapimento di Caedriel, di cui lui era il principale responsabile. Ed anche se e' stato grazie a lui che l'ho conosciuta, non c'e' mai stata una sola volta che me lo sia trovato davanti senza desiderare di farlo a pezzi, senza mai riuscire. Dal momento che le motivazioni che ci spingevano a combatterci a vicenda erano di genere molto piu' personale rispetto a quelle che ci avevano fatto muovere guerra a Kahn, spesso i nostri scontri si svolsero da soli uno contro l'altro risolvendosi quasi sempre nella sua fuga coperta dalle creature infernali che era in grado di richiamare a se.
...
Mi riesce difficile, oggi, parlare dei miei vecchi nemici. Non li ho mai perdonati, ma l'odio nei loro confronti non mi appartiene piu'. Va specificato che, comunque, al tempo ne avrei sicuramente parlato diversamente di come sto facendo ora. Avrei parlato di loro come di erbe maligne nel giardino della vita che dovevano essere estirpate ad ogni costo per il male che avevano causato. Ma ora non piu'. Credo sia anche a causa della loro scomparsa. Non hanno piu' potuto fomentare la mia parte impulsiva, e questo e' stata almeno una cosa buona che e' derivata da loro.
Ma in ogni caso, anche Lilyantur scomparve senza che riuscissi mai a vedere il suo cadavere come prova del mio successo, seguendo le orme del suo maestro. Ma nel caso di Lilyantur, ancor meno che nel caso di Kahn, non riesco ad immaginare la ragione che l'abbia portato lontano dalla mia vita. Forse era semplicemente stanco di combattermi, forse ha sviluppato una sorta di perversa coscienza che gli ha fatto capire che il nostro astio non avrebbe mai potuto portare a nulla di buono. Comunque sia andata, sono felice che la sua presenza abbia smesso di vessare queste terre... Almeno, a quanto ne sappia io.
Nemico comune di tutto il Sacro Ordine, e in particolar modo mio e di Aral, fu Mijin, un drow tanto viscido e miserabile quanto privo di furbizia. Salvo sporadici casi in cui lo vedemmo schierato al fianco di Kahn e di Lilyantur, ha sempre agito da solo, scagliandosi contro di noi senza alcuna apparente ragione. Credo fosse proprio questo il motivo principale per attribuirgli poca furbizia. Gettarsi in una spericolata guerra contro il Sacro Ordine da solo e' stata una mossa che non avrebbe potuto che portarlo ad una giusta morte, quella in cui e' incorso dopo diversi anni di aspri conflitti. Misero essere vessato dalla stupidita', morire nel tentativo di eliminare il Sacro Ordine senza ragione. E tuttavia e' la prova che si raccoglie sempre cio' che si semina.
Pochi altri sono stati i miei nemici del passato, perlopiu' dei miserabili che hanno finito di essere una mia preoccupazione quando sono stati passati a fil di spada. Ma alle loro anime dedico oggi, da persona adulta, un requiem.
Ethelot, uno sciocco mitomane autoproclamatosi imperatore signore e dominatore di non ricordo piu' cosa. Ha avuto solo il tempo di levare la mano su Caedriel, prima che la mia preghiera si innalzasse agli Dei, implorandoli di essere miei silenziosi testimoni della giustizia che andavo a compiere. Cosi', al cospetto delle loro invisibili presenze, e nelle loro stesse aule, Ethelot ha smesso di essere un pericolo per gli innocenti, e la mia Caedriel e' stata vendicata.
E tanti altri insulsi esseri corrotti di cui non vale nemmeno la pena di ricordare il nome. Nemmeno un centinaio di loro messi insieme sarebbe stato come Kahn e Lilyantur.
Ed oggi... Speravo sinceramente di poter tenere per sempre questa spada nel fodero, ma sbagliavo. La corruzione striscia ancora per queste terre, meno potente di prima, ma sempre abbastanza per essere una tragedia. Naszedo e' il nome di colui che ha piu' volte levato la sua immonda mano sui miei nemici e sui miei fratelli. Tyreal e Sidkah sono solo un esempio di coloro che sono piu' vicini a me, ma sono certo che le sue atrocita' sono state compiute molte altre volte ai danni di persone innocenti. Ed io, Acryl del Grifone, mi impegno finche' avro' vita a tranciare ognuno dei suoi disgustosi tentacoli che si protenderanno verso i civili della Federazione, e verso chiunque sia degno del mio rispetto.
Pochi altri episodi simili sono accaduti. E sebbene l'incidente occorso a sir Tyreal abbia visto in gioco ben piu' d'una persona, sono al tempo stesso lieto di constatare che la parola degli altri aggressori sia stata mantenuta, e deluso dal vedere che la stupidita' senza limiti di quella bestia gli ha fatto infrangere il nostro patto. Ma io sono un Cavaliere. Non colpiro' loro, Nhyar, Flaminea, e Barak, fintanto che non si frapporranno fra noi e la giusta punizione che necessita un individuo spregevole ed inaffidabile come Naszedo. Con tutto il cuore, mi sincero di non dover macchiare il suolo anche con il loro sangue.
Gli amici.
Ovvero le persone che ricordo con assoluta gioia, tra quelle che hanno fatto parte della mia vita.
Le prime, oltre naturalmente a Jaelle e alla mia famiglia, sono i miei fratelli del Sacro Ordine.
Rahasia, un'elfa dalla personalita' tra le piu' misteriose ed affascinanti che abbia mai visto. Elfa di indubbia bonta', pari solo alla sua bellezza, ma gravata da un fardello che ne condiziona il carattere, rendendola chiusa nei confronti dei suoi stessi fratelli, spinta ad isolarsi. E pur affermando che lo fa per non metterci in pericolo coinvolgendoci nel suo passato, il mio cuore soffre assieme al suo, e l'unica cosa che vorrei sarebbe vedere un sorriso sulle sue labbra. Spero che col tempo, e col nostro aiuto se vorra' accettarlo, la sua anima trovera' la pace necessaria a renderla una portatrice di luce senza desiderio di martirio. Sebbene non l'abbia mai ammesso apertamente, credo che sia una delle persone a cui sono piu' affezionato in assoluto, in particolar modo da quando ci siamo ricongiunti. Non e' solo un banale istinto di protezione, e' il desiderio di renderla felice. E Nessuno osera' farle del male finche' saro' in vita.
Aral, uno dei miei fratelli scomparsi, ma un fratello con il quale avevo un legame di sangue molto piu' forte di qualsiasi altro. Aral ha sempre avuto delle idee molto affini alle mie, e' questa la ragione per cui si era creata un'intesa molto particolare tra noi. Insieme abbiamo eradicato cosi' tanti cuori impuri che non si possono contare, e, fuori dalle normali vesti di Cavalieri, siamo stati, prima d'ogni altra cosa, dei buoni amici. L'uno la spalla dell'altro in qualsiasi situazione, fintanto che siamo stati insieme non ci siamo mai sentiti soli, ed insieme abbiamo combattuto fianco a fianco in nome della luce e di tutto cio' che e' giusto. Grande e' stato il mio dolore nel sapere della sua scomparsa, e tuttavia non sono triste. Il ricordo di Aral e di cio' che e' stato per me vive nel mio cuore e gli dona la motivazione per andare avanti, perche' pensando a lui so che varra' sempre la pena combattere per qualcuno con il cuore puro.
Tyreal, la mia guida spirituale, da sempre, e a cui ho gia' accennato precedentemente. Il suo carisma e' stato fondamentale per me, ed ha fatto in modo che non perdessi la strada della luce. Oggi, ancora piu' di molti anni fa, nutro ancora per lui la stessa stima che si prova per un leader buono e giusto, ed ancor piu' di molti anni fa lo rispetto e rispetto la sua incrollabilita', e la sua tendenza a farsi carico di tutto cio' che accade, accumulandolo dentro di se' e combattendolo finche' ha energia in corpo.
Selereaethas, una delle persone piu' intelligenti e sagge con le quali abbia mai avuto a che fare. Le sue abilita', cosi' come i suoi trascorsi, mi sono sconosciuti, dal momento che anche lui probabilmente non gradisce rivangare nel suo passato. Eppure, nonostante l'alone di mistero e di riservatezza che lo avvolge, si sa di lui che si e' gettato anima e corpo nel tentativo di far risorgere la caduta Cetrim Aerys, ripopolandola con tutti gli appartenenti alla sua stirpe elfica che tanto ama. E' stato da sempre il Cavaliere piu' diplomatico di cui disponiamo, e ben piu' d'una volta le sue doti oratorie si sono dimostrate un'arma ben piu' micidiale della spada che con grazia brandisce. Pur senza aver mai stabilito con lui un legame abbastanza profondo, e' un individuo dal cuore puro e che merita tutto il mio rispetto. La mia spada e la mia vita sono anche al suo servizio.
Ed anche al di fuori dell'Ordine ho avuto modo di incontrare persone splendide. Sidkah, un giovane uomo che ha preso a cuore l'aggressione di Naszedo e Barak ai danni di sir Tyreal, e che senza domandare nulla in cambio ha messo la sua spada al servizio della luce e della giustizia. A lui va il mio rispetto, ed a lui va la riconoscenza di tutto l'Ordine delle Folgori.
Ed Ealstan, un uomo che non ho ancora avuto modo di conoscere bene, ma che non ha esitato ad aiutarmi nel momento del bisogno, e che e' stato, forse suo malgrado, coinvolto nella mia lunga ed estenuante ricostruzione della profezia sull'abbandono delle divinita'. L'ho osservato combattere, durante uno dei nostri viaggi che abbiamo compiuto insieme, e la sua maestria nell'uso della spada e' pari soltanto alla sua cortese riservatezza. Mi auguro di riuscire a conoscerlo meglio, un giorno o l'altro. So che il suo e' un cuore dall'animo nobile e generoso, anche se non saprei dire perche' con certezza. E' solo un'impressione della quale sento di potermi fidare.
Maturita'.
Mi sono reso conto di aver raggiunto la maturita' a cui ho sempre anelato solo nel momento in cui i Cavalieri si sono riformati, sotto il nome di Cavalieri delle Sacre Effigi, e sotto lo stendardo dell'Ordine delle Folgori Celesti.
Ho scoperto di essere una persona nuova. Sono passati cosi' tanti anni, nei quali ho avuto modo di riflettere a mente fredda su chi sono e su colui che voglio diventare. Su cio' che voglio fare nel tempo che mi resta prima di ritornare alla terra che mi ha generato.
Ed ho deciso che la mia nuova vita nell'Ordine non sara' piu' votata all'istintivo massacro dei cuori malvagi. Sara' una vita che dedichero' ai deboli e agli innocenti, una vita in cui il mio corpo e la mia anima saranno lo scudo di chi non puo' difendersi. Sara' una vita che condurro' con umilta' prima di qualsiasi altra cosa.
E con i miei compagni, in nome della luce che l'Ordine delle Folgori rappresenta, faro' risorgere il Grifone, ed il suo possente ruggito risuonera' per Therial attanagliando i cuori impuri e risollevando gli animi dei deboli.
Io saro' la loro spada.
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre
La ricerca del padre, i giuramenti e il conflitto fra obbedienza e misericordia appartengono alla voce di un membro esplicitamente nominato del Sacro Ordine. La pagina comprende dodici brani di Ermete e la distinta testimonianza finale di Aral.
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Il Mantello Crociato: ricerca di un padre
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Erano gli anni successivi alla seconda grande invasione dell'armata delle tenebre comandata da Mobius in persona.
Mio Padre, il Principe Osservante del fulgido Clan di Shelin, aveva il compito di sorvegliare le porte della Capitale e di coordinare le ronde che cercavo i superstiti dispersi sull'antica strada carrovaniera dell'Ovest, che conduceva a New Thalos.
In una di queste incombenze, incontro' un elfa, Elleouin; era una ranger di splendita bellezza e famosa esploratrice.
Il primo contatto non fu felice.
Le guardie, tese dagli echi dell'epica battaglia, attaccarono senza guardare ne intimare nulla. Elluin, maestra dell'arco, ne feri alcuni e si riparo' nella boscaglia, ma senza fuggire, suggerento agli sbigottiti attaccanti di desistere dal continuare.
Mi padre ordino' la sospensione dell'attacco, e prima che scendesse di cavallo, l'elfa usci allo scoperto ed inizio a curare i feriti.Questo colpi' mio padre cosi tanto che da quel momento non ebbe pace finche' non conquisto il cuore di Elleouin.
Si sposarono malgrado i voleri contrari della famiglia di mia madre, notoriamente razzisti, e per questo andarono a vivere in un castello poco a sud di Gherigelm.
Nacqui sotto i migliori auspici e mio padre, non appena in grado di camminare, mi volle subito condurre presso la fortezza dei Nani per farmi insegnare l'arte delle armi.Trascorsi la mia gioventu' tra ascie e spade lunghe, ascoltando le leggende dei re nani morti, votati al male. Insieme ad un giovine ma coraggioso nano, tracorravamo i giorni rincorrendoci nelle torri di avvistamento e le guardie sonnecchianti ci tiravano dietro gli avanzi dei loro frugali pasti.
Furono tempi spensierati, fino al giorno che approfittando del sonno del custode, entrammo nella gabbia del Drago Rosso: sapevamo dai racconti che il drago dormiva sempre incatenato nella cella, ma mai potevamo immagginare che quel giorno fosse stato destato da uno dei tanti terremoti che sconquassavano le lande !
Non avemmo neache i tempo di entrare che il fetore dell'alito della bestia fu su di noi: un attimo dopo una lingua di fuoco innondò la cella: io rimasi impietrito ma il mio amico mi spinse ai lati e fu incenerito all'istante. Non ebbi il tempo di riavermi che il custode mi tiro' via per un braccio chiudendo dietro di se la cella. Dei momenti successivi ho dei vaghi ricordi: mio padre che cercava di calmare il comandante della guarniggione, i nani che inveivano contro di me, pianti, urla....mi sembravano cosi' lontani....io ero con la mente ancora li in quella stanza dove il mio compagno di giochi era scomparso tra le fiamme. Non so come mio padre riusci a convincere i nani a lasciarmi andare, ma tanto fu, che tornammo al castello e mio padre non mi parlo' per mesi.
Mia madre Elleouin invece fu felice di riavermi con lei, e trascorsi il tempo osservandola raccogliere erbe e frutti, e creare liquidi da bere dalle piante. Appresi molte arti clericali da Lei, cosi come imparai a leggere e la scrittura Runica. Ma i tempi dolci finirono appena giovinetto.
Un'alba ricordo l'agitazione al Castello, io dormivo al piano dei mie genitori e dalla porta socchiusa vidi il messo divino precipitarsi da mio padre. Lo ricordo ancora cereo, mentre leggeva la pergamena: diete un segno di assenso al messo e lo licenzio; un attimo dopo questi correva per le scale del maschio. Fu l'ultima volta che vidi mio padre, era incredulo, quasi attonito mentre si avvolgeva nel suo MANTELLO CROCIATO. Ebbe il tempo di dedicarmi i suoi ultimi consigli: 'Onore, Fedeltà, Lealtà e Giustizia SEMPRE !!!' mi tuono', e poi mi abbraccio teneramente. Era bellissimo nella Sua corazza argentea e mi incuteva sicurezza.
Non so perchè gli dei lo chiamarono presso di loro..... si narra che attraverso' la tempesta del Oceano della disperazione e seguendo un pesce si imbatte in un onda anomala che lo scaravento' sulle scogliere sotto la piana della foresta di Ferro. Che si arrampico sui dirupi evitando i crepacci mortali, si imbatte nei guardiani di quel posto, che giunse ai piedi dell'Albero del Mondo... ma di lui non si seppe piu' nulla.
Crebbi nella Sua ombra, ed i Suoi amici mi insegnarono ogni sorta di arte. Mia madre mi imparo' l'esplorazione, le tattiche di combattimento e le astuzie degli elfi.
Di tanto in tanto andavo nella capitale, per acquistare filtri e pozioni a mia madre, e fu li che incontrai il Vecchio Saggio, che insegnava i linguaggi di tutte le Lande, Incuriosito mi feci tradurre una frase che sentivo spesso dire dagli amici nani della mia famiglia: tra le cose che farfugliavo, l'unica frase chiara che il vecchio saggio riusci a comprendere fu : il MANTELLO CROCIATO e' nelle mani delle forze del male.
A quella notizia l'adrenalina si impossesso di me. Spinsi via il Vecchio saggio (speriamo che un giorno mi possa far perdonare da lui) e corsi al castello, dimenticando tutte le incombense. Mi portai da mia madre e Le chiesi se sapesse delle voci dei nani. Mia madre si giro' altera e senza proferire una parola, andò nella stanza patronale tornandone con una fazzoletto bianco indaco. Me l'avvolse intorno alla vita come una cinta. Amorevolmente mi bacio' e mi sussurro': 'Vai, e che Hazon ti assista'. Poi nascondendo le lacrime si ritiro' senza nulla piu' proferire nelle sue stanze.
Ancora oggi mi tormento: cosa avrei dovuto chiedere a mia madre? Quale e' il mio destino? ma non voglio tediare gli astanti, solo una cosa e' certa: "il MANTELLO CROCIATO e' nella mani del male. !!!".
Presi il mio pegaso, legai un forziere rinforzato, lo riempi di vettovagli e partii.....
Ermete Paladino dell' Ordine della FEDE e Cavaliere della Luce
[24] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46764
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 2
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Stamani la mia anima e' in pena. Non so se gioire per quando e' accaduto o vergonarmi. Sono ancora un giovane impulsivo e' molto ancora ho da imparare. Il Fato mi ha arrivo facendomi incontrare un Valoroso combattente, un nano, forte e deciso (a volte un po' troppo) che ha deciso di farmi da maestro. Con lui ho iniziato a praticare le guerresche arti, e di nascosto (per a lui non aggrada) la lettura delle magice rune.
Cosi dopo duri allenamenti avevo un braccio forte ed un anima allenata per curare le ferite non profonde.
Per la stanchezza mi addormentai.
Poi, non saprei più dire se in sogno o nella realta' mi svegliati e molte delle pratiche guerriere cosi duramente sudate non mi erano piu comuni.
Provai ad affrontare nemici che ormai terrorizzavo nelle lontane paludi trollesche e dovetti tornare in citta' pieno di ferite. Nell'incubo chiesi agli Dei cosa mi succeddesse e mi fu detto che come Paladino non avevo male agito, ma il FATO aveva deciso che fossi stato troppo avventato ad imparar cotanta potenza cosi giovane.
Frustrato chiesi agli Dei di ridarmi la forza per tornare dai maestri per porter ri.imparare le arti di cui non avevo piu' coscenza.
E molto pregai, forse troppo ed ora me ne dolgo
Stamani risveglandomi mi sono ritrovato Forte come non mai, e molte arti nuove conosco sia di guerra che clericali (anche se le piu' potenti ancor non mi sovvengono). Di queste avevo si conoscenza, ma non ricordavo di aver speso tempo per allenarmi.
Cosi mi ritorovo confuso: e' stato solo un brutto sogno quello che ho vissuto (colpa dei fagiani verdi catturati lungo la strada di New thalos), oppure la mia mente e' cosi giovane da comfondere i maestri ed i luoghi dove pratico le arti?
Spero solo che quel maestro Nano sia' realta' e tutta quella corsa e quelle flessioni non siano state solo immaginazione.
Cosi come spero di rincontrare un fulgido Cavaliere che notandomi mi disse che avrei potuto seguirlo per imparar ad essere un cavaliere come lui, al servizio della Legge.
Non mangiero' piu fagiani verdi, e per un po' quelle umidi paludi non mi vedranno.
Ed intanto mi consolo pensando al coraggio di prodi come messer Yemi che tanto hanno da insegnare.
Ermete, figlio del principe Osservante, paladino della FEDE, e padre de Principe Wallace, Gigante buono delle colline
[25] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46765
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 3
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Mie cari Maestri dell'Ordine dell Fede, nella mia estenunante ricerca della Luce e della Conoscenza, ho portato il mio piccolo contributo alla causa a cui mi sono votato. Era da tempo che presso delle Caverne che conducevano ai Fiumi Infernali, una setta di malvagi perversava senza ostacoli. Piu' volte nella pugna avevo fronteggiato con successo i loro Cavalieri Neri di solo Ossa, ma niente potevo contro i demoni evocatori ed il potente Dracolith che proteggevano il mefistico Inquisitore.
Ma il Bene non si arrende, e cosi misi su una compagnia di valorosi giovani ed impavidi, che pur conoscendo l'impossibilita' dell'impresa misero a rischio le loro stesse vite per accompagnarmi.
Vi erano due Giganti: il giovane Corky (che sovente mi accompagna nel mio pelegrinare per le Lande), l' Esperto Krull, ed un quarto avventuriero che non nomino perche la sua indole e molto riservata.
La compagnia parti, non dopo aver riversato su di noi la benevolenza degli dei attraverso le mie preghiere, e ci dirigemmo subito alla torre.
Lungo il cammino, un vile attacco ad uno dei componenti rimasto solo, non frutto altro che la morte prematura di un Cavaliere Nero.
Giunti alla base della torre affilammo le lame, e ci liberammo dei miseri Cavalieri a guardia dei piani superiori.
Li stannammo prima il demone minore che si difese strenuamente, ma cadde sotto la potenza dei nostri colpi
Ci ricompattammo, e di impeto portammo i nostri saluti all demone Maggiore. Fu una Pugna EPICA!! il demone nonostante cercavamo di tenergli le mani per evitare i suoi potenti e mortali incantesimi, riusciva a sfigurare ed accecare ora questo ora quello di noi giovani impudenti. Spesso dovetti ricorrere alla divinita carita' per curare ferite profonde, ma quando stavamo per soccombere, una sorta di furore celestiale si impadroni di noi, ed anche esanimi e con poche forze, riuscimmo a liberare l'anima malvagia del demone. Onore ad Hazon!
Ci ritirammo per curare le nostre ferite, e le piaghe che avevamo ricevuto in omaggio dal demone. Non potevamo tornare in citta', perche L'inquisitore avrebbe certo rianimato le spoglie dei demoni, cosi decidemmo di attaccare il suo potente difensore, il Dracoliht. L'ardore nelle nostre vene era cosi' esaltato dalla prima vittoria, che questi soggioco molto piu' facilmente del previsto.
A quell punto, sanguinanti ci guardammo negli occhi, e la risuoluzione era in tutti noi; alla Pugna!!
Salimmo i piani, e ci portammo dall'inquisitore e gli porgemmo i nostri omaggi di valorosi. Questi, sorpreso di vederci li' non ebbe il tempo di pronunciare i suoi incantesimi, e riuscimmo per lunghissimo tempo a tenere le sue mani legate, fino alla sua sconfitta.
Di questa epica Pugna porto come ricordo un Teschio che illumina le tenebre, a monito dei demoni che credono di essere invicibili.
Che la Luce trionfi per l'Onore di Hazon
Ermete, Paladino della FEDE
[26] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46766
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 4
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Che Hazon mi assista!
Dopo lungo perigliare, grazie al Fato amico e benevolo e alla generosita' di Lord Tyreal, ho superato le prove affidatemi dal Supremo e Luminoso Ordine dei Cavalieri.
Molto fortunato fui nelle prime quattro aventure che mi vedevano alla ricerca della leggendaria pietra di Kassandra, dell' evocatore dei Demoni che viveva nei sotterranei delle Terre dell' Ombra, nel dimostrare rettitudine ed applicazione facendo a meno della pugna e delle armi per 4 mesi interi, curando chiunque '..anche i nemici ed i malvagi..' come ordino' il Lord.
La quinta prova si rilevo' la piu' insidiosa: alla ricerca di una Bestia munita di artigli, che viveva dietro una crepa in un palazzo, mi spinsi dove un giovane avventuriero mai dovrebbe spingersi.
Credendo si trattasse di un drago, mi spinsi nella Torre dei maghi, poi alle soglie dell'Inferno, nel nido stesso dei dragi che vivono insieme ai folletti. NIENTE. Poi la mi gioventu' mi spinse oltre: i draghi di Ciquala, dove molti stentavano a credere fossi stato cosi' giovane, la Torre del Lord Lich, la torre del monte destino, dove agli ordini di un Lord malvagio, vivono 5 draghi.
Alla fine compresi che non si trattava di un drago, ma la ricerca non fu vana: appresi che ben migliori erano le mie possibilita' che di un semplice guerriero, e riuscivo a fronteggiare grazie alle arti clericali, demoni di potenza ben superiore alla mia.
Trovai la bestia in un carcere nei sotterranei di New Talos e gli presi gli artigli.
Alla fine delle mie prove, capii lo scopo delle stesse: mi ero temprato, avevo imparato la pazienza e l'umilta', ad ascoltare la gente, ad esplorare ed avere fiducia dei mie mezzi, a non temere le morte.
La nomina a Cavaliere era un premio aggiuntivo alle lezioni impartite.
Potro' mai un giorno trasferire queste lezioni ad un mio scudiero? saro' degno di cotanto onore? il mio e' un destino di Cavaliere?
Ermete Paladino dell'Ordine della FEDE e Cavaliere della Luce
[27] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46767
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 5
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Che Hazon e gli dei della Luce mi perdonino!
Errando per il mare dei Dragoni incontrai una creatura di bellezza suprema e con delle Ali argentee, angeli li chiamano.
Incuriosito da contanta belta' mi sono adentrato per quegli eterei luoghi. Ho incontrato persone che soffrivano, cosi come potenti creature che combattono draghi con lunhe lance di fuoco.
Poi i miei passi si sono incrociati con uno spirito, La parola di Dio!. Credo si tratti del Verbo che venerano alcuni umani. Mentre ammiravo quella luce, questa ha attaccato uno dei miei compagnidi viaggio, perche di animo non gentile.
Essendo al capo del gruppo ho cercato di proteggere i componenti della Compagnia, ma non riuscivo a calmartli tutti, tanto meno il mio scudiero.
Cosi prima di sparire quello spirito mi ha maledetto, e tutti gli oggetti del mio forziere si sono trasformati in gambali ed acessori per bambini, ed al posto dei regali divini delle monete d'oro e di argento.
Molto e' andato perso, compresa la mia amata biblioteca.
CHE SIA DI MONITO! non so se tale spirito ha il potere di traformare le vostre piene sacce in inutili tasche oppure si e' trattato solo di Fato avverso, ma diro' a tutti i miei amici di non attacare quello Spirito
[28] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46768
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 6
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Onore al Clan.
Seguendo le orme di mio padre, il Principe Osservante Paladino della FEDE, ho oggi in Suo onore 'si inginocchia si porta la mano chiusa a pugno sul petto' creato il Clan dell'Onore. Vogliano gli Dei della Luce del Bene e dell'Onore essere benevoli con noi.
Pax, primo vassallo, e' stato insignito del titolo di Primo Cavaliere ed a Lui affidata Excalibur, la Spada dei RE, potenziata dal rito delle pergamene.
Il giovane Paladino, credente di Chasil, 'china il capo' nonostante l'irruenza dettata dalla giovinezza a dato piu volte prova di pazienza ed ottemperanza tale da meritarsi il rispetto Onorevole.
Ne razza, ne classi, ne eta', ma solo Onore per poter entrare nel Clan!
Onore al Clan, Sempre! Ermete Paladino della Fede Cavaliere della Luce
[29] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46769
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 7
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Che Hazon mi sostenga!
Non riesco piu' tenere a bada la spinta dei miei fratelli di Clan nel volersi confrontare con le forze delle Tenebre.
Ed ora anche in me, lacerante l'orgoglio mi fa soffrire. Oh divino, quanti affronti dovro' sostenere prima che le oscure anime comprendino il mio vero cammino?
Non vi e' Onore in loro? che forse questo appartenza solo ai noi che viviamo nella Luce? Sapevo di malvagi che godevano di morti insensate e tradimenti, perche' loro indole.
MA...ho sempre pensato che l'Onore fosse anche a loro noto, che non ci fosse solo bugia e meschinita'. Eppur mi era sembrato di scorgerne in alcuni di loro, ed anche forte tale sentimento.
Invece, inizio a pensare che era sono vana speranza la mia. Malvagi che in gruppo e potenti mi usano come bersaglio per i loro stralli malefici dai due cancelli della citta' mentre un terzo nell'ombra attacca vilmente.
Reincontrandoli, in due mi riattacano ancora senza motivo mesi dopo, e poi trovandosi morti a causa del loro agire (la difesa e' a noi concessa, lode a te Hazon), non contenti mi riattaccano mentre solo al tempio a pregare e curarmi.
Nel portarmi all'attacco, mi ritrovo in combattimento con un prode che intando aveva preso le parti del bene, e nulla puo' fermare celermente un'azione inziata.
Poi arriva l'Ordine, la Legge, e loro se ne prendono gioco, ora impedento alla lingua di un legislatore di parlare, ora spedendo altrove me, lui e le sue guardie con incantesimi potenti di altri malvagi che si uniscono senza avviso alcuno.
Ed in tutto questo, pur comprendendo che essi vivono di menzogna, non riesco a tollerare le accuse mosse di provocazione nei mie confronti, fino a sostenere di essere vittime e non carnefici, nonostante tanta gente fosse presente.
Non c'e' Onore in queste anime, perche' cercare ancora di trovarne? dammi un segno del tuo desiderio ed io smettero' l'inutile ricerca.
Disonore su di loro!!! Disonore maggiore sul necromante Khrysor, tanto potente nelle parole quanto menzoniero e codardo delle sue stesse azioni, incapace di fronteggiare la Luce da solo, e penosamente sbeffeggiato quando attacca in forze con golem, demoni, ed altri due potenti malvagi, finendo a lacrimare per i suoi miseri oggetti danneggiati dalla pugna.
La vergogna sii per lui miele, e si possa egli compiacere della sua poverezza, e con lui quelli che vogliono seguire la sua strada.
[30] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46770
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 8
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Onore agli Dei, onore ad Hazon!
Ormai ne sono sicuro, mio padre sarebbe orgoglioso di me.
Dimessi i panni della rabbia e della vendetta violenta, con l'accesso nel Sacro ordine dei Cavalieri ho potuto apprendere la forza dell'anima e del perdono e fortificarmi per difendermi dalle mie ansie e dal mio orgoglio.
E' questo mi ha concesso l'onore di venire in possesso del Sacro Simbolo di Torn
*si inginocchia e porta la mano chiusa a pugno sul petto*, Fondatore dell' Ordine della Fede di cui io mi lusingo di appartenere.
Torn, l'unico e sacro, capace di fronteggiare da solo le orde barbariche e malvagie, tendendole impegnate allo stretto passo delle terre di Ovest, e rimandendo li, da solo Baluardo dell Luce contro le Tenebre, prigioniero del suo stesso ardore e sacrificio.
Ahime sappiamo tutti che da moltre altre parti le tenebre si sono infiltrate, ma mai passarenno da li.
E il dono che mi e' stato fatto dal Sacro Maestro oggi ratifica la mia adesione all'Ordine della Fede e mi fa ambasciatore dello stesso in queste lande
Onore all'Ordine della FEDE, Onore ad Hazon!
[31] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46772
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 9
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Onore alla Luce, onore ad Hazon
La potenza della Luce si e' manifestata in modo cosi' potente e chiara da rinfrancare la mia FEDE.
Un potente e famoso Guerriero, Yberium, due mesi fa me ne ha dato conferma.
Giunto nei pressi del tempio di Kyrandor, egli dopo avermi salutato mi porse una borsa, dicendo che quella era una sua offerta per i bisognosi della citta'.
La cosa mi stupi' non poco, e per evitare di offendere l'amor proprio del nano, gli chiesi permesso di esaminarne il contenuto. Mi fu concesso e con stupore notai ogni ben di dio: carne, pane, frutta, dolci...tutto quanto poteva essere comprato nei negozi delle lande (ad eccezione della cioccolata e dei gelati della valle dei titani).
Chiesi di commiatarmi per distribuire i doni, ed il guerriero mi chiese di poter assistere alla dsitribuzione: non potevo rifiutarglelo.
I suoi modi erano discreti e corretti, ma io continuavo a notare il suo tatuaggio che chiaramente indicava un passato nelle tenebre, ma tant'e' volli credere nel gesto.
Andammo di corsa dalla vecchia mendicante a cui donammo carne pane ed alcune monete. Di li ci allungammo alla vicina bottega degli animali nell'adiacenze di piazza del popolo, dove il garzone, (un ragazzo molto timido) e' costretto ad orari estenuanti dal suo padrone.
Gli donammo cannella e mirtillo, affinche' potesse fondersi delle caramelle. Tornati in piazza ci portammo in via De Marinis. Giungemmo nella famosa gioielleria dove l'esile fanciulla che sta all'ingresso e' costretta dal padre ad una dieta forzata (invero egli 'e molto avaro e non concede alla figliola alcuno svago ne cibo diverso dal pane azimo e acqua).
Questa non riusci neanche a ringraziarci dall'emozione, anche se noi le donammo semplicemente biscotti e frutta.
La sacca era ancora colma, ed i bisognosi tanti, ma un urlo del mio Protesio mi costrinse a terminar la distribuzione. Chiesi scusa al guerriero e portati la sacca al tempio sacro affidando al mio maestro spirituale il compito di completare la distribuzione.
Da li corsi al castello per soccorrere Protesio dai soliti attacchi delle forze delle Tenebre... ma questa e' un altra storia....
[32] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46773
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 10
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
* copiando il contenuto per allegarlo alle zampe di una colomba, un papiro cade dal forziere di Ermete, e chiarmanente vi si legge *
My lords, e' con disappunto e dispiacere che sono costretto ad importunarVi.
Ma quando accaduto, cosi come il mio Onore ed il mio giuramento mi impone *si inginocchia e porta la mano chiusa a pugno sul petto* non mi puo' esimere dal farlo.
Il giorno, prima del Giorno della Distruzione, 25o del Mese di Hazon, in pubblica piazza di Kyrandor dopo aver urlato al mondo intero le loro intenzioni, due avventurieri, tal Gara e KADO hanno radunato una folta folla per raccogliere scommesse su uno scontro mortale da tenersi tra di loro
La folla, accorsa numerosa incitava allo scontro, e puntavo in oro sull'esito. Piu' volte ho chiesto e poi pregato i contendenti di regolare le loro pendenze aldi fuori della citta' ma ha nulla sono valse le mie parole.
Ho cercato con le mie arti clericali di tenere separati i contendenti, evocandoli in posti diversi, piu' volte, ma alla fine non ne ho avuto piu' forza psichica per continuare. Ho rammentato loro le leggi, e ricordato che non vi sarebbe stato nessuno vincitore perche' chi non fosse perito per duello, sarebbe stato, molto probabilemnte giudicato un Criminale con le conseguenze risapute.
A nulla sono valse le parole, anzi: sprezzanti di cio' si sono dichiarati pronti anche a divenirlo pur di vincere la contesa. Le mie parole sono oneste come onesto e' il mio Lignaggio, la mia appartenenza alla Verita' come Paladino della FEDE, e non ultimo il mio Titolo di Cavaliere.
Nella piazza vi erano molti tra cui ricordo Jijshin, Leirson, Amja, per citarne alcuni che mi erano gia' ben noti Non potendo sopportare la vista di siffatto crimine ne potendo infierire senza mandato con la lama contro di esso, mi sono messo in disparte a pochi passi dalla piazza.
Solo per la cronaca riporto che Gara e' caduto sotto i colpi di Kado, che dopo riscuoteva il consenso ed il clamore dell'atto da molti dei presenti.
Sia noto che per la sola presenza ed la debolezza di aver puntato dei soldi, io stesso ho provveduto a togliere a Jijishin, Prima Lama del mio clan, i gradi ed a chiamarlo a giudizio della nostra consulta di clan.
Rimetto a voi ogni giudizio, sperando di aver reso onore al mio giuramento Ermete, Paladino dell FEDE e Cavaliere del Sacro Ordine
*un colpo di vento fa sbattere un porta da qualche parte ed il papiro vola via*
[33] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46774
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 11
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Oh Hazon, dove sei!
La mia anima e' in pena, la mia FEDE indebolita.
Dammi un segno, indicami la retta via. Che io debba obbedire agli ordine di una legislatrice perchè legato da un giuramento fatto ai Cavalieri del Sacro Ordine, oppure seguire i dettami di un Paladino della FEDE, che professa perdono e clemenza.
Troppo sangue e' stato versato, troppi avventurieri giustiziati, ed alcuni giudicati troppo severamente.
A nulla e' valso il mio intercedere per chiedere piu' clemenza, e devo dire (e la Luce mi sia testimone) che negli occhi della legislatrice vi era una strana ombra, che avrei defino......ODIO....se essa appartenesse alle Tenebre.
Devo io per tener fede ad un giuramento avversare i canoni del mio Ordine di paladino? devo usar la spada invece del perdono e la clemenza per pacificar le anime?
Siamo noi Cavalieri servi dei Legislatori o loro alleati? Obbedir dobbiamo solo o mitigar e suggerire anche?
Scogli questi nodi che attanagliano la mia Anima, oh Hazon.
Lo stesso Fato si e' pronunciato contro le mie azione, distaccando da me la mia amata lama Justizia, che or giace in fondo al fiume, e lo stesso Emblema della Fede e' andato distrutto.
Aspettando un segno, meditero' a lungo e preghero' lontano dalle lande. Che gli dei mi siano amici, ed il Fato sia sovvertito, o come a me prescritto tornero' ad OBBEDIRE!
[34] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46775
Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · 12
Ermete · pubblicato il 2005-01-05
Testo storico conservato
Onore a te, oh Hazon!
Dopo il mio lungo perigliare, il perdersi del mio animo nel terrore di aver perso la divina benevolenza, ed i tanti anni trascorsi a cercar una ragione umana alle volonta' divine, al fin giunsi alla comprensione.
Ero ancor giovine quando chiamato nei celi da un dio misericordioso, fui da lui abbigliato per portar sulla terra la speranza della Luce. Ma a quei tempi il mio giovane impeto mi portava a cercar la pugna ovunque senza cercar pieta' negli esseri tenebrosi.
Il dio dopo un lunga giornata passata a tessere tessuti, prima di congedarmi mi diede un compito che si rilevo' poi la mia sofferenza.' prendi questo prezioso monile, e dallo all'unico uomo saggio ed anziano che cammina nella LUCE. Nessuno deve sapere che tu hai questo compito, e neanche a te e' concesso di posar piu' gli sguardi su questo oggetto. Mettilo da parte e non lo prender piu' fino alla consegna'
A nulla valsero i mie dubbi circa come identificare il saggio. Nessun altra parola, ma solo un monito: ' perdi quell'oggetto e d ite non ne restare traccia nemmeno nelle memorie delle genti.'
A lungo ho cercato, e mentre cercavo le Tenebre mi tentavano, ed io non potevo portare la mano all'elsa. Mai potetti piu' combattere ne rischiar in un duello. l'onere era troppo.
Solo una volta l'ira di un legislatore mi costrinse a tener fede al giuramento di alleanza fatto come Cavaliere del sacro ordine, e pugnar dovetti mietendo tante vittime. E gli dei mi punirono portando via la mia spada nelle acque del fiume.
Da allora un lunga vita di soofferenza, insulti, e costrizioni, e non capivo perche' gli dei mi avessero abbandonato a tale destino. Nulle valsero le mie preghiere, nulla sapevano gli altri dei ne mai avrebbero dovuto sapere. Il mio fardello portai e con lui tutte le mie pene.
Molti amici vidi morire, e mai mi fu concesso di dar loro aiuto. Mai compresi il fine divino.
MA, dopo oltre 30 anni, quando ormai le mie mebra stanche a stento reggevano la mia armatura, un volto e delle parole mi portarono l'illuminazione: Il volere divino era che io comprendessi la via della pazienza oltre che del perdono. La strada avevano tessuto affinche' io divenissi cavaliere, e come tale, unico a non aver mai visto il mio Gram maestro e signore.
Non avevo capito che le uniche due persone che mai avevo incontrato erano in verita' la stessa: il vecchio saggio lucente ed la mia guida!!!
Il mese scorso fui chiamato al castello da una voce imponete e calda: Filgor in persona chiedeva la mia presenza! giunto al suo cospetto la mia anima si riprese, nei suoi occhi una profonda luce mi infondeva senerita'.
'Ho deciso che sarai il mio vice, Ermete, e della parola dei Cavalieri del Sacro ordine sarai Ambasciatore!' Le sue parole mi riempivono di orgoglio ma non riuscivano a scuotere la mia anima: altro era la rivelzione che si impossessava di me. Il SAGGIO E' LUI!
Ora era tutto chiaro, anche il mio destino, ed il sofferente cammino che mi aveva portato li, ad essere volonta' degli Dei tra le umane genti. Solo purificandomi con la pazienza e la sofferenza avrei potuto svolgre il mio compito.
Preghai ancora gli Dei e loro si palesarono nella possente figura del Dio Della Terra. A lui consegnai l'oggettto e la risoluzione dell'oracolo e rimise la mia esistenza ne lcaso mi fossi sbagliato. Con Gioia appresi che la mia missione era finita.
Avevo celato a tutti, ed anche ai miei stressi amici il segreto per tanti anni. Le stesse anime malvagie, tra imperatori e demoni mai avevano capito il fardello che trasportavano, e questo mi ha dato il polso di quanto le forse delle tenebre sono fallaci e poco attente.
Onore a te Hazon, che mai mi abbandonasti, e che la gloria degli dei lucenti mi avvolga, premiandomi per la mia epica missione dando segno della loro potenza.
ONORE e LUCE!
Ermete Paladino della FEDE ed Ambasciatore dei Cavalieri del Sacro Ordine
*/ alzando la griglia dell'elmo, volge lo sguardo fiero e sereno dopo 30 anni al lato luminoso del celo, e sorride /*
[35] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 46776
La voce di Aral
Aral · pubblicato il 2005-01-16
Testo storico conservato
Le gesta Vostre Ermete non saranno perdute come quelle di altri avventurieri vissuti nel remoto passato. Avete tralasciato di raccontare di quando dopo una mia azione Avventata e Iraconda, riusciste a persuadere in parte i Combattenti dal desiderio di adornare il proprio corpo con la mia pelle. E per giunta riusciste a purificare il mio animo... Il Ricordo di quei giorni trascorsi a seguire il luogo di espiazione del mio Odio è conservato come un tesoro nella mia mente. Mi dimostraste in quella occasione che gli Dei sono sempre benevoli con Noi Cavalieri e mai mi sentii cosi' vicino a loro. Capiì allora che la FEDE che io riponevo in loro era per un giusto scopo e che ero stato allontanato dai miei obbiettivi primari di Cavaliere, e nulla oltre il Vero pentimento avrebbe potuto alleviare la pesantezza del mio Animo turbato. Lyiyl mio protetto fin da quando ero poco piu' di un uomo, fu macchiato della mia stessa colpa solamente perchè egli non aveva voluto tradirmi, e per questo mi aiuto a compiere vile atto di cui mi pento, ed anche questo peso si aggiungeva al già immenso che appesantiva la mia anima e racchiudeva il mio cuore in un velo di Rabbia misto ad Odio. Mi guidaste insieme a Lyiyl e a un giovine paladino fino ad una valle a Nord dei territori conosciuti come facenti parte di Arcadia. Un bosco incantato contornava quei luoghi fiabeschi che pochi possono dire di aver veduto. Attraversamo un lago in cui vivevano strane creature mai viste e giungemmo in un area a me sconosciuta. Immerso nella pace, luogo di Devozione profonda e di bellezza inaudita mi sentiì spaesato dopo il profondo buio interiore ritrovandomi in un così puro ambiente. Mi diste che dovevamo trovare Fittoramo, il guardiano di quei luoghi e mi diste che era un essere molto simile ad un albero, in principio non credetti alle Vostre parole ma in seguito... Procedendo nel cammino trovammo il simbolo che gli Dei ci accompagnavano: una bianca colomba ci apparve come in una celestiale visione, e infine giungemmo innanzi Fittoramo che in principio si mostrò contrario alla nostra presenza in quei luoghi, ma che poi dovette lasciarci passare ascoltando le Vostre sagge parole. Giungemmo infine alla sorgente... Meraviglia ai Nostri occhi: nel Salice un foro nella corteccia da cui l'acqua di quel ruscello ne scaturiva, per poi alimentare il lago fatato. Dinanzi tale meraviglia mormorammo la Nostra preghiera alla Dea delle Acque e io mi sentii alleggerito, giurai di non cedere piu' all'Odio. Non posso dimenticare le Vostre azioni Onorevoli e sempre di Devozione che hanno spinto me a cambiare. Da umile uomo che affrontava la vita ogni giorno come una dura ed estenuante battaglia contro il male mi avete mutato, in qualcosa di migliore, e ne sono felice; l'Ira, che in gioventù albergava nel mio cuore è dissipata pian piano seguendo i Vostri insegnamenti.
[36] Il Mantello Crociato: ricerca di un padre · messaggio 47398
Un sacrificio preparatorio.
Il sacrificio della katana a Hazon precede una prova di ammissione. Ithildin ha ricevuto la missiva di Norek per il Cavalierato delle Sacre Effigi: il legame istituzionale è esplicito.
Il testo
Testo storico conservato
*Norek si siede nella locanda, ad un tavolo appartato; tira fuori un quaderno lacero, con la copertina staccata e le pagine ingiallite. Ordina da bere, poi sfila i suoi guanti e prende un bastoncino di legno appuntito e cavo all'interno, lo intinge in una boccetta di inchiostro nero e inizia a scrivere.*
Una pagina importante di questo lacero diario mi appresto a scrivere, in quella che in principio, sembrava dover essere l'ennesima uggiosa giornata passata senza allenamento ne' studio. A rompere il monotono incantesimo che sembrava avermi avvinghiato da tre giorni circa, impedendomi di svolgere le mie usuali funzioni, e' stato il casuale incontro con messer Ithildin. Egli mi ha riferito che il Cavalierato delle Sacre Effigi aveva da tempo ricevuto la mia missiva. Dopo avermi portato in un luogo piu' consono alla nostra conversazione, Ithildin mi spinse ad aprire il mio animo, affinche' egli potesse comprendere le ragioni della mia decisione... Dopo avere a lungo parlato, egli proferi' parole che mi riempirono di gioia; disse di voler mettere alla prova il mio spirito e la mia determinazione nel diventare Cavaliere, mi consiglio' quindi di recarmi nel tempio della luce, nelle vicinanze della spendida citta' di Utinum, per chiedere il favore di Hazon, che vegliasse sulla buona riuscita della mia impresa.
Mi recai dunque al tempio. Benche' Hazon fosse da sempre stato il mio unico credo, non avevo mai prima d'ora reso omaggio alla sua potenza in tale modo. Mi resi conto che non avevo mai avuto l'occasione di rendere degno omaggio al mio dio. Sulla strada verso il tempio indugiai dunque per un attimo; non conoscevo l'entita dell'impresa che avrei dovuto affrontare, ma sentivo inconsciamente che non sarebbe stato simile a nulla che io avesso conosciuto. Dovevo dunque sacrificare al mio dio qualcosa, un oggetto, dal quale mai mi sarei separato in altre circostanze. In questo modo avrei degnamente reso omaggio al mio dio...
Realizzato questo, senza indugio affrettai il passo verso il tempio, e non appena giunsi alle sue splendide porte, mi spogliai dei miei armamenti, ed entrai.
"Hazon, dio dell'onore e della spada, giungo in questo maestoso tempio per chiedere il tuo favore; mi attende un'impresa che non ha simili nel mio passato, e il mio animo si sentirebbe perso senza la tua guida. Ti porto in dono quindi la mia katana, fedele compagna di tante battaglie, dalla quale mai mi separerei in altre circostanze. Ne faccio dono a te, perchè tu con essa possa ricevere lo spirito delle tante battaglie che ella ha conosciuto. Ne faccio dono a te, come prova della mia devozione. Possa il tuo sguardo benevolo posarsi sul tuo umile servo".
Ho voluto trascrivere tali parole in questo diario, per ricordarle sempre.. perchè spero che tali parole mi aiutino a non perdere la retta via. Che Hazon sia con me.
*Norek chiude il quaderno con fretta, pulisce la punta del pennino con le dita della mano sinistra, poi ripone il tutto, paga e si rimette in cammino.*
Destino d’un Cavaliere
Testimonianza personale compiuta di un Cavaliere del Sacro Ordine, non semplice personaggio armato. Offre una riflessione morale adatta al volume.
Il racconto
Sento solo il freddo abbraccio dell'eternita' che mi avvolge.. quando il mio passato solca la mia mentre come una mandria di cavalli in corsa. Ricordo.. ricordo i miei compagni morti in battaglia, in quella battaglia maledetta contro le tenebre. Ricordo mio padre, trafitto da quella lancia, ancora in sella al suo cavallo, mentre impugnava ancor la sua lucente lama. Io in ginocchio, accanto a mio fratello, mentre invocava il perdono di Chastil, ora che andava ad incontrarlo.. Ricordo le grida di mia madre, quando tornai a casa con i corpi di mio padre e mio fratello, avvolti in un sudario nero, intriso del loro sangue.
Guerra santa, la chiamarono, guerra di liberta', guerra di pace e giustizia. Ma dov'e' la giustizia, se noi dobbiamo eliminare il male, per mezzo del male stesso, dov'e' la liberta', nel privar donne dei loro mariti, e i figli dei loro padri. Guerra santa.. Bene contro il Male.. da sempre e' cosi'.. sempre sara' cosi'.. L'armata elfica contro l'alleanza dei regni oscuri. Una guerra che non passo' alla storia, una leggenda ormai insabbiata, nel tentar di nascondere il sangue riversato inutilmente. Io c'ero.. Ho visto perir in battaglia i miei migliori amici, soldati di ventura. "Ho sempre sognato, di servire gli ideali della mia patria.." ricordo mi disse uno di loro, con l'innocente sguardo d'un infante, prima di correre senza fermarsi, negli immensi campi di tulipani della valle degli elfi. Soldati semplici, come le loro vite, apparentemente senza significato sul campo di battaglia, vite senza un nome.
Le grida di battaglia echeggiano ancora, accompagnate dal vento, gli stendardi, vivono ancora, smossi dai ricordi.. Il sangue scorre ancora.. come un fiume in piena.. su quel campo sterrato, dalla sabbia lorda di sangue innocente..
Ricordo quando mio fratello raccolse la spada e la strinse in pugno, portandola sul petto, fissandomi con quegli occhi consapevoli che la vita finiva quel giorno.. "Voglio morire con onore, Ithildin, fratello mio.." sussurro' Etihluen, mentre il sangue scorreva a fiotti dal suo petto, squarciato da una scimitarra. "Sei un vero guerriero, fratello, ti sei fatto onore, sono orgoglioso di te.." risposi io impotente, innanzi a tanta sofferenza.. Ethiluen accenno' un sorriso di speranza, fissandomi negli occhi. Ricordo ancora il suo sguardo morente, che pareva comunicarmi tutto il suo dolore. Egli si spense tra le mie braccia, nel silenzio di quel loco di distruzione e morte.. All'orizzonte non si vedeva nulla, se non cadaveri e macerie.. "Riposa in pace, fratello mio.."
E mentre l'ultima alba moriva quel giorno, m'inginocchiai innanzi ai caldi raggi di Althea, urlando la mia rabbia ed il mio dolore.
"Perche' oh Dei! Perche' permettete che il sangue scorra ancora! Per quale oscuro motivo lasciate a noi mortali la decisione di spargere vita o morte! RISPONDETEMI!"
Silenzio...
Un silenzio colmo di saggezza, ove trovai da solo la risposta.. o forse parte di essa. "Siamo gia' morti.. e non ce ne rendiamo conto.."
Fin da ragazzo, sognai di divenire Cavaliere del Sacro Ordine, un'ordine di luce e speranza, un'ordine devoto ad un solo scopo.. La vita. Ho raggiunto il mio scopo.. Ho realizzato il mio sogno..
Ithildin Dragor Aglareb
La Pace ritrovata
Racconto completo di una prova assegnata da Ithildin a un aspirante delle Sacre Effigi. Ha partenza, viaggio, trasformazione e ritorno; il luogo della prova è descritto, senza imporre un esito di ammissione non dichiarato.
Il racconto
*Ryelmar ormai sfinito di ritorno dal suo viaggio si ferma poco fuori i cancelli di Kyrandor su un prato. Prende calamaio e piuma dalla sacca e un quaderno dallo zaino, si sdraia e sotto un cielo stellato inizia la sua narrazione*
Ormai non ricordo piu' quanto tempo fa feci domanda per entrare nei Cavalieri delle Sacre Effigi ma finalmente era giunto il momento, sir Ithildin dopo molto perplessita' su di me decise di mandarmi in un luogo dove la mia anima avrebbe ritrovato la sua pace, un luogo che mi avrebbe indicato la luce attraverso le tenebre.
Passai un intero giorno a riflettere su quelle parole: 'Trovate un luogo dove alberga la luce in maestose colonne di cristallo.' 'E immergetevi in essa affinche' la vostra anima sia in pace..' '..e possa illuminare le tenebre' 'Il luogo in cui dovete recarvi, si trova in una foresta.'
Riflettevo cercando di far mente locale e ricordare tutte le foreste che conoscevo o dove ero stato ma non riuscivo a collegare quel luogo cosi mistico a nessuna di esse.
Decisi di dirigermi verso ovest in direzione della prima foresta nei pressi di Kyrandor, quella da me meglio conosciuta Haon Dor.
L'albero di Kyra di spense di nuovo e prima che fosse notte fonda decisi di ritornare nei pressi della strada maestra d'oriente li era piu' sicuro trascorrere la notte. Furono molte le sensazioni che provai quella notte: avevo perso un'intera giornata a girare senza ottenere nessun risultato, mi sentivo molto lontano dalla mia meta.
Ad un certo punto della notte mi sveglai di soprassalto un forte rumore proveniva da nord dalla Contea, presi tutte le mie cose e mi recai in direzione di quei rumori. Dopo pochi minuti di cammino una fitta nebbia mi avvolse e mi attanaglio’ il cuore e l'anima lasciandomi immobile. Non so quanto tempo rimasi in quella condizione ma mi sentii come se fossi stato trasportato in un luogo molto lontano. Quando mi ripresi la nebbia attorno a me si diradava e pian piano il mondo riprendeva forma.
Ero davanti ad una bella e fiorente cittadina, mi avvicinai al cancello e lessi 'Benvenuti a Utinum'. I cancelli erano chiusi ma sapevo in cuor mio che il luogo da me cercato non poteva trovarsi in quella citta'. Decisi di percorrere un sentiro in salita che si inoltrava nella vegetazione di cespugli e roveti. Notai subito che il sentiro era quasi privo di tracce e che di li non passava nessuno da molto tempo. Dopo circa un'ora di cammino mi ritrovai in un bosco di betulle, l'aria di quel luogo era fresca e incotaminata, mi accampai li per la notte.
Appena l'albero di Kyra torno ad illuminare il bosco ripresi il mio cammino. Dopo quasi mezza giornata di cammino mentre mi addentravo sempre di piu' senti pervadere il mio corpo da una sensazione di inquietudine, un fremito mi percosse tutto il corpo. Mi trovavo al centro di una foresta ma non era una normale foresta tutte e quattro le stagioni sembrano coesistere e non esistere tutte insieme, l'una con l'altra senza distinzione. Da una parte notavo i fiori primaverili, da un'altra le foglie cadenti dell'autunno, da un' altra ancora la natura rigogliosa dell'estate e infine la neve e il gelo invernale su tutto. Ed e' proprio in quest'ultima stagione che si trovava il mio animo. Nel bel mezzo della foresta c'era la causa di tutto questo: al centro di uno spiazzo ottagonale si ergeva una scultura di rovi e rose: Nathien la dea della Natura. Rimasi fino a meta' pomeriggio fermo in quello spiazzo a contemplare cio' che mi circondava e piu' guardavo quella scultura e piu' essa mi infondeva un senso di pace ed equilibrio, di disincanto e armonia.
Sentii di essere vicino alla mia meta, la mia anima stava ritrovando la sua pace. Lasciai tutto il superfluo ai piedi di quella scultura e proseguii il mio viaggio. Attraversai un giardino che nascondeva in se un labirinto, mi feci guidare dal cuore e in poco tempo mi trovai d'innanzi ad uno splendido tempio: 'Il tempio della Luce' diceva la scritta posta in alto sopra i capitelli.
Esitai ad entrare, ma sentii la forza sprigionarsi dentro di me e mossi i passi che mi separavano dall'ingresso. Appena entrato notai che dodici colonne sorreggevano il tetto di marmo bianco, e servivano anche a diffondere la luce in tutto il tempio. Notai un mosaico di pietre preziose sulla parete orientale e mi diressi al cospetto di quell'opera. Mi chinai e senti man mano che la pace prendeva possesso di ogni singolo centrimetro del mio corpo. Rimasi l'intera notte in contemplazione di quel mosaico e quando finalmente sentii tutta la rabbia svanire lo guardai notando il disegno che le pietre preziose raffiguravano la luce: 'Kyra'. Capii molto in quel momento, capii che non dovevo mai piu' lasciare che le tenebre entrassero dentro di me, capii che la luce doveva giudare il mio cuore e le mie azioni per sempre.
Uscendo notai una specie di piscinetta e decisi di immergermi all'interno per purificare il mio corpo, l'acqua si coloro' a poco a poco di rosso ma non capii il perche'. Mi rivestii e uscii dal tempio.
Impiegai quasi due giorni per tornare a Kyrandor, ma sentivo che molto era cambiato dentro di me. Quando fui giunto alla locanda affittai una stanza, salii di fretta per lavarmi e concedermi un po di riposo. Voltandomi verso una specchio notai che il tatuaggio sulla mia schiena era sparito, allora capii il perche' l'acqua di quella piscina si era colorata tutta d'un tratto. Uscii dalla locanda e decise di scrivere immediatamente cio' che avevo vissuto.
Finalmente avevo trovato cio' che cercavo da molto tempo, la pace e la tranquillita' il mio sguardo era fiero e sereno, e la rabbia e la vendetta mi avevano abbandonato per sempre. Mi sento cambiato profondamente, il vecchio Ryelmar oramai ha lasciato il passo al nuovo, ero pronto per compiere il mio destino.
*Ryelmar chiude il quaderno e ritorna verso Kyrandor*
I Cavalieri · Manuale
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Aelistea, Amlugil e Bardolfo (crediti del manuale) · Il PDF reca metadati di creazione 10 agosto 2002. Il nome del file suggerisce 2.5, ma la copertina dice Versione 2.0; non uniformare queste etichette.
Testo storico conservato
I Cavalieri Onore e Giustizia sono i valori principali che guidano le aspirazioni di questa gilda. Entrare a far parte dei Cavalieri è la naturale e più alta aspirazione per ogni guerriero che combatta per la pace e la giustizia. Il loro ordine è considerato il braccio destro della Giustizia, in quanto essi sono a completa disposizione dei Legislatori , anche per difendere Therial dalle continue insidie tramate dagli Anarchici. Grazie alla loro fede e purezza i cavalieri ottengono doni e poteri che li rendono molto più forti e pronti al loro sacro compito.
Help KNIGHT CAVALIERI CAVALIERE · help.old
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Redazione del singolo help non attribuita · File storico conservato nel codice; data di composizione non accertata. Il nome help.old non implica che ogni sua voce sia della stessa epoca.
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Un tempo singola Cabala, oggi con il termine Cavalieri si indicano tutti gli appartententi ad un qualsiasi Clan, purche' confederato con l'Ordine delle Sacre Effigi, consiglio superiore dei clan di cavalieri di Therial. Sacre Effigi sono denominati i clan che condividono il codice cavalleresco dell'ordine. La sede centrale dell'Ordine e a Gerighelm.
Quanti, nella gerarchia del proprio clan, avranno raggiunto il titolo di Cavaliere, potranno beneficiare di poteri particolari e maneggiare armi altrettanto particolari.
- Guard: Permette al Cavaliere di proteggere un membro del proprio gruppo. Chiunque attentera' alla vita del protetto dovra' prima passare sul corpo del Cavaliere, che si battera' con onore.
- Golden Aura: Crea attorno a se' ed attorno ai membri del proprio gruppo un alone dorato che protegge dagli attacchi del male, migliora le capacita' di combattimento e di difesa.
- Holy Armor: Un'armatura magica protegge il Cavaliere in combattimento, abbassando drasticamente la possibilita' di essere colpiti.
- Lance: I Cavalieri sono gli unici abili a maneggiare armi di questo tipo.
- Riding: Un Cavaliere non e' tale senza il proprio cavallo. Scegliete quindi il miglior purosangue e cavalcatelo in battaglia.
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Un Ringraziamento particolare a Sulu e Shod per il loro lavoro di analisi di tutte le Cabale e di tutti le abilita' che offrono.
Help CAVALIERI CAVALIERE DIFENSORI DIFENSORE · help.are.old.20150924
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Background di Cabala I Cavalieri delle Sacre Effigi avevano fallito. Dilaniati da conflitti interni, la loro eterna guardia era venuta meno, e Therial fu inghiottita dall'oscurita' nota ai piu' come "Il Grande Buio". Tutto sembrava perduto. Ma come accade alle vite di molti, il destino sottrae e il destino da'. Il Grande Buio si e' ritirato. I Cavalieri risvegliati sono disorganizzati, i loro clan sciolti, ridotti semplicemente ad un insieme di ideali. Ed e' in quel momento che tutti loro ricordano. I loro ideali non erano mai stati divisi, ma condivisi. Onore, compassione, sacrificio, umilta'. Tutti i valori frammentati in cosi' tanti clan, sono stati un tempo gli ideali del Sacro Ordine. Come in un messaggio di Chastil stesso, al castello di Gerighelm sventola il simbolo del Sacro Ordine dei cavalieri. Essi si riuniscono sotto il vecchio emblema, per recuperare l'onore. Per divenire il bastione della luce. Per fendere le ombre che attanagliano Therial, per sempre. Per far si' che l'oscurita' non cada mai piu'.
Criteri di ammissione in cabala: -Essere di allineamento buono, di qualsiasi ethos. -Livello minimo: 40.
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Background di Cabala I Cavalieri delle Sacre Effigi avevano fallito. Dilaniati da conflitti interni, la loro eterna guardia era venuta meno, e Therial fu inghiottita dall'oscurita' nota ai piu' come "Il Grande Buio". Tutto sembrava perduto. Ma come accade alle vite di molti, il destino sottrae e il destino da'. Il Grande Buio si e' ritirato. I Cavalieri risvegliati sono disorganizzati, i loro clan sciolti, ridotti semplicemente ad un insieme di ideali. Ed e' in quel momento che tutti loro ricordano. I loro ideali non erano mai stati divisi, ma condivisi. Onore, compassione, sacrificio, umilta'. Tutti i valori frammentati in cosi' tanti clan, sono stati un tempo gli ideali del Sacro Ordine. Come in un messaggio di Chastil stesso, al castello di Gerighelm sventola il simbolo del Sacro Ordine dei cavalieri. Essi si riuniscono sotto il vecchio emblema, per recuperare l'onore. Per divenire il bastione della luce. Per fendere le ombre che attanagliano Therial, per sempre. Per far si' che l'oscurita' non cada mai piu'.
Criteri di ammissione in cabala: -Essere di allineamento buono, di qualsiasi ethos. -Livello minimo: 40.
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Ordine dei Cavalieri · Lyiyl · messaggio 57718
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Lyiyl · 2005-05-09 · Data di creazione del messaggio conservata dal database; il corpo può contenere revisioni successive.
Testo storico conservato
A tutte le genti di Therial!
Con la benedizione degli dei sta per nascere la:
"Confederazione degli Ordini Cavallereschi Therialesi".
Gli ordini cavallereschi che volessero essere ammessi alla Confederazione dovranno accettare e sostenere le regole cavalleresche della confederazione.
La Regola:
I. Siate fedeli all'Ordine, ai suoi insegnamenti, e osservate la Regola in ogni dove, portate rispetto alle autorità dell'Ordine.
II. Amate la vostra terra, la vostra famiglia, la vostra religione e sosteneteli in ogni circostanza, onorate il vostro regno e siate sempre fedeli agli altri cavalieri, al vostro clan, alla vostra famiglia, e al vostro stesso onore.
III. Offrite la vostra fede al/la vostro/a signore/a (capoclan). A costui/costei avete reso omaggio e siete suo/a scudiero/a: il vostro dovere è di proteggerlo/a dalla morte e dall'onta secondo le vostre forze. Non vi è slealtà maggiore che tradire il proprio signore/la propria signora.
IV. Non mentite mai, e mantenete sempre fede alla parola data. La parola di un cavaliere sostiene il suo stesso onore. La vostra parola deve essere affidabile e sicura al di là di dubbi o incertezze.
V. Vi è sempre un valoroso cavaliere pronto ad aiutare un altro valoroso cavaliere quando lo vede in pericolo, e sempre il valoroso dovrebbe detestare che altro valoroso venga ingiuriato. Non abbandonate mai un amico o un alleato che si trova in difficoltà.
VI. Se combattete con un cavaliere, ricordatevi che, quando l'avversario è battuto e non può difendersi nè resistere e chiede grazia, dovete averne misericordia e non ucciderlo.
VII. Non torturate mai l'avversario battuto, non attaccate mai un nemico disarmato. [Fuori gioco] (si intende appena morto e senza equipaggiamento [Fine fuori gioco]
Cosa e chi è un Cavaliere riconosciuto dalla Confederazione:
Un Cavaliere è devoto all'onore il suo cuore conosce solo la virtù la sua spada difende i bisognosi la sua forza sostiene i deboli le sue parole dicono solo verità la sua ira si abbatte sui nemici.
Lyiyl Cavaliere del Sacro Ordine di Chastil e Sulu Scrivano di Ustriel Cavaliere di Ustriel
[Fuori gioco] pollo :P [Fine fuori gioco]
Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi · cabale/cavalieri.are OBJECTS #4502
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Redazione del singolo record di area non attribuita · Testo di area conservato; data di composizione non stabilita. Nello stesso file possono convivere formulazioni di fasi differenti.
Testo storico conservato
Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi Il libro dell'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi Vedi un grosso LIBRO intitolato: "L'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi"
libro . ** L'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi **
L'Ordine del Cavalierato delle Sacre Effigi e' un consiglio superiore di condottieri degli Ordini Cavallereschi di Therial, detti appunto le Sacre Effigi. Tutti i clan cavallereschi che intendano far parte dell'Ordine devono aderire in primis al Codice Cavalleresco:
Un Cavaliere e' devoto all'onore il suo cuore conosce solo la virtu' la sua spada difende i bisognosi la sua forza sostiene i deboli le sue parole dicono solo verita'.
[leggi regola per proseguire]
regola . La Regola:
I. Siate fedeli all'Ordine, ai suoi insegnamenti, e osservate la Regola in ogni dove, portate rispetto alle autorita' dell'Ordine.
II. Amate la vostra terra, la vostra famiglia, la vostra religione e sosteneteli in ogni circostanza, onorate il vostro regno e siate sempre fedeli agli altri cavalieri, al vostro clan, alla vostra famiglia, e al vostro stesso onore.
III. Offrite la vostra fede al vostro signore. A costui avete reso omaggio e siete suo scudiero: il vostro dovere e' di proteggerlo dalla morte e dall'onta secondo le vostre forze. Non vi e' slealta' maggiore che tradire il proprio signore.
IV. Non mentite mai, e mantenete sempre fede alla parola data. La parola di un cavaliere sostiene il suo stesso onore. La vostra parola deve essere affidabile e sicura al di la' di dubbi o incertezze.
V. Vi e' sempre un valoroso cavaliere pronto ad aiutare un altro valoroso cavaliere quando lo vede in pericolo, e sempre il valoroso dovrebbe detestare che altro valoroso venga ingiuriato. Non abbandonate mai un amico o un alleato che si trova in difficolta'.
VI. Se combattete con un cavaliere, ricordatevi che, quando l'avversario e' battuto e non puo' difendersi ne' resistere e chiede grazia, dovete averne misericordia e non ucciderlo.
VII. Non torturate mai l'avversario battuto, non attaccate mai un nemico disarmato.
[leggi effigi per proseguire]
effigi . Le Sacre Effigi:
* Clan della Luce e dell'Onore (LeO) * Clan dei Difensori della Fenice (U)
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