*Norek si siede nella locanda, ad un tavolo appartato; tira fuori un quaderno lacero, con la copertina staccata e le pagine ingiallite. Ordina da bere, poi sfila i suoi guanti e prende un bastoncino di legno appuntito e cavo all'interno, lo intinge in una boccetta di inchiostro nero e inizia a scrivere.* Una pagina importante di questo lacero diario mi appresto a scrivere, in quella che in principio, sembrava dover essere l'ennesima uggiosa giornata passata senza allenamento ne' studio. A rompere il monotono incantesimo che sembrava avermi avvinghiato da tre giorni circa, impedendomi di svolgere le mie usuali funzioni, e' stato il casuale incontro con messer Ithildin. Egli mi ha riferito che il Cavalierato delle Sacre Effigi aveva da tempo ricevuto la mia missiva. Dopo avermi portato in un luogo piu' consono alla nostra conversazione, Ithildin mi spinse ad aprire il mio animo, affinche' egli potesse comprendere le ragioni della mia decisione... Dopo avere a lungo parlato, egli proferi' parole che mi riempirono di gioia; disse di voler mettere alla prova il mio spirito e la mia determinazione nel diventare Cavaliere, mi consiglio' quindi di recarmi nel tempio della luce, nelle vicinanze della spendida citta' di Utinum, per chiedere il favore di Hazon, che vegliasse sulla buona riuscita della mia impresa. Mi recai dunque al tempio. Benche' Hazon fosse da sempre stato il mio unico credo, non avevo mai prima d'ora reso omaggio alla sua potenza in tale modo. Mi resi conto che non avevo mai avuto l'occasione di rendere degno omaggio al mio dio. Sulla strada verso il tempio indugiai dunque per un attimo; non conoscevo l'entita dell'impresa che avrei dovuto affrontare, ma sentivo inconsciamente che non sarebbe stato simile a nulla che io avesso conosciuto. Dovevo dunque sacrificare al mio dio qualcosa, un oggetto, dal quale mai mi sarei separato in altre circostanze. In questo modo avrei degnamente reso omaggio al mio dio... Realizzato questo, senza indugio affrettai il passo verso il tempio, e non appena giunsi alle sue splendide porte, mi spogliai dei miei armamenti, ed entrai. "Hazon, dio dell'onore e della spada, giungo in questo maestoso tempio per chiedere il tuo favore; mi attende un'impresa che non ha simili nel mio passato, e il mio animo si sentirebbe perso senza la tua guida. Ti porto in dono quindi la mia katana, fedele compagna di tante battaglie, dalla quale mai mi separerei in altre circostanze. Ne faccio dono a te, perchè tu con essa possa ricevere lo spirito delle tante battaglie che ella ha conosciuto. Ne faccio dono a te, come prova della mia devozione. Possa il tuo sguardo benevolo posarsi sul tuo umile servo". Ho voluto trascrivere tali parole in questo diario, per ricordarle sempre.. perchè spero che tali parole mi aiutino a non perdere la retta via. Che Hazon sia con me. *Norek chiude il quaderno con fretta, pulisce la punta del pennino con le dita della mano sinistra, poi ripone il tutto, paga e si rimette in cammino.*