Erano gli anni successivi alla seconda grande invasione dell'armata delle tenebre comandata da Mobius in persona. Mio Padre, il Principe Osservante del fulgido Clan di Shelin, aveva il compito di sorvegliare le porte della Capitale e di coordinare le ronde che cercavo i superstiti dispersi sull'antica strada carrovaniera dell'Ovest, che conduceva a New Thalos. In una di queste incombenze, incontro' un elfa, Elleouin; era una ranger di splendita bellezza e famosa esploratrice. Il primo contatto non fu felice. Le guardie, tese dagli echi dell'epica battaglia, attaccarono senza guardare ne intimare nulla. Elluin, maestra dell'arco, ne feri alcuni e si riparo' nella boscaglia, ma senza fuggire, suggerento agli sbigottiti attaccanti di desistere dal continuare. Mi padre ordino' la sospensione dell'attacco, e prima che scendesse di cavallo, l'elfa usci allo scoperto ed inizio a curare i feriti.Questo colpi' mio padre cosi tanto che da quel momento non ebbe pace finche' non conquisto il cuore di Elleouin. Si sposarono malgrado i voleri contrari della famiglia di mia madre, notoriamente razzisti, e per questo andarono a vivere in un castello poco a sud di Gherigelm. Nacqui sotto i migliori auspici e mio padre, non appena in grado di camminare, mi volle subito condurre presso la fortezza dei Nani per farmi insegnare l'arte delle armi.Trascorsi la mia gioventu' tra ascie e spade lunghe, ascoltando le leggende dei re nani morti, votati al male. Insieme ad un giovine ma coraggioso nano, tracorravamo i giorni rincorrendoci nelle torri di avvistamento e le guardie sonnecchianti ci tiravano dietro gli avanzi dei loro frugali pasti. Furono tempi spensierati, fino al giorno che approfittando del sonno del custode, entrammo nella gabbia del Drago Rosso: sapevamo dai racconti che il drago dormiva sempre incatenato nella cella, ma mai potevamo immagginare che quel giorno fosse stato destato da uno dei tanti terremoti che sconquassavano le lande ! Non avemmo neache i tempo di entrare che il fetore dell'alito della bestia fu su di noi: un attimo dopo una lingua di fuoco innondò la cella: io rimasi impietrito ma il mio amico mi spinse ai lati e fu incenerito all'istante. Non ebbi il tempo di riavermi che il custode mi tiro' via per un braccio chiudendo dietro di se la cella. Dei momenti successivi ho dei vaghi ricordi: mio padre che cercava di calmare il comandante della guarniggione, i nani che inveivano contro di me, pianti, urla....mi sembravano cosi' lontani....io ero con la mente ancora li in quella stanza dove il mio compagno di giochi era scomparso tra le fiamme. Non so come mio padre riusci a convincere i nani a lasciarmi andare, ma tanto fu, che tornammo al castello e mio padre non mi parlo' per mesi. Mia madre Elleouin invece fu felice di riavermi con lei, e trascorsi il tempo osservandola raccogliere erbe e frutti, e creare liquidi da bere dalle piante. Appresi molte arti clericali da Lei, cosi come imparai a leggere e la scrittura Runica. Ma i tempi dolci finirono appena giovinetto. Un'alba ricordo l'agitazione al Castello, io dormivo al piano dei mie genitori e dalla porta socchiusa vidi il messo divino precipitarsi da mio padre. Lo ricordo ancora cereo, mentre leggeva la pergamena: diete un segno di assenso al messo e lo licenzio; un attimo dopo questi correva per le scale del maschio. Fu l'ultima volta che vidi mio padre, era incredulo, quasi attonito mentre si avvolgeva nel suo MANTELLO CROCIATO. Ebbe il tempo di dedicarmi i suoi ultimi consigli: 'Onore, Fedeltà, Lealtà e Giustizia SEMPRE !!!' mi tuono', e poi mi abbraccio teneramente. Era bellissimo nella Sua corazza argentea e mi incuteva sicurezza. Non so perchè gli dei lo chiamarono presso di loro..... si narra che attraverso' la tempesta del Oceano della disperazione e seguendo un pesce si imbatte in un onda anomala che lo scaravento' sulle scogliere sotto la piana della foresta di Ferro. Che si arrampico sui dirupi evitando i crepacci mortali, si imbatte nei guardiani di quel posto, che giunse ai piedi dell'Albero del Mondo... ma di lui non si seppe piu' nulla. Crebbi nella Sua ombra, ed i Suoi amici mi insegnarono ogni sorta di arte. Mia madre mi imparo' l'esplorazione, le tattiche di combattimento e le astuzie degli elfi. Di tanto in tanto andavo nella capitale, per acquistare filtri e pozioni a mia madre, e fu li che incontrai il Vecchio Saggio, che insegnava i linguaggi di tutte le Lande, Incuriosito mi feci tradurre una frase che sentivo spesso dire dagli amici nani della mia famiglia: tra le cose che farfugliavo, l'unica frase chiara che il vecchio saggio riusci a comprendere fu : il MANTELLO CROCIATO e' nelle mani delle forze del male. A quella notizia l'adrenalina si impossesso di me. Spinsi via il Vecchio saggio (speriamo che un giorno mi possa far perdonare da lui) e corsi al castello, dimenticando tutte le incombense. Mi portai da mia madre e Le chiesi se sapesse delle voci dei nani. Mia madre si giro' altera e senza proferire una parola, andò nella stanza patronale tornandone con una fazzoletto bianco indaco. Me l'avvolse intorno alla vita come una cinta. Amorevolmente mi bacio' e mi sussurro': 'Vai, e che Hazon ti assista'. Poi nascondendo le lacrime si ritiro' senza nulla piu' proferire nelle sue stanze. Ancora oggi mi tormento: cosa avrei dovuto chiedere a mia madre? Quale e' il mio destino? ma non voglio tediare gli astanti, solo una cosa e' certa: "il MANTELLO CROCIATO e' nella mani del male. !!!". Presi il mio pegaso, legai un forziere rinforzato, lo riempi di vettovagli e partii..... Ermete Paladino dell' Ordine della FEDE e Cavaliere della Luce