[[ARCHIVE_OPEN_COLOR:brown]][[ARCHIVE_OPEN_I]]*Ryelmar ormai sfinito di ritorno dal suo viaggio si ferma poco fuori i cancelli di Kyrandor su un prato. Prende calamaio e piuma dalla sacca e un quaderno dallo zaino, si sdraia e sotto un cielo stellato inizia la sua narrazione*[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]] Ormai non ricordo piu' quanto tempo fa feci domanda per entrare nei Cavalieri delle Sacre Effigi ma finalmente era giunto il momento, sir Ithildin dopo molto perplessita' su di me decise di mandarmi in un luogo dove la mia anima avrebbe ritrovato la sua pace, un luogo che mi avrebbe indicato la luce attraverso le tenebre. Passai un intero giorno a riflettere su quelle parole: 'Trovate un luogo dove alberga la luce in maestose colonne di cristallo.' 'E immergetevi in essa affinche' la vostra anima sia in pace..' '..e possa illuminare le tenebre' 'Il luogo in cui dovete recarvi, si trova in una foresta.' Riflettevo cercando di far mente locale e ricordare tutte le foreste che conoscevo o dove ero stato ma non riuscivo a collegare quel luogo cosi mistico a nessuna di esse. Decisi di dirigermi verso ovest in direzione della prima foresta nei pressi di Kyrandor, quella da me meglio conosciuta Haon Dor. L'albero di Kyra di spense di nuovo e prima che fosse notte fonda decisi di ritornare nei pressi della strada maestra d'oriente li era piu' sicuro trascorrere la notte. Furono molte le sensazioni che provai quella notte: avevo perso un'intera giornata a girare senza ottenere nessun risultato, mi sentivo molto lontano dalla mia meta. Ad un certo punto della notte mi sveglai di soprassalto un forte rumore proveniva da nord dalla Contea, presi tutte le mie cose e mi recai in direzione di quei rumori. Dopo pochi minuti di cammino una fitta nebbia mi avvolse e mi attanaglio’ il cuore e l'anima lasciandomi immobile. Non so quanto tempo rimasi in quella condizione ma mi sentii come se fossi stato trasportato in un luogo molto lontano. Quando mi ripresi la nebbia attorno a me si diradava e pian piano il mondo riprendeva forma. Ero davanti ad una bella e fiorente cittadina, mi avvicinai al cancello e lessi 'Benvenuti a Utinum'. I cancelli erano chiusi ma sapevo in cuor mio che il luogo da me cercato non poteva trovarsi in quella citta'. Decisi di percorrere un sentiro in salita che si inoltrava nella vegetazione di cespugli e roveti. Notai subito che il sentiro era quasi privo di tracce e che di li non passava nessuno da molto tempo. Dopo circa un'ora di cammino mi ritrovai in un bosco di betulle, l'aria di quel luogo era fresca e incotaminata, mi accampai li per la notte. Appena l'albero di Kyra torno ad illuminare il bosco ripresi il mio cammino. Dopo quasi mezza giornata di cammino mentre mi addentravo sempre di piu' senti pervadere il mio corpo da una sensazione di inquietudine, un fremito mi percosse tutto il corpo. Mi trovavo al centro di una foresta ma non era una normale foresta tutte e quattro le stagioni sembrano coesistere e non esistere tutte insieme, l'una con l'altra senza distinzione. Da una parte notavo i fiori primaverili, da un'altra le foglie cadenti dell'autunno, da un' altra ancora la natura rigogliosa dell'estate e infine la neve e il gelo invernale su tutto. Ed e' proprio in quest'ultima stagione che si trovava il mio animo. Nel bel mezzo della foresta c'era la causa di tutto questo: al centro di uno spiazzo ottagonale si ergeva una scultura di rovi e rose: Nathien la dea della Natura. Rimasi fino a meta' pomeriggio fermo in quello spiazzo a contemplare cio' che mi circondava e piu' guardavo quella scultura e piu' essa mi infondeva un senso di pace ed equilibrio, di disincanto e armonia. Sentii di essere vicino alla mia meta, la mia anima stava ritrovando la sua pace. Lasciai tutto il superfluo ai piedi di quella scultura e proseguii il mio viaggio. Attraversai un giardino che nascondeva in se un labirinto, mi feci guidare dal cuore e in poco tempo mi trovai d'innanzi ad uno splendido tempio: 'Il tempio della Luce' diceva la scritta posta in alto sopra i capitelli. Esitai ad entrare, ma sentii la forza sprigionarsi dentro di me e mossi i passi che mi separavano dall'ingresso. Appena entrato notai che dodici colonne sorreggevano il tetto di marmo bianco, e servivano anche a diffondere la luce in tutto il tempio. Notai un mosaico di pietre preziose sulla parete orientale e mi diressi al cospetto di quell'opera. Mi chinai e senti man mano che la pace prendeva possesso di ogni singolo centrimetro del mio corpo. Rimasi l'intera notte in contemplazione di quel mosaico e quando finalmente sentii tutta la rabbia svanire lo guardai notando il disegno che le pietre preziose raffiguravano la luce: 'Kyra'. Capii molto in quel momento, capii che non dovevo mai piu' lasciare che le tenebre entrassero dentro di me, capii che la luce doveva giudare il mio cuore e le mie azioni per sempre. Uscendo notai una specie di piscinetta e decisi di immergermi all'interno per purificare il mio corpo, l'acqua si coloro' a poco a poco di rosso ma non capii il perche'. Mi rivestii e uscii dal tempio. Impiegai quasi due giorni per tornare a Kyrandor, ma sentivo che molto era cambiato dentro di me. Quando fui giunto alla locanda affittai una stanza, salii di fretta per lavarmi e concedermi un po di riposo. Voltandomi verso una specchio notai che il tatuaggio sulla mia schiena era sparito, allora capii il perche' l'acqua di quella piscina si era colorata tutta d'un tratto. Uscii dalla locanda e decise di scrivere immediatamente cio' che avevo vissuto. Finalmente avevo trovato cio' che cercavo da molto tempo, la pace e la tranquillita' il mio sguardo era fiero e sereno, e la rabbia e la vendetta mi avevano abbandonato per sempre. Mi sento cambiato profondamente, il vecchio Ryelmar oramai ha lasciato il passo al nuovo, ero pronto per compiere il mio destino. [[ARCHIVE_OPEN_COLOR:brown]][[ARCHIVE_OPEN_I]]*Ryelmar chiude il quaderno e ritorna verso Kyrandor*[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]]