[[ARCHIVE_OPEN_SIZE:18]][[ARCHIVE_OPEN_COLOR:darkred]][[ARCHIVE_OPEN_I]]La religione.[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]][[ARCHIVE_CLOSE_SIZE]] Non ho mai creduto che la religione fosse un argomento delicato fintanto che non ho scelto di dedicare la mia vita ad una Dea, colei che semplicemente credevo piu' affine ai valori che avevo sempre coltivato. Sbagliavo. In nome della religione ho visto guerre, ho visto umani scannare i propri simili, ho visto persone compiere disgustose barbarie, ho visto martiri perire, ho visto persone calme e tranquille diventare delle bestie feroci, ho visto assoluti invasati pronti a scuoiarti vivo asserendo che era la sua divinita' che lo comandava. Per quanto mi riguarda, ho presto deciso di distaccarmi dalla religione comune e di seguirla a modo mio, senza far parte di nessun gruppo, senza partecipare a rituali prestabiliti, e facendo si che il mio credo rimanesse molto intimo. Credevo che l'amore divino non conoscesse vincoli e fosse incondizionato, indipendente dal luogo in cui ci troviamo o da quanto spesso alla divinita' in questione rivolgiamo delle invocazioni. Lo credo ancora certo, ma va detto che in ogni caso anche il mio percorso spirituale, in questo senso, non e' stato semplice. Sono sempre stato da che abbia memoria un seguace di Aelistea. Credevo nell'amore e nella famiglia, senza troppe pretese. Sarebbe stato molto pretenzioso da parte mia rivolgere invocazioni ad una divinita' immensa come quella della luce, o a qualsiasi altra esprimesse valori morali troppo distanti da quelli dell'uomo comune. Scelsi Aelistea invece, per il modo in cui era cosi' semplicemente vicina alle persone comuni, per il modo in cui si proponeva di essere accessibile anche al piu' povero derelitto, e dare anche a lui un barlume di speranza. La mia fede in Aelistea vacillo' pesantemente sotto i duri colpi che subivo. Jaelle fu solo la prima di una lunghissima serie di delusioni nella mia vita, e non parlo solo delle mie compagne. Mio padre mori' prematuramente, e non so piu' quanti dei miei fratelli del Sacro Ordine sono caduti davanti ai miei occhi soccombendo agli attacchi delle tenebre. E poi la morte di Caedriel. La mia mente ebbe disperato bisogno di ricercare le certezze che aveva perduto col tempo, e poteva farlo soltanto con una maturazione, quella a cui accenno dall'inizio, anche dal punto di vista spirituale. Non rinnego di certo Aelistea, ne' tantomeno i valori che ella insegna. E non le attribuisco la colpa delle disgrazie che mi sono piovute addosso. Ma la crescita di un uomo comporta anche il saper cambiare colei in cui ci identifichiamo, cosi' come cambia la nostra personalita' e la nostra saggezza. E' per questa ragione che ho trovato in Althea una nuova vita spirituale. La sofferente Dea imprigionata, in attesa che qualcuno spezzi le sue catene di tenebra per tornare a risplendere su di noi con la sua sacra Luce. Questo e' lo scopo della mia vita, adesso. Spezzare le catene di tutti coloro che soffrono, che sono intrappolati nelle tenebre e che non riescono a trovare nessuna via di fuga. Questo lo scopo della mia vita, con la speranza che la Dea illumini di nuovo i nostri risvegli, che faccia ritornare l'alba su di noi, un'eterna alba che spazzera' via l'oscurita' che ci attanaglia. Lei e' la mia luce. [[ARCHIVE_OPEN_SIZE:18]][[ARCHIVE_OPEN_COLOR:darkred]][[ARCHIVE_OPEN_I]]La spada.[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]][[ARCHIVE_CLOSE_SIZE]] Il mio percorso da spadaccino e' piuttosto lineare, scevro delle rigide tradizioni dei maestri di spada, pur senza dimenticare l'onore in duello. Sono ben lontano dal definire me stesso un maestro di spada, sebbene abbia sviluppato nel tempo diverse tecniche di combattimento ed abbia padroneggiato l'uso di un'arma alquanto atipica. Caedes e' un'arma che molti hanno avuto occasione di vedere. Si tratta di una spada assolutamente sproporzionata, dalla lama lunga circa 130 centimetri e dall'elsa di approssimativamente 30 centimetri. La lama e' molto sottile, somiglia a quella delle Katane ma e' a doppio taglio, e la sua leggerezza consente di impugnarla indifferentemente a una o due mani, per quanto con una mano si rischi seriamente di compromettere la stabilita'. Utilizzando quest'arma non solo, come gia' detto, sono stato in grado di apprendere le basi dell'arte della spada insieme a Jaelle e di perfezionarle insieme ai miei fratelli del Sacro Ordine, ma sono anche stato in grado di apportare alla mia tecnica delle personalizzazioni che il piu' delle volte lasciano confusi gli avversari. Si tratta di uno stile di combattimento ispirato ai grifoni. L'avversario viene tenuto a distanza di sicurezza tramite la lunghezza superiore di Caedes, in una posizione di guardia alta, spada tenuta orizzontalmente e punta rivolta verso il nemico. Si compiono alcune oscillazioni della lama, ed alla prima occasione si attacca ferocemente con un numero di attacchi compreso tra due e tre, in base alla guardia avversaria. E' indispensabile mantenere un'assoluta mobilita' durante e dopo gli attacchi, per diverse ragioni. La prima e' che e' necessario riprendere la posizione di guardia una volta sferrati gli attacchi, ed occorre essere mobili per poter indietreggiare. La seconda e' che portarsi in una posizione diversa ad ogni attacco rende i colpi molto piu' difficili da prevedere e quindi da parare. E' in ogni caso fondamentale evitare di essere incalzati, poiche' Caedes a corta distanza diventa un'arma impossibile da utilizzare, quando, per contro, se si sfrutta la sua lunghezza si diviene virtualmente invulnerabili. Non ho mai avuto dei veri e propri maestri, e la mia e' probabilmente un'abilita' mediocre rispetto alle decine e decine di grandi maestri di spada che solcano queste terre. E con tutta probabilita' non saro' mai un maestro a mia volta, ma non ho di certo queste sciocche pretese. Le mie sono sempre state e sono tuttora solo innocue constatazioni. Il mio valore non puo' e non deve essere basato sul quanto bene sappia uccidere qualcuno. L'unica cosa che ha importanza e' che questa lama sia in grado di difendere me stesso, le persone che amo e le persone innocenti da coloro che tentano di fare loro del male. Ed e' perfettamente in grado. La mia non e' una ricerca della perfezione della mia arte. Questa e' la mia via del guerriero. Questa e' la via che non ho mai abbandonato. [[ARCHIVE_OPEN_SIZE:18]][[ARCHIVE_OPEN_COLOR:darkred]][[ARCHIVE_OPEN_I]]Il grifone.[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]][[ARCHIVE_CLOSE_SIZE]] Si tratta di qualcosa che ha sempre stuzzicato la curiosita' di coloro che hanno avuto a che fare con me, domandandosi per qualche ragione la gente abbia cominciato a riferirsi a me come "Acryl del Grifone" "Il Grifone" o "L'incarnazione del Grifone". Non esiste una sola risposta a questo, e penso in tutta sincerita' che quella che la maggior parte della gente vorrebbe sentire sia solo una leggenda. Il Grifone e' un animale mitico, un grande e possente leone con enormi ali di aquila. L'animale che domina sulla terra, e l'animale che domina nei cieli. Non e', come molti potrebbero pensare, un'ostentazione di potenza e di desiderio di dominazione. E' una figura che instilla il terrore nei cuori dei malvagi e sicurezza nei cuori puri, tanto che il suo simbolo e' largamente impiegato nell'araldica per esprimere custodia e protezione. E' l'animale che ho voluto tatuare, all'eta' di 17 anni, su tutta la mia schiena, dal momento che ha sempre rappresentato pienamente lo spirito con cui ho vissuto, e che per molti aspetti ho cercato di emulare. E' un simbolo di tutto cio' in cui credo, e come tale ho sempre desiderato che fosse sulla mia pelle e che mi si identificasse in questa maniera. La seconda ragione riguarda il mio stile di combattimento, di cui ho gia' illustrato le peculiarita', e che ha impressionato alcuni al punto tale da identificarmi cosi'. La terza ed ultima ragione riguarda prevalentemente una leggenda che e' sempre circolata attorno a me e alla mia figura sin dalla tenera eta'. Nel mio villaggio si usava assegnare degli spiriti guida ai nuovi nati, di modo che quelli potessero accompagnarli nella loro vita. Tali spiriti venivano determinati in base al giorno e all'ora della nascita, in base al tempo atmosferico ed alla posizione delle stelle. A quanto sembra, sono nato in alcune condizioni particolari che mai mi sono state ben spiegate, ed e' risultato che il mio spirito guida fosse il mitico Grifone. So che probabilmente si tratta di autosuggestione, ma diverse volte, e in particolar modo durante le aspre guerre contro la mia nemesi, mi sono sentito invaso da una potenza che sembrava prendere su di me il sopravvento, donandomi nuova forza e nuova energia, inspiegabilmente. Per quanto mi riguarda ho sempre attribuito questo fenomeno al mio spirito guida, non tanto perche' sia convinto che e' una cosa fondata quanto perche' non saprei proprio che genere di spiegazione razionale fornire. Ma a quanto pare questa storia e' circolata piu' in fretta di quanto pensassi, e da allora, anche grazie alle due ragioni spiegate precedentemente, sotto gli occhi di tutti al contrario di quest'ultima, la gente e' convinta che io sia la forma umana di uno di quei nobili e maestosi animali. E se da una parte non me la sento di confermare questi sospetti - poiche' nemmeno io ne ho certezza -, dall'altra non voglio nemmeno negare tutto. In primo luogo perche' non e' detto che sia tutto falso, mi piace pensare che invece sia vero. Ed in secondo luogo perche', scioccamente, sono felice che ora la gente mi veda come io abbia sempre voluto che mi vedesse. Come un Grifone imponente che veglia su di loro. E non voglio distruggere questa loro credenza, forse perche' io per primo gioisco nel crederci. [[ARCHIVE_OPEN_SIZE:18]][[ARCHIVE_OPEN_COLOR:darkred]][[ARCHIVE_OPEN_I]]Screeling.[[ARCHIVE_CLOSE_I]][[ARCHIVE_CLOSE_COLOR]][[ARCHIVE_CLOSE_SIZE]] Anche quella dello Screeling e' una questione spinosa, ed anch'essa si colloca a meta' tra il reale e il leggendario, seppur i dubbi in questo caso siano molti di meno, rimpiazzati da una tragica certezza. Lo Screeling esiste. E' assolutamente reale, ma e' al tempo stesso irreale, una creatura che sembra partorita direttamente da un osceno incubo. E' per questa ragione che una parte di me vuole ancora credere che sia tutta una grande illusione, anche quando e' palese che invece di illusorio non ci sia nulla. Ci ho avuto a che fare fin troppe volte per cavarmela con una spiegazione cosi' semplice, purtroppo. Lo Screeling e' una feroce creatura mostruosa che mi perseguita da quando ho lasciato il mio villaggio. Non so chi o che cosa sia, non so cosa voglia da me, e non so da dove venga, anche se probabilmente e' stato rigurgitato dal piu' profondo degli inferni. Ha la forma della grottesca parodia di un essere umano, ma e' provvisto di arti molto piu' lunghi e sottili che si diramano da un corpo quasi inesistente. In posizione eretta e' alto quasi tre metri, ma di norma si muove strisciando sulle quattro zampe, molto piu' velocemente. E' di costituzione scheletrica, non sembra nulla piu' che un mucchio d'ossa su cui e' stata attaccata della pelle nera. Non nera come quella di un elfo oscuro, nera come quella di una persona carbonizzata. La sua testa e' grande come quella di un uomo, ma somiglia piu' a un cranio rivestito di pelle, come il resto del suo corpo. E' una bestia feroce e fuori controllo, non credo sia nemmeno provvista di piu' intelligenza di quella necessaria a scegliermi come sua vittima designata. Attacca in modo sconsiderato, ma assicurandosi di essere nelle giuste condizioni per trionfare, con due pugnali che brandisce con velocita' sorprendente, quasi invisibile ad occhio nudo. Ma, soprattutto, fa ricorso a potentissimi poteri oscuri, quali il dominio mentale e le illusioni in cui intrappola le sue vittime, riducendole in condizioni peggiori di quelle di un vegetale. La sua caratteristica e' quel verso acuto ed insopportabile che emette invece di parlare, un'ascensione infernale di suono che dilania i timpani e la mente stessa di chi lo ascolta. La sua abilita' motoria e' vergognosamente elevata. Si sposta strisciando sulle quattro zampe, e, al momento di attaccare, scompare e riappare in modo inspiegabile, lasciando dietro di se' solo un alone di tenebra, come se si osservasse l'aria dietro la fiamma di una candela. Altrettanto elevato e' il suo potere difensivo, sembra essere invulnerabile ai normali attacchi. Quando viene colpito da una lama, sembra di aver urtato un blocco di pietra, e, solo dopo alcuni istanti, la spada scivola via dal suo corpo che parzialmente si muta in ombra, attraversandolo e lasciandolo illeso. Ricordo bene ogni combattimento che ho dovuto affrontare con la mia nemesi. Non sono stati molti, solo dieci, ma ciascuno di essi e' stato peggio che combattere contro interi eserciti, per me. Ogni volta sono finito per essere ferito a morte, ma animato da quell'energia che mi e' sempre montata dentro proveniente da chissa' dove, che mi ha permesso di ferire lo Screeling costringendolo alla fuga. Credo sia questa la ragione per la quale la leggenda del Grifone e dello spirito guida non sia solo una favoletta, ma sia reale. Sia per l'energia che mi ha infuso in passato, sia per il fatto che quella bestia sembra perseguitarmi proprio per questa ragione. Continuo tuttavia a non avere certezze in merito. L'unica cosa che so e' che non mi cogliera' mai impreparato, e mi trovera' sempre pronto ad accoglierlo sul filo della mia spada, se osera' levare la mano su di me o su qualcuno che amo. Con l'aiuto di Althea, e, forse, con quello dello spirito del Grifone, sara' rispedito nell'inferno da cui e' stato vomitato, prima o poi.