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01
Le Frecce di Stelle · la caccia, la conoscenza, il branco
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
Gli Alsandair
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Una traccia nel sottobosco, una lama dagli Occhi d’Argento, un nome affidato alle stelle. Gli Alsandair cercano nel mondo ciò che ancora sfugge: prede, sentieri e conoscenza. La loro storia è quella di cacciatori che imparano a diventare branco.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI01 / 07
02
Dagli Yun-Hyisse ai maestri d’armi
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
I Supremi Combattenti
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Dietro il fragore di una cascata, le armi attendono sulle rastrelliere. Il nome degli Yun-Hyisse viene dai Titani Signori della Guerra; quello dei Supremi Combattenti racconta la lunga ricerca di una forza guidata dall’esperienza, dalla tattica e dalla padronanza di sé.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI02 / 07
03
I Maestri delle Arti Arcane · la disciplina accresce il Potere
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
Gli Shalafi
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Nell’Alta Torre, il sapere chiede pazienza e il potere chiede disciplina. Gli Shalafi custodiscono l’insegnamento delle arti arcane: le loro cronache raccontano aspiranti, maestri, esperimenti e il prezzo di una conoscenza che continua a crescere.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI03 / 07
04
I Guerrieri dell’Ombra · segreti, intrigo e dominio
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
I Conquistatori
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Il loro nome circola nelle voci, nelle lettere e nelle tracce lasciate da chi preferiva restare invisibile. Conquistatori, Invasori, Guerrieri dell’Ombra: una storia di segreti e dominio, conservata attraverso testimonianze che spesso raccontano soltanto ciò che il loro autore voleva rivelare.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI04 / 07
05
Dai Baroni dell’Anarchia ai Signori del Caos
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
Gli Anarchici
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Fra le carte degli Anarchici, perfino l’idea di dare una forma alla cabala diventa materia di contesa. Libertà, disordine, ideale e magia instabile lasciano voci diverse: dai Baroni dell’Anarchia ai Signori del Caos, nessuna stagione esaurisce da sola la loro storia.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI05 / 07
06
La legge e il governo delle Città Protette
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
I Legislatori
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Un Codice sul leggio, le porte di bronzo del tribunale, una decisione che può cambiare una vita. I Legislatori custodiscono una memoria di governo e giudizio: le leggi delle Città Protette, le prove degli aspiranti e le voci di chi invocò, esercitò o contestò la loro autorità.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Therial · Volume VI06 / 07
07
Il Sacro Ordine, le Sacre Effigi e il ritorno a Gerighelm
Interpretazione artistica · le fonti restano nel capitolo.
VI
Le Cabale✦
Le Cabale
I Cavalieri del Sacro Ordine
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A Gerighelm, il marmo chiaro e le lance custodiscono il ricordo di un giuramento. Dal Sacro Ordine alle Sacre Effigi, fino al raduno dopo il Grande Buio, i Cavalieri cercano nelle proprie divisioni la via di ritorno a un ideale condiviso: onore, compassione, sacrificio e umiltà.
Dietro il fragore di una cascata, le armi attendono sulle rastrelliere. Il nome degli Yun-Hyisse viene dai Titani Signori della Guerra; quello dei Supremi Combattenti racconta la lunga ricerca di una forza guidata dall’esperienza, dalla tattica e dalla padronanza di sé.
Storia e documenti delle diverse epoche. Le norme tramandate descrivono il loro tempo; i membri attuali sono indicati nella scheda.
Yun-Hyisse: questa è la grafia conservata dal manuale, dalle voci di aiuto del gioco e dall’elenco delle cabale del 2001. Il nome richiama i Titani Signori della Guerra. A chi ne porta il nome è chiesto di coltivare il corpo, la resistenza e l’abilità con un rigore che faccia dell’addestramento una forma di vita.
La memoria più antica colloca il gruppo negli anfratti di Thalos e lo lega al culto di Hazon. Il rifiuto della magia vi assume una forma aspra: gli Yun disprezzano l’affidamento agli incantesimi e contendono agli Shalafi il primato della forza. Le iscrizioni della stanza d’allenamento conservano questa disciplina severa. Leggerle significa incontrare gli Yun della loro prima stagione, con le convinzioni e le inimicizie di allora.
Il 3 maggio 2004 Marhis annuncia la riapertura della cabala con il nome di Supremi Combattenti. È il passaggio documentato che unisce i due nomi. Le cronache di quel periodo conservano generali, giuramenti, rivalità e tentativi di ricostruire un esercito; ogni voce racconta la contesa dalla propria parte.
Nell’ottobre dello stesso anno Korsath raccoglie le decisioni di una riunione e un racconto di caduta e rinascita. Riconosce il lavoro precedente di Highlander e i commenti di Yusha. La Cittadella Militare evocata in quelle carte resta una proposta: il desiderio di una nuova sede appartiene alla storia della comunità quanto i luoghi effettivamente descritti dal gioco.
Nel 2005 la discussione si sposta ancora. La leggenda dei Campioni delle Armi propone un’origine capace di sostenere una comunità di maestri, oltre la sola eredità dell’esercito Yun. La conserviamo come racconto d’autore e proposta di revisione, accanto alle testimonianze delle altre stagioni.
La descrizione successiva parla apertamente di una rinascita dalle ceneri degli Yun-Hyisse. Al centro stanno l’equilibrio mentale, l’esperienza e la perfezione tecnica. L’antica ostilità verso i Maestri Arcani è ricordata come una contesa superata; la scelta delle armi diventa una disciplina da approfondire. Nel 2007 Kensun descrive maestri capaci di mettere alla prova tanto la comprensione quanto l’esecuzione.
Anche Nagash porta una voce significativa: si presenta come un esile Githyanki e offre all’Armata l’astuzia della tattica e lo studio dei corpi. Le sue parole aggiungono alla potenza leggendaria una forza imparata, osservata, pensata.
Il Covo conservato nelle aree di gioco si apre dietro una cascata. Le armi sono disposte su supporti d’osso lavorato; lo Scudo delle Battaglie appartiene alla memoria degli oggetti della cabala. È un’immagine adatta a questa storia: strumenti consumati dall’esercizio, custoditi in attesa di mani capaci di comprenderli.
2001–2003 · Il nome antico Gli Yun-Hyisse sono una delle sette cabale nella directory del novembre 2001. Il manuale li colloca negli anfratti di Thalos; il testo di Hazon ricorda fra i suoi devoti gli Yun-Hyisse e i Cavalieri.
2004-05-03 · La riapertura come Supremi Combattenti Dopo una proposta di riapertura, Marhis annuncia: «Riaperta la cabala, col nome, più generico, di Supremi Combattenti.» Questo è il documento datato che lega i due nomi.
2004-10-19 · La ricostruzione militare Korsath riporta le decisioni della riunione del 17 ottobre: un racconto di caduta e rinascita, organizzazione marziale e gerarchia. La futura Cittadella Militare rimane indicata nel testo come proposta non ancora approvata.
2005 · La revisione dei Campioni delle Armi Nel 2005 si discute il superamento dell’identità di semplici eredi degli Yun. La leggenda proposta da Yberium e gli interventi successivi documentano la ricerca di una comunità di maestri, in luogo dell’esercito della fase precedente.
2007-11-24 · La comunità di maestri nel 2007 La spiegazione di Kensun parla di maestri d’armi, di prove teoriche e pratiche e della scelta di non ricorrere alla magia arcana: non ripropone semplicemente l’odio degli antichi Yun per gli Shalafi.
Data di composizione non accertata · Condottieri e asceti L’help successivo descrive comandanti e strateghi dediti alla protezione di Therial, critici verso l’espansione fine a sé stessa dei Conquistatori e l’indisciplina dei Signori del Caos.
La cabala è attualmente priva di membri. La scheda registra la situazione indicata dal creatore il 23 ottobre 2026. I nomi e le cariche che compaiono più avanti appartengono alle testimonianze storiche.
Gerinovich racconta la deposizione di Highlander e il ritorno di Bilbo al comando. La promessa di Lanther chiude il resoconto: due voci partecipi, non una ricostruzione neutrale della contesa.
Le parole sono servite a poco... L'impostore ed i suoi lacchè non avrebbero mai ammesso la loro autoritaria e dispotica presa di potere... Il Generale Bilbo lo aveva capito da tempo... Solo il Sangue avrebbe lavato il Sangue... Quando ho visto il Generale impugnare Pungolo, un fremito mi ha pervaso il corpo... Ecco, ho pensato, finalmente eliminiamo il marcio, una volta per tutte... Temevo per il giovane Lanther, ma si è dimostrato di non essere inferiore ad un guerriero esperto, nonostante la poca esperienza... Alla fine, tutto è tornato normale... I corpi privi di vita dei traditori giacevano lì, immersi nel loro stesso sangue... Il Generale Bilbo poteva finalmente sedersi sul Trono che gli spettava di diritto e che Highlander aveva usurpato con l'inganno...
Sempre Gloria al Generale Bilbo...
Tutti i soldati sono chiamati a prestare fedeltà al Generale, sia su questa bacheca, sia al più presto nella nostra sede.
Gerinovich Stormsailor, Consigliere del Generale Bilbo dell'Esercito Yun-Hyisse
Leirsom riferisce l'incontro con Oizys alla Collina di Ferro e definisce i termini di un patto difensivo. La lettera conserva obblighi, limiti e linguaggio diplomatico di quell'alleanza storica.
Ho avuto dunque il fatidico colloquio con Oizys. Sulla collina di ferro, ho finalmente stretto la mano a lui ed alla nuova alleanza che ci portera' forza e fiducia. E' dunque mio dovere informarvi di questo nuovo patto con le Frecce di Stella. Il patto stabilisce ovviamente la pace tra le due nostre cabale, i punti salienti sostanzialmente sono: ~Nessuno di noi attacchera' uno di loro come nessuno di loro attacchera' uno di noi. ~In caso di attacco ad una cabala quest'ultima verra' aiutata all'altra ~Se una cabala attacca invece un'altro clan o regno, l'altra non sara' obbligata ad aiutarla, lo fara' solo dopo aver analizzato la situazione e aver stabilito che l'aiuto e' necessario se lo riterra' tale.
Il furto di alcuni dipinti minaccia i rapporti con gli Alsandair. Korsath chiede la restituzione e risponde alla sfida di Gorklak; le accuse restano attribuite ai loro autori.
Le notizie che mi sono giunte oggi sono parecchie gravi. Io non dubito assolutamente dell'onestà dei membri dell'armata e quindi sono assolutamente sicuro che quelle che sto per riportare sono solo idiozie. In giro si dice che per dimostrare agli alsandair chi sono i più forti abbiamo fatto irruzione nella loro gilda e che abbiamo sottrato alcuni quadri. Pare che il loro capo si sia molto infuriato e che in molti credino che siamo stati realmente noi gli autori di un simile affronto. Ho già parlato con Leirsom che mi ha tranquillizato dicendomi che non credono che siamo stati noi e nei prossimi giorni parlerò con Oizys. Chi trovasse qualcuno in possesso di questi fantomatici quadri é obbligato a tagliargli immediatamente la gola e di consegnarli a me o direttamente ad Oizys.
Evidentemente non hai molto chiaro il concetto: gli alsandair sono molto infuriati e sarebbe MOLTO sconveniente anche per noi tenere quei quadri. Io non ho mai asserito di esser più importante di voi ma la verità é che sono il più presente pertanto a me si presenterebbero più occasioni di ridare velocemente quei quadri ai proprietari. Per quanto riguarda quella freccia prova a farti vedere e vedrai che non ho nessun problema a dartela.
Comunque non tollero assolutamente che usi un tono del genere come per dire "sei l'ultimo arrivato fatti da parte e lasciaci fare a noi". Si più presente e vedrai che la tua patacca di "vecchio yun" non te la toglierò di certo io.
Korsath racconta aggressioni e sottrazioni di reliquie, poi registra lo scambio degli oggetti e le scuse di Alhazred. Il secondo messaggio dà alla vicenda una tregua dichiaratamente provvisoria.
Korsath · 2004-09-27 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
Rielaborazione editoriale
Ciò che é successo l'altro giorno é un vero e proprio affronto! Gli shalafi hanno ripetutamente attaccato la nostra gilda: due volte sono riuscito ad uccidere Zoe che attaccava da solo ma la terza volta é tornato con Mantis, Lilim e 3 demoni riuscendo a penetrare la difesa organizzata da me e dal guardiano. Una volta che hanno avuto la via sgombra si sono diretta verso l'altare impadronendosi del nostro scudo custodito in esso. Immediatamente con l'aiuto degli ex alleati alsandair, Slaider e Leirsom, ho inseguito i 3 riuscendo ad ucciderne due ma purtroppo il terzo é riuscito a fuggire con lo scudo. Ho già preso contatto con la cabala nemica e gli ho minacciati che se entro 6 gionri non verranno a restituirmi lo scudo porgendomi anche le loro scuse li ritterrò tutti colpevoli muovendo guerra nei loro confronti. Inoltre con l'aiuto di Baan mi son già impossessato del loro globo tanto per restituire subito l'affronto.
Il generale affida ai compagni una scelta estrema: il corpo cede, ma la volontà di combattere cerca una nuova esistenza. Una lettera personale sul sacrificio e sulla continuità del giuramento.
A volte durante la vita ci si trova a dover prender decisioni per nulla semplici. E' proprio di fronte ad una di queste che io ho per tanto esitato ma alla fine mi sono trovato a dover scegliere. Ormai il mio corpo é logorato dalle tante, troppe, botte date e ricevute in quest'ultimo periodo in cui l'armata é stata attiva come non accadeva da molto tempo. Non nascondo che il fatto di essermi trovato spesso a combattere da solo ha reso le cose più gravi ma voglio dirvi che verso di voi non nutro nessun risentimento, solo rabbia nei miei confronti per non riuscir più a reggere. Trovandomi in questa situazione in cui il mio corpo non riesce più a reggere il mio animo ho dovuto scegliere se abbandonarvi definitivamente e manthenere la mia identità fisica oppure morire per non far scomparire in me l'animo da combattente e dopo, se la mia dea mi darà un'altra possibilità, reincarnarmi per poter essere ancora al vostro fianco. Come ora... ...Più di ora. Questo sempre che mi giudichiate ancora degno di esser uno dei vostri. A presto
Nagash si presenta all'Armata ricordando i fuochi della sua carovana e le storie dei padri. Si definisce un esile Githyanki e propone tattica e conoscenza dei corpi come strumenti capaci di affiancare la forza.
E con orgoglio che mi presento a voi, esercito leggendario, pechè pur essendo un esile Githyanki ho dato prova che non sol la potenza ma anche l'astuzia della tattica, può condurre allo stessa fine.
Accanto ai fuochi serali, nell'accampamento della mia carovana, spesso uno dei miei padri mi parlava di esseri leggendari, potenti guerrieri assurti fino ai piu' alti monti fin alla presenza dei dei. Spesso i miei sogni di gesta cosi epiche erano spezzati dalle parole degli altri della mia razza che mi ricodavano la nostra esile costituzione.
Inizia cosi' un percorso di profondo conoscimento del'anatomia dei corpi di tutti gli esseri viventi, che mi porto ad avere dei vantaggi nei combatimenti. Ma piu' di ogni altra cosa, l'arte della tattica mi fu di aiuto.
E' per questo che vengo al Vostro cospetto a portare il giuramento della mia ferma adesione ai voleri del mio generale, ed alla sua armata (finche' gli sarà fedele) e con orgoglio proporre di completare i nostri allenamenti con lezioni di tattica a cui non mi rifiuterò di collaborare.
Accoglietemi nei vostri cuori, combattenti, come io ho accolto la nostra causa.
Nagash riferisce una vicenda di sacrifici, apparizioni e reliquie attorno a Khazira. La breve risposta di Korsath appartiene allo stesso scambio; la cronaca conserva lo smarrimento del testimone davanti all'intervento divino.
Vi porta a conoscenza di un accadimento assai imperscrutabile a cui ho assistito.
Ero nei pressi del tempio di Kyrandor, quando arriva una certa Khazira. La femmina era un assatanata e con rituali magici evocava giovine elfi che poi uccideva.
A quelle grida con mio stupore apparve un possente drago delle profondità, che fu attraato dal sangue. In lui si avvertiva un potere soprannaturale, direi divino. La femmina riusci a conquistare le grazie del drago offrendogli in pasto delle giovani vite. Questi, per ringraziarla le chiese di attendere e dopo un lasso di tempo torno':
Le dono' lo SCUDO DELLE BATTAGLIE!!! Non essendo io a conoscenza di cosa fosse (perche' mai il Generale me ne ha parlato) ed avendoil tassativo ordine di non avvicinarmi alla grotta ad una stanza, non compresi cosa fosse.
Osservandolo meglio notai i nostri sacri simboli. Chiesi notizie e mi fu confermato cio' che temevo: era il nostro celato simbolo!!! Cercai di impossessarmene subito ma la femmina era protetta dagfli dei. Mi accompagnai di servi per poterla attaccare ma lei riparo' al tempio.
Cercai di sedurla per portarla fuori ma non vi riusci. Avrei anche attaccato il drago se fosse rimasto li, perchè' per l'onore dell'Armata non mi sarei tirato indietro neanche davanti un DIO (ed il Generale mi 'e testimone, avendo affrontato il Dio della Terra per difenderlo), ma lui si dileguo.
La femmina non usciva dal tempio e con insano gesto sacrifico' l'oggetto agli dei, che in ricompensa le donarono un dolore assoluto e devastante.
Con le poche forze che le rimanevano creo' un portale e vi ci si infilo', sfuggendo alla mia IRA.
Vi riporto' questo perchè sono confuso dall'azione divina e dal fatto che il nostro sacro Scudo possa essere stato così facilemente distrutto.
Frawd racconta il percorso di una reliquia rubata, un combattimento interrotto e il sospetto che cambia bersaglio. Le successive note di vendetta e gli ordini di Korsath completano il dossier conservato.
Oggi io ed il generale Korsath ci siamo sentiti mancare le forze, ci siamo precipitati alla cascata e ci siamo accorti che lo Scudo fosse stato rubato! Il Gran Maestro stava sempre bene e non aveva notato niente di strano, ma lo Scudo non c'era più! Nel proseguire della giornata sono venuto a sapere che un elfo delle rocce, Lyonel, lo aveva comprato dal ladro. Gli ho chiesto di restituirlo ma dopo ripetute richieste inutili sono stata costretta ad attaccarlo. Purtroppo tali Tecliss e Lysian hanno cominciato a urlare distraendomi dal combattimento e Gara mi ha stretto un laccio al collo facendomi cadere a terra svenuta. Quando mi sono rinvenuta ho scoperto di essere stata denunciata per aver attaccato quell'elfo delle rocce che per altro è stato esiliato dalla federazione da tempo. Dopo un po' tale elfo si è presentato a me ma era protetto dal diritto d'asilo concesso nel tempio, ed ha sacrificato lo Scudo agli Dei che infuriati con lui lo hanno punitolo colpendolo violentemente, ma ancora in forze se ne è andato usando una di quelle magie che usano gli insulsi maghi come lui. Il nostro Spirito Yberium dice che è stato Gara a rubare lo Scudo e a venderlo a Lyonel. Cosa credete che sia giusto fare?
Yusha accompagna con una rosa il congedo da un'Armata nella quale non si riconosce più. Nagash risponde sul significato del simbolo e sul legame con i compagni: due modi di ricordare la stessa appartenenza.
*Vedi una Pergamena avvolta attorno ad una Rosa Rossa*
E' da molto tempo che ci stavo pensando, ho viaggiato molto per cercare gli stimoli giusti per poter continuare ma non li ho trovati.
Per questo vi annuncio che lascio l'esercito.
Quando è morto l'esercito degli Yun-Hyisse è morta una parte di me...
Ho tentato di farla rivivere istituendo un nuovo ordine dettato dall'equilibrio. Si è trattato di un patetico tentativo fallito miseramente, l'idea in se era assurda lo ammetto ma spero riconosciate almeno il mio sforzo. Per questo motivo prima di andarmene vi chiedo un grosso favore, quello di cambiare il simbolo della cabala (il tatuaggio) che fu ideato dal sistema sopra citato, in quanto non ha niente a che fare con la nuova gerarchia e con il sistema attuale. Quel simbolo era qualcosa che legava l'antico esercito degli Yun-Hyisse all'ordine dei combattenti da me istituito e chiedo che sparisca con me.
Un saluto affettuoso a Baan e a Korsath e un augurio per il loro futuro e per il futuro della cabala.
Mio Colonello, non avendo mai avuto l'onore di combattere al Vostro fianco, mi sento piu' povero nello spirito e nella mia stessa forza.
Speravo di continuare ad apprendere l'arte delle armi osservando combattere possenti eroi come Voi. Dovro' abbandonare l'idea e continuare a combattere solo a mani nude.
Non conosco molto del precedente esercito, ne ho sentito solo i fasti. Sono certo pero', che se fosse concesso a questo manipoli di nuove leve di crescere, magari all'ombra di insegnamenti come quelli che solo un ufficiale puo' conferire ad un soldato, saremo degni del tatuaggio che portiamo.
Per tanto, chiedendo di concederci la possibilita' di dimostrare il nostro valore, rimanendo sempre pronti ad eseguire i vostri ordini, vi chiediamo di concederci di portare su di noi il simbolo cosi tanto faticosamente conquistato.
Ad un ordine diretto, non potrei che obbedire, e per questo mi rifaro' alle volonta del mio Generale Korsath.
L'uccisione di un lupo scambiato per una minaccia innesca una catena di scontri. Nagash ricostruisce i fatti dal proprio punto di vista e teme che un incidente personale diventi guerra tra cabale.
Nagash · 2005-10-26 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
Rielaborazione editoriale
Maestri, fratelli.
devo riportarvi un accadimento che puo' comportare delle ripercussioni sulla nostra amata unione.
Ero con il legisltaore Timil e tal Mandil in procinto di partire per la caccia, quando ho visto nascosto, in piazza dei mercanti a kyrandor, un lupo.
Di istinto ho attaccato temendo per un agressione, conscio che la legge vieta di portare animali feroci in citta e di rimanere nascosti.
Purtroppo quel Lupo era del mio amico Nuun che si accompagnava ad un femmina. Loro mi hanno subito attacato ed io non ho fatto a tempo per evitare di uccidere la bestia. Mi sono furbamente defilato dalla rissa per poi chiedere cosa accadesse per subire l'ira del padrone della bestia e le sue minaccie.
Pur facendo pubblica scusa e chiamandolo amico (perche fino a quel momento lo era stato) egli non voleva tranquilizzarsi: neanche l'ha fatto con Timil che ha trucidato in piazza!!! e poi con lo stesso Mandil.
Raggiuntomi ha iniziato a colpirmi con la sua stessa compagna. Sperando che si calmasse ho iniziato ad evitare gli scontri, ma loro mi inseguivano per ammazzarmi. Dopo 4 tentativi di uccidermi, ho creduto opportuno difendermi ed organizzata una difesa li ho attesi fuori città dove ho dovuto ammazzarli entrambi in modo onorevole, senza ricorrere ai miei lacci e per ricordare a loro il rispetto dovuto al nostro tatuaggio.
Loro ci accusano di aver teso un agguato, e nonostante le miei spiegazioni e scuse hanno promesso che mi persequiterenno insieme ai loro compagni, addomestratori di lupi.
Ho chiesto loro di calmarsi in presenza di altri avventurieri e dello stesso legislatore (ucciso due volte), ma sembrano intenzionati a non recedere.
Vi avviso per tanto di scutare le ombre e di stare attenti ai lupi, perche' il mio tatuaggio puo' essere foriero di odio verso di voi.
Kensun conserva la lettera con cui Baan torna a rivolgersi ai compagni. Cicatrici, esperienza e orgoglio militare danno voce al desiderio di riprendere il proprio posto nella storia dell'ordine.
Baan · 2009-02-08 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
Rielaborazione editoriale
Riporto la missiva mandatami da Baan.
Baan: Sangue e Gloria, Semper! Salve Kensun, vi scrivo per riportare alla vostra memoria chi e' stato in passato il guerriero Baan, la Lybra. Certo basterebbe uno sguardo a tutte le ferite procurate in tanti anni combattuti accanto ai vecchi Combattenti e riconoscereste nel mio sguardo il guerriero che sono stato e che e' tornato con tutta la sua saggezza ed esperienza. Ma vi narrero' le mie antiche tecniche di combattimento, che hanno fatto di Baan un vero maestro nell'arte della guerra. Sono un guerriero e come tale il combattimento e' la mia vita. Mi sento Vivo solo quando sono dentro ad uno scontro ma sempre col giusto equilibrio e controllo che mi hanno sempre contraddistinto. La mia forza e' sempre stato, si il braccio, ma anche la mente, la tattica, la strategia e infatti prima di buttarmi in uno scontro pochi intensi istanti per decidere sul da farsi e poi via a testa bassa contro il nemico. Ma quei pochi istanti erano decisivi, era tutto li' l'esito della battaglia, nella decisione di come agire, di come porsi verso l'avversario, di leggere, anche se per pochi attimi, il contesto in cui mi trovavo per adeguarmi di conseguenza. Le mie vittime sono sempre state persone che hanno agito prima di pensare e questo le ha rese vulnerabili ai miei affondi. Sono nato per essere un Combattente, e il vigore ritrovato in tanti anni passati lontani all'Ovest, mi ha ridato le giuste energie per esserlo ancora. Sangue e Gloria, Semper! Baan, la Lybra.
Al ritorno dalle terre occidentali, Baan rilegge il mestiere delle armi e il significato dello scudo. Kensun lo accoglie invitandolo a trasmettere ciò che ha imparato.
Salve a tutti compagni! Eccomi! Dopo un lungo viaggio nelle lontante terre dell'Ovest, sono finalmente giunto alla mia piena maturità di guerriero. Per anni ho errato in cerca della perfezione, cercando nuovi stimoli e studiando tutte le antiche tecniche conosciute ma alla fine sono giunto ad una incredibile conclusione ... la perfezione non era nel braccio ma nella mia mente e in parti del corpo sempre tenute in secondo piano, questa è la vera forza ritrovata che da vigore al mio nuovo modo di combattere. Ho sostiuito la pura forza fisica che con gli anni mi avrebbe lentamente abbandonato per compensarla con una fine tattica di attacco e difesa. Un giorno mi sono imbattuto in un nemico abile di cui avevo sottovalutato la potenza di attacco e fu proprio allora che, guardando il mio fido Ago della Bilancia, capii che non potevo sconfiggerlo solo con la mia fida arma ma sotto i suoi colpi compresi che stavo riflettendo sul braccio sbagliato e la mia vera arma contro di lui sarebbe stata il braccio che ho sempre sminuito, quello che regge il mio scudo. Da combattente ho da sempre affinato l'arte dell'attacco e dell'affondo e con la mia giovane irruenza pensavo potesse bastare ma poi in quel scontro mi resi conto che lo scudo, nel mio caso, non era solo difensivo ma potevo utilizzarlo per offendere e sbilanciare l'avversario e in questo sono diventato un vero maestro. Non siamo piu' armata ma maestri d'arme e per questo vi dico che oggi io con la mia esperienza mi sento pronto per essere un maestro nell'arte dell'attacco con lo scudo. Attendo vostre in merito sulla scelta della mia disciplina.
Bentornato Baan, se hai raggiunto una tale sicurezza nell'uso dello scudo non saro' certo io ad ostacolarti se vorrai portare il nome di Maestro in tale disciplina. Dato che non vi sono altri con cui contendere tale titolo appoggio in pieno la tua proposta e anzi, ti invito a condividere le tue esperienze in tale campo anche con gli altri maestri.
Il racconto della prova di Yurkin descrive un duello d’addestramento con il maestro della gilda. Ripensando all’incarico affidatogli da Sidkah, il nano misura orgoglio, disciplina e piacere del combattimento: il maestro avversario e Sidkah sono persone distinte.
Yurkin · 2009-02-26 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
Rielaborazione editoriale
Yurkin stava provando alcune mosse di scherma nel piazzale dell'arena dei guerrieri, quando il maestro della gilda entrò nel suo raggio visivo; "Ancora con quella spada, Yurkin?" chiese il maestro con un sorriso "Ma non ti sei ancora stancato di quell'arma ridicola? un vero nano deve usare un'ascia!" Preso un po' alla sprovvista dalla domanda, Yurkin abbasso' la spada a meta' di una sequenza, "Mi aiuta a pensare, maestro... mi è stata chiesta una cosa che non so bene come fare". "Cosa, Yurkin?" gli chiese egli di rimando, sempre senza smettere di sorridere. "Mi è stato detto di trovare un avversario del mio livello, e di confrontarmi con lui... Solo, non so come capire se un avversario è al mio livello oppure no..." Il maestro fece un sorriso ancora più ampio, scrollò le spalle indolenzite dai lunghi allenamenti e si mise al centro esatto dell'arena. "Beh" disse "Nulla di più facile, Yurkin; vieni avanti!" dicendo questo si mise in posizione di difesa, attendendo l'attacco di Yurkin "Voi maestro?" rispose stupito il nano "Dovrei confrontarmi con voi?" "Vedi, Yurkin" gli disse l'altro nano ridacchiando "Io sono sicuro di essere alla tua altezza... dobbiamo però vedere se tu sei alla mia" detto questo scoppiò a ridere fragorosamente, appoggiandosi al manico dell'ascia. Pieno d'orgoglio per l'onore concessogli, Yurkin avanzò verso il maestro della gilda con un sorriso sulle labbra e la solita tensione, ormai conosciuta e controllabile, ad attanagliargli le viscere; ma mentre si avvicinava a quel guerriero tanto esperto che lo attendeva al centro dell'arena, sentì nascere dentro se stesso una nuova sensazione: la determinazione di dimostrare al maestro la propria abilità. "Frena il tuo impeto, giovane nano" disse pero' il capo della gilda sollevando la sua arma "Se ci confrontassimo con armi vere, potremmo ferirci seriamente" detto questo mostrò il filo smussato della propria ascia da allenamento; indicando poi la reastrelliera in cui erano riposte svariate armi, anch'esse smussate, disse "Prendi una di quelle, quella che preferisci, e poi affrontami come se ne andasse della tua vita" Yurkin appoggiò la propria spada al muro, prendendone un'altra dalla rastrelliera: ne soppesò attentamente la bilanciatura e la forma e poi, giudicandola adeguata, si girò verso il suo maestro e si preparo' al combattimento; non concedendo all'avversario il vantaggio della prima mossa, si scagliò in avanti a lama tesa, cercando di entrare sotto la sua guardia per portare a segno un colpo. Il maestro però, aspettandosi una mossa simile da un avversario armato di spada, si mosse prontamente all'indietro ingaggiando l'avversario in un combattimento più distanziato, in modo da sfruttare tutta la forza della sua arma.
Mentre combatteva, Yurkin ripensò alla richiesta fattagli giorni prima dall'umano di nome Sidkah e cercò di interpretare le sensazioni che provava nel confrontarsi con un guerriero di tale fama... Provava orgoglio e timore certo, ma anche una gioia derivata dal puro confronto di abilità e di tecniche e l'assoluta sicurezza nelle proprie capacità: pur nel profondo rispetto che provava nei confronti del capo della gilda, si sentiva in grado di misurarsi alla pari col suo maestro... non per sconfiggerlo, questo era impensabile, ma per dimostrargli il proprio valore.
Ad un certo punto, dopo alcuni scambi che avevano portato Yurkin ad ansimare per lo sforzo, il nano sferrò un affondo forse fuori centro di un paio di centimentri, ma il maestro, sfruttando l'occasione, si abbassò, evitando il colpo, poggiò a terra il ginocchio destro e colpì con l'ascia smussata, sfruttando l'oscillazione dello stesso movimento. Yurkin non ebbe possibilità di sfuggire al colpo infertogli, che era potente e preciso al tempo stesso; la lama smussata lo colpì di traverso, e nè la cotta di maglia nè il farsetto di cuoio riuscirono ad attutire il colpo, lasciando il nano in ginocchio e senza fiato. "Basta così, Yurkin" disse il maestro, ansimando un poco anch'egli "Ti sei battuto bene, devo dire che le tue abilità sono molto migliorate da quando ti allenavi ancora fra i miei allievi... Sono soddisfatto di te, continua così."
Detto questo uscì dal piazzale dell'arena, lasciando Yurkin a massaggiarsi il costato contuso, un po' deluso per essere uscito sconfitto dal confronto, ma contento per le parole del maestro.
Tre relazioni di Krorn, affidate a lamine d'acciaio e pubblicate da Kensun, seguono il passaggio dalla furia al dominio di sé. La Montagna Eterna e le forme dell'ascia trasformano l'addestramento in una tradizione raccontata.
Krorn · 2009-03-01 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
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Mi ha consegnato personalmente il suo resoconto:
Krorn: *Un pacchetto di lamine d'acciaio* Sun Mar 1 16:10:31 2009 A: kensun *Le lamiere sono finemente cesellate da una mano esperta, le rune che la adornano sono precise e chiare. In alfabeto comune queste lastre recano le seguenti parole.* Tornavo a Kyrandor, ho cercato di tornarci.
Devo aver imboccato un sentiero diverso da quello dell'andata, senza volerlo. Piste su piste di terra battuta, un avamposto abbandonato.
Una bestia nera, immonda, armata di sei zampe artigliate e di una lunghissima coda mi ha accolto. Rabbia, rabbia contro quell'abominio. Sangue, e ancora rabbia, forza, dolore. Vittoria. La bestia, in un turbine d'acciaio era morta. Mi sono addentrato in quel posto che mi aveva chiamato. L'Onore mi ha imposto di continuare.
Mi sono addentrato in quel luogo che puzzava di morte e di zolfo. Ho spostato un cespuglio, mi sono addentrato, solo per vedermi accogliere da un globo di energia. Rabbia, ancora una volta, sangue, urla e vesti strappate, carni lacerate, rabbia e sangue. Vittoria, ancora una volta. Coloro che avevano provato a fermarmi sono morti. Solo Hazon ed Edraurd in persona avrebbero potuto fermarmi. Oltre il primo cerchio di pietre, oltre il secondo. Un cerchio di fiamme si stagliava al centro di quell'empio monumento. Senza pensarci, guidato dalla mano del Dio dalla Spada Idomita, sono saltato tra le fiamme. Artigli, corna. Il calore insopportabile. Ancora una volta l'abominazione ha suscitato in me il volere di distruggerla, annientarla, cosicche' Edraurd, Hazon e il mio popolo potessero scrivere e cantare di me se fossi morto in questa battaglia.
Beffardo il demone ghigno', ancor piu' ridente era quando levai l'ascia, lasciando che i miei polmoni quasi si lacerassero per il forte, sincero urlo di guerra; e ancora rabbia e il sangue nero e viscoso del demone che mi imbrattava la barba e le mani, colato dall'ascia. E il mio sangue, rosso e vivo che colava lento dalle ferite dei possenti artigli della bestia. Forza, speranza, coraggio, sangue ancora una volta.
Il suo ghigno spariva, colpo su colpo. Il calore del cerchio era cosi' forte e la fucina della mia anima era bianca del calore della guerra, sangue, ancora quel sangue nero che schizzava ovunque. Il demone ora implorava pieta', come un qualsiasi codardo. Sangue, un'ultima volta. Rabbia infinita nel vedere quell'abominio. Vittoria, soddisfazione, speranza, consapevolezza.
Krorn · 2009-03-06 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
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[ 3] Krorn: *Un altro paccheto di lamine d'acciaio* Fri Mar 6 14:34:18 2009 A: kensun *Le lamiere sono finemente cesellate da una mano esperta, le rune che la adornano sono precise e chiare. In alfabeto comune queste lastre recano le seguenti parole.* Kensun, Questa volta ho scelto un nuovo circolo di demoni, un nuovo pericolo per Therial tutta. Sceso nella sala del silenzio e piu' giu', dentro quel luogo di morte e denso di malvagita'. L'ho sentita, la solita rabbia. Dopo le tue parole l'ho isolata ma era troppo potente, sangue e rabbia, ancora una volta. L'adepto giaceva a terra, in un lago di sangue.
Mi sono inoltrato nel luogo, la sensazione di morte e di imminente pericolo aumentava. La rabbia ancora padrona delle mie membra mi spingeva avanti. Lottavo, la mia mente tentava di prendere il controllo, come un piccolo me stesso chiuso all'angolo da una bestia che credevo essere me stesso e che tu hai saputo mostrarmi come il falso me stesso.
Con gli stessi colpi dell'ascia con cui mietevo i demoni e gli stregoni che mi si paravano contro abbattevo quella bestia rabbiosa che mi si parava davanti all'animo. Man mano che gli avversari cadevano, sempre con maggiore lucidita' portavo i colpi, linee su linee di acciaio nell'aria fendevano carne ed ossa.
Alla fine arrivo' il momento di combattere contro la mente di quel luogo, colui che aveva ideato tutto. La bestia della rabbia giaceva sanguinante nell'angolo della mia mente, abbattuta solo con l'arte dell'ascia insegnatami prima da mio padre, poi dalla guerra stessa.
La sua magia era potente. Il suo acido, il suo fuoco, bruciava e scorticava la mia pelle, la mia ascia scendeva e colpiva. Lo scudo magico del capo di quel luogo splendeva e defletteva gran parte dei miei colpi. Fu nel momento in cui la mia mente ando' a cercare la rabbia che tanto mi dava forza che capii. Respinsi per l'ultima volta quel pensiero, dando alle mie braccia l'ordine di uccidere. Il fendente, potente e mortale, calo' dall'alto, infrangendo la barriera magica. Un tondo al ginocchio del mago e la sua testa gia' rotolava.
La rabbia, in tutto questo tempo, mi ha dato la falsa forza della disperazione. Quella forza che ho sentito oggi e' vera, autentica. Solo mia.
Krorn · 2009-03-18 · Passaggi fuori gioco separati; testo integrale nella fonte.
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Krorn: *Un copioso pacchetto di lamine d'acciaio* Tue Mar 17 20:07:54 2009 A: kensun Kensun, Queste lamine sono quanto di piu' prezioso un nano che ha stretto il Patto d'Acciaio possa dare. La tradizione che accompagna lo stile della Montagna Eterna e' costellata di riti, credenze, stili di vita.
Per combattere secondo lo stile della Montagna Eterna bisogna entrare nell'ottica che niente puo' spostarti senza il tuo consenso. La montagna decide se franare, il vulcano decide se eruttare. Sicuramente nessuno puo' dire alla montagna di farlo. Questa e' la base dello stile, la consapevolezza di se stessi e la posa ben ferma sulle gambe.
Oltre a questo, l'acciaio puo' trattenere molto poco, rispetto a quello che e' il vero stile, diverso per ogni nano come sono diverse, l'una dall'altra, tutte le striature del granito delle grandi montagne.
La forma della Roccia Inamovibile, la difesa. Questa posa, guardia, stile, come si vuole chiamarlo, gioca completamente sul puntellamento del piede arretrato, usandolo come sostegno per contrastare attacchi molto potenti, cariche avversarie e quant'altro. La forma della Roccia Inamovibile e' attuabile sia con un'ascia a due mani sia con ascia e scudo. Movimenti angolari permettono di deflettere i colpi, movimenti verticali per uccidere quello che e' stato deflesso.
La forma della Frana, Il contrattacco. Posa difensiva dinamica, si basa sul contrattacco. Lo stile si presta bene per l'ascia a due mani, utilizzando molto il piatto delle penne come uno scudo per deviare le lame avversarie e scivolarci sopra, spaccando guardie e ossa allo stesso modo con un contraccolpo. Le gambe sono mobili, in questa posa, andando a cercare le angolazioni favorevoli a colpi tondi ai fianchi e alle ginocchia.
La forma della Stalattite. La posa bilanciata per eccellenza. In questa posizione ci si difende e si attacca in modo classico, disimpegnando quando possibile, attaccando con successioni di un paio di colpi, di solito colpi sgualembrati per cominciare l'azione, per portare molto piu' mortali colpi tondi di risposta ad eventuali parate. Gambe mobili, pronte ad angolare bene le lame in modo da trovarsi col proprio filo sul piatto della lama avversaria.
La forma del Magma. La posa piu' aggressiva. Si costituisce di attacchi veloci ripetuti, spesso portati su linee opposte di sgualembro, inframezzati da mulinelli semidifensivi per portare attacchi su attacchi. E' uno degli stili piu' difficili da apprendere inquanto si e' sempre molto esposti. Bisogna saper calibrare bene il tempo di mulinello, la rotazione delle penne per creare lo scudo necessario a portare l'attacco successivo. La mente deve studiare in anticipo. Le gambe sono mobilissime, proprio come la lava bollente che scende vloce dai pendii del vulcano. Importante e' la coordinazione braccia gambe. Essere sbilanciato durante un assalto cercando di usare la forma del magma equivale a morte certa.
Questo e' quello che il metallo puo' trattenere dell'arte dell'ascia della montagna eterna.
Che Hazon ed Edraurd proteggano coloro tanto ardimentosi dal cimentarsi con l'arte nanica, onorevole e forte, incandescente come l'armatura di Edraurd. Onore e battaglia a te, Maestro.
Sidkah lascia ai compagni una lettera di fallimento, gratitudine e affetto. Il ritorno alla fattoria dei genitori non cancella il legame con chi ha combattuto al suo fianco.
Compagni.. fratelli d'arme.. Con rammarico annuncio la mia decisione di lasciare l'onorevole cabala dei Supremi Combattenti, in quanto il mio orgoglio non mi permette di reggere ancora questa carica che non mi spetta. Le mie limitate capacità di guerriero non mi permettono nemmeno di sconfiggere un disgustoso stregone fallito come Barak: non saprei esservi di alcun aiuto nei momenti di emergenza e non voglio essere un peso per voi. Durante l'inasprirsi dell'inimicizia fra me e i servi di Barak non ho fatto altro che chiedere il vostro aiuto ed ero quasi totalmente incapace di difendermi con le mie sole forze. Non merito di starvi accanto come Fratello. Fra qualche giorno partirò verso la mia terra di origine e tornerò da mio padre e mia madre a coltivare la terra che ci è stata lasciata dai miei antenati e tornerò a vivere nella pace e nella tranquillità della campagna. Un giorno forse riuscirò a lavare dalla mia anima questa indelebile macchia di vergogna che è comparsa dal giorno in cui, per la prima volta, caddi sotto i colpi di un nemico indegno. Mai dimenticherò la vostra amicizia, il vostro valore e la vostra potenza di impavidi guerrieri. Il vostro vessillo rimarrà nel mio cuore e vi resterà fino al giorno del mio trapasso. Addio, Fratelli miei..
Aelistea, Amlugil e Bardolfo (crediti del manuale) · Il PDF reca metadati di creazione 10 agosto 2002. Il nome del file suggerisce 2.5, ma la copertina dice Versione 2.0; non uniformare queste etichette.
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Gli Yun-Hyisse Il loro nome deriva dall’antico appellativo degli antichi Titani Signori della guerra. Fanatici guerrieri innamorati del combattimento e del proprio corpo, disprezzano la magia nel modo più assoluto ritendendola adatta solo a deboli e donnette. Eterni nemici degli Shalafi questi guerrieri hanno imparato con il tempo a sferrate micidiali colpi e come usare la loro forza e rabbia per annullare gli effetti degli incantesimi su di loro. La loro base e' da qualche parte negli anfratti di Thalos.
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E' una cabala che accoglie nelle sue fila i guerrieri piu' forti di Therial. Il loro nome e' tenuto in alto dalla fierezza e dalla determinazione che mostrano nel combattimento. Essi hanno abbandonato del tutto ogni aiuto derivante dalla magia per concentrare i loro allenamenti sul corpo e sulla mente. Considerano percio' inutile e sciocco l'utilizzo di incantesimi, soprattutto in combattimento. Disprezzano, arrivando ad odiare, gli Shalafi, rei di considerare le arti magiche di cui sono detentori superiori alle tecniche degli Yun-Hyisse. La fierezza di cui sono infatti padroni non permette loro alcun compromesso. Il loro nome e' di origine nordica, e indica l'appellativo con cui venivano chiamati i Titani Signori della Guerra.
La loro base e' da qualche parte negli anfratti di Thalos.
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Background di Cabala: Con una spada, un'ascia, una mazza. Qualsiasi arma e' letale nelle mani dei Supremi Combattenti. Sono un gruppo di esperti maestri d'armi che ricercano la perfezione nella tecnica e la supremazia tramite la loro forza ed esperienza. Prediligono l'equilibrio e la calma della mente rispetto alla rabbia che li ha contraddistinti in tempi passati. Risorti dalle ceneri degli Yun-Hyisse, non sono piu' in aspra contesa contro i Maestri Arcani ma sono determinati ad essere in prima linea nella protezione di Therial come comandanti e strateghi. Non vedono di buon occhio le mire espansionistiche fini a se stesse tipiche dei Conquistatori e la mancanza di disciplina dei Signori del Caos.
Criteri di ammissione in cabala: -Livello minimo: 71
Help YUN YUN-HYISSE SUPREMI COMBATTENTI · help.are
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Background di Cabala: Con una spada, un'ascia, una mazza. Qualsiasi arma e' letale nelle mani dei Supremi Combattenti. Sono un gruppo di esperti maestri d'armi che ricercano la perfezione nella tecnica e la supremazia tramite la loro forza ed esperienza. Prediligono l'equilibrio e la calma della mente rispetto alla rabbia che li ha contraddistinti in tempi passati. Risorti dalle ceneri degli Yun-Hyisse, non sono piu' in aspra contesa contro i Maestri Arcani ma sono determinati ad essere in prima linea nella protezione di Therial come comandanti e strateghi. Non vedono di buon occhio le mire espansionistiche fini a se stesse tipiche dei Conquistatori e la mancanza di disciplina dei Signori del Caos.
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Korsath · 2004-10-19 · Data di creazione del messaggio conservata dal database; il corpo può contenere revisioni successive.
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In questa riunione il discorso principale é stata la revisione dell'organizzazione interna e quindi un po' di tutta la cabala. Ecco qui le cose decise:
LA STORIA Anche l’ultimo grido di battaglia smise di annunciare il loro nome. La loro Gloria, che regnò incontrastata, che riconobbe la loro Estrema Supremazia, che non mostrava rivali, attendenti o solo agognanti, cessò d’esser alimentata. Portarono lo stendardo degli Yun-Hysse sul più alto dei monti, affinché gli Dei potessero scorgerlo, fino a quando di esso ne rimase la fierezza. Ma giunse il giorno, che il declino lo colpì con il suo fuoco, portandolo a divenire cenere. In pochi istanti, come dimenticato, i Gloriosi Canti divennero silenzi, le armi furono rifoderate, i vinti si rialzarono, l'armata sciolta. Le leggende però sono immortali. Come le Fenici, anche colpite mortalmente, risorgono dalle loro fiamme più vigorose, i Guerrieri dell’Antica Fede, si ritrovarono laddove la cenere fu perduta nel vento. Nelle menti di tutti aleggiava ancora il mito dell'Invincibile Armata, Il ricordo di un’Era Splendente non poteva svanire. L'armata doveva risorgere. Alcune cose cambiarono. L’ordine gerarchico della nuova adunanza, mutò la sua forma: non esistevano più figure di comando e solenne autorità, ma la libertà e l’arbitrio della completa cura di se stessi e l’equa divisione del peso della parola. Seduti ad una tavola rotonda, i Guerrieri si vincolarono in un’Armata, che avrebbe condotto tutti loro a combattere per un’unica causa e ridonato vita all’antica e leggendaria storia degli Alti militi. Le cose non durarono a lungo però. La situazione creatasi non poteva durare a lungo perché alcuni combattenti si sedettero sugli allori e fu necessario tornare alle origini. Fu cosi' che facendo ammenda della Leggenda e degli errori commessi in passato si torno' al sistema gerarchico. Giunti ad una sincera padronanza dell’arte bellica, furono definiti Artisti nel loro ambito, poiche' sfiorarono l’impalpabile perfezione strategica e fisica tanto agognata dai migliori Generali d’Esercito Regolari di Therial. Senza perdere di vista i vecchi insegnamenti, perfezionarono la loro arte donandole potere e stile. Tornarono a seguire alcuni dogmi, altri furono rivoluzionati. L’utilizzo della magia, era da considerare una piena mancanza di tempra e forza d’animo per i Guerrieri della nuova Armata. Solo sulle proprie forze fisiche ci si può sempre contare, la mente va allenata solo all’arte dell’arma, non trastullata a semplici ludi. Fu proprio il loro costante allenamento al sostituire l’ausilio magico che li ricondusse alla mortalità dei colpi, silenziosi testimoni della grande e rinnovata forza d’animo, ritrovata dall’oblio delle tenebre. Il fine, della loro ricerca e del loro profondo vincolo, fu di ritornare allÕEgemone Superiorità, dei Gloriosi Canti, oramai spezzati da troppo tempo e macchiati di tristi ingiurie. Sull'orizzonte gia' marciano nuove leggende. Nuove leggende pronte a scrivere col sangue un nuovo pezzo di storia. Sangue e Gloria all'Invincibile Armata.
Definizione e requisiti di appartenenza. L'armata dei supremi combattenti si pone come corpo militare del'elite raggruppando i combattenti piu' potenti. Possono farne parte le classi Assassino, Guerriero, Spadaccino e Ranger. --------------------------------------------- Scopi e relazioni con altre cabale Lo scopo dell'Armata é di tornare all'indiscussa superiorità sulle altre armate e anche di espandere la propria influenza in ambito politico. In un futuro (premesso ke devo ancora kiedere quindi questa parte nn é sicura) la cabala inizierà la costruzione di una propria cittadella militare, situata in un territorio da essa gestito e controllato, e da lì muoverà le relazioni con le altre realtà politiche, che a seconda delle situazioni di gioco potranno essere pacifiche o conflittuali, fino ad arrivare anche alla guerra ed alle battaglie campali. La finalità di queste relazioni rimane sempre l’affermazione della supremazia militare con la possibilità quindi di gestire e controllare territori sempre più ampi (possibilità anche di Òconquistareó le altre città, gestirle momentaneamente, giocarsela in pratica come se si stesse effettivamente in guerra). La cabala generalmente sarà neutrale e come nemici, avendo una propria città e un proprio ordine politico-sociale, avrà i destabilizzatori, quindi come cabala gli anarchici, e chiunque tenti di ostacolare la scalata al potere. Tuttavia non sarà per nulla legata né ai cavalieri né ai legislatori. --------------------------------------------- Etica di Combattimento L'antico odio contro la magia si é evoluto in una vera e propria etica di combattimento: la completezza del proprio spirito debba rinvenirsi nei confini del proprio stesso spirito, un’affermazione del proprio sé che non richiami forze esterne al sé stesso. Per questo il Supremo Combattente crede che solo la tattica, l’intelligenza e l’arte del combattimento possano completare la persona mentre al contrario il richiamo di forze esterne, come gli elementi o di stregonerie illusorie, sono solo strumenti che infiacchiscono lo spirito e la vera e propria affermazione dell’individuo. Tuttavia i Supremi Combattenti accettano quella forza esterna che deriva dalla fede, dall’intercessione divina. Non cՏ individuo senza dio e laddove la sola forza dell’uomo, in quanto essere mortale, non può arrivare, ecco che la fede, il credo, la benevolenza divina riesce a dare quell’ausilio necessario all’uomo stesso per completarsi. Tuttavia un abuso di tale benevolenza porterà il Supremo Combattente a ricredersi sulla sua reale forza e quindi ogni membro nel limite del possibile eviterà tali aiuti. Ogni membro dell'Armata oltre che ad esser un superbo combattente é anche un ottimo stratega pertanto in caso di bisogno saprà acettare e "servirsi" dell'aiuto di persone o di animali per raggiungere lo scopo prefissatosi a patto che non siano individui chiaramente in conflitto con l'etica della cabala. ----------------------------------------------- Struttura ed etica interna Essendo un esercito la struttura interna é gerarchica con un totale rispetto dei ranghi e della disciplina. Essendo stati per diverso tempo un consiglio tuttavia le decisioni non saranno mai prese unilateralmente da una sola persona ma sempre portate in riunione. La gerarchia dell'Armata é così divisa: partendo dal basso ci sono i soldati semplici, soldati, capitani, colonnelli e il generale. Nei soldati semplici fanno parte tutti coloro che per validi motivi verranno considerati membri minori e comunque membri che non sono stati valutati pienamente idonei. I soldati sono la parte dell'esercito in cui vengono inseriti tutte le reclute che superando le prove d'ammissione entrano a far parte dell'apparato militare. I capitani sono coloro che avendo dato prova delle loro abilità ed essendosi meritati sul campo una promozione vengono considerati un'elite. I due gradi superiori sono considerati parte dell'Alto Comando. I colonnelli saranno due o al massimo tre e ne faranno parte chi nel corso della propria carriera militare avrà dimostrato di essere l'elite dell'elite e di poter prendere decisioni. Infine vi è un Generale, che concretamente possiede i comandi, ma che mantiene una figura rappresentativa. Per rimuovere una carica dell'Alto Comando, Generale compreso, si farà un votazione in cui dovrà esser raggiunta l'unanimità non facendo votare l’interessato. Il Generale, tuttavia, può da solo rimuovere, sostituire, degradare e aumentare una qualsiasi carica che non sia appartenente all'Alto Comando. Ogni qualvolta ci sia da prendere una decisione l'Alto Comando vota per primo con il voto del Generale valido 2.5, dei Colonnelli 2, dei Capitani 1.5, dei Soldati 1 e dei Soldati Semplici 0.5. La decisione presa sarà quella della maggioranza.
Korsath · 2004-10-19 · Data di creazione del messaggio conservata dal database; il corpo può contenere revisioni successive.
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OFF tutta sta roba viene da un adattamento del bg di highlander, da alcune proposte fatte dopo la disfatta degli yun e dal alcuni commenti fatte da Yusha su ciò che avevo preparato. Ho tentato di contattare anche Gorklak per farlo partecipare ma non mi é giunta nessuna risposta all'email inviata.
Yberium · 2005-03-29 · Data di creazione del messaggio conservata dal database; il corpo può contenere revisioni successive.
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In un'epoca lontana , fatta di miti e leggende , vivevano condottieri eccezionali. Si narra che ovunque vi fosse uno scontro , ovunque vi fosse una gurra da combattere , ivi erano presenti ; senza appartenere a nessuna delle fazioni che si affrontavano , essi si gettavano nella tenzone per provare la loro impareggiabile fama.... ...questa e' la storia , o per lo meno e' la leggenda , dei "Campioni delle armi".
Nel regno di Therial , quando ancora infuriavano le guerre religiose , l'esercito maligno dell'ovest brandì le armi controle armate dei difensori di Therial. L'esercito dell'ovest poteva contare su un numero pressochè infinito di guerrieri disposti a sacrificarsi per il loro scellerato sovrano , ogni legione era capeggiata da un campione di incommensurabile potere distruttivo nonchè da un'irrefrenabile sete di violenza ed orrore. Un triste giorno il sovrano di quelle terre maledette , Lord Rhal ,diede inizio ai preparativi per l'invasione di massa ; ma un giovane scout che perlustrava la zona vide in movimento il grosso delle truppe. Il giovine , seppur audace scout , comprendendo immediatamente l'imminente pericolo , corse nella federazione ad avvertire il saggio Re ed il suo esercito. Inutile dire , che una notizia di tale portata potesse solo suscitare la diffidenza del popolo nonchè del Re stesso ; che quasi stentava a credere alle sue orecchie. Alchè il Re inviò due messi di competenza , nelle terre dell'ovest , ad accertare la veridicità della notizia appena fornitagli. Ma quando il monarca vide tornare , dopo molte lune , solo i cavalli imbrattati del sangue dei due messi , il dubbio lo fece trasalire ed ordinò di correre alle armi e prepararsi alla guerra; il popolo venne fatto rifugiare presso le montagne dell'est lasciando nella federazione solo gli uomini in grado di brandire una spada.Il Re sapeva che nella guerra che stava per affrontare , avrebbe avuto bisgno di ogni uomo disponibile per contrastare le forze nemiche.Anche perche' quelle di cui disponeva al momento , non ne erano in grado. Quasi dieci giorni dopo dalle alte mura di Kyrandor si potevano udire tamburi di guerra e si poteva vedere del fumo levarsi alto nel cielo ; fumo che presumibilmente indicava la distruzione che l'esercito dell'ovest si lasciava dietro. I capitani del Re , presero immediatamente il controllo delle truppe facendo uscire dalla citta' un folto numero di uomini , facendoli marciare in formazione verso il macabro suono dei tamburi di guerra. Con passo deciso i due eserciti si trovarono faccia a faccia in una pianura molto ad ovest di Kyrandor. Il generale in comando delle armate dei difensori , presto si accorse del divario numerico.Bensì l'inferiorità del proprio esercito , decise di affrontare il nemico ; indi per cui ordino' la carica. Cosa che fece con gran fragore l'esercito del male. Le strazianti urla , lanciate da ambedue le parti , nell'epica carica , venne spezzata dal boato che si creò quando i due eserciti si incresparono l'uno con l'altro...cosi' si diede inizio ad una battaglia per la sopravvivenza della federazione e di cio' che essa rappresentava. Benchè gli uomini del Re fossero addestrati bene , ciò non era sufficiente per contrastare l'orda di male che continuava ad avanzare senza pietà. L'odore acre dei cadaveri copriva quello dell'erba e il plumbeo polverone nascondeva parzialmente i guerrieri agli occhi degli altri ; quella verde vallata si era trasformata in un campo di guerra , ove bramoso accolse il sangue di entrambe le parti. Il suono di un corno si fece strada in quel massacro , adunando l'attenzione dei presenti.Un agghiacciante urlo di guerra precedette la carica di un drappello di individui che scesero , da poco al di sopra di una collina adiacente , fino al centro dello scontro. Gli occhi increduli del generale distinsero nella tafferuglia la folgore dell'acciaio delle armi sguainate da questi individui e fu' proprio allora che leggenda e storia s'intrecciarono in una spietata danza di guerra. Posizionandosi in ordine sparso , iniziarono a battersi come demoni , anche peggio dei demoni , il loro stile di lotta aveva del mostruoso : scagliavano un nemico a parecchi metri di distanza con un solo colpo , riuscivano a parare freccie e quant'altro gli venisse lanciato contro ; mostrarono una resistenza sovrannaturale. Ben presto le legioni nemiche si concentrarono su quei pochi , scagliandoci contro il grosso delle truppe.Un solo grido sovrastò il rumore di tutto , ed esso , si narra , ripetesse così : << Mostriamo il nostro Potere fratelli! >>. A quel richiamo , il vento si fermò , la terra smise di tremare sotto i piedi di tutti e nello scontro si videro solo gli occhi cremisi di quei pochi coraggiosi accendersi ed iniziò la vera battaglia. Dalle retrovie , più in alto , il Generale dei difensori , stentava a credere ai suoi occhi : ogni fendente che menavano , facevano cadere tre nemici , con una furia incontrastabile , essi riuscirono ad aprirsi un varco nell'esercito nemico. L'esercito maligno , vedendo che al mondo vi fosse qualcuno dotato di un potere che nemmeno potevano immaginare , iniziarono ad indietreggiare intimoriti di finire sul loro percorso e venire trucidati. Nella straordinaria avanzata , riuscirono a giungere fino ai capitani ove si dovettero arrestare per massacrare anch'essi. Solo un capitano riuscì a sollevare la sua spada oltre la spalla , ma ahimè venne travolto cosi' in fretta quasi sembrava un bambino contro un gigante. Privi di comando , le legioni andarono in rotta e si disperdettero nella macchia ; gli uomini del Re ed i loro superiori , attoniti e tremolanti , non capirono cosa successe. Il piccolo drappello , ben presto raccolse i pochi compagni feriti e si diressero , coperti dall'imbrunire , verso la selva.Solo uno di loro rimase in piedi guardando il Generale , e solo allora si riuscì a distinguere la figura : un uomo che brandiva due spade nere come la pece , indossava una qualche pelliccia attorno al corpo non molto giovane eppur tonico nel corpo ; levò in alto una spada e gridò : << Qui , oggi , sotto questo cielo io ed i miei fratelli abbiamo vinto due eserciti : uno lo abbiamo abbattuto e l'altro l'abbiamo atterrito. Vivremo ancora e ci batteremo ancora , perchè questa è la nostra via. >> A quelle parole il Generale si trasformò in una colonna di sale , lasciando cadere dalle mani la spada. In un battito di ciglia lo strano campione sparì assieme ai suoi compagni e come erano venuti , il suono di un corno annunciò la loro scomparsa. Pochi giorni dopo , a corte , il fatto fù riferito ed il Re non potendo comprendere la veridicitù dell'accaduto , ordinò di non proferire parola con il popolo di quanto è successo. Ma come ben si sà le leggende nascono nel silenzio e nei bisbigli. Quindi non c'e' da stupirsi se di tanto in tanto si vede qualche veimente giovane guerriero , vagare alla ricerca di questi famigerati campioni.Chissà forse esistono davvero degli strepitosi guerrieri il cui unisco scopo è perfezionare la loro abilità in battaglia.
La stanza d'Allenamento · cabale/cabale.are ROOMS #2504
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La stanza d'Allenamento Sei in una stanza immensa, che ripropone, in piccolo, la struttura di un anfiteatro, con gradinate, piccoli balconi ricavati da insenature nella roccia, ed una grande arena al centro, dove i guerrieri si sfidano e imparano l'arte della guerra. Tutta la stanza ti sembra permeata di uno strano potere, che ti rende piu' forte e consapevole. Qui vige la legge del piu' forte e coloro che hanno nei loro muscoli piu' forza degli altri hanno sicuramente ragione. Naturalmente gli scontri non sono mai mortali. Lungo le pareti sono stati incise le regole di comportamento di ciascun membro di questa Cabala.
parete pareti regole . . -. Il Comportamento di un Yun-Hyisse. -. Per leggere tutto cio' che concerne il comportamento di un vero Yun-Hyisse bisogna leggere con attenzione ogni parete di questa stanza. Quindi, fai read est, read sud, read nord.
est . LO SCOPO Un membro della gilda Yun-Hyisse e' un fanatico delle arti marziali e del combattimento corpo a corpo. Disprezza cosi' ferocemente la magia e tutti i suoi derivati che, una volta entrati a far parte di questa gilda, gli Yun-Hyisse perdono ogni possibilita' di lanciare incantesimi di qualsiasi tipo (se mai ne hanno avuto possibilita'), anche tramite bacchette o bastoni. Egli si allena giorno e notte per migliorare il suo fisico, partecipa a battute di caccia, tornei o piccole battaglie solo per tenersi in forma.
nord . COMPORTAMENTO GENERICO I membri di questa gilda non sono feroci sanguinari o mercenari privi di cuore: ognuno ha il suo modo di vivere che pero' non e' in questo caso il collante della gilda. Cio' che li accomuna e'il disprezzo per la magia e la venerazione per il proprio corpo. Gli Yun-Hyisse cercheranno sempre di superare se stessi scontrandosi con avversari sempre piu' temibili e rispettati, e sconfiggendoli con la sola forza dei propri muscoli. Di solito preferiscono la morte alla fuga da un combattimento, poiche' e' per loro un disonore fuggire dinnanzi al proprio destino.
CODICE INTERNO La gilda e' strutturata come una gerarchia militare, quindi i piu' alti di grado possono impartire ordini che devono essere eseguiti assolutamente dai sottoposti nel piu' efficiente dei modi e il prima possibile. Tra "commilitoni" ci si aiuta di solito, anche se i vertici non sono obbligati a farlo.
sud . NEMICI Da sempre rivali della gilda degli Shalafi, non possono unirsi con loro in nessun caso, pena essere uccisi, cacciati dalla gilda e vedere buttato tutto il proprio equipaggiamento.
RUOLO DEL CAPOCABALA Il capogilda e' considerato a tutti gli effetti un generale, quindi bisogna sempre porsi sull'attenti quando lo si vede anche solo passare e le sue parole valgono come ordini in qualsiasi situazione. Nell'eventualita' che il guardiano della cabala chiami aiuto bisogna immediatamente interrompere qualsiasi attivita' e andare a difendere la base.
I testi storici conservano la voce delle fonti; introduzioni e raccordi sono redazionali. Le rielaborazioni sono indicate. Le trascrizioni originali sono incluse nella Biblioteca. Leggi i criteri editoriali.
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