Mi ha consegnato personalmente il suo resoconto: [[ARCHIVE_OPEN_QUOTE]] Krorn: *Un pacchetto di lamine d'acciaio* Sun Mar 1 16:10:31 2009 A: kensun *Le lamiere sono finemente cesellate da una mano esperta, le rune che la adornano sono precise e chiare. In alfabeto comune queste lastre recano le seguenti parole.* Tornavo a Kyrandor, ho cercato di tornarci. Devo aver imboccato un sentiero diverso da quello dell'andata, senza volerlo. Piste su piste di terra battuta, un avamposto abbandonato. Una bestia nera, immonda, armata di sei zampe artigliate e di una lunghissima coda mi ha accolto. Rabbia, rabbia contro quell'abominio. Sangue, e ancora rabbia, forza, dolore. Vittoria. La bestia, in un turbine d'acciaio era morta. Mi sono addentrato in quel posto che mi aveva chiamato. L'Onore mi ha imposto di continuare. Mi sono addentrato in quel luogo che puzzava di morte e di zolfo. Ho spostato un cespuglio, mi sono addentrato, solo per vedermi accogliere da un globo di energia. Rabbia, ancora una volta, sangue, urla e vesti strappate, carni lacerate, rabbia e sangue. Vittoria, ancora una volta. Coloro che avevano provato a fermarmi sono morti. Solo Hazon ed Edraurd in persona avrebbero potuto fermarmi. Oltre il primo cerchio di pietre, oltre il secondo. Un cerchio di fiamme si stagliava al centro di quell'empio monumento. Senza pensarci, guidato dalla mano del Dio dalla Spada Idomita, sono saltato tra le fiamme. Artigli, corna. Il calore insopportabile. Ancora una volta l'abominazione ha suscitato in me il volere di distruggerla, annientarla, cosicche' Edraurd, Hazon e il mio popolo potessero scrivere e cantare di me se fossi morto in questa battaglia. Beffardo il demone ghigno', ancor piu' ridente era quando levai l'ascia, lasciando che i miei polmoni quasi si lacerassero per il forte, sincero urlo di guerra; e ancora rabbia e il sangue nero e viscoso del demone che mi imbrattava la barba e le mani, colato dall'ascia. E il mio sangue, rosso e vivo che colava lento dalle ferite dei possenti artigli della bestia. Forza, speranza, coraggio, sangue ancora una volta. Il suo ghigno spariva, colpo su colpo. Il calore del cerchio era cosi' forte e la fucina della mia anima era bianca del calore della guerra, sangue, ancora quel sangue nero che schizzava ovunque. Il demone ora implorava pieta', come un qualsiasi codardo. Sangue, un'ultima volta. Rabbia infinita nel vedere quell'abominio. Vittoria, soddisfazione, speranza, consapevolezza.[[ARCHIVE_CLOSE_QUOTE]] Sono soddisfatto di come ha condotto la prova tuttavia credo dovra' lavorare molto per imparare ad escludere ogni tipo di sentimento durante uno scontro, nel suo caso la rabbia. Come prossima prova credo che gli affidero' proprio la risoluzione di questo problema. Mente sgombra da ogni distrazione.