[[ARCHIVE_OPEN_QUOTE]]Yurkin stava provando alcune mosse di scherma nel piazzale dell'arena dei guerrieri, quando il maestro della gilda entrò nel suo raggio visivo; "Ancora con quella spada, Yurkin?" chiese il maestro con un sorriso "Ma non ti sei ancora stancato di quell'arma ridicola? un vero nano deve usare un'ascia!" Preso un po' alla sprovvista dalla domanda, Yurkin abbasso' la spada a meta' di una sequenza, "Mi aiuta a pensare, maestro... mi è stata chiesta una cosa che non so bene come fare". "Cosa, Yurkin?" gli chiese egli di rimando, sempre senza smettere di sorridere. "Mi è stato detto di trovare un avversario del mio livello, e di confrontarmi con lui... Solo, non so come capire se un avversario è al mio livello oppure no..." Il maestro fece un sorriso ancora più ampio, scrollò le spalle indolenzite dai lunghi allenamenti e si mise al centro esatto dell'arena. "Beh" disse "Nulla di più facile, Yurkin; vieni avanti!" dicendo questo si mise in posizione di difesa, attendendo l'attacco di Yurkin "Voi maestro?" rispose stupito il nano "Dovrei confrontarmi con voi?" "Vedi, Yurkin" gli disse l'altro nano ridacchiando "Io sono sicuro di essere alla tua altezza... dobbiamo però vedere se tu sei alla mia" detto questo scoppiò a ridere fragorosamente, appoggiandosi al manico dell'ascia. Pieno d'orgoglio per l'onore concessogli, Yurkin avanzò verso il maestro della gilda con un sorriso sulle labbra e la solita tensione, ormai conosciuta e controllabile, ad attanagliargli le viscere; ma mentre si avvicinava a quel guerriero tanto esperto che lo attendeva al centro dell'arena, sentì nascere dentro se stesso una nuova sensazione: la determinazione di dimostrare al maestro la propria abilità. "Frena il tuo impeto, giovane nano" disse pero' il capo della gilda sollevando la sua arma "Se ci confrontassimo con armi vere, potremmo ferirci seriamente" detto questo mostrò il filo smussato della propria ascia da allenamento; indicando poi la reastrelliera in cui erano riposte svariate armi, anch'esse smussate, disse "Prendi una di quelle, quella che preferisci, e poi affrontami come se ne andasse della tua vita" Yurkin appoggiò la propria spada al muro, prendendone un'altra dalla rastrelliera: ne soppesò attentamente la bilanciatura e la forma e poi, giudicandola adeguata, si girò verso il suo maestro e si preparo' al combattimento; non concedendo all'avversario il vantaggio della prima mossa, si scagliò in avanti a lama tesa, cercando di entrare sotto la sua guardia per portare a segno un colpo. Il maestro però, aspettandosi una mossa simile da un avversario armato di spada, si mosse prontamente all'indietro ingaggiando l'avversario in un combattimento più distanziato, in modo da sfruttare tutta la forza della sua arma. Mentre combatteva, Yurkin ripensò alla richiesta fattagli giorni prima dall'umano di nome Sidkah e cercò di interpretare le sensazioni che provava nel confrontarsi con un guerriero di tale fama... Provava orgoglio e timore certo, ma anche una gioia derivata dal puro confronto di abilità e di tecniche e l'assoluta sicurezza nelle proprie capacità: pur nel profondo rispetto che provava nei confronti del capo della gilda, si sentiva in grado di misurarsi alla pari col suo maestro... non per sconfiggerlo, questo era impensabile, ma per dimostrargli il proprio valore. Ad un certo punto, dopo alcuni scambi che avevano portato Yurkin ad ansimare per lo sforzo, il nano sferrò un affondo forse fuori centro di un paio di centimentri, ma il maestro, sfruttando l'occasione, si abbassò, evitando il colpo, poggiò a terra il ginocchio destro e colpì con l'ascia smussata, sfruttando l'oscillazione dello stesso movimento. Yurkin non ebbe possibilità di sfuggire al colpo infertogli, che era potente e preciso al tempo stesso; la lama smussata lo colpì di traverso, e nè la cotta di maglia nè il farsetto di cuoio riuscirono ad attutire il colpo, lasciando il nano in ginocchio e senza fiato. "Basta così, Yurkin" disse il maestro, ansimando un poco anch'egli "Ti sei battuto bene, devo dire che le tue abilità sono molto migliorate da quando ti allenavi ancora fra i miei allievi... Sono soddisfatto di te, continua così." Detto questo uscì dal piazzale dell'arena, lasciando Yurkin a massaggiarsi il costato contuso, un po' deluso per essere uscito sconfitto dal confronto, ma contento per le parole del maestro.[[ARCHIVE_CLOSE_QUOTE]] Prima prova superata, a parer mio.