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La Biblioteca di Therial · Volume I

Una biblioteca di verità

Ogni mondo ha un’origine.
Il nostro ha imparato a rinascere.

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Dal primo PensieroAl loto di Durga Maat

Le memorie di Therial

Segui il filo del tempo.

Le origini, cinque Ere e il buio fra due mondi.
Scegli una soglia. Ascolta ciò che rimane.

Dheadis e Deothium · le due scintille
Prima del tempo

Dal Pensiero, ogni cosa.

Dheadis e Deothium · le due scintille

Il manoscritto delle Ere ✦

Origini

Prima che esistesse il giorno

Due scintille, luce e ombra. Dalla loro frattura prendono forma gli Immortali; dalle idee di Chastil e dal canto di AryHann, la vita.

I primi quattro Movimenti precedono le Ere: sono il racconto della creazione.

In queste pagine

Therial · Origini01 / 07

I Movimenti raccontano la creazione; le Ere, le trasformazioni del mondo. Le date degli archivi appartengono alla storia della comunità, non al calendario di Therial.

Il capitolo aperto

Una biblioteca di verità

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Dopo ventisette anni di ricerca, un compilatore sceglie di non firmare la propria opera. La consegna a chi verrà dopo, insieme all’avvertimento che un mito può avere più di una voce.

Therial · Le Ere✦
Indice del volume
  1. Il patto con chi legge
  2. La nota introduttiva del compilatore
  3. Teogonia · le tradizioni a confronto
  4. Fonti e attribuzioni

Il patto con chi legge

Il Verum offre alla Biblioteca il suo criterio più prezioso: incongruenze e varianti non rendono automaticamente falso un racconto. I culti cambiano, i copisti traducono, le comunità ricordano in modo diverso. Una raccolta può custodire queste differenze rendendole riconoscibili.

Per questo accostiamo le tradizioni antiche, le testimonianze dei personaggi e i nuovi capitoli concordati. Quando la prosa richiede un intervento, la versione di lettura lo dichiara e rimanda alla fonte. L’originale resta conservato.

[1] Enciclopedia Verum - Nota Introduttiva

La nota introduttiva del compilatore

Testo storico conservato

Nel lungo lavoro, iniziato ormai venti e sette anni or sono e portato avanti instancabilmente e senza risparmiare me stesso, una sola e' la certezza che ho maturato: nel campo della religione, e nello studio dei miti e dei testi sacri, il paradosso e l'incongruenza non vanno mai considerati quali prove di inattendibilita' del testo.

Ogni religione, ogni culto, ogni chiesa, ogni umana manifestazione di devozione verso le Divinita' - ogni cosa in campo religioso - muta e cambia a seconda di coloro che ne officiano i riti e della popolazione che in essa ripone la propria fede e le proprie speranze.

Questo significa principalmente che ogni diverso culto, quand'anche derivante dal medesimo credo, interpreta e, alla lunga, rielabora gli elementi del culto stesso, i miti e le leggende: inoltre, bisogna considerare quelli che sono gli errori di versione piu' comuni da sempre. Un amanuense che ricopi un testo, o che lo traduca da una lingua ad un'altra, incorrera' sempre in un certo numero di vocaboli e strutture frasarie che, per limiti linguistici, dovra' parafrasare o interpretare, di modo da renderne corretta e fluente versione nella lingua in cui si appresta a trasporre.

Tutto questo porta ad un'unica, ovvia conclusione: i miti, pur conservando radici comuni e simili testimonianze, cambiano grandemente di regione in regione, di biblioteca in biblioteca, di culto in culto.

Dopo tutti gli anni trascorsi a viaggiare, trascrivere, tradurre, ricostruire, potrei dirmi molto abile o molto fortunato se potessi essere certo di essere arrivato a conoscere e raccogliere un decimo dei miti esistenti su tutta Therial.

Non ho la presunzione di ritenermi pero' tanto abile, e non ho prove per dimostrare di avere una simile buona sorte dalla mia parte: dunque, ritengo tutt'ora possibile che esistano centinaia di versioni diverse e contrastanti dei miti Therialesi, e che centinaia di nuove versioni vengano pian piano e continuamente prodotte, introdotte, modificate...

La mia opera non e' una catalogazione assoluta e inoppugnabile, non vuole essere e non sara' mai un dogma. Nel corso della traduzione e catalogazione dei miti Therialesi in questa Enciclopedia, mi asterro', per quanto mi sara' umanamente possibile, dal commentare o alterare qualsivoglia scritto o informazione in mio possesso.

Il lettore tenga dunque nel dovuto conto queste mie parole: io non riporto la verita', ma solo quel minimo frammento di essa che gli Dei hanno voluto riporre nelle mie mani, affinche' la tramandassi.

Prima o poi, la mia vita volgera' al termine: la mia speranza e' che altri, dopo di me, riprendano e proseguano la mia opera. E' forse opera mai destinata a finire: non mi e' dato saperlo. Ma e' cio' a cui ho dedicato piu' di meta' della mia vita, ed io credo in essa e nel suo valore. Pertanto, ho preso la ferma decisione di non firmare mai la mia opera, di non vergare alcuna delle sue pagine con il mio nome, e invito coloro che la riprenderanno e proseguiranno dopo di me a rispettare questo mio desiderio e a prendere medesimo impegno, giacche' l'Enciclopedia Verum, nel mio intento, e' opera scritta dall'uomo, espresso attraverso la sapienza e la conoscenza di noi che ne verghiamo le pagine.

Il motivo per cui ho chiamato "Enciclopedia Verum" la mia opera e' uno solo: non perche' io sia convinto di essere il depositario della verita' ultima, ma perche' cio' che troverete in queste pagine altro non e' se non la mia verita'. La verita' in cui ho creduto.

Quest'opera e' dedicata alla ricerca della verita'.

[1] Enciclopedia Verum - Nota Introduttiva

Teogonia · le tradizioni a confronto

Testo storico conservato

Tratto dal Manoscritto delle Ere, testo ritenuto disperso di cui pero' si conservano ricostruzioni parziali postume:

"[...]cosi', come quei che se stessi nomano Saggi da sempre sanno et sempre sapranno, finche' invero tali potranno considerarsi, v'e' uno et uno solo elemento che dallo Circolo non provenga, et in esso medesimo non ritorni. Senza sostanza et non corpo, senza anima et non spirito, esso unisce lo Mortale allo Divino, lo homo et lo demone, lo animale et lo corpo dallo elemento infuso. Esso e' lo Pensiero, fluente mare di nulla et di tutto, che tutti unisce et le cui porte a taluni e' dato di violare.[...]"

"[...]esso non ha nascita, ne' morte vi domina, giacche' e' risaputo che taluni riuscirono, in epoche passate e fors'anco presenti, a far si che lo proprio pensiero sopravvivesse allo disfacimento dello corpo materiale. Esso e' dunque eterno, in eterno movimento et in eterna evoluzione: esso e' la base, l'alfa di tutto cio' che e' stato et l'omega di cio' che sara' alla fine delle Ere della Vita. Esso esisteva quando ancora lo vuoto era lo unico ad occupare lo spazio, quando luce non rischiarava tenebra e tenebra non inghiottiva luce. In esso, tenebra e luce divennero sostanza, levandosi dallo mare primordiale de li dissonanti echi dello pensiero istintivo, quale germe da lungo tempo seminato et per lungo tempo covato nello grembo d'una terra in grande tumulto, che bucando lo ventre che lo ha custodito, stenda i primi germogli verso lo vuoto che solo conteneva lo tutto. Et lo primo nomo' se stesso Dheadis, et luce prese per se, et gioia covo' nel virgulto dello proprio essere; et quello che fu secondo non per ordine, umbra infuse in quelle proprie carni che carni non erano, et odio instillo' in quella propria essenza che spirito non aveva. Et nomo' se stesso "Deothium", et lo male ebbe da quegli concepimento.[...]"

La creazione dell'Inizio, la nascita di tutto, viene da ogni credo ricondotta al dualismo dell'esistenza: due entita', Dheadis e Deothium, che presero forma da cio' che nel perduto "Manoscritto delle Ere" (di cui altro non s'e' rinvenuto che non fossero ricostruzioni postume, a memoria, in lingue gia' ormai antiche) viene definito come l'unico elemento che non proviene dal "Circolo".

Poco o nulla si sa di concreto su questo "Circolo" che il Manoscritto delle Ere cita piu' e piu' volte: era forse qualcosa di simile al pentacolo alchemico, la ciclicita' dei cinque elementi e il modo in cui essi risultano, secondo l'Alchimia, legati in opposti e complementari? E' questa forse l'ipotesi piu' accreditata.

Nel Manoscritto, il Pensiero viene indicato quale unico "elemento" fuoriuscente dal Circolo: il pensiero, infatti, e' qualcosa che esula dalle comuni leggi e trattazioni degli elementi, pur tuttavia rimanendo un elemento talvolta "fisico", talvolta "spirituale", ma mai univocamente identificabile in entrambi o uno dei due mondi.

Il Pensiero viene indicato, nel Manoscritto delle Ere come pure nei Miti della Creazione alla base di molte delle attuali religioni, come la "materia prima" cui l'universo era composto nella notte dei tempi, prima che tutto avesse origine.

Dal pensiero, stando agli scritti, due entita' sarebbero quindi emerse e avrebbero preso forma: un'entita' spiccatamente positiva, in accordo con la sfera della luce, Dheadis, e un'entita' marcatamente negativa, in accordo con la sfera della tenebra, Deothium.

Il dualismo e' la base concorde cui ogni religione fa riferimento, nel narrare il mito della Genesi: due entita' nacquero dal caos informe che era lo spazio, due entita' discordi e contrastanti, che in se stesse contenevano ogni cosa, e nella loro somma erano tutto. Ma mai, per nessuna ragione, destinate a mescolarsi.

Da qui il mito si scinde, prendendo diverse strade: nelle "Pergamene dell'Inizio dei Tempi", conservate e considerate oggetto di culto dai monaci Chastiliani, queste due forze distinte lavoravano in sinergia, creando una sorta di solido e assoluto equilibrio in mezzo al caos del Pensiero. Secondo quando riportato nelle Pergamene, di cui non ho potuto leggere i contenuti ma di cui sono venuto a conoscenza tramite narrazione orale, il Pensiero Primigeno da cui le due entita' si levarono era massa amorfa e ributtante di caos puro. All'inizio, dunque, ancor prima che il bene e il male, le Pergamene dell'inizio dei Tempi identificano la forza dominante come caotica: bene e male, nelle forme di Dheadis e Deothium, sorsero quindi per portare, attraverso il proprio controverso "legame", una forza che contrastasse ed equilibrasse l'azione del caos nel Pensiero Primigeno: la Legge.

Dheadis e Deothium dunque emergono dal caos per dar vita alla Legge, bilanciando cosi' il tutto e dando cosi' la possibilita' all'universo di venire generato, poiche' nulla dal caos puo' nascere.

Sempre secondo quanto scritto nelle Pergamene, l'azione equilibratrice di Dheadis e Deothium venne pero' turbata dal caos dei Pensieri Primigeni, troppo potente per poter essere arginato: il caos si insinuo' in Deothium, che era Tenebra e temeva e odiava la sua nemesi, Dheadis. Fu cosi' che Deothium, fomentato dal Caos, aggredi' con maggior vigore Dheadis, creando quello che i teologi concordano nel definire "Secondo Movimento": sopraffatta dall'aggressione, Dheadis venne distrutta. Poiche' pero' era pensiero la materia che l'aveva generata e la componeva, ciascuno dei suoi frammenti altri non era se non pensiero puro: e ogni frammento di pensiero assorbi' una o piu' delle sfaccettature che tutte assieme avevano composto l'entita' chiamata Dheadis, e ogni frammento acquisi' e fece proprio uno o piu' dei mille lati che componevano l'entita' che li aveva generati.

Fu cosi' che vennero alla luce le prime entita' Divine, dette "Entita' Maggiori": una di esse, fusasi con la retta giustizia e con la Legge, forza contrastante l'eterno caos primevo, fu Chastil il Giusto, che incarnava l'ideale di Divina e Retta Legge Suprema. Vennero Marhis, la Luna, e Althea, il Sole. E AryHann, l'equilibrio, prese cio' che gli altri non avevano preso per se, giacche' nulla dell'entita' Dheadis doveva tornare al caos primevo, che bramava piu' d'ogni altra cosa il dominio e il nulla che sempre era stato prima della loro comparsa.

Diversa ancora e' la versione narrata nelle "Cronache degli Albori", e diverse e plurime sono ancora una volta le versioni: le Cronache, redatte e custodite nelle Biblioteche dei Templi Marhisiti, riportano come entita' primigene generate dalla scissione di Dheadis solo Marhis, Althea e AryHann. Le nascita delle altre divinita' viene dalle Cronache collocata come Terzo Movimento, durante il quale, dal canto AryHann venne generato Chastil, cui ella diede tutta l'eredita' di Dheadis di cui era depositaria, tenendo per se solo il pacato equilibrio: quindi riprese a cantare, e vennero alla luce Sulu, Shod, Aelistea, Nathien, Ganeidon, Hazon. Ad ognuna di esse, mentre AryHann le creava, Chastil donava parte dell'essenza di Dheadis, affidando loro una sfaccettatura di cio' che prima era stato un tutto, e che ora andava assumendo forme plurime. Ecco che vennero al mondo dunque la bonta', la giustizia implacabile, l'amore, l'essenza della natura, l'essenza delle creature animali, l'onore.

Deothium, nel frattempo, era completamente stato corrotto dal caos, che l'aveva sopraffatto: tentando quindi di assimilarlo, il caos primevo ne provoco' la rottura, e anch'esso si scindette in diverse sfaccettature, che furono tutte contaminate dal caos e, seppur non assorbite, da esso infuse della propria essenza. Nacquero dunque Zeius, Asuka e Xanathon, il male, la distruzione e l'odio. Ed essi guardarono alle divine entita' di luce, e ne ebbero paura, giacche' grande era il loro numero, ed essi erano pochi, ed avevano in se i semi del caos primigeno, che nulla edifica e nulla costruisce, e nessuna certezza dona se non quella della disfatta. E si prodigarono, dunque, nel creare altri che prendessero in se parte dell'eredita' di Deothium: e crearono la morte, e le diedero nome Tricksty, e l'oscurita' contrapposero alla luce, e le diedero zanne affilate per ghermire le prede e nero mantello entro cui nascondersi, dandole nome Mobius. Infine, quando tutto sembrava compiuto, ecco che trovarono un unico filamento non contaminato dal caos primigeno: e lesti lo afferrarono, e in esso infusero volonta'. Ma questi bramava d'esser loro pari, non comprendendo l'inganno del caos, che potere promette ma nulla crea: ed essi gli impedirono di fondersi nel caos primigeno, di esserne contaminato. Ed egli ribolli' del proprio furore, e contro coloro che lo generavano rivolto' il proprio rancore, ma invano: e tutti furono concordi, nell'infondere in questi la rabbia e l'ira, nel dargli nome Pharadia, unico tra gli Oscuri a non essere contaminato dal caos primevo.

Cosi', ebbe fine il quarto movimento.

Le altre narrazioni riportano tutte simili elementi, rimanendo in sorprendente accordo con queste: fortemente rimpiango di non poter consultare il Manoscritto delle Ere, giacche' sono sicuro che altro sarebbe il mito narrato in quelle pagine. Ma i frammenti in mio possesso non arrivano che ai movimenti da me gia' riportati all'inizio, e dunque nulla posso fare se non sperare che un giorno qualcuno non possa colmare questa lacuna.

Esiste, infine, un quinto movimento: ma sono incline a dedicarvi un capitolo a parte e una trattazione piu' approfondita, giacche' grandi sono le differenze nella sua narrazione tra i vari culti, e merita dunque un diverso spazio all'interno dell'Enciclopedia.

[2] Enciclopedia Verum - I: Teogonia

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Durga Maat, il loto sulla sommità di Kyra

Quinta Era · Il tempo che abitiamo

Il mondo ha ancora
un domani.

Shod e Natauro portano le scintille.
Durga Maat sceglie che le storie continuino.

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