Le sale di Elgalir accolgono gli ultimi fratelli divini. I mortali incontrano sempre più raramente gli dèi, mentre sogno, arte e fortuna trovano nuovi nomi.
Il Sesto Movimento si compie. Nessuno sa ancora quale alba seguirà.
Una pergamena compare a Kyrandor. Un alfiere bianco tinto di rosso pende dal legno. Nasrudin invita chi è sopravvissuto, rinato o ricorda a ritrovarsi ai tavoli di dama Esme.
Le memorie dei risvegliati possono essere diverse. Ogni voce ha un posto nel racconto.
Shod, Natauro e Tricksty danno un volto alla Quarta Era. Le carte di ReLOD ritrovano anche gli altri Immortali e custodiscono i progetti della riapertura: il desiderio di dare ancora una forma al mondo.
I volti di un’era; nelle carte, la memoria di ciò che fu pensato.
Durga Maat nasce onnipotente. Shod e Natauro hanno portato le scintille; è lei a scegliere, per amore, che gli altri dèi continuino a esistere. Nella sua volontà prende vita la Quinta Era.
Gli Immortali continuano a esistere con poteri minori. Il loto rimane aperto sopra Kyra.
I Movimenti raccontano la creazione; le Ere, le trasformazioni del mondo. Le date degli archivi appartengono alla storia della comunità, non al calendario di Therial.
Il mondo torna a essere abitabile. La memoria del buio accompagna chi si risveglia, mentre la storia ricomincia attraverso le voci di chi è disposto a raccontare.
Nasrudin si risveglia in una foresta e percepisce fili di luce fra le cose. Cercando acqua, incontra nel riflesso il proprio volto e i segni della propria discendenza. Non sa se sia cambiato il mondo o il suo modo di vederlo; sa che è arrivato il momento di tornare fra gli altri.
Affida il proprio racconto a una pergamena sulla bacheca di Kyrandor. Una pedina da scacchi, un alfiere bianco tinto di rosso, pende dal legno che la sostiene. L’invito è concreto: ritrovarsi allo spegnersi di Kyra, davanti a una bevanda calda, ai tavoli di dama Esme.
Nella sua esperienza, l’universo si è raccolto in una singolarità e il movimento divino gli appare come un atto d’amore. La distanza fra mente, corpo e parola gli sembra svanire. È il linguaggio di chi ha attraversato il buio e tenta di dare forma a ciò che ricorda.
La Terza Era può quindi accogliere memorie diverse della stessa frattura: sopravvissuti, rinati e persone che custodiscono soltanto frammenti. Il passato rimane materia di incontro e di racconto.
Gli appunti raccolti in Spunti legano l’implosione del mondo a un indebolimento dei confini fra piani e preparano una vicenda di Rathal e del suo tentativo di conquista. Sono tracce di lavoro utili a riconoscere una direzione narrativa; non contengono una conclusione sufficiente a trasformare ogni passaggio in cronaca compiuta.
In questa edizione Rathal rimane fra le vicende da ricostruire attraverso altre testimonianze. Il suo nome non viene usato per spiegare automaticamente ogni conseguenza del Grande Buio.
La ricostruzione concordata colloca nella Terza Era il ciclo aperto dalla riapertura del 2014 e dalla lettera di Nasrudin. La successiva riapertura del 2020 introduce la Quarta. Questi anni datano la storia della comunità e dei documenti: non sono anni del calendario interno di Therial.
I testi storici conservano la voce delle fonti; introduzioni e raccordi sono redazionali. Le rielaborazioni sono indicate. Le trascrizioni originali sono incluse nella Biblioteca. Leggi i criteri editoriali.