Le sale di Elgalir accolgono gli ultimi fratelli divini. I mortali incontrano sempre più raramente gli dèi, mentre sogno, arte e fortuna trovano nuovi nomi.
Il Sesto Movimento si compie. Nessuno sa ancora quale alba seguirà.
Una pergamena compare a Kyrandor. Un alfiere bianco tinto di rosso pende dal legno. Nasrudin invita chi è sopravvissuto, rinato o ricorda a ritrovarsi ai tavoli di dama Esme.
Le memorie dei risvegliati possono essere diverse. Ogni voce ha un posto nel racconto.
Shod, Natauro e Tricksty danno un volto alla Quarta Era. Le carte di ReLOD ritrovano anche gli altri Immortali e custodiscono i progetti della riapertura: il desiderio di dare ancora una forma al mondo.
I volti di un’era; nelle carte, la memoria di ciò che fu pensato.
Durga Maat nasce onnipotente. Shod e Natauro hanno portato le scintille; è lei a scegliere, per amore, che gli altri dèi continuino a esistere. Nella sua volontà prende vita la Quinta Era.
Gli Immortali continuano a esistere con poteri minori. Il loto rimane aperto sopra Kyra.
I Movimenti raccontano la creazione; le Ere, le trasformazioni del mondo. Le date degli archivi appartengono alla storia della comunità, non al calendario di Therial.
Shod, Natauro e Tricksty danno un volto alla Quarta Era: la giustizia, lo stupore delle arti e il mistero dell’ultimo incontro. Intorno a loro, le carte di ReLOD custodiscono le presenze divine e i progetti di un mondo che cerca ancora una forma.
I volti della Quarta Era seguono la direzione narrativa del creatore. Le proposte contenute nelle carte della riapertura restano memoria d’archivio.
La Quarta Era segue il ciclo di Nasrudin e si lega alla riapertura del 2020. È una soglia nella storia di ReLOD: il mondo porta con sé nomi antichi, memorie del buio e il desiderio di tornare a essere abitato. Le carte della riapertura lasciano intravedere questo lavoro ancora vivo, fatto di continuità e possibilità.
Shod, Natauro e Tricksty sono i tre volti che accompagnano il lettore attraverso questa era. Le loro storie vengono da lontano: la giustizia di Shod, la meraviglia di Natauro, la morte custodita da Tricksty. Ritrovarli qui significa riconoscere il filo che unisce le età di Therial, prima che il loto di Durga Maat apra un tempo nuovo.
Shod conserva il peso della memoria. Prima di essere riconosciuto come dio aveva studiato le leggi, ascoltato gli uomini e cercato una misura per giudicare le loro azioni. Il volto maturo scelto per questa Biblioteca rende visibile quella gravità: in una mano la bilancia, nell’altra la spada. Nelle carte di ReLOD il suo nome accompagna il ritorno del mondo e la ricerca di un ordinamento divino.
Natauro porta uno sguardo diverso. Il dio bambino delle arti, nato nella Seconda Era, rimane legato allo stupore di chi ascolta una canzone o vede nascere un’immagine. La memoria della comunità lo ricorda accanto a Shod nella continuità del progetto e fra le presenze emerite del nuovo corso. Nel libro delle Ere il suo volto custodisce questa possibilità: qualcosa può ancora essere creato, anche dopo un lungo silenzio.
Tricksty ricorda la soglia che ogni vita incontra. Le descrizioni antiche ne velano il volto, le pongono accanto il corvo e fanno della bellezza e dello scheletro due aspetti della stessa presenza. Nelle carte della riapertura il suo nome torna fra quelli che accompagnano ReLOD; nei progetti di un nuovo ordine, l’ambito dei morti le viene affidato. La sua figura conserva così la profondità di ciò che il mondo perde e non dimentica.
Le testimonianze ricordano anche Hazon e Chastil; i nomi di Mobius, Sulu, Pharadia e Lesyel attraversano la ricostruzione del periodo. Aelistea e Xanathon compaiono nelle memorie dei progetti che precedono la riapertura. Natauro, Nathien, AryHann e Kyra sono ricordati fra le presenze emerite.
Sono nomi che appartengono insieme all’immaginario divino e alla storia della comunità. Il documento ci aiuta a ritrovarli, ma non trasforma ogni intervento nella vita del progetto in un’impresa compiuta dal dio dentro Therial. Le pagine degli Immortali conservano i culti, i racconti e le descrizioni; queste carte custodiscono il contesto in cui il mondo cercò di riaprirsi.
Una proposta affida a Shod l’ambito degli dei, a Tricksty quello dei morti e a Hazon quello dei viventi, con forme di controllo reciproco. La conserviamo come memoria della Quarta Era. Non è il governo stabilito per la Quinta e non viene presentata come un ordinamento certamente entrato in vigore.
Le stesse carte propongono per Shod un aspetto felar leonino, insegne solari e lunari, una toga decorata e un serpente piumato. È una traccia iconografica di quel progetto. Il ritratto scelto oggi lo rappresenta invece come un uomo maturo e forte, con la bilancia e la spada della giustizia.
Anche l’idea di liberare Althea per decreto appartiene alle ipotesi conservate. Non costituisce una testimonianza della sua liberazione. La distinzione permette di custodire il documento senza fargli raccontare eventi che non prova.
La Quarta Era consegna alla successiva i propri nomi e le proprie domande. Shod e Natauro avranno un ruolo essenziale nell’inizio che seguirà: raccoglieranno le scintille di Deothium offerte dalle divinità desiderose di tornare all’Uno, e Shod compirà il gesto della creazione.
Da quelle scintille nascerà Durga Maat. La grande protagonista della Quinta Era sarà lei: onnipotente, libera dai vincoli della condizione umana, capace di scegliere per amore che gli altri Immortali continuino a esistere con poteri minori. Il loro passato potrà accompagnare il futuro perché la nuova dea gli avrà lasciato un posto.
I testi storici conservano la voce delle fonti; introduzioni e raccordi sono redazionali. Le rielaborazioni sono indicate. Le trascrizioni originali sono incluse nella Biblioteca. Leggi i criteri editoriali.