[[ARCHIVE_OPEN_I]]Tratto dal Manoscritto delle Ere, testo ritenuto disperso di cui pero' si conservano ricostruzioni parziali postume:[[ARCHIVE_CLOSE_I]] "[...]cosi', come quei che se stessi nomano Saggi da sempre sanno et sempre sapranno, finche' invero tali potranno considerarsi, v'e' uno et uno solo elemento che dallo Circolo non provenga, et in esso medesimo non ritorni. Senza sostanza et non corpo, senza anima et non spirito, esso unisce lo Mortale allo Divino, lo homo et lo demone, lo animale et lo corpo dallo elemento infuso. Esso e' lo Pensiero, fluente mare di nulla et di tutto, che tutti unisce et le cui porte a taluni e' dato di violare.[...]" "[...]esso non ha nascita, ne' morte vi domina, giacche' e' risaputo che taluni riuscirono, in epoche passate e fors'anco presenti, a far si che lo proprio pensiero sopravvivesse allo disfacimento dello corpo materiale. Esso e' dunque eterno, in eterno movimento et in eterna evoluzione: esso e' la base, l'alfa di tutto cio' che e' stato et l'omega di cio' che sara' alla fine delle Ere della Vita. Esso esisteva quando ancora lo vuoto era lo unico ad occupare lo spazio, quando luce non rischiarava tenebra e tenebra non inghiottiva luce. In esso, tenebra e luce divennero sostanza, levandosi dallo mare primordiale de li dissonanti echi dello pensiero istintivo, quale germe da lungo tempo seminato et per lungo tempo covato nello grembo d'una terra in grande tumulto, che bucando lo ventre che lo ha custodito, stenda i primi germogli verso lo vuoto che solo conteneva lo tutto. Et lo primo nomo' se stesso Dheadis, et luce prese per se, et gioia covo' nel virgulto dello proprio essere; et quello che fu secondo non per ordine, umbra infuse in quelle proprie carni che carni non erano, et odio instillo' in quella propria essenza che spirito non aveva. Et nomo' se stesso "Deothium", et lo male ebbe da quegli concepimento.[...]" La creazione dell'Inizio, la nascita di tutto, viene da ogni credo ricondotta al dualismo dell'esistenza: due entita', Dheadis e Deothium, che presero forma da cio' che nel perduto "Manoscritto delle Ere" (di cui altro non s'e' rinvenuto che non fossero ricostruzioni postume, a memoria, in lingue gia' ormai antiche) viene definito come l'unico elemento che non proviene dal "Circolo". Poco o nulla si sa di concreto su questo "Circolo" che il Manoscritto delle Ere cita piu' e piu' volte: era forse qualcosa di simile al pentacolo alchemico, la ciclicita' dei cinque elementi e il modo in cui essi risultano, secondo l'Alchimia, legati in opposti e complementari? E' questa forse l'ipotesi piu' accreditata. Nel Manoscritto, il Pensiero viene indicato quale unico "elemento" fuoriuscente dal Circolo: il pensiero, infatti, e' qualcosa che esula dalle comuni leggi e trattazioni degli elementi, pur tuttavia rimanendo un elemento talvolta "fisico", talvolta "spirituale", ma mai univocamente identificabile in entrambi o uno dei due mondi. Il Pensiero viene indicato, nel Manoscritto delle Ere come pure nei Miti della Creazione alla base di molte delle attuali religioni, come la "materia prima" cui l'universo era composto nella notte dei tempi, prima che tutto avesse origine. Dal pensiero, stando agli scritti, due entita' sarebbero quindi emerse e avrebbero preso forma: un'entita' spiccatamente positiva, in accordo con la sfera della luce, Dheadis, e un'entita' marcatamente negativa, in accordo con la sfera della tenebra, Deothium. Il dualismo e' la base concorde cui ogni religione fa riferimento, nel narrare il mito della Genesi: due entita' nacquero dal caos informe che era lo spazio, due entita' discordi e contrastanti, che in se stesse contenevano ogni cosa, e nella loro somma erano tutto. Ma mai, per nessuna ragione, destinate a mescolarsi. Da qui il mito si scinde, prendendo diverse strade: nelle "Pergamene dell'Inizio dei Tempi", conservate e considerate oggetto di culto dai monaci Chastiliani, queste due forze distinte lavoravano in sinergia, creando una sorta di solido e assoluto equilibrio in mezzo al caos del Pensiero. Secondo quando riportato nelle Pergamene, di cui non ho potuto leggere i contenuti ma di cui sono venuto a conoscenza tramite narrazione orale, il Pensiero Primigeno da cui le due entita' si levarono era massa amorfa e ributtante di caos puro. All'inizio, dunque, ancor prima che il bene e il male, le Pergamene dell'inizio dei Tempi identificano la forza dominante come caotica: bene e male, nelle forme di Dheadis e Deothium, sorsero quindi per portare, attraverso il proprio controverso "legame", una forza che contrastasse ed equilibrasse l'azione del caos nel Pensiero Primigeno: la Legge. Dheadis e Deothium dunque emergono dal caos per dar vita alla Legge, bilanciando cosi' il tutto e dando cosi' la possibilita' all'universo di venire generato, poiche' nulla dal caos puo' nascere. Sempre secondo quanto scritto nelle Pergamene, l'azione equilibratrice di Dheadis e Deothium venne pero' turbata dal caos dei Pensieri Primigeni, troppo potente per poter essere arginato: il caos si insinuo' in Deothium, che era Tenebra e temeva e odiava la sua nemesi, Dheadis. Fu cosi' che Deothium, fomentato dal Caos, aggredi' con maggior vigore Dheadis, creando quello che i teologi concordano nel definire "Secondo Movimento": sopraffatta dall'aggressione, Dheadis venne distrutta. Poiche' pero' era pensiero la materia che l'aveva generata e la componeva, ciascuno dei suoi frammenti altri non era se non pensiero puro: e ogni frammento di pensiero assorbi' una o piu' delle sfaccettature che tutte assieme avevano composto l'entita' chiamata Dheadis, e ogni frammento acquisi' e fece proprio uno o piu' dei mille lati che componevano l'entita' che li aveva generati. Fu cosi' che vennero alla luce le prime entita' Divine, dette "Entita' Maggiori": una di esse, fusasi con la retta giustizia e con la Legge, forza contrastante l'eterno caos primevo, fu Chastil il Giusto, che incarnava l'ideale di Divina e Retta Legge Suprema. Vennero Marhis, la Luna, e Althea, il Sole. E AryHann, l'equilibrio, prese cio' che gli altri non avevano preso per se, giacche' nulla dell'entita' Dheadis doveva tornare al caos primevo, che bramava piu' d'ogni altra cosa il dominio e il nulla che sempre era stato prima della loro comparsa. Diversa ancora e' la versione narrata nelle "Cronache degli Albori", e diverse e plurime sono ancora una volta le versioni: le Cronache, redatte e custodite nelle Biblioteche dei Templi Marhisiti, riportano come entita' primigene generate dalla scissione di Dheadis solo Marhis, Althea e AryHann. Le nascita delle altre divinita' viene dalle Cronache collocata come Terzo Movimento, durante il quale, dal canto AryHann venne generato Chastil, cui ella diede tutta l'eredita' di Dheadis di cui era depositaria, tenendo per se solo il pacato equilibrio: quindi riprese a cantare, e vennero alla luce Sulu, Shod, Aelistea, Nathien, Ganeidon, Hazon. Ad ognuna di esse, mentre AryHann le creava, Chastil donava parte dell'essenza di Dheadis, affidando loro una sfaccettatura di cio' che prima era stato un tutto, e che ora andava assumendo forme plurime. Ecco che vennero al mondo dunque la bonta', la giustizia implacabile, l'amore, l'essenza della natura, l'essenza delle creature animali, l'onore. Deothium, nel frattempo, era completamente stato corrotto dal caos, che l'aveva sopraffatto: tentando quindi di assimilarlo, il caos primevo ne provoco' la rottura, e anch'esso si scindette in diverse sfaccettature, che furono tutte contaminate dal caos e, seppur non assorbite, da esso infuse della propria essenza. Nacquero dunque Zeius, Asuka e Xanathon, il male, la distruzione e l'odio. Ed essi guardarono alle divine entita' di luce, e ne ebbero paura, giacche' grande era il loro numero, ed essi erano pochi, ed avevano in se i semi del caos primigeno, che nulla edifica e nulla costruisce, e nessuna certezza dona se non quella della disfatta. E si prodigarono, dunque, nel creare altri che prendessero in se parte dell'eredita' di Deothium: e crearono la morte, e le diedero nome Tricksty, e l'oscurita' contrapposero alla luce, e le diedero zanne affilate per ghermire le prede e nero mantello entro cui nascondersi, dandole nome Mobius. Infine, quando tutto sembrava compiuto, ecco che trovarono un unico filamento non contaminato dal caos primigeno: e lesti lo afferrarono, e in esso infusero volonta'. Ma questi bramava d'esser loro pari, non comprendendo l'inganno del caos, che potere promette ma nulla crea: ed essi gli impedirono di fondersi nel caos primigeno, di esserne contaminato. Ed egli ribolli' del proprio furore, e contro coloro che lo generavano rivolto' il proprio rancore, ma invano: e tutti furono concordi, nell'infondere in questi la rabbia e l'ira, nel dargli nome Pharadia, unico tra gli Oscuri a non essere contaminato dal caos primevo. Cosi', ebbe fine il quarto movimento. Le altre narrazioni riportano tutte simili elementi, rimanendo in sorprendente accordo con queste: fortemente rimpiango di non poter consultare il Manoscritto delle Ere, giacche' sono sicuro che altro sarebbe il mito narrato in quelle pagine. Ma i frammenti in mio possesso non arrivano che ai movimenti da me gia' riportati all'inizio, e dunque nulla posso fare se non sperare che un giorno qualcuno non possa colmare questa lacuna. Esiste, infine, un quinto movimento: ma sono incline a dedicarvi un capitolo a parte e una trattazione piu' approfondita, giacche' grandi sono le differenze nella sua narrazione tra i vari culti, e merita dunque un diverso spazio all'interno dell'Enciclopedia.