Tra colline levigate, tre cinte di mura e giardini attraversati dal canto, Cetrim Aerys conserva una delle memorie più ricche della civiltà elfica. Nei racconti compare anche come Cetrym Aeris: una città da conoscere attraverso i suoi luoghi, i suoi abitanti e le voci che ne hanno custodito il nome.
L’inchiostro sta finendo, il messo deve ancora partire e Vintar ha molte cose da dire. La lettera inviata a Caladrass comincia a Nuova Ofcol, nel giorno di Deothium, il quattordicesimo del mese di Xanathon. La gioia per una notizia ricevuta si intreccia subito con il tempo che passa: l’abate invecchia, ma continua a vegliare sui documenti della biblioteca.
La città appare attraverso questa stanza e questa voce. Non una veduta delle mura, bensì il luogo da cui qualcuno scrive a una persona cara, ricorda il suo passato e spera di rivederla. Il Journal conserva la lettera sotto il nome di Caladrass, con la data del primo novembre 2003.
Le pagine del sito antico nominano Nuova Ofcol più volte attraverso gli Immortali. Chastil vi è adorato in modo particolare; Hazon vi conta molti fedeli. Gli edifici dedicati ad Aelistea fanno parte di questa memoria religiosa, benché la dea preferisca il proprio Gazebo nel Reame dello Specchio ai templi di pietra.
La pagina di Xanathon traccia invece un confine netto: nella città santa di New Ofcol il suo culto non trova posto. Sono sguardi provenienti da devozioni differenti, ciascuno attento a ciò che avvicina o allontana la città dal proprio dio. Letti insieme, restituiscono un luogo nel quale la fede partecipa all’identità pubblica.
Vintar sorveglia la copia e la custodia dei documenti. Scherzando con Caladrass, teme che senza di lui la preziosa mappa delle terre d’ombra sarebbe già finita nella zuppa di qualche cena. La battuta nasconde una cura ostinata: i libri possono sopravvivere soltanto se qualcuno continua a occuparsene.
L’abate si lamenta anche dei giovani novizi. Gli incarichi pesano loro e i doveri sembrano obblighi imposti, mentre egli ricorda un tempo diverso. Vorrebbe che Caladrass tornasse a insegnare il Sacro Codice. Il sapere della città passa così attraverso gesti ripetuti, lezioni, richiami e il desiderio di affidare ad altri ciò che non si potrà custodire per sempre.
Alla richiesta dell’amico, Vintar risponde con affetto e misura. La propria benedizione è quella di un uomo; Caladrass porta già quella di Marhis, che lo ha scelto come Araldo. L’abate lo invita ad ascoltare il cuore, attraverso cui la Signora della Luna ispira i fedeli, e desidera conoscere la dama che lo ha conquistato.
L’invito a tornare a Ofcol riunisce la dimensione religiosa e quella personale. Non si tratta soltanto di ricevere un assenso, ma di ritrovare una voce capace di ricordare chi si era prima di un nuovo passo. Perfino le vecchie osservazioni sulla guardia e sugli affondi di Caladrass appartengono a questa familiarità.
Le descrizioni del gioco conservano anche il Tempio di Ofcol e la Cittadella Dorata, con sale che portano il nome dei DragonLords. La lettera di Vintar parla invece del tempio di Marhis e della sua biblioteca. Le due prospettive ampliano la città senza obbligare a sovrapporre edifici che le testimonianze non identificano come uno solo.
Nuova Ofcol si lascia dunque ritrovare percorrendo le sue devozioni e ascoltando chi vi ha insegnato, pregato o scritto. La lettera rimane aperta al lettore come l’invito dell’abate: ci sono ancora molte cose di cui parlare, prima che il messo riparta.
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Journal di TherialDiari degli avventurieri
Testo storico conservato
Nuova Ofcol, giorno di Deothium, 14esimo del mese di Xanathon Mio caro Caladrass, non esistono parole adatte a esprimere, figliolo, la profonda gioia con cui ho accolto la lieta notizia recatami dalla tua ultima missiva. Gli anni passano, Caladrass... E non sono piu' quello di un tempo. Certo, la mia mente e' ancora sveglia e acuta; che resti tra noi, ma credo che se non vi fossi io a sovrintendere la copia e la custodia dei documenti della biblioteca, la tua preziosa mappa delle terre d'ombra sarebbe gia' finita nella zuppa della cena di qualche annetto fa... I giovani novizi non hanno piu' l'impeto di una volta, ragazzo mio. Vedono gli incarichi come pesanti incombenze, e i doveri come obblighi imposti... E spesso mi sono trovato nella sgradevole posizione di doverli riprendere, mio malgrado. Un tempo tutto questo non sarebbe accaduto... Sai, ragazzo mio... Non ritiro quanto gia' detto un tempo: la tua guardia e' scarsa, e i tuoi affondi sono lenti e prevedibili come quelli di un principiante... Ma se tu un giorno decidessi di ripensare alla mia proposta, sappi che sarebbe per me un'immensa gioia se tu accettassi di tornare a insegnare il Sacro Codice ai novizi... Ma mi sto dilungando, e non e' certo per questo che ho cosi' tempestivamente risposto alla tua missiva della scorsa settimana. La mia benedizione, figliolo?...te lo dissi gia' otto anni or sono, quando mi rivolgesti, per altri motivi, la medesima domanda: la mia e' la benedizione di un uomo, Caladrass, e per quanto puo' valere, se tale e' il tuo desiderio sappi che senza dubbio alcuno sono disposto ad accordartela. Ma non ne hai bisogno, figlio mio, perche' rechi in te la benedizione della Signora della Luna, che ti ha scelto quale suo Araldo... Segui i tuoi sentimenti, e fa sempre cio' che il cuore ti dice, giacche' e' attraverso di esso che la Splendente Marhis ispira i suoi fedeli e guida i suoi devoti. Sono impaziente di conoscere la dama che ha saputo rapirti il cuore, e confido che accetterete il mio invito a recarvi qui, in Ofcol, a farmi visita. Perdonami se insisto, figliolo, ma ci sono molte cose di cui dobbiamo parlare... Il tempo e' tiranno, e l'inchiostro nel mio calamaio ormai finito: se Marhis vorra', il messo sara' puntuale, e questa lettera giungera' in giornata. Puoi dare la risposta direttamente al ragazzo: e' fidato, non aprira' il plico e lo fara' giungere a me piu' in fretta di qualunque corriere. ...possa la Signora della Luna proteggerti e guidarti, benedetto figliolo... Tuo, con affetto, Vintar di Ofcol
I testi storici conservano la voce delle fonti; introduzioni e raccordi sono redazionali. Le rielaborazioni sono indicate. Le trascrizioni originali sono incluse nella Biblioteca. Leggi i criteri editoriali.
Tra colline levigate, tre cinte di mura e giardini attraversati dal canto, Cetrim Aerys conserva una delle memorie più ricche della civiltà elfica. Nei racconti compare anche come…