Tra colline levigate, tre cinte di mura e giardini attraversati dal canto, Cetrim Aerys conserva una delle memorie più ricche della civiltà elfica. Nei racconti compare anche come Cetrym Aeris: una città da conoscere attraverso i suoi luoghi, i suoi abitanti e le voci che ne hanno custodito il nome.
La Piazza del Mercato di Nuova Thalos accoglie il viaggiatore con visioni e suoni che le descrizioni del gioco dichiarano propri di quel luogo. Per orientarsi bisogna cominciare a camminare. La medina si apre a sud; il mercato prosegue verso nord, ovest ed est.
Questo primo incontro non consegna una città immobile. Ci sono vie da attraversare, persone da incontrare e punti di riferimento da imparare. Anche il nome richiede attenzione: nelle voci degli avventurieri Nuova Thalos può diventare semplicemente Thalos, mentre una risposta alle bacheche ricorda espressamente che la città antica e quella nuova non sono la stessa cosa.
Nel trattato di Syrik, una grande scalinata di marmo sale dalla piazza del tempio fino a due cancelli di ferro. Oltre la soglia, pilastri giganteschi reggono il soffitto; gli affreschi raccontano la storia e le divinità della città. Un tappeto rosso scuro percorre la navata, tenuto con cura fino all’altare d’onice.
Il tempio comprende la sala delle donazioni, la gilda dei chierici e gli alloggi dell’alto sacerdote. Nel suo cuore si apre un portale permanente verso Kyrandor. La città degli scambi possiede così anche un passaggio che abbrevia le distanze: una soglia magica inserita fra le pratiche quotidiane del culto.
Nel novembre 2004, il rapporto di Siya racconta la rottura di quella vicinanza. Durante i lavori di ricostruzione viene rinvenuta un’antica reliquia, detta anthariana. La legislatrice le attribuisce odio e violenza: i governanti di Kyrandor e Thalos litigano per possederla, il primo la sottrae e fugge, il secondo dichiara guerra.
Siya riferisce di averli destituiti e di aver radunato le guardie delle altre città della Federazione. Lo scontro, però, è già in movimento. Per raggiungere il manufatto deve attraversare le guardie ribelli e chiedere l’aiuto di altri avventurieri. Il racconto restituisce una pace infranta dall’interno, fra città che avrebbero dovuto riconoscersi nella stessa legge.
Con l’aiuto di Dhora, Siya recupera la reliquia, ma un malore le impedisce di distruggerla. L’oggetto si leva in aria e si divide in quattro scie infuocate, dirette verso luoghi che il rapporto non identifica. Occorrerà ritrovare i frammenti, ricomporli e spezzare ciò che ha suscitato la guerra.
La quiete ottenuta dopo gli scontri appare alla stessa Siya provvisoria. Nel congedarsi, si assume la responsabilità delle guardie morte, dei danni e dei cittadini coinvolti; accetta anche la possibilità che le venga revocato l’incarico. La voce che racconta la crisi non si colloca al di sopra delle sue conseguenze.
Le risposte discutono subito il rapporto. Alisterion corregge il titolo del governante: a Nuova Thalos, osserva, c’è un sultano, non un sindaco. Karura interviene sul rapporto fra gli amministratori locali e i Legislatori, ricordando che le guardie rispondono alla Federazione; aggiunge che la città era destinata a essere modificata.
Queste voci fanno parte della sua memoria quanto il racconto della battaglia. Mostrano un mondo che veniva abitato e, nello stesso tempo, discusso da chi cercava di renderlo coerente. Il tempio, il mercato e la guerra rimangono riconoscibili; i nomi del comando portano ancora le tracce di quel confronto.
é con moltissima tristezza che riporto i fatti svoltisi in questi funesti giorni.
Stavo sorvegliando i lavori di ricostruzione quando é stato rinvenuto un'antica reliqui anthariana che in seguito scoprimmo che é portatrice d'odio e violenza.
Alla notizia del rinvenimenti il sindaco di Kyrandor e il suo omonimo a Thalos accorsero ed iniziarono a litigare su chi fosse il proprietario.
Dopo un po', nonostante i miei inviti alla calma, il sindaco di Kyrandor impazzito rubò il manufatto e scappò causando l'ira del sindaco di Thalos che dichiarò guerra contro Kyrandor.
Immediatamente destituii entrambi per questi gravi fatti e il sindaco di Kyrandor dopo aver nascosto l'idolo si suicidò ma nonostante ciò l'attacco della città di Thalos partì.
Non riuscendo ad evitare lo scontro radunai tutte le guardie delle altre 3 città della federazione e aspettai l'offensiva di tutte le guardie incriminate.
Pensavo che facendo così avrei evitato che cittadini venissero coinvolti ma dopo aver sentito urlare Dhora capii che per fermare questa situazione dovevo trovare a distruggere quello stupido manufatto e così per farmi strada iniziai ad uccidere decine e decine di guardie di Thalos.
Non riuscendo ad avanzare però dovetti farmi aiutare da un gruppo di valorosi che immediatamente iniziarono feroci scontri contro le guardie incriminate per rivolta contro la federazione e così trovai il tempo per dedicarmi alla ricerca.
Grazie all'aiuto di Dhora riuscii ad imposessarmene ma purtroppo a causa di un forte malore non riuscii a distruggerlo.
Il manufatto caduto in terra dalle mie mani si elevò in aria e dopo un po' quattro scie fiammanti impattarono in chissà quali zone.
Quelle scie erano i quattro pezzi del manufatto che adesso dev'essere trovato, ricomposto e distrutto per porre fine a tutto.
Perso il manufatto dovetti uccidere altre guardie e finalmente una pace che se non mi sbaglio é solo momentanea regnò sulla federazione.
Mi prendo tutte le responsabilità di tale azione che ha portato allo sterminio di gran parte dell'esercito di Thalos, alla morte di molte guardie delle altre città della federazione, ad un numero incalcolabile di danni ed al coinvolgimento di alcuni innocenti cittadini e se vorrete revocarmi la delega di legislatrice comprendo.
OFF: Informarsi prima di dare via ad una quest che ci coinvolge in prima persona? I Legislatori governano la Federazione ed i sindaci o sultani (soprattutto il sultano che poi è OFF, visto che la città deve essere cambiata) non sono che sottoposti impossibilitati a prendere decisioni, infatti le guardie rispondono ai nostri ordini e non ai loro, al massimo curano la parte amministrativa, ma non bellica.
I testi storici conservano la voce delle fonti; introduzioni e raccordi sono redazionali. Le rielaborazioni sono indicate. Le trascrizioni originali sono incluse nella Biblioteca. Leggi i criteri editoriali.
Tra colline levigate, tre cinte di mura e giardini attraversati dal canto, Cetrim Aerys conserva una delle memorie più ricche della civiltà elfica. Nei racconti compare anche come…