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La città delle tre cinte e della memoria elfica

Cetrim Aerys

Tra colline levigate, tre cinte di mura e giardini attraversati dal canto, Cetrim Aerys conserva una delle memorie più ricche della civiltà elfica. Nei racconti compare anche come Cetrym Aeris: una città da conoscere attraverso i suoi luoghi, i suoi abitanti e le voci che ne hanno custodito il nome.

Adattamento pittorico del panorama storico di Cetrim Aerys: torri azzurre, cupole dorate e un alto ponte ad arcate.
Interpretazione artistica · L’immagine e le fonti · Illustrazione storica originale
Therial · Geografia✦
Indice del volume
  1. Nasrudin e il tempo presente
  2. La strada e le tre cinte
  3. Il Foro, le leggi e la parola
  4. Arti, studio e mestieri
  5. Giardini e divinità
  6. Il Palazzo e la Torre dell’Apoteosi
  7. Le memorie dell’origine
  8. Loec, Jamirithiana e i cancelli aperti
  9. Dal silenzio alle nuove voci
  10. Adryan: il rilievo della città · prima parte
  11. Adryan: il rilievo della città · seconda parte
  12. Alhen e Tecliss: le voci raccolte da Adryan
  13. Cetrim Aerys città aperta?
  14. La compagnia di Cetrim
  15. Un tempo fu Impero.
  16. Fonti e attribuzioni

Nasrudin e il tempo presente

Oggi Nasrudin è «Venerabile Maestro della Loggia degli Architetti, Capocabala Shalafi, Re di Cetrim Aerys». La guida della Loggia degli Architetti e degli Shalafi si affianca alla responsabilità di regnare su Cetrim Aerys. La città conserva una memoria più vasta di ogni singolo sovrano: i nomi incisi nel Sacrario, le vicende di Loec e Jamirithiana, il cammino di chi attraversò le vie ormai silenziose. Conoscere Cetrim significa incontrare queste voci e riconoscere, dietro ogni edificio, le vite che lo hanno abitato.

[1] Nasrudin · titoli e responsabilità nella nuova era [2] Il Sacrario dei Sovrani [3] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim [4] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim [5] Nasrudin e i titoli sovrani · revisione attuale

La strada e le tre cinte

La strada per Cetrim corre fra cipressi e cippi di pietra chiara. Le colline serrano la capitale su tre lati; nell’apertura rimasta, una valle si restringe verso le fortificazioni. La Triplice Cinta chiude questo riparo naturale. Ai suoi lati si alzano la Torre del Dragone e quella dell’Ippogrifo. I Cancelli di Diamante devono il nome alla loro resistenza: le descrizioni li vogliono forgiati nell’adamantite delle armi di un esercito di elfi scuri sconfitto, ornati di bronzo e grandi aquile dalle ali spiegate.

[6] I Cancelli di Diamante [7] La strada verso Cetrim Aerys [8] La strada verso Cetrim Aerys [9] La Torre del Dragone [10] La Torre dell'Ippogrifo

Il Foro, le leggi e la parola

Il cuore cittadino è un Foro di pietra bianca, avvolto da portici che proseguono attraverso gli archi delle quattro vie principali. La Stele delle Leggi rende pubblici diritti e divieti; la Tribuna Oratoria, scolpita nel marmo azzurro, offre un luogo alla parola. Attorno sorgono il Palazzo di Giustizia, il Sacrario dei Sovrani e il Credito Civile. Una tavoletta di quest’ultimo conserva un cambio storico dell’Aureo Elfico in moneta comune, uno a dieci: una traccia dell’antica economia locale.

[11] Il Foro Settentrionale [12] Il centro del Foro [13] tribuna oratori oratoria [14] Il Credito Civile [2] Il Sacrario dei Sovrani

Arti, studio e mestieri

Via del Tramonto, Via delle Stelle, Via del Riso e Via della Sapienza danno alla città un ritmo riconoscibile. Palazzi altissimi erano uniti da ponticelli di cristallo. Il Teatro di Aelyen apriva le gradinate al cielo; nelle giornate di pioggia, grandi teli proteggevano gli spettatori. Nell’Accademia della Sapienza Superiore la magia si insegnava nei giardini, fra ruscelli e gigli. Più in basso, forge, oreficerie e botteghe accompagnavano i commerci. Le Provvisioni Generali ricordano l’assistenza voluta da Aerys per chi possedeva pochi mezzi.

[15] Via del Tramonto [16] Il Teatro di Aelyen [17] Le tribune superiori [18] L'Accademia della Sapienza Superiore [19] I giardini dell'Accademia [20] Le Provvisioni Generali

Giardini e divinità

La bellezza di Cetrim abitava anche i luoghi di riposo. Nei Giardini dei Cantori si incontravano musica, sentieri di ghiaia bianca e il laghetto di AryHann. Le rose delle Terme richiamavano Aelistea; al Tempio di Hazon si discuteva la giustezza delle guerre e si invocava protezione per l’armata. Il Corpus Iuris Imperialis affidava all’Ecclesiarchia della Luce i culti di Amore, Giustizia e Onore. Queste presenze aiutano a leggere la città attraverso le sue relazioni con gli Immortali.

[21] Il laghetto di AryHann [22] Il porticato d'ingresso alle Terme [23] Il Tempio di Hazon [24] corpus volume libro [25] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan

Il Palazzo e la Torre dell’Apoteosi

I giardini imperiali conservano nelle descrizioni un’abbondanza di gigli, rose, violette e orchidee. Oltre quel verde, il rilievo della città abbandonata mostra una ferita: del Palazzo rimangono le mura esterne, il pavimento policromo e il cielo visibile attraverso il tetto squarciato. Sul Colle dei Falchi, la Torre dell’Apoteosi custodisce affreschi di miti e storia elfica. Dalla sua sommità, sotto una cupola d’oro sostenuta dal marmo bianco, si abbracciano la capitale, i giardini e la via d’accesso.

[26] I Giardini di Palazzo [27] All'interno del Palazzo Imperiale [28] Il Colle dei Falchi [29] La Torre dell'Apoteosi [30] Il culmine della Torre

Le memorie dell’origine

Il Sacrario tramanda cinque nomi: Aerys il Grande, Thaelyn il Gentile, Thalaendraal il Magnanimo, Thalendryeel la Spietata e Thalangil Cuor di Fiamma. Una cronaca antica, citata sul forum nel 2003, chiamava la prima città Cetrim Thalanien e attribuiva ad Aerys la sua fondazione. Altre testimonianze insistono invece sulla storia costruita in gioco da Loec. Questi racconti non coincidono perfettamente. La Biblioteca li conserva come strati della memoria, distinguendo la tradizione imperiale dalle successive discussioni sulla sua collocazione nella storia di Therial.

[2] Il Sacrario dei Sovrani [31] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim [4] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim

Loec, Jamirithiana e i cancelli aperti

Le comunicazioni dello staff del 2003 ricordano Loec, autore della città, morto nella storia, e Jamirithiana, designata come erede e poi ritiratasi dal trono. Nel giugno 2005 le Cronache annunciano cancelli aperti, ma avvertono che le guardie restano ostili agli estranei privi di lasciapassare. Intorno alla successione circolano voci; fra queste, la ricerca della Pietra dell’Anima, associata al generale Amlugil. Il giornale le presenta come indiscrezioni: il loro valore è quello di una città attraversata da attese e domande.

[3] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim [4] Elezioni di un nuovo IMperatore a Cetrim [32] Cetrim Aerys città aperta?

Dal silenzio alle nuove voci

Nel settembre 2006 Serif, Yukey e Shairen raccontano una tempesta, uno scontro ai cancelli e la decisione delle guardie di sciogliere il proprio giuramento. Nel 2007 tornano altre voci: Nogitsu sogna una compagnia per il teatro; Elhen incontra Alhen fra i fiori del Palazzo; Adryan percorre vie e monumenti e ne consegna un resoconto a Dhora. Nel 2009 un racconto mostra un cavaliere senza nome che rialza i vessilli e giura la rinascita. Sono gesti, desideri e testimonianze conservati nella loro voce: da qui la memoria raggiunge il presente di Nasrudin.

[33] La fine di un regno [34] La fine di un regno [35] La fine di un regno [36] La compagnia di Cetrim [37] Tra i giardini del Palazzo Imperiale [25] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan [38] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan [39] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan; Alhen; Tecliss [40] Un tempo fu Impero.

Adryan: il rilievo della città · prima parte

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Adryan · lettera del 4 giugno 2007, pubblicata da Dhora l’8 giugno 2007

Testo storico conservato

[ 10] Adryan: Resoconto su Cetrim - prima parte Mon Jun 4 17:36:24 2007 A: Dhora Cetrim era la capitale dell'"Impero Immortale" unica entita' sovrana su quel territorio. La citta' era vigilata da guardie armate e protetta da una triplice cinta muraria in cui si aprono le porte principali della citta' realizzate a partire dalle armi di un antico esercito di drow sconfitti. La citta' non e' mai stata presa prima del rapimento di Althea, dopo di che' fu abbandonata dai suoi abitanti e presa da altre razze non elfiche. Gli edifici altissimi che fiancheggiano la via principale della citta' (Via del Tramonto) erano collegati da ponticelli di cristallo. La tesoreria si affacciava su Via del Tramonto e nella camera blindata erano conservati i denari raccolti, altri oggetti prezioni ed importanti documenti. Dalla camera blindata si raggiunge, tramite uno stretto cunicolo, l'Archivio di stato che e' collegato al Palazo di Giustizia, rimasto praticamente inalterato se non per l'assenza di una statua rappresentante la giustizia "Protezione dei Deboli/ Perdizione degli Oppressori". I giudici che qui operavano erano sette. Il Palazzo di giustizia si affaccia sul foro della citta' cosi' come il sacrario dei sovrani dove si possono trovare i nomi di tutti i passati sovrani di Cetrim (Aerys, Thaelyn, Thalandraal, Thalendryeel e Thalangil). Al centro del Foro si trova la Stele delle Leggi, la Tribuna degli Oratori e la fontana posta da Thalandraal. Sempre sul foro, a sud, si affacciava la sede del Credito Civile, la banca e cambio di Cetrim (la moneta della citta' veniva convertita in moneta comune della Federazione con un cambio di 1 a 10). Da li' vicino si arrivava direttamente al Giardino dei Cantori. Di fronte al Tribunale, infine, si trovava il Tempio della Vittoria il cui tetto, ora crollato, era costituito da un'unica lastra di cristallo; questa sala fungeva da atri alla Sala della Gloria, dove si ergeva un trono in legno di quercia. Dal foro, verso est, si dipartiva via delle Stelle su cui, verso nord, si apriva il Tempio di Hazon dove si trovava una statua del dio, sita all'estremita' nord del tempio. Sempre a nord di Via delle Stelle stavano le Terme nel giardino d'ingresso erano coltivate, attorno ad uno stagno circolare con bellissime statue di ninfe ed alberi, varieta' di rose stupende, simbolo di Aelistea. Oltre gli spogliatoi e le palestre, dal salone principale (dove si trova ancora una vasca alimentata da una fontanella a forma di pesce) si accedeva al Tepidario, il Calidario ed il Frigidario (tutti decorati con bellissimi bassorilievi floreali in oro ed al cui centro si trovavano grandissime vasche con leoni alle estremita'). Ad est delle terme si trovava il Palazzo Imperiale di Cetrim. Ai lati del cancello principale si trovavano le insegne imperiali e, superati i cancelli, si arrivava agli splendidi giardini che conducevano fino al maestoso e splendido palazzo di cui pero' non e' piu' presente l'interno. A sud della Via delle Stelle, di fronte alle Terme, si trovava Il vicolo degli Orefici su cui si aprivano molte botteghe artigiane, una di queste era l'oreficeria, ancora ora visitabile. Sempre nei pressi del Vicolo degli orefici, si trovava anche la Via dei commerci, affiancata da tantissimi negozi, botteghe ed altro, compreso la Forgia, la Casa della Bellezza e le Provvisioni generali cittadine, dove il primo re della citta' aveva stabilito che i non abbienti potessero ricevere quanto era loro necessario per vivere in cambio di spesa minima (o nulla). La via, girando attorno ai magnifici giardini dei Cantori, si univa alla Via del Riso che si affacciava sul lato meridionale del Foro.

[25] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan

Adryan: il rilievo della città · seconda parte

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Adryan · lettera del 4 giugno 2007, pubblicata da Dhora l’8 giugno 2007

Testo storico conservato

[ 11] Adryan: Resoconto su Cetrim - seconda parte Mon Jun 4 17:37:15 2007 A: Dhora Su Via del Riso si affacciava la Libreria dove, lungo le pareti, erano posti moltissimi armadi per i libri. Di fronte all'incrocio tra Via del Riso e Via del Commercio si trovava il Teatro di Aelyen, edificio caratterizzato tra tribune ed il palco, ma privo di un tetto: in caso di pioggia dei teli venivano stesi sopra le tribune per riparare pubblico ed artisti. L'estremita' meridionale di Via del Riso si trovava l'ampio terreno aperto noto come il Campo di Hazon: qui i criminali condannati venivano incatenati ed utilizzati dagli avventurieri, e dai cittadini sotto le armi, come allenamento. Dal Campo di Hazon, verso est, si poteva accedere agli altopiani sulle colline che circondavano la citta'. Sul Colle dei Falchi si trovava quindi il Presidio. Protetto da una cinta muraria di legno e materiali da costruzione, era costituito da uno spiazzo per le adunate e le esercitazioni, le Camerate, gli Alloggiamenti per gli Strateghi e la Torre dell'Apoteosi. Ad essa si accedeva attraverso un cunicolo nella collina ed al suo interno si trovava una scala, illuminata da strette finestre e da piccole rune magiche, a spirale lunghissima affiancata da affreschi rappresentante la storia elfica. Dalla cima della torre era possibile ammirare lo splendore di tutta la citta', comprese le vicinanze e la via d'accesso. Tornando al foro, si poteva salire verso l'Acropoli, punto piu' alto della citta' ma comunque piu' basso della Torre dell'Apoteosi, o percorrere verso nord la Via della Sapienza. Lungo questa via era sita l'Accademia della Sapienza superiore. L'interno dell'edificio, ricoperto da volte di cristallo verde, dava sui giardini dove si svolgeva l'insegnamento della magia. Piu' a nord, lungo la via della Sapienza, si trovava un altro importante edificio la cui porta era sovrastata dall'emblema di un libro sovrastato da una corona.

[38] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan

Alhen e Tecliss: le voci raccolte da Adryan

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Adryan, con testimonianze di Alhen e Tecliss · pubblicato da Dhora, 8 giugno 2007

Testo storico conservato

[ 12] Adryan: Resoconto su Cetrim (allegati) Mon Jun 4 17:38:55 2007 A: Dhora * Il racconto di Alhen riguardo Cetrim * Al tempo della mai visita "... era senza re. Non si poteva entrare... Per le vie c'erano le guardie elfiche che attaccavano gli intrusi e i cancelli di diamante erano chiusi a coloro che non avevano il lasciapassare, ma se si riusciva ad evitare le guardie Cetrym era lo splendore elfico in tutto e per tutto. Le vie pullulavano di elfi mentre i negozi in via dei commerci vendevano molte cose interessanti e tipicamente elfiche; ormai quegli oggetti non si trovano piu', anche se forse qualcuno li ha ancora come ricordo. Ma era una citta' senza re, destinata quindi a finire prima o poi. Io credo che gli elfi si siano ritirati: hanno lasciato questo mondo senza speranza per un'altro migliore..." Inoltre, da Alhen ho ricevuto questa missiva "Un nuovo saluto a voi Adryan, Ritrovando la mi vecchia mappa della citta' e recandomi a cetrym alla ricerca del simbolo di cui mi avevate chiesto, ho appreso che quello era il simbolo della biblioteca imperiare adesso distrutta: era una biblioteca molto grande vi era un salone di entrata e poi iniziavano le stanze che custodivano i vari tomi. Questo e' tutto. Quando avrete bisogno della mia arte non avrete che da contattarmi. Alhen Delaster" * La parole di Tecliss su Cetrim * "posso dirvi che fanno dell'ottimo vino" ; "le guardie erano veramente poco cordiali con gli estranei" ; "ricordo un bellissimo teatro" Mi ha confermato che alla fine non vi era un re "il re spari' improvvisamente senza figli... forse mori' o forse semplicemente divenne un eremita"

[39] Resoconto Di Adryan sulla storia di Cetrym · Adryan; Alhen; Tecliss

Cetrim Aerys città aperta?

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La Redazione · Cronache, 10 giugno 2005

Testo storico conservato

Dal nostro inviato.

Come descrivere la sorpresa, oggi, quando ci siamo trovati davanti ai cancelli di Cetrim aperti? Significava forse che gli elfi di Cetrim avevano deciso di riallacciare i contatti con il resto di Therial? Il Custode dei Cancelli si rifiutava di rispondere a queste domande, lasciando solo un secco "no comment" e sogghignando leggermente. Gli abbiamo chiesto se Cetrim era ora liberamente visitabile, dato che molti therialesi, soprattutto elfi, da tempo immemorabile desideravano poterne ammirare le bellezze e interagire con la popolazione. "Nemmeno per sogno - risponde il Custode - senza lasciapassare non giungerebbero vivi lo stesso, oltre i Cancelli di Diamante. La nostra Guardia Elfica è ben addestrata e forse anche più letale di prima."

Come è possibile, allora, avere un lasciapassare? "Non è possibile. Gli elfi sono sempre, come prima, ben accetti in città, anche se non di pura stirpe cetrimense, ma non verrà rilasciato alcun altro lasciapassare, a nessuno." Ogni richiesta di ulteriori spiegazioni o di poter intervistare qualche responsabile o reggente della città veniva accolta da ostinato silenzio e freddezza elfica della miglior specie.

Il popolo therialese si interroga ansioso. Alcuni nostri informatori, che sono riusciti fortunosamente ad infiltrarsi tra le rigide maglie dei controlli cetrimensi, riportano che tutta la città è certamente in fermento: l'attività è aumentata, i principali uffici sono fermi, come in attesa, e nelle strade c'è un via vai incessante di carri e cavalli. E' tutto questo un preludio all'avvento di un nuovo Princeps? Alcune voci sussurrano che un nuovo reggente verrà nominato a capo di Cetrim, ma non riusciamo a comprendere come ciò possa c'entrare con l'apertura dei Cancelli. Altre voci riportano che vi è ora la caccia ad un artefatto potentissimo, detto Pietra dell'Anima, il cui ultimo proprietario si dice fosse il generale Amlugil, oggi scomparso misteriosamente. Secondo alcuni, Amlugil, prima di partire per ignota destinazione, avrebbe nascosto l'artefatto in un luogo noto solo a pochissimi fidati. C'è chi dice che tali fidi siano partiti insieme a lui, altri dicono che i capi di Eldamar posseggono la chiave del mistero. Pare che non molto tempo fa un elfo misterioso andasse interrogando genti di Kyrandor a proposito di questa pietra, come incaricato al recupero. Voci, solo voci, il povero cronista deve lottare strenualmente contro la riservatezza elfica, ormai proverbiale.

Quale sarà la natura di questo artefatto? Dove è nascosto? Cosa succederà quando esso sarà ritrovato? Cosa sta succedendo a Cetrim Aerys? Quante altre domande dovremo fare, senza ottenere risposta?

[32] Cetrim Aerys città aperta?

La compagnia di Cetrim

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Nogitsu · 22 marzo 2007

Testo storico conservato

Un giovane dall'aria allegra ed attenta, alla costante ricerca di eventi attorno a se', entro' nella locanda e, rivolgendo un ampio sorriso all'oste, si appoggio' al bancone ordinando da bere. -Cos'hai da sorridere tanto, ragazzo?- nonostante la domanda lasciasse trasparire un certo velato risentimento per tutta quell'allegria, ad animarla era vera curiosita'. -Sono di ritorno da un viaggio... Oggi ho visitato una citta' di cui avevo solo sentito parlare.- -E dove sei stato?- -A Cetrim.- nel pronunciare quel nome, il sorriso sul volto del giovane si apri' ancora di piu': il suo animo raggiante traspariva attraverso la sua estasiata espressione. La reazione che genero' in altri quel nome, invece, fu di tutt'altro genere. Qualcuno, ancora memore dei remoti tempi in cui la citta' era chiusa, trattenne il fiato come terrorizzato, altri accolsero quell'affermazione come la fanfaronata di uno spaccone con troppa birra in corpo, altri ancora si limitarono a tendere l'orecchio senza dare troppo nell'occhio. -E la citta' ti e' piaciuta?- si limito' a chiedere, infine, l'oste. -Piaciuta?!? Ma scherziamo? Se ci fosse una locanda funzionante mi ci trasferirei subito! E' un luogo magnifico, un angolo di cielo in terra. Mi era stato parlato delle sue meraviglie, questo si', ma non avrei mai immaginato nulla del genere se non ci fossi stato... Giardini, palazzi, statue... ed il teatro! Dei del cielo, quel teatro!- sembrava che una poderosa scarica elettrica avesse preso ad attraversare il corpo del ragazzo... se non fosse stato impossibile, qualcuno avrebbe giurato di vedere una strana luminescenza proiettarsi dal basso sul suo volto. Uno solo degli avventori intenti ad ascoltare le parole del viaggiatore sembrava non reagire a quanto stava sentendo; tra gli altri serpeggio' una risatina di scherno e molti si convinsero definitivamente che la birra doveva aver procurato il suo effetto. -Quel teatro e' un dono a Therial... Certo, e' molto che il palcoscenico non viene piu' calcato e, con la luce che c'e' ora, dalle logge non si vede molto il palco, ma... Dei, se solo ci fosse una compagnia che vi si esibisse...- -Ti trasferiresti in quella citta' morta, vero giovanotto?- il commento denigratorio proveniva da un avventore dall'aria ottusa, tutto intento a giocarsi una birra ai dadi con suo simile. -Perche' non l'organizzi tu una compagnia, se quel teatro ti piace tanto?- fu invece il commento di quell'unico avventore che sembrava ancora prestare serio ascolto alle parole. Il giovane si volto' di scatto verso il punto da cui proveniva quel commento, il suo sorriso, se possibile ancora piu' ampio. Per un lungo istante, la sala della locanda trattenne il respiro nel notare che a parlare era stato un volto noto di Kyrandor: il cieco cantore della gilda dei bardi! -Ma infatti e' quello che intendo fare! Tra poco conto di andare a comprare delle candele nuove, le migliori di tutta Therial se necessario, da portare per aumentare la luce del lampadario e, sperando di ottenere la benedizione di Natauro, conto di cominciare presto le audizioni.- -Ci sara' molto da fare, sappilo: scenografie da predisporre, macchine sceniche da provare, e dovrai trovare buoni cantori, musici ed attori se vuoi rendere degno onore a quell'edificio.- -Lo faro'! A costo di farne la mia missione, lo faro'!- la decisione che traspariva nella voce del giovane era incredibile, quasi fosse piu' che decisione... vero fervore. -Allora io preghero' Natauro che benidica la tua impresa.- gli fece eco, sorridendo benignamente, il cantante -Ma dimmi una cosa, giovanotto, come ti chiami?- -Nogitsu.- disse, mentre si inchinava profondamente verso il suo interlocutore. -E sia, Nogitsu, capocomico della Compagnia di Cetrim. Riporta vita in quel teatro, e forse la tua impresa rendera' nuovo tributo alla gloria di Cetrim la bella.- Incoraggiato dal suono di quelle parole e dal sorriso benevolo del bardo, il giovane si alzo' di scatto dal suo sgabello, si inchino' nuovamente verso il cantore, e si avvio' per le vie di Kyrandor alla ricerca di aiuto per la sua impresa.

[36] La compagnia di Cetrim

Un tempo fu Impero.

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Selereaethas · 27 febbraio 2009; il cavaliere rimane senza nome nel testo

Testo storico conservato

Tramonto, piccola taverna nella valle degli elfi...

Un Giovane elfo entra nella taverna tutto trafelato e ansimante....

"Avete visto?? Avete visto??"

Gli altri avventori sembrano ignorarlo, continuando imperterriti nelle loro attività...

"Avete visto i vessilli?? Li avete visti?? Sono all'angolo di ogni via della valle"

Una voce si alza dal fondo della sala, scatenando l'ilarità della sala:

"Sarà tornata la carovana circense degli gnomi... basterà ignorarli come al solito, dopo un paio di giorni se ne andranno...."

Il ragazzo però ricomincia a parlare per niente abbattuto dalla battuta dell'avventore..

" No no! sono i vessilli di Cetrim... di Cetrim capite??"

A quelle parole la sala si zittisce, quel nome pare per molti elfi presenti una ferita mai rimarginata. Il ragazzo pare non fermarsi, preso dalla emozione:

"Non capite?? Sono I Vessili di Cetrim, della nostra città... della nostra patria... non capite..."

Appena asserita l'ultima parola, le persone presenti nella tavera, a maggioranza elfica, cominciano a discutere animatamente, sulla veridicità di tale voce, più che sul fatto in se. Il giovane elfo rimane per qualche minuto nella locanda, nel timido tentativo di allacciarsi ad una delle varie discussioni aperte nella stanza, senza successo. In quel momento la porta della taverna si apre leggermente, una figura in piedi sulla porta sembra osservare gli avvenimenti all'interno... il ragazzo la nota e incuriosito si avvicina alla porta, la apre ed esce dalla locanda, lasciandosi alle spalle il vociare degli avventori.

Esterno della locanda, il sole ormai sta sparendo all'orizzonte... Il ragazzo si gurda attorno, cercando la figura notata sull'uscio.

"Si preannucia una bella nottata..."

La frase, giunta da una panchina poco lontano fa trasalire il ragazzo...

"Ehmm... già...."

"Come ti chiami ragazzo?" chiede la figura seduta sulla panchina..

"Awin... signore."

"Sento un bel vociare provenire dalla locanda...di cosa si discute?"

Finalmente il ragazzo ha trovato qualcuno che lo sta a sentire...

"Si parla dei vessilli... quelli sparsi per la valle! Sembrano i vessilli che un tempo venivano posti dalle guardie di Cetrim per delimitare la giurisdizione della città sulla valle..."

La figura sorride lievemente...

"Ah.. davvero? qualcuno ha forse deciso di occupare nuovamente quelle antiche rovine?"

Il ragazzo continua con rinnovata emozione:

"Si Si pare che un cavaliere elfico cavalchi su di un bianco destriero e ponga i vessili di Cetrim in tutta la valle!!"

" Per Chastil... sembra un racconto di avventura... e tu... tu l'hai mai visto?"

"Beh ecco io... no...però alcuni mi hanno giurato che è vero"

" Allora non ti resta che vederlo con i tuoi occhi..."

La figura si alza, mostrandosi alla luce della torcia... Awin, si trova davanti ad un elfo, in una bianca armatura... questi dopo aver fatto pochi passi produce un lieve fischio al quale risponde un nitrito e il scalpitare di zoccoli. Un Cavallo dal manto e dalla criniera, completamente bianchi, appare nel piazzale; sulla sella sono agganciati numerosi vessilli, uguali a quelli dei racconti di Adwin... L'elfo sale in sella e sorridendo al ragazzo dice...

"Non temere, Adwin di stirpe elfica, il tempo è ormai vicino, la speranza non sarà più mera utopia, Cetrim Aerys rinascerà per volere degli elfi... questo è il mio giuramento."

Detto questo il cavaliere, senza rivelare il suo nome sfreccia al galoppo verso la fine del villaggio...

[40] Un tempo fu Impero.