Sia maledetto il momento in cui ho deciso di allontanarmi dal teporino della città di Lamwothor per andare a vedere cosa succedeva alla Valle degli Elfi... Laggiù imperversava la tempesta divina, e [[ARCHIVE_OPEN_I]]divina[[ARCHIVE_CLOSE_I]] non è un'esagerazione dettata dall'enfasi, vento, pioggia, grandine a tratti, di nuovo scrosci, fulmini, tuoni e lampi.. In men che non si dica ero più fradicia di un cadavere ormai depositato sul letto del fiume... Ma una volta arrivata avevo incontrato un'elfa saccente che parlava con un'altro elfo saccente di ciò che stava succedendo, la curiosità mi ha tenuto ferma, e ho deciso di restare a vedere come avrebbero risolto la faccenda, inseme ad un felar sdolcinato, giunto poco dopo assieme a una strana chierica dai modi pomposi e un vampiro silenzioso. Quello che interessava a me non era altro che quel dannatissimo temporale smettesse di farmi tremare fin dentro alle ossa... Speravo di rimanere soltanto spettatrice delle loro gesta, ma nel parapiglia ai cancelli di Cetrim Aerys sono stata freddata all'istante da una delle loro guardie. Mi consola il fatto che anche gli altri della compagnia sono stati uccisi, [[ARCHIVE_OPEN_I]]anzi finchè sono freschi devo andare a recuperare i cadaveri... sempre buoni per qualche esperimento [[ARCHIVE_CLOSE_I]] Ho seguito il resto della vicenda sotto forma di anima incorporea, [[ARCHIVE_OPEN_I]]per lo meno mi sentivo più asciutta[[ARCHIVE_CLOSE_I]], e alla fine tutta quella confusione non era stata causata da altro che la decisione delle guardie di Cetrim di spezzare il loro giuramento in quanto l'impero era ormai caduto da secoli... Ma bensvegliati elfi! Dico io, non potevate cantare la vostra ritirata prima di fare la festa a me? Sempre i soliti, questi luminosi, fanno le cose in ritardo e poi le fanno cadere dall'alto!