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Il peso della giustizia

Shod

Il dio della giustizia conserva la memoria dell’uomo che fu. Nella Quinta Era raccoglie con Natauro le scintille di Deothium e compie la creazione di Durga Maat, la cui volontà darà al mondo un nuovo inizio.

  • giustizia
  • legge
  • vento
  • strumenti a fiato nella tradizione antica
Shod · Il peso della giustizia
Ritratto fantastico · L’immagine e la tradizione
Therial · Gli Immortali✦
Indice del volume
  1. Il volto e il culto
  2. Shod · il ritratto antico
  3. Shod
  4. Le scintille e il gesto di creazione
  5. Fonti e attribuzioni

Il volto e il culto

Prima di ricordare la propria natura divina, Shod visse come uomo. La passione per il diritto guidò i suoi studi e la sua vita; nel racconto più antico divenne giudice e legislatore, lasciando leggi ricordate nelle città protette. Fu AryHann, in quella versione, a risvegliare la scintilla di Dheadis che portava in sé. Il corpo mortale si dissolse e Shod raggiunse Elgalir, continuando a vegliare sulla giustizia.

Le testimonianze antiche lo associano anche al vento, alle rondini, ai colibrì e alla musica degli strumenti a fiato. La nuova rappresentazione scelta per il sito pone al centro il giudice: un uomo maturo e forte, con la bilancia e la spada. Questi volti appartengono a momenti diversi della sua storia iconografica. Nel racconto della Quinta Era, Shod assume inoltre un ruolo decisivo nella nascita di Durga Maat, raccogliendo con Natauro i frammenti destinati a una nuova forma del divino.

[1] Shod · il ritratto antico [2] Shod [3] La nascita di Durga Maat [4] Durga Maat al centro della Quinta Era

Shod · il ritratto antico · Sito storico · cattura 2001

Testo storico conservato

Ha vissuto come mortale per diversi anni. Nel suo inconscio l'amore per la legge e la giustizia era gia' grande, ma dentro di se' il seme di Dheadis non era ancora sbocciato e continuava a vivere tranquillamente convinto che a suo tempo sarebbe sopraggiunta la sua ora. Fin da giovinetto e' stato sveglio e incline all'oratoria, e appena gli fu possibile intraprese gli studi come avvocato. Non si sposo' mai con nessuna donna, ne' ebbe alcuna passione se non quella per il diritto e la giustizia. Come giudice, riusci' a raggiungere la carica massima, e membro della Cabala dei Legislatori promulgo' delle leggi che ancor oggi sono alla base della Legge delle Citta' protette. Dopo anni di vita tranquilla e solitaria, pero', gli apparve AryHann e con un tocco doloroso gli porto' alla memoria la sua vera essenza : cosi' il suo corpo si sciolse al contatto con la mano divina e lui segui' la Dea per prendere dimora ad Elgalir ed assistere gli Dei positivi nella lotta contro il Male. E' cosi' che da allora, Shod assiste AryHann per facilitarle il compito di mantenere l'ordine e di rispettare la giustizia. In particolare, gli sta a cuore che la legge venga rispettata e suo compito e' quello di supervisionare l'opera dei Legislatori. A lui vengono dedicati tutti i volumi di diritto e di legge, ma non e' l'unica materia di cui s'e' fatto garante. Egli, in quanto divinita' del Vento, e' protettore di tutti i suonatori di strumenti a fiato, dai flauti a tromboni, e molte opere musicali sono infatti dedicate a lui. Quello che i mortali riescono a cogliere della presenza del Dio, piu' che una visione e' il rumore. Quando vi sono forti correnti aeree o delicate brezze che sembrano quasi sfiorare il volto, e' chiaro ormai a tutti che Shod e' li' e osserva lo svolgimento della vita mortale. Manifesta assai raramente la sua ira, ma quando essa esplode furiose raffiche di vento investono il mondo intero. Chi ha avuto l'onore di vederlo camminare sospinto dal suo stesso vento, ha visto una figura effimera dal corpo maschile, intento a suonare un ottavino, circondato da rondini, colibri'. Due grossi ali, dalle piume bianche, tiene spiegate in modo tale che il vento possa trovare terreno fertile su di lui e nella sua danza sospesa nel vuoto, sembra quasi che lo stesso cielo funga da mantello. E' adorato principalmente dai Legislatori, memori delle sue grandi opere e sempre a lui devoti. La citta' che si e' votata di piu' alla giustizia e' la Prima Mega Citta', che ancora si ricorda di Shod come giovane studente di legge. I colori: Blu e Grigio Elemento:Il Vento

[1] Shod · il ritratto antico

Shod · Sito storico · 2005

Testo storico conservato

Ha vissuto come mortale per diversi anni: in lui l'amore per la legge e la giustizia era già grande, ma dentro di sè il seme di Dheadis non era ancora sbocciato e continuava a vivere tranquillamente convinto che a suo tempo sarebbe sopraggiunta la sua ora. Fin da giovinetto è stato sveglio e incline all'oratoria, e appena gli fu possibile intraprese gli studi come avvocato. Non si sposò mai, né ebbe alcuna passione se non quella per il diritto e la giustizia. Dopo anni di vita tranquilla e solitaria, dedicata alla giustizia, un giorno la sua mente si aprì, e gli portò alla memoria la sua vera essenza divina: il suo corpo mortale si dissolse e il suo spirito andò a dimorare ad Elgalir assieme agli altri dei. Egli, in quanto divinità del Vento, è protettore di tutti i suonatori di strumenti a fiato, dai flauti a tromboni, e molte opere musicali sono infatti dedicate a lui.

Chi ha avuto l'onore di vederlo camminare sospinto dal suo stesso vento, ha visto una figura diafana dal corpo maschile, intenta a suonare un ottavino, e circondata da rondini e colibrì. Due grandi ali dalle piume bianche sono tenute spiegate in modo tale che il vento possa trovare sorreggerlo in una danza sospesa nel vuoto, mentre sembra quasi che lo stesso cielo funga da mantello.

Sintesi

Dio della giustizia, della legge, del vento, dei suonatori di strumenti a fiato.

Simboli

Colori: Blu e grigio. Elemento: Il vento. Animale Sacro: Il colibrì. Simbolo Sacro: Un ottavino.

[2] Shod

Le scintille e il gesto di creazione

Nuovo racconto · Quinta Era

Nella Quinta Era Shod partecipa a un’opera che porta oltre la propria autorità. Alcune divinità desiderano tornare all’Uno e offrono frammenti di Deothium. Egli li raccoglie insieme a Natauro: due presenze diverse, unite nell’attenzione per ciò che quelle scintille possono ancora diventare.

Per Shod il passaggio tocca una memoria profonda. Egli ha conosciuto la vita mortale; prima del risveglio divino aveva cercato nella legge una forma di giustizia capace di accompagnarla. Ora prepara la nascita di una divinità che sarà libera da ogni legame con quella condizione umana.

Il gesto finale è suo. Shod impiega i frammenti raccolti e crea Durga Maat. La sua grandezza, in questa vicenda, si manifesta anche nella natura dell’opera che compie: una dea onnipotente, la cui volontà non potrà essere subordinata alla sua. Il creatore non si riserva un limite da imporre alla creatura.

Durga Maat diventa la grande protagonista della nuova era. È lei a dare compimento alla possibilità preparata da Shod e Natauro; è lei a scegliere che gli Immortali continuino a esistere, con poteri ridotti. Shod rimane parte di quella continuità divina, insieme alle presenze che hanno attraversato le età precedenti.

La raccolta delle scintille e la creazione conservano un posto essenziale nella sua storia. Il fondamento della Quinta Era appartiene però alla volontà della dea che egli ha contribuito a portare all’esistenza: soltanto Durga Maat può concedere al nuovo mondo il suo assenso.

[3] La nascita di Durga Maat [1] Shod · il ritratto antico [4] Durga Maat al centro della Quinta Era

Segni della tradizione

Colori
Blu e grigio.
Elemento
Il vento.
Animale Sacro
Il colibrì.
Simbolo Sacro
Un ottavino.