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Angeli e demoni

Dhora

La voce di Dhora attraversa possessioni, amicizie, perdita e rinascita. Siya, Syrik e Decalagon aggiungono ciò che videro e sentirono: testimonianze diverse, che conservano le ferite e le contraddizioni di quella vicenda.

Il Repertorio del Bardo
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Le testimonianze in prima persona possono divergere: vengono accostate senza trasformarle in una voce onnisciente o cancellarne i punti di vista.

Dhora · proposta di ritratto fantastico
Interpretazione artistica · Il ritratto e le fonti
Therial · Le Leggende✦
Indice del volume
  1. Dhora, Angeli e Demoni.
  2. La voce di Siya
  3. La voce di Syrik
  4. La voce di Decalagon
  5. Fonti e attribuzioni

Dhora, Angeli e Demoni.

Dhora · pubblicato il 2005-04-14

Testo storico conservato

Tutto inizio' molti anni fa quando fui sacrificata alla triade da un sacerdote di Xanathon di nome Skya.

Venivo sempre piu' spesso colta da un sonno a cui non riuscivo a resistere e al quale seguivano sempre piu' frequenti perdite di memoria. Non riuscivo a comprendere cosa mi stesse accadendo, ma per qualche motivo a me ignoto tutto fini' a poco a poco. La vita continuo' nella serenita': migliorai nelle tecniche di Caccia grazie anche ai miei compagni Alsandair, l'amore tra me e Thanys porto' alla nascita di Jibu' e all'adozione della dolcissima gnoma Sweeny, Lipseth e Laothian dopo avermi accettato come figlia adottiva, sembrarono molto felici di essere nonni, Cthulhu e Lutgher per un qualche inspiegabile motivo divennero gli zii preferiti dei miei figli..

Ma accadde qualcosa: Laothian, famoso satiro abile nell'arte del furto, riusci' a rubare la corona di Krisaore, sovrano di Dunkle Stad.. seppi piu' tardi da Lipseth che i due mai si erano sopportanti. Gli scontri successivi videro loro come protagonisti fino a quando non mi ritrovai da sola con Krisaore. Inutile sarebbe stato scappare, sapevo che era un potente stregone e non solo, mi avrebbe trovata ovunque mi fossi rifugiata, quindi parlammo: voleva che gli consegnassi il sigillo dei Van Ende, la casata di Laothian, ma io avevo previsto una richiesta simile e avevo gia' nascosto il sigillo. Sapevo pero' che Krisaore non se ne sarebbe andato a mani vuote, per questo decisi di propormi come ostaggio. Egli all'inizio sembro' sorpreso, ma alla fine fui condotta nelle prigioni di Dunkle Stad.

Quello che accadde al di fuori e' una storia che non posso raccontare, io so solo che restai per molto tempo ospite in quelle prigioni e devo ammettere di non essere stata trattata poi cosi' male come mi sarei aspettata. Mio padre pero' sembrava non voler cedere, sicuramente aveva un piano e sapevo che Krisaore si stava innervosendo sempre di piu', lo vedevo ogni volta che veniva a portarmi dei libri o del cibo.. Qualcosa pero' al di fuori stava gia' mutando: Jibu' decise di venirmi a cercare e presto fu condotto nella mia stessa cella, poco tempo dopo Krisaore torno' nella cella irato portandomi i vari oggetti che appartenevano a Sweeny.. anche lei si era avventurata a Dunkle Stad per cercare sua madre e suo fratello, ma non era stata fortunata come Jibu'.. La cosa mi fece completamente perdere il controllo: purtroppo da li' non potevo fare nulla. Fu in quel momento che compresi cosa fossero l'odio e il desiderio di vendetta .. accadde qualcosa dentro di me e non ricordo come feci, ma riuscii a mandare un messaggio ai miei compagni in cui li incitavo a prendere quella maledetta corona in ogni modo e ad ogni costo. ..non ero io..

Fu un intervento divino a riportare ogni cosa al suo posto, ma gli scontri avevano lasciato il segno: Laothian scomparve, Lipseth era stata profondamente ferita dal mio messaggio e si faceva vedere sempre meno, Thanys inizio' a viaggiare sempre piu' spesso, Sweeny la vidi una volta che stava bene, ma non sembrava felice, le ridiedi le sue cose e poi chissa' dove se ne ando',io stessa intrapresi un lungo viaggio in cui appresi quella che oggi chiamo Magia Naturale mentre Jibu' scomparve a sua volta rifugiandosi nelle foreste.

Quando tornai non trovai nessuno della mia famiglia, solo gli Alsandair sembravano essere gli unici pilastri della mia vita, ma ricominciarono i miei malesseri: dormivo spesso e i vuoti di memoria erano sempre piu' lunghi. Fu dopo un lungo periodo e grazie a coloro che mi circondarono in quei momenti, che compresi cosa mi stava accadendo: la mia vera madre era tornata sotto forma di spirito vendicativo, a me l'aveva guidata quel sacrificio fatto anni prima dal sacerdote di Xanathon e da quel giorno era entrata nel mio corpo. Si chiamava Sorhaja, mia madre, ed era stata una grande strega guerriera.. in quello che per me era, ed e', un passato lontano ormai secoli, uccisi lei e mio padre Evalor guidata da un incantesimo di una matrona drow di cui ero stata prigioniera per ben due anni.. non augurerei mai a nessuno, nemmeno al mio peggior nemico di provare quelle torture.. ora.. grazie a quel sacrificio di cui io ero stata la vittima lei era tornata. Per tutti quegli anni era stata dentro di me aspettando il momento giusto e osservando chi conoscevo. Quando si accorse che la mia famiglia era ormai lontana, inizio' ad impossessarsi del mio corpo portandomi a fare azioni che no avrei mai fatto. In molti tentarono di contrastarla e combatterla cio' che ricordo pero' e' come immerso nella nebbia, solo qualche immagine e' chiara: gli scontri avuti con Yemj e Flaminea che tentavano di aiutarmi, mentre lei mi aveva quasi portato ad ucciderli, ho anche un vago ricordo di un drow che aveva accettato di farmi tornare bambina e lei mi avrebbe lasciata alla sua custodia.. non mi ha mai dato modo di capire chi fosse quel drow..

Da qui ho un buio completo nella mia memoria, non riuscirei nemmeno a dire quanto tempo passo'.. i miei ricordi riprendono con l'immagine di Nuun, di una certa Jhanyra e di un'elfa di nome Tiluiren: in qualche modo Sorhaja li stava ingannando da tempo prendendosi gioco di loro e divertendosi con loro. Scoprii che io e Nuun potevamo considerarci fratelli e decidemmo di ritenerci tali anche se forse stava nascendo qualcosa di piu'.. ricordo che tutto fini' un giorno ad Utinum: Nuun mi aggredi', credo mi fece perdere conoscenza, un forte dolore alla schiena mi scosse l'intero corpo e poi un grande calore curativo, ma ancora il buio nasconde i miei ricordi. Quando mi ripresi scoprii che con un particolare rito arial erano riusciti a scacciare Sorhaja liberandomi.

Il caso volle che la mia famiglia riprese a riunirsi dopo quel fatto. Quando riuscimmo ad incontrarci di nuovo Jibu' e Sweeny erano molto cresciuti, Cthulhu mio maestro era tornato ma aveva intenzione di ripartire, il pazzo e caro Lutgher era sempre presente, Lipseth sembro' avermi perdonta e Laothian fu visto di sfuggita, io e Thanys decidemmo di coronare il nostro amore sposandoci .. fu un giorno di festa che porto' per un breve periodo di tempo quella felicita' che sembrava aver abbandonato la nostra famiglia, ma qualcosa ci aveva troppo cambiati e ci dividemmo di nuovo.. mai piu' ci siamo riuniti tutti insieme..

Negli anni seguenti a portare felicita' nella mia vita fu un dolce gnometta pasticciona e particolarmente vivace,Ayrie. torai a sorridere con lei e tornai ad essere una madre.. Coscente della forza ritrovata iniziai a riunire un gruppo di persone per seguire il sogno di un eden chiamato Ustriel e iniziai a spingere gli elfi a riunirsi.

Subito, pero', si presentarono nuovi problemi questa volta all'interno della mia amata cabala: si era sparsa la voce che io fossi una spia di Krisaore o almeno questo si sussurrava con ipocrisia, non mi fu dato mai di sapere il fautore di quella voce e forse e' meglio che io mai lo sappia.. non si poteva negare pero' che io e Krisaore ci dilettavamo in incontri solitari per parlare, Cthulhu non c'era ormai da troppo tempo e io vedevo in Krisaore qualcosa che mi ricordava il mio maestro, ricordo che arrivai a pensare che nel sovrano di Dunkle Stad, la quale crollo' poco tempo dopo, non ci fosse solo del male, io vedevo in lui anche un qualcosa di buono da qualche parte.. ricordo ancora quando mi disse che nessuno mi avrebbe toccata e ricordo benissimo come i sospetti da me si spostarono rapidamente a qualcun altro.. ero sorpresa, ma forse non averei dovuto esserlo. Ricordai piu' volte quel fatto e mi ritrovai a pensare che forse poteva essere nata una strana amicizia tra me e Krisaore, ma altre voci mi dicevano che egli era malvagio, che faceva ogni cosa per il proprio tornaconto e puro divertimento.. eppure molto imparai da lui anche solo parlandoci.

Passarono numerosi anni.. il gruppo che avevo riunito era ormai formato, gli elfi a loro volta si stavano riunendo sotto il nome di Eldamar guidati da Lilim e Lethenil, io invece mi ritrovai di nuovo davanti ad un drow. Riusci' a farmi perdere la pazienza.. Syrik .. arrogante e presuntuoso, sbruffone e malvagio.. forse crescendo era aumentata la mia intolleranza, ma sono certa che mai potra' cambiare e mai potra' nascere in lui qualcosa di buono.. si sentiva superiore a tutte le leggende passate a tutti i drow passati, o almeno questa era l'impressione che dava.. sapevo che un giorno si sarebbe dovuto ricredere, ma nel frattempo pensai bene di punirlo..lanciai su di lui una maledizione che lo tramuto' in un luminoso e gli dissi che si sarebbe interrotta quando avesse imparato ad amare cio' che credeva di odiare e solo un bacio di amore corrisposto lo avrebbe ricondotto alla forma reale.. Per qualche mese resto' colpito dalla maledizione, ma trovo' una seconda via conquistando il favore del suo Dio Xanathon, scopri' che un bacio carico di odio dato a qualcuno che non riusciva ad odiare avrebbe avuto l'effetto desiderato.. Ma non sempre le cose vanno come si vuole e con quel gesto il drow richiamo' un demone..

Sorhaja era tornata ed era ancora piu' forte di prima, non piu' spirito ma Demone della Vendetta, piu' ella incontrava gente che provava odio, rabbia, desiderio di vendetta, piu' la si combatteva piu' si rafforzava. Presto capii che solo l'amore avrebbe potuto fermarla, ma proprio in quei giorni mi giunse la notizia.. chiamai Thanys a me sentivo che era tornato, ma lui divenne spirito ... era morto ed era tornato a salutare.. poi seppi che Jibu', Sweeny, Cthulhu, Laothian erano partiti per sempre e cosi' fecero molti Alsandair.. mano mano tutte le persone in cui credevo scomparvero..

Mi ritrovai alla guida della Cabala che tanto amavo e per la quale avrei fatto di tutto. Guardandomi intorno gli unici che mi rimasero vicini in ogni momento furono Armilan e Nuun.. forse fu per la sua continua presenza silenziosa accanto a me che imparai ad amare di nuovo.. nel frattempo scoprimmo che il ritorno di Sorhaja aveva richiamato anche un angelo che, forse per sbaglio o forse no, era entrato nel corpo di Nuun.. era Evalor, quello che era stato il mio vero padre, ed era tornato proprio per contrastare il demone di mia madre.

Cosi' tutto inizia e tutto finisce prima o poi, il tempo passa e tutto cambia, ma rimangono i ricordi impressi nel cuore che insegnano e ti rendono piu' forte..

Nonstante le persone in cui confidavo erano scomparse iniziai a dare vita al sogno di Ustriel, a fare i conti con la Cabala di cui ora ero il capo, mi presi anche la liberta' di incitare nuovamente la rinascita degli elfi di Eldamar che sembravano ora piu' decisi .. Ero felice anche se la mia famiglia non era piu' con me, scoprii di amare Therial e tutti i suoi abitanti di qualunque razza o religione.. segui' un periodo di stasi e di pace nonostante sapevo di portare con me un demone, ma Cthulhu mi aveva insegnato che si puo' tenere a bada un demone che entra in un corpo che e' il tuo ..

Furono gli eventi sucessivi che scatenarono il mio demone: alcuni componenti dell'Accademia della Fenice sembrarono i colpevoli della scomparsa di Evalor.. non potei fare nulla e Sorhaja scateno' il suo potere di vendetta: ella sfrutto' il mio dolore per la morte dell'angelo, che lei chiamava Essere Sacro. In poco tempo gli amici che mi circondavano compresero che non ero io quella che ordino' di uccidere quei componenti dell'Accademia, ma sembrava l'unico modo per farmi tornare..piu' il tempo passava piu' loro temevano e odiavano Sorhaja e per questo lei si rafforzava. Si scopri' poi che ci poteva essere un'altra via: spezzare la catena e riunire quello che era stato separato. Ci furono vari scontri tra il mio Demone e quelli di Ustriel, Leirsom anche si trovo' coinvolto, mentre Lethenil, legislatore della federazione, aveva riconosciuto il pericolo in Sorhaja e stava cercando un modo per tenerla lontana dalla citta'. Mano mano che il tempo passo' vennero coinvolte sempre piu' persone fino a quando accadde un qualcosa a Therial: una strana foschia e strane ombre apparvero per cercare dei libri.. piu' tardi si seppe che gli stessi oggetti li stavano cercando anche degli elfi che si facevano chiamare inquisitori. Lunghe ricerche impegnarono un gruppo di persone: Sorhaja, Gara, Yberium, gli Shalafi, Veldrin e i libri furono ritrovati. Nel frattempo le ombre e gli inquisitori sparirono da Therial garzie a Gara e Tigron. Flaminea e Sorhaja compresero il potere dei libri e decisero che non dovevano essere riuniti, ma i demoni giunsero lo stesso e si apri' un portale: erano immagini di noi stessi, erano i nostri opposti e cercavano di prendere il nostro posto nel modo reale.. io vidi Phasys, Nuun e Thyaris sparire all'interno del portale, riuscii a riprendere per poco il controllo del mio corpo ma poi persi i sensi. Quando mi ripresi Sorhaja era di nuovo padrona del mio corpo, tutto sembrava essersi risolto tranne un piccolo particolare: nessuno sapeva che fine avesse fatto Nuun.. chiesi a mia madre di cercarlo e lei cosi' fece. Lo trovammo dal Rahal assieme alla sua immagine, l'unica che era riuscita a salvarsi.. Lui e la sua immagine si impegnarono in uno scontro all'ultimo sangue, fu in quel momento che sia io che mia madre decidemmo: Nuun non poteva muoversi percio' ci mettemmo in mezzo proprio quando la sua immagine scaglio' un potente incantesimo.. Sorhaja non mi abbandono' fino alla fine e io non sentii nulla mentre il mio corpo veniva sconquassato dall'incantesimo. Ricordo il viso di Nuun in lacrime e io a terra .. ricordo il mio cucciolo di Fenice, Fenil, che aiutato dal cucciolo di fenice azzurra, rinuncio' a parte dei suoi anni per ridarmi la vita.. il mio corpo si ridusse in cenere e io tornai dalle ceneri .. ma ero una bambina ..

Tutto ha un inizio e tutto ha una fine, se da una parte viene distrutto qualcosa dall'altra nasce qualcos'altro.. e' il ciclo della vita che e' in un eterno equilibrio tra bene, male e neutralita'.

[1] Dhora, Angeli e Demoni. · messaggio 56242

La voce di Siya

Siya · pubblicato il 2005-05-22

Testo storico conservato

Un demone in cerca di vendetta in federazione, un demone nel corpo di Dhora. Non lo potevo permettere né come legislatrice né come amica quale mi reputo. Ricordo i pensieri che mi balenavano in testa insinuandomi dubbi sul da farsi. Ricordo la totale ed incondizionata fiducia che nutriva Yemj nei suoi confronti, cosa per la quale un po' stoltamente ero gelosa. Non so se realmente sarei stata in grado di emanare l'ordine di ucciderla. Forse si. Forse l'avrei fatto nel nome di quell'abbagliante splendore che affascinava pure me ma sicuramente l'avrei fatto con la morte nel cuore. Per fortuna si é risolto tutto.

[2] Dhora, Angeli e Demoni. · messaggio 58441

La voce di Syrik

Syrik · pubblicato il 2005-05-22

Testo storico conservato

Ricordo perfettamente quel giorno, come ricordo con orrore il colore della mia pelle. Gia', pelle lattea, quasi lunare...provavo vergogna, e odio. Sul mio braccio destro una sola cosa spiccava scura: il tatuaggio di quello che era il mio dio, xanathon. Odio, potevo quasi sentirne il sapore in bocca, mentre ripensavo a colei che mi maledi' trasformando il mio aspetto. "Solo quando imparerai ad amare cio' che odi, ritroverai il tuo vero aspetto" mi disse. Un solo pensiero nella mia mente: la vendetta. Bruciavo dal desiderio di vendetta, bruciavo dalla voglia di farle del male, in qualsiasi modo possibile ed immaginabile. Cosi', dopo essermi rivolto a sacerdoti, oscuri e perfino draghi riuscii a trovare la soluzione. In base alle parole dell'arial, avrei dovuto baciare una luminosa, amandola. Era a tutti gli effetti utopico. Cosi' decisi che sarebbe stata la mia fede e il favore del mio dio a restituirmi il mio aspetto. Bacio sarebbe stato ma d'odio. Cosi', fingendomi afflitto ricondussi la fautrice della mia disperazione nel luogo in cui mi maledi'. Era una piccola radura in un bosco con un laghetto, dove la luce filtrava piu' dannatamente intensa. Con l'inganno la convinsi ad avvicinarsi e le diedi il bacio che avrebbe rotto l'infame maledizione... Cosi' fu, ma qualcosa non ando' come previsto. Fui circondato dalle tenebre e riacquistato il mio aspetto, quello del drow che sono, non mi ritrovai piu' Dhora davanti. Innanzi avevo lei si, ma nei suoi occhi c'era qualcosa di diverso. Avendo passato la vita a decifrare le piccole informazioni trasmesse dal viso riconobbi in lei qualcosa di demoniaco. Al che feci un passo indietro...non ho mai amato i demoni. Solo giorni dopo scoprii che avevo destato qualcosa da tempo sopito, la carica d'odio a stretto contatto con quell'arial aveva destato qualcosa che d'odio era fatto. Quella cosa scoprii successivamente essere la madre di Dhora, Soraja. Giorni dopo passeggiando per le desolate vie di Lamwothor sorrisi, avevo procurato piu' sofferenza di quanto mi aspettassi, il potere dell'odio era davvero grande... La pensavo cosi' a quel tempo, solo dopo compresi quanto mi sbagliavo.

[3] Dhora, Angeli e Demoni. · messaggio 58445

La voce di Decalagon

Decalagon · pubblicato il 2006-01-25

Testo storico conservato

Dal diario di Decalagon

«Avrebbe dovuto morire quel giorno!» La voce nella mia testa si faceva ogni volta più fitta e rabbiosa con il passare del tempo. Un pensiero che mai mi lasciò, dopo aver percepito la consapevolezza che la morte aveva sfiorato Dhora così da vicino. Un pensiero che logorava ogni altro solamente con la forza della sua rabbia infinita; una voce che non mi ricordava quella di nessuno che avrei potuto conoscere, ma sembrava nata dal nulla, così come il mio odio per quell'Arial. La odio. Non so perché, ignoro i motivi. So solo che devo odiarla, e ci riesco alla perfezione. È come se nel mio cuore vi fossero lettere marchiate a fuoco che mi costringono a seguire una via, che fino a poco tempo prima ignoravo di poter intraprendere. L'odio per una creatura, forse l'unica, che abbia dimostrato comprensione ed affetto per la mia persona. Il mio carattere. La mia vita. Dhora... Sinonimo di ripudio. Luce. Ombra. Rabbia. Bellezza... ...Odio.

«Dhora avrebbe dovuto morire! Muori e vivi! Muori e vivi! Gridalo nel vento!» Voce che trasuda un sentimento che va oltre l'infinità del tramonto, sentimento che logora ogni cosa positiva possa lasciar trasparire il mio sguardo e la mia mente. È come un chiodo fisso nel cervello, il pensiero che Dhora, forse, avrebbe dovuto morire quel giorno. Puf! Problema sparito. E invece no...

Dhora Doveva Morire!

Odio anche il destino; la colpa di tutto è solo sua. Solo ed esclusivamente sua. Tutto coincide, se si segue una logica. Io non ho mai seguito una logica, nemmeno in combattimento. Non sapevo nemmeno che cos'era la logica fino a questo momento. Non sapevo nemmeno seguire un ragionamento infantile, sapevo solo seguire la mia rabbia. Ora no. Ho seguito un ragionamento...

La caduta dei Cavalieri... La loro rinascita... Aiuto da parte di Ustriel, dei Legislatori...

Devo essere un imbecille a pensare a tutto questo, forse dovrei lasciar perdere tutto questo, dovrei solo imparare a seguire i miei passi, forse distruggendo tutto ciò che potrebbe rappresentare una minaccia che mi si para di fronte. Forse dovrei solo andarmene da questo posto, andarmene via di qua, dovrei solo andarmene via... Ma non ci riesco. Ho già provato a scappare, ma i miei passi mi hanno ricondotto in questo buco, sempre qua! Certe volte rimpiango di essere nato in questa schifosa isola, senza poter fuggire, senza poter fuggire! Certe volte, rimpiango anche Ustriel... Non che volessi davvero entrare a far parte di quell'ordine, diciamo che la mia aspirazione non era del tutto fondata. Forse volevo... Sapevo bene cosa volevo. Lo sapevo ma non posso, ora. ...Non lo so nemmeno io, è tutto una confusione nella mia testa. Solo un blocco di confusione che mescola i miei pensieri come potrebbe fare una massaia con la biancheria nella cesta. Dhora... Perché ho quell'arial inchiodata nella mente? Che sia la mia punizione per il mio odio nei suoi confronti? Nei confronti di Ustriel?.. Ogni tanto affiora anche Krisaore, con il suo sorriso ambiguo, maligno... I suoi occhi senz'anima che mi fissano come per penetrarmi nel cuore e strapparmelo con un solo cenno delle dita. La sua voce carica di una collera spenta e contenuta che mi dice di distruggere, di odiare, di combattere. Io cerco di non ascoltare quella voce. Forse è una visione. Forse una premonizione. Quello sguardo... Mi fissa, impenetrabile. Il bianco dei suoi occhi è ancora piantato su di me, sono anni che mi fissa senza accennare uno spostamento, un battito di ciglia. Mi fissa. Krisaore... Odiavo anche lui. Lo odiavo. Ora ho paura di lui. Ho paura di odiarlo. Si, ho PAURA. Non so se è paura vera e propria. Sono diversi anni che non riesco a provare uno stato d'animo che non sia rabbia. O un sentimento. Non riesco più a versare una lacrima, come se la mia anima si fosse rinsecchita, si fosse stancata di far battere il mio cuore e se ne fosse andata. Via. Solo Krisaore riesce a far riaffiorare la paura che credevo se ne fosse andata. Forse non del tutto. Forse... Forse... Forse... La mia vita è un ammucchiamento di forse. Forse sono vivo, forse sono morto. Forse non morirò, forse morirò... FORSE!!

Voglio andarmene di qua, voglio dimenticare il mio passato, ma per quanto ci abbia provato lui non vuole dimenticare me. Non può dimenticare me! Sono io il mio passato, e non posso uccidere me stesso dimenticandomi. La mia vita striscia alle mie spalle come un serpente che insegue una preda. Striscia in attesa di balzarmi alle spalle per iniettarmi il suo lento veleno d'agonia. O forse lo ha già fatto, e non me ne sono accorto. Forse...

Sono stanco, ho voglia di dormire. Non ci riesco. Troppi pensieri vorticano nella mia testa come un uragano impazzito. Sono anche stanco di scrivere, ma non riesco a fermarmi, la mia mano che stringe il pennino si muove da sola sulla pergamena. Devo liberarmi di tutto questo letame che annebbia i miei occhi da tutti questi anni, devo sfogare TUTTO! Devo liberarmi di Dhora! Di Ustriel! Di Krisaore!... Krisaore... No, di lui non riuscirò mai a liberarmi. Un pezzetto di me è in suo possesso. Un pezzetto del mio corpo e della mia anima. La mia lingua, è in suo possesso. Il mio cuore, ancora sepolto nelle macerie di Dunkle Stadt. Sepolto.

Ho voglia di scappare, di correre attraverso le foreste e le montagne, andare oltre le terre selvagge di quest'isola senza onore e scappare da questo mondo, che non fa altro che avvolgermi in una cappa di tristezza infinita, ed di un'ira senza nome! Un'ira che forse porta il mio nome. Decalagon Chyrion. Prix Xhaart Chyrion. Perché rinnegavo il cognome di mio padre? Mentivo persino a me stesso. Xhaart...

...

Stapperò una bottiglia in onore della gloria che non mi ha mai investito, brindando alla mia disfatta passata, presente, e FORSE futura. Forse... Spero di ubriacarmi e di dimenticarmi, fino a domattina, di ciò che ho scritto e di ciò che ho vissuto. Spero che gli occhi di Krisaore smettano di scrutarmi attraverso la mente; mi bruciano addosso, mi bruciano... Stapperò una bottiglia, forse due. Ho ancora il Cacciatore Rosso che mi donò Oizys; brinderò con quello. Vent'anni di invecchiamento sono sufficenti. Spero di stonarmi per bene. Spero di dimenticare, almeno per una notte.

Ma non dimenticherò mai, che sia vino, o che sia veleno. I ricordi mi perseguiteranno anche nella tomba, Tricksty non perdona i matti suicidi, e di certo non permetterà ad un'anima di morire anche nel suo regno. Mi lascerà i ricordi, poiché sono solo quelli che non mi permettono di morire. Non la fonte dell'eterna giovinezza. Sembra un incubo, una maledizione. Sembra un orrendo incubo. Orrendo. Non dimenticherò mai...

[4] Dhora, Angeli e Demoni. · messaggio 75065