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Il favore dell’imprevisto

Gilyaren

Gilyaren compare nella cronaca della Seconda Era come dea della fortuna, dell’avventura e del gioco.

  • fortuna
  • avventura
  • gioco
Gilyaren · Il favore dell’imprevisto
Ritratto fantastico · L’immagine e la tradizione
Therial · Gli Immortali✦
Indice del volume
  1. Il volto e il culto
  2. La Seconda Era
  3. Nella Quinta Era
  4. Fonti e attribuzioni

Il volto e il culto

Gilyaren compare nella cronaca della Seconda Era come dea della fortuna, dell’avventura e del gioco. Nasce dagli ultimi frammenti riuniti di Dheadis e Deothium, grazie alla preghiera degli Spiriti Custodi e alla mente degli dei. È dunque parte della stessa generazione neutrale di Moldemir, Edraurd e Natauro. Il testo sottolinea quanto venga invocata dai mortali e quanta parte abbia nelle loro vicende, senza ridurre il suo favore a un solo popolo o mestiere.

Nel racconto di Vlatel il suo nome attraversa la vita errante di un bardo. Altre favole, come quella dello gnomo più piccolo, narrano gli incontri con una dea della Fortuna senza nominarla: appartengono allo stesso orizzonte di meraviglia, ma conservano il proprio mistero.

[1] La Seconda Era

La Seconda Era · Sito storico · 2005

Testo storico conservato

Durante la Seconda Era i mortali percepirono che qualcosa stava cambiando; gli dei comparvero sempre meno spesso su Therial, preferendo rimanere la maggior parte del tempo ritirati ad Elgalir. Le vicende mortali furono sempre meno toccate dalla mano divina; alcuni dei si assopirono, in Elgalir, e influirono sul mondo solo indirettamente, tramite loro messi. Il loro influsso permaneva invariato sui loro fedeli, ma nessuno più li vide camminare su Therial, né mostrarsi, fisicamente, in alcun modo.

Qualcosa, ancora, stava accadendo nelle immense sale di Elgalir; era tempo che gli ultimi frammenti di Dheadhis e Dheothium si incarnassero e venisse così compiuto il Sesto, e ultimo, Movimento del Pensiero originario. Gli dei chiamarono a sé gli Spiriti Custodi degli elementi, che fino ad allora non erano mai stati accolti ad Elgalir: Atherasya, custode del fuoco, Clorendeth, il padre delle acque, Ghaelaj, spirito della terra e Lesyel, signora dell'aria. Gli Spiriti elementali accorsero al fianco degli dei, prodigandosi per aiutarli. Dalla loro preghiera, e dalla mente degli dei, nacquero gli ultimi fratelli divini, neutrali come gli Spiriti Custodi, generati dall'essenza riunita degli ultimi frammenti di Dheadhis e Deothium.

Primo fu Moldemir, dio dei sogni e degli incubi, che da lassù, sopra le nubi, si dondola permanentemente sulla sua altalena, arricchendo di immagini e colori le notti e i sonni dei mortali. Poi vennero Edraurd, il signore delle armi e delle armature, dio del metallo e della forgia, sempre al fianco di chi brandisce la spada, o impugna il pugnale; Gilyaren, dea della fortuna, dell'avventura e del gioco, dai più costantemente invocata e che tanta parte ha nelle vicende mortali di ogni genere; infine Natauro, il mecenate delle arti e della musica, il dio bambino che sempre sorride ascoltando le canzoni, e sempre osserva incantato il pennello del pittore, mentre crea immagini meravigliose.

Così finì l'essenza di Dheadhis e Deothium, incarnata in tutto ciò che, di divino, poteva accogliere la sua incarnazione. Ora era l'attesa: il Sesto Movimento era compiuto, la Seconda Era volgeva al termine e i teologi si interrogavano, ansiosi, su quale sarebbe stato l'esito finale. Ma le stelle crudeli ancora nulla rivelavano ai mortali assetati di conoscenza e ansiosi per il proprio futuro. Gli dei di Therial volgevano al crepuscolo, ma nessun mortale sapeva ancora quale alba sarebbe seguita.

[1] La Seconda Era

Nella Quinta Era

Con la nascita di Durga Maat, gli Immortali continuano a esistere come presenze distinte, con poteri minori. È la scelta d’amore che fonda la Quinta Era. Le testimonianze qui raccolte custodiscono i culti e le vicende delle età precedenti; la misura precisa dei poteri rimasti non è ancora definita.

[2] La nascita di Durga Maat