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Azif: libro dei morti
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Autore Messaggio
Nethiel








MessaggioAffisso: Dom 30 Ott, 2005    Oggetto del Messaggio:


La fata nera.. si, quella la ricordo.. bene.
La fata nera che volteggia sul nido della fenice. Vuoto.
E Dhora che l'interroga e la sua nenia.
Lyiyl..
Scomparso.
La corsa verso l’inferno con Taira, Dhora ed Armilan preoccupate e furiose quasi quanto me.
Anche questo ricordo.
I demoni avevano paura di noi e della nostra furia mentre scendevamo sempre più in basso.
E la grande caverna. Ricordo.
E il corpo di Lyiyl steso per terra.
Poi il cavaliere che cercava il calice e che cercai lo scambio: la vita di Lyiyl per il suo calice. Ricordo.
E gli altri, bianchi e lucenti che ci attraversarono come se non esistessimo noi o loro nello stesso luogo.
E ricordo quando si svegliò e il mio cuore riprese a battere.
Ed il calice comparso per vie misteriose nelle mani di Dhora.
E che Lyiyl bevve.
Ricordo.
E poi..
E poi..
E poi..
Vi prego ditemi cosa è successo perché dal quel momento non ricordo più.
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Myyrillas





Avatar storico di Myyrillas


MessaggioAffisso: Dom 30 Ott, 2005    Oggetto del Messaggio:


Era mattino, a Kyrandor; ed io sostai davanti alla taverna di Esme.
Mi fermai di scatto, in allerta: sentivo di non essere sola, qualcuno o qualcosa mi stava osservando, eppure non vidi nessuno nascosto nell'ombra.
Aguzzai l'udito e la vista...passi. Un fruscio di passi che mi si avvicinava, sempre più, alle mie spalle..e fu quando mi girai, fulminea, arma alla mano, che notai che la presenza era di nuovoalle mie spalle.
E non solo, ora aveva una voce!Una voce che così recitava..

"Sha'Ulud sta arrivando..sarai preda o cacciatore?"

E' stato allora che mi sono rivolta a quella invisibile presenza nella mia lingua madre, senza però ottenere risposte di rilievo...soltanto, potei sapere che costui brama sangue e tenebra.

Altare della Triade

I sette fuochi volteggiavano, veloci, davanti ai miei occhi, lasciando piano piano intravedere una figura..un'iride?

Io sono Sha'Ulud

Io tacqui, studiando ciò che avevo di fronte e soppesandolo, mentre esso sembrava attendere una mia risposta, anche se infine si decise a parlare..

Servirai Sha'Ulud?

Sfoggiai un gelido sorriso, a questa domanda, prima di darvi risposta:

Se lo faccio, cosa ne ricaverò?Nessuno dà nulla per nulla..

Celere giunse la risposta, così come celermente questa entità mi aveva, pare, raggiunta.

Sha'Ulud dà e toglie..

..altrettanto velocemente scomparve, lasciando di sè solo una risposta troncata, e un silenzio innaturale perfino per un luogo come l'Altare.Nemmeno i sette fuochi, per un attimo, parvero ardere.

Così mi sedetti, non senza un pò di diffidenza e non prima di aver ispezionato il luogo dell'apparizione.
_________________
Hey, let's play a game.
How many times can I stick
My knife in your back?
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Drekkar





Avatar storico di Drekkar


MessaggioAffisso: Lun 31 Ott, 2005    Oggetto del Messaggio:


Sotto una notte piovosa, con la luna che entra di sfuggita in qualche squarcio delle nubi, una figura ammantata viaggia silenziosa per le viuzze di Kyrandor: i suoi passi sono affrettati, e il respiro lievemente affannoso. Finalmente, dopo una lunga ricerca, egli trova colui che cercava, in un luogo vagamente equivoco, una locanda con insegna un'ancora, sovrastata da due boccali di birra.

Egli si avvicina all' uomo, seduto su uno sgabello vicino al bancone, apparentemente senza fare alcunchè... Tranne aspettare... Lyiyl era pieno di sorprese... Sembrava già sapere che lui sarebbe giunto... Il mezzeflo gli regalò il migliore dei suoi sorrisi, per quanto potesse esserlo con tutti i pensieri che gli mulinavano in testa...

*'Salute messer Lyiyl... Felice di rivedervi ancora! Non vi nasconderò anzi che stavo appunto cercando voi...'

Lyiyl si scosse, come ridestato da un sogno, e si voltò verso Drekkar.

-'Amico mio! E' un piacere, si, vedervi nuovamente... Ma ditemi, perchè cercate prorio me?'

*'Probabilmente dama Danae vi avrà parlato del mio... problema...'

-'Lo ha fatto, ma più che altro sembrava preoccupata per voi...'

Drekkar sorrise, felice di sentire quell'ultima frase, e si abbassò il cappuccio infradiciato.

*'Mi sarei sopreso se non lo fosse stata, sinceramente... Comunque, poco fa abbiamo parlato.. A lungo... E, a causa di alcuni... Sviluppi imprevisti, sono costretto a chiedervi di aprire il portale oggi stesso.'

Il mezzelfo avvicina la propria testa a quella di Lyiyl, abbassando la voce e badando a non destare i sospetti degli avventori con gesti bruschi.

*'Il nemico ha trovato il modo di sfruttare il legame dei Draghi con le Torri... ora, gran parte di essi servono l'Ombra, contaminati dagli stessi, corrotti bastioni! Non posso tardare ancora... Non so per quanto potrà resistere Naphira, ora, senza la protezione dei Draghi... Devo partire, Lyiyl. Devo partire, oggi stesso!'

Lyiyl corruga la fronte, con un'espressione interrogativa stampata in volto.

-'Come avete fatto a scoprire tutto questo...? E come sapete che è vero?'

Drekkar si allontana leggermente, tirando fuori dalla guaina la sua spada. Appena la vede, ancora una volta il suo cuore si riempe di orrore e paura... La lama è completamente annerita.. La avvicina a Lyiyl.

*'Questa prova e' per me più che sufficiente.'

L'umano corruga la fronte, dubbioso. Ma, dopo un attimo di riflessione, sembra decidersi.

*'Purtroppo non avevo compreso la reale urgenza della cosa... Ammetto che per creare un passaggio del genere, servirà ben altro che qualche pietra lunare... Ma purtroppo non dispongo di tutti gli elementi necessari, ne sò quali siano...'

Il mezzelfo sgrana gli occhi dopo l'ultima affermazione di Lyiyl, ma decide di rimanere in silenzio... Non rimane nemmeno il tempo per parlare, figuriamoci per litigare...

*'Una certa Donna delle Ossa, nelle terre Occidentali, saprà esservi di aiuto... Una volta trovati tutti gli ingredienti necessari, mandatemi un messaggio... Saprete dove trovarmi.'

Drekkar sospirò lievemente, guardando Lyiyl dritto negli occhi.

-'Così sia, allora... Cercherò questa donna... E tornerò da voi con tutto il necessario...'

Già stava per andarsene, quando arrivato alla porta si voltò, dicendo:

-'Ancora una volta non manco di ringraziarvi per tutto l'aiuto che mi state dando... Me lo ricorderò, quando sarà arrivata la fine.'

Detto questo scomparve in tutta fretta oltre l'uscio, come l'ultimo spicchio del sole calante.


TERRE OCCIDENTALI


Trovare la donna delle ossa non fu affatto difficile... Sarebbe bastato seguire gli sguardi impauriti delle persone che il mezzelfo interpellava, per poterne dedurre con facilità la posizione... Comunque, ella viveva nei pressi della strada principale, e il suo lugubre antro era impossibile da non notare... Pezzi d'ossa erano appoggiate lungo le pareti, ricoperte da una sottile polvere grigiastra. Ad alcuni femori, piantati nel terreno poco prima l'ingresso, erano state attaccate lunghe bandiere nere, bucherellate e sfaldate dagli agenti atmosferici. Un pennacchio di fumo si innalzava dai rimasugli di un camino sfracellato. Drekkar si soffermò per un attimo a osservare il tutto, sorpreso e divertito. Esattamente come uno spaventapasseri in un campo di grano, tutto quell'imbastimento di oggetti lugubri sembrava essere stato costruito appositamente per tener lontana gente come lui... Tuttavia, pur non percependo alcuna paura nel suo cuore, egli sentiva bene l'odore di morte che permeava quella zona... Non era propriamente un odore, quanto... La memoria di quelle spoglie e scarnificate mura... Erano impregnate di... oscure sensazioni e pensieri malvagi...
Drekkar avanzò verso l'uscio, scostando la sottile tenda di velluto, unica raffinatezza di quel luogo dimenticato dagli Dei, ma prima ancora dimenticato da chi vi abitava... O troppo ricordato, sotto certi aspetti...
Quel che gli si presentò era più o meno quello che si era aspettato. lunghe file di vasetti dallo strano contenuto accatastati su mensole di legno completamente marcio, qualche residuo di mobilia, una tappeto che quasi scompariva sotto lo strato di polvere che sembrava riempire ogni cosa, qualche sedia sparpagliata intorno ad un fine tavolo, ricco di altrettanto fini incisioni, un bancone da lavoro alla sinistra dell'entrata, dietro il quale capeggiava un bel caminetto, brillante grazie al fuoco scoppiettante che conteneva... E un Acchiappasogni. Un acchiappasogni in osso.
Drekkar stava già tendendo la mano per tastare quel curioso artefatto, quando una voce grinzosa e strascicata lo ammonì da un angolo, verso il fondo dello stanzino.

#'Chi osa disturbarmi, adesso? Sono già abbastanza occupata a schiacciare ben bene queste ossa...'

Drekkar si avvicina lentamente alla sorgente della voce, seminascosta nel buio. Quando la vede bene, si rende conto di stare osservando un essere che si è spinto oltre il limite dei suoi giorni, e che probabilmente continuerà a farlo ancora per molto. Una donna, seduta a gambe incrociate, con in mano un pestello e un piccolo contenitore. La pelle del volto era tirata verso l'incavo degli occhi, sporgenti ma piccolissimi. Tutte le ossa risaltavano sotto la pelle ad ogni movimento, e il petto nudo metteva in mostra due seni cadenti e raggrinziti. Lunghi capelli grigi le scendevano dalla nuca, completamente assenti vicino alla fronte. Portava una lunga gonna, che un tempo doveva essere stata di un abbagliante colore bluastro, e che ora ne portava solo un vago ricordo.
Il mezzelfo si avvicinò lentamente alla donna. Il suo tono era di noncuranza, quasi stesse parlando del tempo... E' pericoloso rivelare l'importanza che certi argomenti hanno per per sè stessi a chi non si conosce più che bene...

-'Non temete, non mi tratterrò a lungo... Una certa persona mi ha detto che avreste potuto risolvere un mio cruccio... Mi servono alcuni ingredienti...'

La donna lo guardò con aria saccente e divertita, senza smettere di battere il suo pestello.

#'Non sono certo una cuoca, io! Lo potete vedere con i vostri occhi...

Drekkar rise tra sè, chinandosi, in modo da vedere la donna dritto negli occhi, senza però levarsi il cappuccio.

-'Mi spiace.. In effetti, mi sono spiegato male. Vedete... E' per la creazione di un portale che io chiedo il vostro consulto. Un portale molto potente, che non può essere innalzato con il solo ausilio della magia... Io speravo che voi avreste saputo indicarmi alcuni.. elementi che potessero favorire e aiutare questo processo.'
Drekkar riflettè un attimo, poi estrasse un grosso sacchettino tintinnante dal suo zaino. Da tempo viveva in un mondo nel quale la parola data sembrava contare assai poco... E dove l'unica voce ascoltata sembrava essere il denaro. Aveva allora imparato ad agire di conseguenza. Il suo lavoro richiedeva un continuo accesso alle informazioni più nascoste... E per riuscire in questo, vi era solo un modo. Corruzione. Solo il pensarlo gli provava disgusto, ma mai aveva usato il suo denaro per fare del male... E mai aveva sfruttato le informazioni ricevute per scopi misteriosi o maligni. Non era nella sua natura, e sperava che mai lo sarebbe stato.
Drekkar si sorprese quindi parecchio quando, una volta rovesciate alcune monete sulla stuoia sulla quale la vecchia sedeva, si sentì opporre una sonora risata di scherno.

#'Mettete via quelle monete, uomo... Non è del denaro che ho bisogno... Pensate davvero che la sposa di Darken Rahl potrebbe? Egli mi farebbe avere interi regni, se solo lo chiedessi!'

Rimettendo a posto le monete nel sacchetto, si disse che avrebbe potuto prevederlo. Le stesse condizioni della..casa in cui la donna viveva dimostravano uno scarso interesse per le cose terrene...

-'C'è forse qualcosa che vorreste, e che questo Darken Rahl non può, non volendo o non potendo, procurarvi?-

La vecchia sembrò riflettervi.

#'In effetti, qualcosa c'è.... Portatemi il coraggio di un uomo in una bottiglia, e io vi aiuterò... Questa vegliarda ha proprio bisogno di un po' di coraggio, in questi tempi, si si...'

Drekkar corrugò la fronte. La vecchia gli sorrise di rimando.

#'Vi aspettavate qualcosa di facile? Allora non sareste dovuto venire proprio qui...'

Il mezzelgfo sorrise alla donna. Era un sorriso vero, sincero.

-'Non mi sarei aspettato nulla di meno da una tale signora...' Disse, alzandosi. 'Tornerò con quello che chiedete, non dubitate...'

Stava già per uscire, nella nuvolosa mattina, quando disse, senza voltarsi: 'Sono contento di aver finalmente trovato qualcuno in grado di resistere alle tentazioni del vile denaro... Ma non credevo che l'avrei trovato proprio qui... Lunghi giorni e piacevoli notti, donna... Mi rivedrete presto' e scomparve nuovamente.

La vecchia fermò un istante il braccio, fissando l'uscio, con la tenda che sventolava ancora. Uno sporadico raggio di luce la illuminò, tornando poi da dove era venuto. La vecchia riprese il suo lavoro, imperterrita, ma, sembrava, con il morale un po' più sollevato. Avrebbe ottenuto quello che voleva, dopotutto...
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Qwarodh








MessaggioAffisso: Dom 06 Nov, 2005    Oggetto del Messaggio:


Haon-Dor, animali inferociti, ululati, un verso stridulo, come di un'imponente aquila. Un enorme grifone dinnanzi a noi. Non riusciamo a capire le sue intenzioni. Kensun si prepara al combattimento mentre Keliash riesce a scorgere un cavaliere che monta la bestia. Uno strano individuo quasi traslucente, brandelli di pelle sul volto e poco altro. Ci parla senza muover bocca, lo sentiamo nelle nostre menti annunciare eventi nefasti.


"... il luogo in cui un re ha realizzato il suo sogno si trasformerà nel vostro incubo..."
"... è stato violato ... in catene ..."
"... le anime si sono divise ... esercito ..."


Si allontana.

Alla corte del re di Camelot nessuno sospetta un attacco. Lo stregone Gran Consigliere sembra quasi sottovalutare la questione, ma parla di un Signore Lich.

Nemmeno la bianca Dama della Giustizia teme un affronto al suo dominio, ma ha scorto la bestia. Ci guida ad est.

La torre di Myzelak, Signore dei Lich. Non è Lui colui che cerchiamo. Lo spettrale re non morto ricorda di una vittoria contro un rivale in sella ad un grifone e gode della sua sorte.

Per quanto mi possa importare di fare i favori di un'emaciato e malvagio dominatore di spiriti decrepiti, vorrei scansare il rischio di nuove, atroci stragi.

"... era potente ma troppo legato ad ogni brandello di sè... fu strappato dalla sua torre ... cerca vendetta ... cercate ..."
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Dhora








MessaggioAffisso: Lun 07 Nov, 2005    Oggetto del Messaggio:


Seguendo Nuun siamo arrivati dall'antico Ciquala il lich piu' vecchio di Therial, da lui trovammo un gruppetto che stava cercando di parlare con lui..

Qwarodh, Kensun e Keliash.. erano giunti da lui per porgli delle domande a quanto sembrava, ma il lich ovviamente non era dei piu' amichevoli, tanto piu' uno come lui. Due enormi draghi lo affiancarono presto ad un suo comando, ciquala voleva che si inginocchiassero ed era furioso .. percio' decisi di sviare la sua ira su qualcun altro.. domandai come mai tutti fossero li' e domo abili giochi di parle e un acceso dibattito il Lich mando via i suoi sudditi.

Cosi' diede il permesso di fargli le domande, cosi' appresi che un cavaliere che aveva avuto il coraggio di sfidarlo era stato trasformato in un lich affinche entrasse nell'esercito di ciquala.. ma qualcosa ando' storto e questo nuovo cavaliere cavalcando un grifone organizzo' una rivolta questo capito' molto molto tempo fa..
Qualcosa pero' disturbo di nuovo Ciquala.. il rumore di un esercito si faceva sempre piu' vicino passi e sempre piu' vicini, mentre lui sogghignava.. forse era stato di nuovo infastidito dalle frasi, mentre io parlai ad alta voce mentre pensavo e nominai calici e cavalieri.

Fu poco dopo che il rumore dell'esercito cesso' mentre il gruppo compreso Nuun scomparvero sotto i miei occhi.. io rimasi sola con il Lich che sembrava stranamente interessato al fatto dei calici.

Gli raccontai di avere delle visioni di questi, due cavalieri uno bianco uno oscuro, dei loro calici.. ma non dissi che erano visioni che avevano potuto vedere anche altri..

Poi qualcosa mi mise in allarme parlando mi chiamo' piu' volte bambina mia..
Quella cosa non mi piaceva e piu' volte la mia mente si rivolze all'Azif che se ne restava tranquillo.
La conversazione continuo' a lungo, parlammo di corruzioni e di re.. compresi alcune cose che fino a quel momento non ero riuscita a capire, gli feci domande su domande e lui sembrava rispondere con gentilezza, ma continuava a chiamarmi con lo stesso appellativo.

La conversazione fini' e lui mi lascio' tornare alle mie foreste.. tornai pensierosa, "bambina mia" quelle parole mi avevano messo i brividi..
_________________
Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma

[collegamento esterno rimosso]
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Flaminea





Avatar storico di Flaminea


MessaggioAffisso: Lun 07 Nov, 2005    Oggetto del Messaggio:


A dire il vero, non so bene come avessi fatto a sentire quelle grida e quel rumore di corsa furiosa..mi trovavo a Lamwothor, e il deserto è lontano.

Fatto sta che proprio l'eccezionalità di questo fatto mi spinse a recarmi lì.
Poche parole e la visione attorno a me cambiò, ora non vedevo più le grigie mura del tempio, ma un paesaggio di sabbia e dune. Una di esse, in particolare, sovrastava le altre, e fu proprio da dietro d'essa che apparvero, in fuga, numerosi nomadi. Sembrava una fuga disperata e convulsa, la loro, e un nome che non potei ben comprendere fuggiva dalle loro labbra, con terrore, lo percepii come Au..Lud..di più non potei.

Quando la zona tornò silenziosa, mi volsi verso la duna: i miei sensi avvertivano una presenza, nonostante il mio incantesimo di rilevazione della magia non avesse dato risultati.
A passi lenti e cauti mi avvicinai, e fu allora che lo vidi: un uomo vestito di un'ampia cappa, il cui volto era in ombra.
Lo studiai a lungo, fluttuando attorno a lui, ed egli pareva fare altrettanto, anzi, pareva essermi sempre di fronte. Fu allora che estesi il braccio verso di lui, originando sul palmo una minuscola sfera d'ombra, mantenendo però una postura non aggressiva. L'uomo pose a sua volta la mano verso me, ed io, dopo aver riassorbito la sfera, mi portai di fronte a lui, chiedendogli con chi avessi il piacere di parlare. E così mi risposte...

"Come vuoi che mi presenti, con quale dei miei tanti nomi?"

"Vorrei tu lo facessi con quello che meglio ti rappresenta"

"Sha'Ulud è il nome con cui mi conoscono le popolazioni del deserto, ed è questo il nome che tanto temono"

Quando gli chiesi se fosse interessato a conoscere il mio nome, mi fu risposto che voleva sapere chi fossi, poichè un nome può dire ben poco.
E mi si mostrò nella sua vera forma, un gigantesco verme: arrotolandosi su se stesso, portò la grande testa di fronte a me, che ancora fluttuavo, per poi riprendere le precedenti sembianze e porgermi la mano, che io stavolta accettai.
E fu così che potei vedere il suo volto, quello d'un vecchio pieno di rughe, quasi un verme in forma umanoide.

Parlammo a lungo, ed il discorso cadde sui due fratelli, l'uno opposto all'altro, alla ricerca del libro in grado di riunirli. Se ciò accadrà, disse, diverranno incontrollabili.

Mi avvertì degli ostacoli al recupero del libro, e disse di non potermi dire di chi fosse in possesso, una luce troppo forte bloccava la sua visione.
Aggiunse che se l'abitante della terra dei draghi fosse stato raggiunto dalla fenice, sarebbe stata la fine, e che anche un corvo rappresentava un'ostacolo.

Poi com'era giunto scomparve, poche parole lasciò nell'aria..

"Chi per primo troverà il coraggio di un uomo, avrà per sè la prima chiave"
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Il suo cuore era un cristallo affilato come una lama,che strideva con il suo bell'aspetto da fiore appena sbocciato.Se un uomo l'avesse toccata senza fare attenzione avrebbe finito per sanguinare...
"E' facile osservare la luce, luminosa e chiara, e trarre le conclusioni, ma troppo spesso ci si dimentica delle ombre: sappiate osservare nell'oscurità e avrete ogni risposta"

"La pwk e' un apostrofo rosa tra le parole..p kill"(Nywulf detto Nywfhafah)
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Drekkar





Avatar storico di Drekkar


MessaggioAffisso: Lun 07 Nov, 2005    Oggetto del Messaggio:


Notte inoltrata su Therial. I raggi di Kyra erano lungi dal bagnare ancora questa terra, così presa da qualche tempo da strani eventi... Come quello narrato in queste righe...

GILDA DEI BARDI, KYRANDOR

Nella stanza più remota del palazzo della gilda, due figure siedono confabulando, mentre una terza si destreggia con parecchie sfere di legno, facendole volteggiare in aria. Presto, uno dei due accovacciati a terra sembra esaurire le parole, mentre le domande dell'altra figura sembrano aumentare quanto il silenzio dell'altra... Ora, esse si sono spostate, e se ne possono distinguere i volti, illuminati dalla luce di alcune torce appese alle pareti.. Uno è sicuramente un uomo, riconoscibile anche con il viso parzialmente nascosto dal grande cappuccio, a causa della barbetta che gli ricopre il mento... L'altra è una giovane donna, con aria decisamente perplessa. Ha in mano un sottile foglietto, tutto ricoperto da strani simboli, affiancati da una scrittura minuziosa e precisa.
Drekkar indica ad Alhen i simboli sulla mappa, con fare concitato, mentre Aphanes continua a destreggiarsi con le sue sfere. Ma all'improvviso si interrompe, immobilizzandosi e afferrando al volo con noncuranza tutti gli oggetti. Dal modo in cui osserva il corridoio che precede la stanza, sembra che riesca a vedere qualcosa, nell'oscurità...
Aphanes si volta di scatto verso i due, portandosi un dito sulle labbra.

'Non siamo soli', sussurra.

Subito dopo inizia a spargere slenziosamente sul terreno alcune biglie, spingendole verso un angolo vicino all'entrata della stanza, mentre Drekkar rimette frettolosamente al sicuro il foglio, imprecando lievemente. Egli si avvicina ad Aphanes, con sguardo interrogativo. Un sussurro gli arriva, leggero... 'fuoco'. Osservando meglio le biglie, in esse vede il riflesso di una torcia avvicinarsi, dietro la svolta del corridoio. Aphanes fa appena in tempo a raccogliere frettolosamente le biglie, quando all'improvviso un muro di fuoco esplode, innalzandosi dall'entrata della stanza.
I tre si guardano l'un l'altro, stupefatti... Varie emozioni si leggono sui loro volti, ma la paura non è quella che predomina.
Il singolare muro di fuoco, che sembra non emettere alcun calore, si ampre d'improvviso al centro.. Un vecchio si fa strada tra le fredde fiamme, il volto mutevole e indistinguibile. Sembra soffermarsi un attimo, studiando i tre avventurieri che ha davanti... Una voce, gelida e ostile, si fa quindi strada nelle loro menti...

-'Sha'Ulud cerca l'uovo del drago giunto attraverso lo spazio e il tempo... Non...deve..averlo!!-
A queste parole, il viso di Drekkar si fa cadaverico in pochi secondi. Tenta di mormorare alcune parole, qualcosa di simile a :'Un uovo...? Non mi ha detto...', ma viene subito messo a tacere dalla voce.

-'Il coraggio di un uomo aprirà il primo cancello. Affrettatevi, guerrieri! Altri già sono sulla vostra scia...'
Detto questo, scomparve così com'era venuto, senza lasciare alcuna traccia di sè.
Drekkar aveva compreso bene il significato di quelle parole... Purtroppo, non riuscì a nasconderlo abbastanza bene. Alhen e Aphanes gli chiesero spiegazioni, e lui gliele diede, per quanto vaghe. Alhen faticava a credergli, e lui non tentò troppo di convincerla. Forse sarebbe stato un bene se lo avesse ritenuto un pazzo...
Drekkar si congedò frettolosamente. Quell'avvenimento gli aveva messo addosso una fretta incredibile... Non c'era più tempo, purtroppo. Chiunque fosse colui che cercava di arrivare al suo stesso obbiettivo, avrebbe dovuto precederlo. Promise ad Aphanes e ad Alhen un resoconto dettagliato della sua ultima scoperta, che gli avrebbe spedito via colomba. Poi, grazie ad un semplice incantesimo, scomparve, ritrovandosi nelle Terre Occidentali. L'alba già si affacciava sull'orizzonte montagnoso, portando con sè vento dal Nord. Presto avrebbe fatto ritorno nella terra dalla quale quel vento proveniva. Se così non fosse stato, avrebbe probabilmente perso tutto quanto... Tranne l'amore, unica sua ancora in questi giorni.


ANCORA TERRE OCCIDENTALI

Per la seconda volta, Drekkar si fece strada attraverso le tende che chiudevano l'entrata di quella casa... La donna lo stava aspettando.
Appena entrò, nulla sembrava cambiato: lo stesso lezzo, la stessa polvere; persino la vechia sembrava non essersi spostata dal suo angolo... Drekkar reclinò la testa lievemente, levandosi il cappuccio dalla testa.

-'Ben ritrovata, donna.'Ella si riscosse, come ridestata da un lungo sonno, allungando le mani grinzose verso il visitatore.

-'Si, si, avete quanto vi ho chiesto?'
Drekkar aprì con calma il suo zaino, estraendone una piccola boccetta di vetro, attaccata ad una lunga catenella argentea. Conteneva un liquido trasparente, ma dopo averla scossa appena il liquido si colorò di un intenso tono bluastro.

-'Il coraggio di un uomo, in una piccola ampolla...'
La donna, dubbiosa, fece cenno di posare l'ampolla su un cumulo di ossa.
-'E come ve lo siete procurato, messere?'chiese, pronunciando l'ultima parola molto ironicamente

-'Questo liquido e' in mio possesso da innumerevoli anni... Ha il potere di assorbire, una volta avvicinato ad una persona, i suoi sentimenti più intensi. L'ho fatto tenere al collo da un amico, uno che so essere grande e coraggioso combattente. Dopo poco mi e' stato restituito. Se avesse conservato questa boccetta così vicino al cuore per molto tempo, ne sarebbe stato completamente prosciugato...'

La vecchia gli si avvicinò.

-'Non basta. Dovete trovare qualcosa di più puro.... Il coraggio di un uomo che io possa usare.'

-'Più puro di questo?!'

Drekkar ebbe un attimo di furore, subito represso e controllato. 'Se così desiderate, allora io continuerò la mia ricerca...' disse, chiandosi a ricuperare il prezioso artefatto. 'Tanto vale che lo sappiate, ormai non conta più.. Il coraggio assorbito da questo liquido... Deriva direttamente dalla mia anima. Non avrei voluto dirvelo, perchè avrei potuto apparirvi forse troppo superbo...-La vecchia afferrò la mano di Drekkar, con insospettato vigore.
-'Volete dire che questo coraggio..è vostro?[/i]-'Per quanto sia cosa inaspettata... si, è mio.-La donna fece un ampio sorriso verso l'avventuriero.

-'Purtroppo non ho alcuna prova per capire se questo sia davvero vostro coraggio... Quindi, dovrete fare qualcosa per dimostrarmelo... Portatemi la storia del regno di Loranhir, e avrete finalmente quello dhe vi serve.'Drekkar sorrise a quell'affermazione. Le storie erano il suo pane da anni.

-'Porterò a termine quanto mi avete detto molto presto, spero. E la prossima volta che mi vedrete sarà probabilmente l'ultima durante la quale verrò a disturbarvi.' Quindi, si inchinò fievolmente, 'assaporando' ancora una volta l'odore acre delle tende sul suo viso.

O F F Informazione off-gdr:
Perdonatemi se resto poco chiaro quando devo riferire parti del mio bg... ma non vorrei svelarlo su queste pagine(se fosse fondamentale lo farei, ma non lo è Razz )... Comunque, non dovrebbe trascorrere ancora molto tempo alla sua pubblicazione. Spero grin Se qualcuno fosse interessato mi contatti via pm. Posso pur sempre mandare la bozza.

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Dhora








MessaggioAffisso: Ven 17 Feb, 2006    Oggetto del Messaggio:


ADDIO AZIF

Sono passati mesi.. mesi vicino a quel libro di morte.. Custode o chiave o entrambi.. tutto era ancora confuso.
Rinnegavo il libro, non accettavo di essere la sua custode.. sentivo il suo potere ghermirmi giorno dopo gioro e ora dopo ora.. leggevo quelle pagine oscure per voglia di conoscenza mentre la luce di cui sempre mi ero circondata si allontava piano e silenziosa.
Ero infastidita, il libro in un certo senso mi cambiava..

Poi di nuovo il portale si apre e lui mi raggiunge.. sempre piu' spesso quelle ali dorate mi vengono vicine, mi cullano e mi carezzano... Balliamo.. ahh da quanto tempo non lo facevo.. i suoi modi gentili e amabili e' cosi' attento, cosi' interessato.

Infrango la promessa che feci a me stessa, lentamente egli cattura il mio cuore, quando non c'e' lo cerco e lo evoco.. ormai quasi mi e' indispensabile la sua presenza, ma voglio essere cieca perche' finalmente sono felice.. potrei credere ad ogni sua parola tanto che accetto di essere la custode del libro dei morti.

Mi convinco che non c'e' nessuno meglio di me per tenere chiuso cio' che deve rimanere chiuso.. e' questa mia presunzione e la voglia di conoscenza che mi unisce ancor piu' a lui..
Le sue labbra sfiorano le mie, sono cosi' felice avvolta da quelle ali..l'unica cosa che voglio e' stare con lui.. ma poi sono le sue stesse labbra e la sua stessa voce a farmi rendere conto di cio' che accade.. poche semplici parole da lui pronunciate, forse per la sua troppa sicurezza, ma esse mi risvegliano e fanno male come una pugnalata dritta al cuore..

Come posso essermi lasciata andare al mio sentimento.. luce si'.. e' la mia via, via che ho scelto da tempo.. sapevo che non era la via piu' facile, ma non pensavo che potesse fare cosi' male di nuovo.. ma non ho intenzione di arrendermi e per un sogno continuo a lottare ..

Oggi ho rinunciato ad essere la custode del libro, ma non sono riuscita a farlo da sola: mille volte grazie a colui che mi ha aiutata, ora e' per sempre avra' la mia fiducia lo sa..
Oggi ho deluso colui che piu' amo, ma non poteva succede altrimenti e non potevo annullare me stessa per lui, percio' gli dico addio sapendo che non ero corrisposta, egli aveva solo un interesse oscuro in un suo progetto altrettanto oscuro..
Riprenditi il tuo libro..
Addio Azif.. tieniti la mia immagine se vuoi, ma torna dal tuo antico custode.. tu sai cosa io provo, tu sai cosa desidero per questo devi portare con te il mio desiderio..
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Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma

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Alhazred





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MessaggioAffisso: Ven 17 Feb, 2006    Oggetto del Messaggio:


Rimanendo a mezz'aria al centro della sua stanza,Alhazred osservava attentamente il libro che fluttuava davanti a lui.

"Evidentemente non era pronta,probabilmente non lo sarebbe mai stata.Fortunatamente non tutti i mali vengono per nuocere,come si suol dire"

Come a voler dare una risposta il libro ,che prima si muoveva inquieto, si fermo' aprendosi su una pagina sulla quale si intravedeva la figura di una giovane bambina Arial.

"Forse quello di cui abbiamo veramente bisogno sono carne,desideri e sogni...ma vedo che abbiamo avuto la stessa idea"


Sorridendo,lo sguardo del necromante si sofferma sull'immagine della bambina.Nello stesso istante un'altra immagine,ritraente una donna dalle ali bianche,svanisce lentamente lasciandosi dietro solo un lieve sospiro...
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Dhora








MessaggioAffisso: Lun 15 Mag, 2006    Oggetto del Messaggio:


Buio solo buio...
Un sonno dai cui non riesco a riprendermi...
Sembra non finire mai...

Poi, ad un tratto la pura luce di Chastil apre uno spiraglio e riporta la vita... Il mondo che si era addormentato, fermato.. riprende a vivere.

Gli esseri viventi riaprono gli occhi e cosi' io..
Nella caverna in cui tanto mi piace stare osservo la fenice brillare... i suoi occhi conoscono da sempre il mondo,ma questa volta mi osservano in modo strano come se volessero giudicarmi..
Un senso di pesantezza al cuore, c'e' qualcun altro qui?
Un desiderio si riunisce all'origine.. ed ora, solo ora lo vedo fluttuare dinnanzi a me.. luce nera irradia, luce che mi avvolge e non mi vuol lasciare...

"..AZIF.."

E' come se mi osservasse:

Perche' sei tornato da me?Perche' ritenti ..cosa vuoi da me? cosa desideri cosi' tanto che da me ti riporta..?

Queste le domande a lui rivolte nella mia mente e un sussurro mi sfugge impossibile da trattenere, come se fosse un richiamo, sorge spontaneo dalle mie labbra:

"Alhazred..."
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Dhora








MessaggioAffisso: Gio 08 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


Un brivido lungo la schiena...
Qualcosa si allontana da me..

Il Libro e' stato rubato.. da cosi' lontano non posso svolgere il mio compito, il mio corpo ne risente sebbene la mia anima e la mia luce rimangano intatte...
Il carillon della che quella fatina mi diede molto tempo fa comincia a suonare nella mia testa, non risente la mia anima, ma il mio corpo..
Azif mi mostra, mi mostra tutto: chi dove ... cosa potrebbe accadere, vuol tornare come sempre ed sento chiara la sua furia per non averlo tenuto come dovevo.

... Azif e' aperto ...

Qualcuno forse passa e il mio corpo e' come se ne risentisse, il carillon suona nella mia testa... Thanys e Keliash alla grotta della fenice, mi parlano.. Thanys mi chiede di nostro figlio Jibu e io rispondo, ma lentamente perdo i senzi il corpo si indebolisce. Cosa accade intorno a me non lo so, ma so che ci sono molte persone.. unico conforto e' che Keliash sa, ne sono sicura e come sempre sono tranquilla perche' di lui mi fido.

Ad un tratto vedo solo cio' che Azif se pur lontano mi mostra mentre la musica del carillon sembra proteggermi da qualcosa..poi un tocco e tutto si placa "Alhazred" si', di sicuro e' lui.

Preghire e parole di una sacerdotessa ridonano forza al mio corpo finalmente, la forza dell'equilibrio ridona vigore ... Kharyandra, non l'ho conosciuta ma oggi si e' guadagnata l'affetto di una piccola luce.

Cosi' presso il nido della fenice viene riportato il libro da uno sconosciuto, che parla e parla e parla, mette in dubbio la mia .. luce.. ma e' normale che lo faccia ha quel libro in mano, ma gli altri sembrano ascoltarlo, un po' di delusione forse.. e mentre ad una Rosa chiedo di fidarsi a parole lo conferma, ma a fatti non sembra..

Il libro dei morti in mano allo spirito di una Rosa Bianca.. nulla e' cambiato.. e quando si allontana l'unico mio sospiro di sollievo e' dovuto dalla presenza di Alhazred come se lui e il libro fossero la stessa cosa, lo seguo per riposare nella sua casa.. ma so cosa mi attende quando mi svegliero' e Alhazred non ci sara'..
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Phaer





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MessaggioAffisso: Gio 08 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


L'uomo dai capelli rossi a spazzola passeggiava tranquillamente per un sentiero boschivo. Un lieve e beffardo sorriso stampato in faccia, gli dava un'aria discretamente soddisfatta nel suo lento incedere lungo la via. Ebbe un languorino e in assenza di fidati servi con il bon bon sempre pronto decise di fermarsi presso una roccia a qualche metro dal sentiero, nel sottobosco. Sospirando tiro' fuori dallo zaino il solito, maledetto panino e lo farci' con la solita maledetta carne salata ed essiccata. Mentre masicava si sorprese a riflettere sulla vanita' di certe persone e quasi senza rendersene conto inizio a parlare da solo.
"certo che quell'arial femmina e' pazza o troppo piena di se, e dire che fa parte del circolo di caccia e pesca therialese, ma si crede una grande maga" alzando le spalle addenta nuovamente il panino, masticando lentamente. Pero' fisicamente non era male, penso il ragazzo dai capelli rossi, che subito dopo allontano' dalla sua mente la figura delle dilei forme. Ripenso' a tutta quella folla e non pote' che ridacchiare. Era decisamente soddisfatto di come aveva messo in dubbio il valore dell'amicizia fra dhora e i suoi compagni, instillando attraverso il libro un dubbio nei cuori di tutti.
Si distese sul prato crogiolandosi nella soddisfazione le caos creato. Prese un lungo stelo terminante con quella che sembra una spiga di grano troppo giovane e verde e se lo mette fra i denti.
"Certo che nome orrendo che e' Azif, non ci chiamerei nemmeno mio figlio...bah che gusti, nemmeno fosse un miglior vendite. Che deficenza di massa collettiva."
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Ogni ora fa male, l'ultima ti uccide.
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Keliash





Avatar storico di Keliash


MessaggioAffisso: Gio 08 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


Il vampiro usci' dalla grotta della fenice riprendendo le sue forme umane.. I pugni stretti gli dolevano ma continuava a stringerli come per punirsi.
Aveva chiesto aiuto a quell odioso arial e non gli andava giu.. In fondo cosa poteva fare? Era l'unico che conosceva Azif ed i suoi effetti e poi non riusciva a sopportare la vista di Dhora in quello stato.. Se solo Phaer si fosse fatto vivo con il libro allora non si sarebbe dovuto umiliare con quello Shalafi.. Phaer.. Dove diavolo si era cacciato? Nonostante Keliash fosse disposto a dargli qualsiasi cosa in cambio di Azif lui aveva sempre mandato suoi scagnozzi a rifiutare le offerte.. A complicare le cose si era aggiunto quel Rockseer..
Ora era lui il custode del libro.. Avrebbe fatto bene a non fare stupidaggini e far del male a Dhora oppure il cambiamento che stava avvenendo nel cuore del vampiro si sarebbe manifestato in tutta la sua furia su quello che rimaneva dell elfo..
Keliash arrivo' vicino al ciliegio e la vista dell albero lo rilasso' un po'.. Dopo essersi appoggiato con la schiena sul tronco chiuse gli occhi e solo allora si accorse di quello che stava accadendo dentro di lui.. La rabbia ricomincio' a crescere e concentro' tutta la sua ira e forza in un globo vampirico che poi lancio' verso la luna.. si accascio' a terra stremato e comincio' a dormire.
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Non parlare di dolore fino a quando non avrai visto le lacrime di un guerriero.


Keliash e' stato ucciso da Nathien a Al centro della Radura di Nathien.
Non calpestare le aiuole... MAI!
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Qwarodh








MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


Qwarodh si dirigeva verso il nido della Fenice, un posto che gli dava sicurezza, bei ricordi , amicizia e buone speranze. Esattamente il contrario di ciò che vi trovò.

Molta gente, alcuni sconosciuti, altri conosciuti molto bene. Volti amici in pena, volti nemici in ... attesa. Confusione, tensione e sorpresa.

Il Felar capitò per caso e all'improvviso, come all'improvviso arrivò una strana, una brutta sensazione.

Dhora era in agonia, quasi in catalessi e lui non era arrivato in tempo. Dhora stava soffrendo e lui non poteva fare nulla. Il Drow ... forse era stato lui, sì, il maledetto Drow la cui sola vista bastava a far affiorare in lui il suo lato più bestiale.
Ma forse no ... forse gli amici avrebbero già agito e invece tutti sembravano cauti, molto cauti. Un'altra figura maligna e causa di allarme, e la rabbia inizia a crescere.

" ... cosa accade, chi sono questi e cosa fanno qui ... cosa posso fare ... cosa devo fare .. Dhora! ... "

Una sacerdotessa sembra dare la sua stessa vita per tenere in forze la bella Dhora, un Rockseer sconosciuto sembra essere molto più in pena di quanto non lo fosse Qwarodh ... una rosa bianca. Keliash sembra pronto ad agire, nonostante sia proprio lui a trattenere il Felar da uno sfogo di collera. Collera vana e forse anche ingiustificata, ma non sapere ciò che accadeva lo faceva sentire estremamente nervoso.

Si mormora del Libro. Il Necromante sembra sapere molto ma evidentemente dice poco. Domande, domande, poche risposte fragili e leggere.

AZIF. Quella parola la aveva già sentita, ma mai aveva capito a fondo il suo significato. Oggi forse si era di poco avvicinato.

Un guerriero appare, parla.
Si discute di un potere sconosciuto, tanto grande da doverlo contenere. Qualcuno lo deve custodire, ma la custodia consuma l'anima e si trasforma in desiderio. Un potere che ti assorbe e se si allontana porta con se la tua vita.

Dhora ...

Una scelta tra vita e incertezza. Una scelta tra morte e fiducia.

Qwarodh non sa, non capisce, non può fare assolutamente nulla e questo gli da rabbia. La stessa furia istintiva che squarcia le nubi della sua consueta, bonaria anonimità e che da tempo lo accompagna, chiusa in una gabbia di ferro, ricordi e nostalgia. Una cella serrata da un capello d'oro.


Poi ha termine, rapidamente.
La decisione è presa, il destino è segnato. E l'amaro rimane in bocca.



Ordini precisi, da tanto attesi e ben accolti.


La gabbia ha un sussulto.
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"... Turn your head and see the fields on flame ..."
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Rosa Nera








MessaggioAffisso: Ven 09 Giu, 2006    Oggetto del Messaggio:


*Seduta in un angolo appartato della locanda se ne sta una strana figura le cui sembianze all'apparenza deformi sono coperte da un mantello di pesante stoffa nera.

Sul viso una grottesca maschera di cuoio nero non lascia trasparire nulla dell'espressione di chi la indossa.

Davanti a sè alcuni boccali ... alcune bottiglie vuote ... e al suo tavolo degli umani intenti a bere ... vagabondi ... forse ladri.

Filthy continua a portare da bere per gli umani ... e ad essere pagato dal taciturno ospite, che sembra distrarsi dalle chiacchiere degli ubriachi solo per pagarlo o per portarsi al viso una Rosa Nera per poterne aspirare il profumo.

Attende ... ascolta ... solo quando gli ubriachi al suo tavolo perdono i sensi ormai storditi dall'alcool si alza e si allontana verso l'uscita mostrando un andatura scomposta, come se camminare gli fosse innaturale ... doloroso ... per scomparire infine fra le ombre della notte.*
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