La stella del popolo oscuro
Evelina
Nella vecchia Lamwothor una figura avvolta in un mantello attraversa il cimitero. Un mercante venuto da Freeport ne racconta la bellezza, la storia e le arti necromantiche, fino a un’ultima rivelazione.

Indice del volume
La storia
Revisione ortografica · originale conservato in fondo
Non avventuratevi mai di notte nel cimitero della vecchia Lamwothor, specie nelle notti di luna! Quando le foglie di Kyra volgono il loro lato dorato a terra le ombre delle lapidi baciate da Mahris prendono vita e danzano selvaggiamente tra le edere e il muschio. Ma se voi foste così folli da voler ammirare un simile paesaggio potrebbe capitarvi, passeggiando tra i vialetti ormai abbandonati, di scorgere una figura avvolta in un mantello scivolare silenziosa tra le tombe e i cipressi. Non uno spettro, non un cadavere rianimato secondo antichi e blasfemi rituali, non un'orrenda bestia sorta dai sabba infernali, ma il volto più dolce la terra abbia mai generato.
Tornati in città basterebbe chiedere ad uno qualunque dei tanti novizi della scuola di necromanzia per conoscere una storia che ormai è leggenda. Molti di loro vi diranno che è stato proprio per quella donna, nella segreta speranza di conoscerla, che hanno intrapreso i loro studi. Vi parleranno del suo viso, delle sue forme, della sua pelle ve la descriveranno come si descrive un sogno. Altri vi racconteranno dei suoi truci esperimenti, dei cadaveri rianimati di cui usa circondarsi, degli spettri, delle pratiche orrende e blasfeme e delle atroci litanie che sgorgano dalla sua bocca. Estasiati ricorderanno il cerchietto d'argento che le cinge i capelli ma non potranno non rabbrividire al pensiero dell'ombra sanguinaria che la segue.
Evelina vi ripeteranno il suo nome tremando deliziati, perché è un suono tanto bello quanto mortale. Evelina, la stella del popolo oscuro, vi diranno. Evelina, dolce e crudele, bella e mortale. Io l'ho vista. Ero appena arrivato in città. Venivo da Freeport con alcune stoffe che desideravo vendere. Ero nella piazza del mercato e avevo appena concluso un buon affare con un giovane sarto quando voltandomi la vidi tra la folla. Credo di essermene subito innamorato. L'osservai a lungo mentre girava tra le bancarelle facendo i suoi acquisti.
Il giorno dopo sarei dovuto ripartire per Freeport ma rimasi. Volevo rivederla ancora, magari conoscerla. Sono molti anni ormai che vivo tra le mura della vecchia Lamwothor. Ho incontrato spesso Evelina, per le strade, in piazza, ai funerali e a volte l'ho scorta scivolare silenziosa tra le tombe del cimitero nelle notti di luna. Non ho mai avuto il coraggio di parlarle, ma in giro ho chiesto di lei e conosco la sua storia. So che è nata nelle terre dell'ombra, in una città nascosta sotto le infinite caverne di Moria, figlia di un nobile del popolo scuro. Nei blasfemi templi di quella città ha imparato i primi rudimenti della sua magia, prima di trasferirsi tra le malvagie mura della vecchia Lamwothor.
Fin da bambina, se un figlio del popolo scuro possa mai definirsi bambino, ha dimostrato uno spiccato interesse nei confronti della magia e delle arti arcane e una curiosa attrazione verso il macabro. Furono i suoi genitori, una saggia e nobilissima dama e un forte e valoroso guerriero, ad indirizzarla verso gli studi necromantici, aiutandola e sostenendola con il loro affetto e le loro attenzioni. Affetto e attenzioni che Evelina ripagò, alla morte dei suoi, donando loro la vita eterna. (Fu, a ben pensarci, il suo ultimo gesto d'affetto il suo ultimo legame con la bontà e con l'amore) Col tempo però i suoi esperimenti sempre più azzardati e il suo peregrinare per i cimiteri destarono nei parenti rimastile una forte avversione nei suoi confronti: fu costretta ad abbandonare la città d'ombra e a completare i suoi studi nelle scuole prima di Anon e poi della vecchia Lamwothor.
Spesso venne accusata di crimini nefandi e scacciata dalle varie città che visitava, a volte la sua nomea di morte e non vita faceva sì che nelle città non la lasciassero nemmeno entrare… a volte capitava poi che la gente morisse al suo passaggio per un semplice cenno della sua mano… Ora vive qui nella vecchia Lamwothor, in un'oscura torre dall'altro lato del cimitero che si dice frequentata da non morti e vampiri, di giorno spesso si fa vedere in piazza mentre compra oscuri ingredienti ed erbe portate da lontano e di notte fa resuscitare i morti grazie ad immondi e dimenticati riti. Sono passati molti anni eppure la sua bellezza è sempre fresca come di una giovine donzella, e le sue arti sono sempre più potenti, e nessuno ormai può fare a meno di rabbrividire guardandola perché la sua bellezza si conserva intatta da più di settecento anni, e io settecento anni fa morii per sua mano e poi mi fece rivivere e da allora la seguo fedelmente.
La trascrizione originale
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Testo storico conservato
Lands of Darkness's HomePage NNon avventuratevi mai di notte nel cimitero della vecchia Lamwothor, specie nelle notti di luna! Quando le foglie di Kyra volgono il loro lato dorato a terra le ombre delle lapidi baciate da Mahris prendono vita e danzano selvaggiamente tra le edere e il muschio. Ma se voi foste così folli da voler ammirare un simile paesaggio potrebbe capitarvi, passeggiando tra i vialetti ormai abbandonati, di scorgere una figura avvolta in un mantello scivolare silenziosa tra le tombe e i cipressi. Non uno spettro, non un cadavere rianimato secondo antichi e blasfemi rituali, non un'orrenda bestia sorta dai sabba infernali, ma il volto più dolce la terra abbia mai generato. Tornati in città basterebbe chiedere ad uno qualunque dei tanti novizi della scuola di necromanzia per conoscere una storia che ormai è leggenda. Molti di loro vi diranno che è stato proprio per quella donna, nella segreta speranza di conoscerla, che hanno intrapreso i loro studi. Vi parleranno del suo viso, delle sue forme, della sua pelle ve la descriveranno come si descrive un sogno. Altri vi racconteranno dei suoi truci esperimenti, dei cadaveri rianimati di cui usa circondarsi, degli spettri, delle pratiche orrende e blasfeme e delle atroci litanie che sgorgano dalla sua bocca. Estasiati ricorderanno il cerchietto d'argento che le cinge i capelli ma non potranno non rabbrividire al pensiero dell'ombra sanguinaria che la segue. Evelina vi ripeteranno il suo nome tremando deliziati, perché è un suono tanto bello quanto mortale. Evelina, la stella del popolo oscuro, vi diranno. Evelina, dolce e crudele, bella e mortale. Io l'ho vista. Ero appena arrivato in città. Venivo da Freeport con alcune stoffe che desideravo vendere. Ero nella piazza del mercato e avevo appena concluso un buon affare con un giovane sarto quando voltandomi la vidi tra la folla. Credo di essermene subito innamorato. L'osservai a lungo mentre girava tra le bancarelle facendo i suoi acquisti. Il giorno dopo sarei dovuto ripartire per Freeport ma rimasi. Volevo rivederla ancora, magari conoscerla. Sono molti anni ormai che vivo tra le mura della vecchia Lamwothor. Ho incontrato spesso Evelina, per le strade, in piazza, ai funerali e a volte l'ho scorta scivolare silenziosa tra le tombe del cimitero nelle notti di luna. Non ho mai avuto il coraggio di parlarle, ma in giro ho chiesto di lei e conosco la sua storia. So che è nata nelle terre dell'ombra, in una città nascosta sotto le infinite caverne di Moria, figlia di un nobile del popolo scuro. Nei blasfemi templi di quella città ha imparato i primi rudimenti della sua magia, prima di trasferirsi tra le malvagie mura della vecchia Lamwothor. Fin da bambina, se un figlio del popolo scuro possa mai definirsi bambino, ha dimostrato uno spiccato interesse nei confronti della magia e delle arti arcane e una curiosa attrazione verso il macabro. Furono i suoi genitori, una saggia e nobilissima dama e un forte e valoroso guerriero, ad indirizzarla verso gli studi necromantici, aiutandola e sostenendola con il loro affetto e le loro attenzioni. Affetto e attenzioni che Evelina ripagò, alla morte dei suoi, donando loro la vita eterna. (Fu, a ben pensarci, il suo ultimo gesto d'affetto il suo ultimo legame con la bontà e con l'amore) Col tempo però i suoi esperimenti sempre più azzardati e il suo peregrinare per i cimiteri destarono nei parenti rimastile una forte avversione nei suoi confronti: fu costretta ad abbandonare la città d'ombra e a completare i suoi studi nelle scuole prima di Anon e poi della vecchia Lamwothor. Spesso venne accusata di crimini nefandi e scacciata dalle varie città che visitava, a volte la sua nomea di morte e non vita faceva sì che nelle città non la lasciassero nemmeno entrare… a volte capitava poi che la gente morisse al suo passaggio per un semplice cenno della sua mano… Ora vive qui nella vecchia Lamwothor, in un'oscura torre dall'altro lato del cimitero che si dice frequentata da non morti e vampiri, di giorno spesso si fa vedere in piazza mentre compra oscuri ingredienti ed erbe portate da lontano e di notte fa resuscitare i morti grazie ad immondi e dimenticati riti. Sono passati molti anni eppure la sua bellezza è sempre fresca come di una giovine donzella, e le sue arti sono sempre più potenti, e nessuno ormai può fare a meno di rabbrividire guardandola perché la sua bellezza si conserva intatta da più di settecento anni, e io settecento anni fa morii per sua mano e poi mi fece rivivere e da allora la seguo fedelmente. ©2001 Ary Arianna M.G. Benigno (AryHann)