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Furin

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Affisso: Sab 10 Set, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Impiegarono poco più di una settimana, nella quale il mulo del giovane Nano morì a seguito di un’imboscata di alcuni gnoll.
Durante il viaggio il portavoce aveva dimostrato una temerarietà notevole nel camminare, forse spinto dal non voler apparire debole agli occhi dello Sventratore, o da una voce che dentro di lui gli ripeteva ÒNon cedere mai a te stesso”.
Aveva cercato qualche rara volta di parlare con Furin, che raramente rispondeva, ed era stato tentato anche di chiedergli quale onta avesse subito il compagno di viaggio, sapendo che se l’avesse fatto, sarebbe morto all’istante: era assai stupido e incauto chiedere ad uno Sventratore il perché della sua scelta, poiché avrebbe dovuto raccontare qualcosa di assolutamente disonorevole.
Notò che quando si passava in mezzo ad una foresta o ad un bosco, lo Sventratore lanciava sempre delle occhiatacce agli alberi, quasi potessero nuocergli… ma forse era stata solo una sua impressione.
La città era posta su una altopiano in gran parte roccioso, ma dal punto di vista tattico non era una buona posizione. Certo, quando il nemico ti attacca dall’interno della città, poco importa dove sia stata costruita.
Alcuni pinnacoli lievemente inclinati verso nord-ovest dal vento spuntavano dalla città, evidentemente stavano bruciando i corpi infetti non ancora “risvegliati”, o forse solo per paura delle epidemie. Quello che era certo è che oltre la desolazione che stava lasciando il grano, la popolazione era davvero stremata: costretta inerme a vedere i propri fratelli, cugini o amici morire lentamente, soffrendo… e nella maggior parte dei casi essere costretti ad ucciderli non solo una volta non-morti, ma anche prima che lo diventassero. Loro non sapevano della possibilità che gli avvelenati potessero stabilizzarsi, senza arrivare alle estreme conseguenze.
Berg portò lo Sventratore dove era uscito dalla città due settimane prima, per andarlo a cercare. Con suo sommo raccapriccio constatò che quel passaggio era completamente libero.
Avanzarono circospetti nella città semidistrutta. Gli edifici erano ormai privi di finestre e porte, alcune spaccate dall’avanzata non-morta, altre forse bruciate nel vano tentativo della popolazione, di proteggersi con il fuoco. Sui muri delle abitazioni erano presenti segni poco promettenti, e le costruzioni in pietra nelle quali si era raccolta la resistenza erano ormai vuote.
Gli unici Nani che si vedevano, erano quelli distesi a terra, ormai morti.
Eppure non potevano essere tutti mortié altrimenti le strane cose in cui molti Nani avvelenati si erano trasformati dovevano essere ancora presenti.
La domanda parve scivolare nelle menti di entrambi i Nani, in cerca di risposta. _________________ Sono uno Sventratore, ometto, nato per morire in battaglia. La paura non ha posto nella mia vita! |
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Gozrharat

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Affisso: Dom 11 Set, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Quando aveva ricevuto notizia della malattia che stava affliggendo il suo popolo, anche se di un altro clan e di un altro regno, la giovane nana dai capelli rossi si era messa subito alla ricerca di notizie e indizi.
Le voci che aveva raccolto collegavano quanto accaduto ad uno strano carico di grano giunto da Kyrandor.
Forse l'annuncio della richiesta di una scorta per una carovana che aveva letto tempo prima poteva essere collegato a quanto successo ... magari trovare chi aveva partecipato a quella scorta e soprattutto chi aveva organizzato la spedizione poteva essere utile.
Tutto riconduceva alla zona del porto ... ma a chi rivolgersi ... avrebbe cercato il borgomastro, semmai ce ne fosse stato uno, e lo avrebbe convinto a darle le informazioni che cercava, in un modo o nell'altro. _________________ Gozrharat
Sventratore smetti di frignare e lavami i piatti!
In verità, in verità vi dico: Mi sono fatta due palle così di lod e non vedo l'ora di giocare a lod2 |
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Furin

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Affisso: Dom 11 Set, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Ecco dove erano andati tutti a finire... nelle miniere! Berg Ulmarsson decise di mettere subito al corrente lo Sventratore della sua intuizione.
- Fiero Braccio, credo che gli abitanti della mia città si siano rifugiati nelle miniere.-
Furin si limitò ad annuire.
- Prepara la tua balestra, figlio di Ulmar, presto ci sarà da combattere!-
Una smorfia che doveva essere un sorriso si dipinse sul volto dello Sventratore.
Berg gli fece strada nella città in rovina, con la pesante balestra davanti a sé, già carica di un dardo.
I pochi metri prima dell’entrata erano cosparsi di corpi martoriati, alcuni rosicchiati da denti avidi.
Berg si avvicinò con una certa fretta verso i corpi dei Nani, voleva sapere se suo padre era tra quei morti... ma non lo trovò. Più rapidamente di quanto avesse voluto, in lui si fece strada la disarmante possibilità, che suo padre si fosse unito ai non-morti... Cercò di non pensarci.
L’entrata della miniera era ben messa, la distruzione della città non sembrava averla toccata.
Percorsero parecchi chilometri in breve tempo, trovando con immancabile puntualità dei corpi privi di vita lungo le gallerie.
Berg non aveva molta paura di ciò che avrebbe dovuto affrontare perché con lui c’era uno Sventratore, le cui capacità di combattere chissà fino a che punto arrivavano. D’altro canto, però, la tranquillità di Furin non era necessariamente un buon segno... lo Sventratore avrebbe avuto la stessa tranquillità se dietro la prima curva ci fosse stata un idra a sette teste.
Continuarono a percorrere i tunnel sotterranei per diversi chilometri, tralasciando le vie che non davano traccia di recenti passaggi o combattimenti, finché ad un certo punto si fermarono.
- Dannazione...- imprecò Berg - Questa galleria di destra è crollata... in due potremmo impiegare anche un giorno per liberarla!- Batté un pugno per la rabbia sulla parete al suo fianco, lasciando un debole segno sulla terra.
Lo Sventratore scosse la testa.
- No. La galleria non è crollata... è stata fatta crollare dal lato in cui ci troviamo noi. A quanto pare la gente di questa città si è organizzata bene.-
Annuì facendo ondeggiare lievemente la cresta rossa, dimostrando forse ammirazione per quel gesto.
Berg non era sicuro di capire.
- A quale scopo?-
Furin tagliò corto.
- Chi poteva combattere ha fatto crollare la galleria, lasciando gli inermi al di là del muro.-
Berg si stupì dell’intelligenza dello Sventratore. Non pensava che un guerriero così forte e possente, potesse essere anche acuto nei suoi ragionamenti.
- Ma certo! Questa galleria sbocca in superficie dopo una ventina di chilometri!-
- Già.- annuì Furin - E se mi sbaglio, mia madre era una troll!-
Sputò a terra con disgusto.
Per il momento avrebbero lasciato stare la galleria crollata, il loro obbiettivo era altrove. _________________ Sono uno Sventratore, ometto, nato per morire in battaglia. La paura non ha posto nella mia vita! |
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Furin

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Affisso: Dom 11 Set, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Ormai non dovevano essere molto distanti dal luogo dell’ipotetica resistenza Nanica, il sangue su alcuni corpi e alcuni rumori lo confermavano.
Forse, pensò Berg, sarebbero arrivati troppo tardi, trovandosi così a dover combattere i non-morti da soli. Rabbrividì al pensiero che ciò avrebbe fatto ancora più felice lo Sventratore.
Come era facile pensare, man mano che i due Nani avanzavano nel buio apparente delle gallerie, i rumori aumentavano di numero e intensità, spingendo Furin ad essere più veloce per la brama di combattere, e Berg più cauto.
Girarono ancora una volta, trovandosi di fronte un ultimo tunnel, al termine del quale c’era uno spiazzo senza altri sbocchi, dove si stava combattendo.
La stanza, ma anche la galleria stessa, brulicava come un vespaio di non-morti, che come una trivella stavano spingendo sempre più con le spalle al muro i pochi superstiti.
Lo Sventratore caricò lanciando un grido che rasentava la pazzia, oltre che la furia, mentre Berg incominciò a lanciare i suoi dardi nei punti più cruciali della battaglia. Allora comprese che Furin non sarebbe stato in grado di salvargli la vita, qualora ce ne fosse stato bisogno.
Lo Sventratore menò un fendente dall’alto verso il basso, in diagonale, tagliando la testa ad un non-morto, sventrando il bacino di un secondo, e rompendo il femore con il piatto della scure, di un terzo.
Il giovane Nano rimase stupito che con un solo fendente Furin avesse eliminato ben tre avversari, sebbene sospettasse che simili cose fossero possibili per uno Sventratore. Ricaricò in fretta la balestra tendendo con fatica la corda, e colpì con mortale efficacia un avversario che si stava avvicinando troppo, in mezzo agli occhi.
Lenti e privi di una vera e propria intelligenza , la loro forza risiedeva nei muscoli, nella robustezza e nell’insensibilità al dolore e alla paura.
Furin abbatté una ventina di non-morti, prima di ricevere la prima ferita di quella battaglia. Il non-morto che poco prima era stato azzoppato, si era trascinato per il breve spazio che lo separava dallo Sventratore, e una volta raggiunto, gli aveva morso la gamba, avvinghiandosi ad essa. Furin bestemmiò, ma non fece in tempo a pensare alla causa del dolore, che un dardo la raggiunse.
Berg sorrise, per aver aiutato direttamente lo Sventratore. Solo allora si soffermò al pensiero che stava combattendo contro chi, solo due settimane prima, gli aveva offerto della birra, o lo aveva istruito nella biblioteca reale.
Una trentina di non-morti caddero, prima che i due Nani riuscissero ad entrare nello spiazzo e a scorgere i sopravvissuti, ed altrettanti ne caddero prima che un non-morto, più spesso degli altri, arrivasse allo scontro con lo Sventratore.
Anche da lontano Berg vide che quella specie di Nano era totalmente corazzato, ad eccezione dell’elmo, e che portava un’Ascia anche più imperiosa di quella di Furin, oltre che uno scudo di legno rinforzato.
Il balestriere però, almeno al momento, non poteva essere d’aiuto, aveva altro a cui pensare: a lui infatti, spettavano i non-morti che sfuggivano alla furia dell’Ascia dello Sventratore, o che folgorati da una breve scintilla d’intelligenza, sgusciavano contro le pareti in vista di un bersaglio meno temibile.
Tirò ancora un dardo, centrando una spalla nemica. Ormai la balestra non era più di alcuna utilità, quindi la lanciò sullo zaino che aveva lasciato poco più indietro, e tolse dalla cintura una piccola Ascia a una mano. Imprecò per essersi dimenticato lo scudo al di fuori della miniera, avrebbe dovuto prestare molta più attenzione del solito ai fendenti avversari, per quanto lenti potessero essere. _________________ Sono uno Sventratore, ometto, nato per morire in battaglia. La paura non ha posto nella mia vita! |
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Furin

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Affisso: Lun 12 Set, 2005 Oggetto del Messaggio: |
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Spaccò un cranio riempiendosi di cervella il torso nudo, prima di trovarsi di fronte al non-morto completamente corazzato.
Agitò l’Ascia in avanti. La lama si scontrò con lo scudo dell’avversario, mandandolo in frantumi e alcune schegge si conficcarono superficialmente nella mano destra di Furin. Il braccio con il quale il non-morto teneva lo scudo non gli doleva né sembrava risentire del colpo appena subito, e di tutta risposta menò un colpo indirizzato alla testa del nemico sorprendentemente veloce, che colse alla sprovvista lo Sventratore. Ebbe appena il tempo di abbassare la testa, che l’Ascia avversaria gli tagliò via un pezzo della cresta.
La sua barba si rizzò dalla rabbia.
Alzò a due mani l’Ascia da lui stesso forgiata, e la fece cadere con più forza che aveva in verticale. La scure colpì la spalla del non-morto, e affondò di qualche centimetro nella carne, spezzandogli la clavicola sinistra. Poi, incredibilmente, il fendente verticale continuò nella sua avanzata, rompendo l’armatura avversaria come se fosse stata di latta.
Il non-morto cadde, ormai spaccato in due parti e il clangore che produsse l’armatura cadendo a terra, venne presto soffocato dal rumore della battaglia.
Come era prevedibile se la stava passando peggio Berg Ulmarsson, che essendosi sempre allenato con la balestra, non eccelleva nel corpo a corpo.
Il giovane Nano si mosse a destra, schivando una mazzata, e rispose muovendo l’Ascia in direzione del collo avversario. Il colpo andò a segno, lasciando però l’arma incastrata nelle ossa del nemico. Appena Berg se ne accorse, si guardò rapidamente intorno, conscio del fatto che senza quella piccola Ascia, sarebbe rimasto a combattere a mani nude, idea che non l’allettava. Nell’immediato solo un non-morto, fortunatamente privo di armi, era in procinto di colpirlo.
Quasi freneticamente Berg mosse con movimenti decisi e ripetuti l’Ascia, cercando di sbloccarla.
Un improvviso dolore lo colse di sorpresa: il non-morto che teneva la sua Ascia nel collo, ancora animato dalla non-vita, aveva mosso seppur con lentezza e con poca forza, la sua mazza verso il lato sinistro del bacino di Berg.
Si lasciò scappare un breve urlo di dolore, e con rinnovata energia tirò verso di sé, ancora una volta, il manico dell’Ascia. Questa volta riuscì nel suo intento: quando la lama uscì dalla carne dell’avversario, il collo si spezzò definitivamente, lasciando pendolare verso sinistra la testa per qualche secondo, finché il non-morto si accasciò a terra.
Neanche il tempo di esultare fra sé, che un’avida mano gli graffiò la spalla destra, strappandogli parte della manica della tunica.
Berg mosse il braccio destro, con il quale impugnava l’Ascia, un po’ goffamente, ma questa volta la fortuna stette dalla sua parte: la lama dell’arma andò a tagliare parte dell’addome nemico, dal quale uscirono le budella.
Alzò lo sguardo e un leggero sorriso gli affiorò sulle labbra, ricacciando in parte il dolore delle ferite: lo spiazzo in fondo alla galleria era quasi del tutto libero, e davanti a sé aveva solo più un paio di non morti. _________________ Sono uno Sventratore, ometto, nato per morire in battaglia. La paura non ha posto nella mia vita! |
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