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Alhen
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Alhen





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MessaggioAffisso: Mer 25 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio: Alhen


Eterna lotta tra le due famiglie.
Quella notte fui io a sventare il furto del nostro caro oggeto di famiglia.
Quel ladro era stato rapido ad agire, ma ero riuscita a difendere il nostro tesoro. Non dissi nulla lo lasciai andare, ma quell'uomo vide tutto.
Fu l'inferno la mattina, mi dissero che gettavo vergogna sulla famiglia per non aver ucciso, mi dissero che ero troppo debole.
Mi misero le mani addosso.. li odiavo.. volevano farmi diventare un'assassina come loro, si appigliavano ad ogni cosa.. calpestarono la mia volonta', insabbiarono cio' che ero, distrussero tutto cio' che ero rubandomi tutto.
Piu' volte tentai di togliermi la vita, mi tolsero ogni cosa con cui avrei potuto ferirmi, mi rinchiusero per mesi per evitare che mi facessi del male.
Alla fine cedetti e acconsentii..
Quella notte uccisi il ladro.. era un ragazzino e non lo conoscevo nemmeno..
Un'altra vittima di quest'assurdita'...
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MessaggioAffisso: Lun 30 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Il silenzio e l'ombra
danzano in un valzer eterno.
Un movimento deciso
un taglio netto
un semplice laccio
bastano per fermare il cuore
per portare all'ultimo sospiro.
Ma chi si accorge di tutto cio'?
Solo l'assassino..
In questo mondo chi si accorgerebbe
della morte di un semplice?
Tutti cosi' presi dalle proprie vite,
gonfi di se stessi,
tronfi del loro potere
e non si accorgono
che la cosa piu' preziosa l'hanno persa da tempo..
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MessaggioAffisso: Mar 31 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


In quella fredda galera
e' la testa che gira
e le gambe non reggono piu',
piove sangue
e gli occhi non vedono piu'.
L'innocenza vola lontano
nella pelle e' il peccato
e non so piu' chi sono,
ma l'animo e' macchiato.
Ma e' la terra che gira
e per non cedere all'ira
c'e' solo un posto dove tornare
un solo cuore dove restare.
Ora so chi sono
e non ho piu' perdono
ne paura di uscire di qua
mentre un nuovo assassino nascera'.
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MessaggioAffisso: Ven 03 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


Mi vien chiesto di sorridere
mi sforzo e gli lascio credere
ma il mio cuore non e' raggiungibile
ne' da alcuna voce sfiorabile..
Cio' che ero non c'e' piu'
sono a scrivere poche parole
quel che sognavo non vedo piu'
solo i versi di un cantore..
Ma non posso dimenticare
posso scrivere e parlare
far sorridere e raccontare
posso lodare ed osservare..

Ma non potro' mai dimenticare..
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MessaggioAffisso: Gio 09 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


LA SENTINELLA

Di un mezzelfo vi racconto
color platino i lunghi capelli
grandi gli occhi verdi e gentili
Per le foreste si aggira
nascosto e silenzioso
per proteggere e controllare
e i bracconieri allontanare.

Una Sentinella in calzamaia
col suo arco elfico fatto a mano
e il verde cappello con la piuma di fagiano.
Fu una cerva morta e mutilata
a dar vita alla sua storia poco raccontata,
quel trattamento non pote' sopportare
e una promessa alla natura fece.

Si dice che giungle e foreste
sono da sempre la sua casa naturale
mai uccide per divertimento
ma solo per cio' che gli narra il vento
e sa essere impetuoso come un forte temporale.
State all'erta bracconieri
delle vostre colpe non siate fieri!
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MessaggioAffisso: Lun 13 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


Di nuovo ripenso al passato e raggiungo con la mente gli ultimi avvenimenti: gente, pecore che camminano quasi per inerzia.. mi sono sempre chiesta se tra loro c'e' qualcuno che non si lasci trascinare, qualcuno che ragiona con la sua testa..
Sorrido al ricordo di quei due davanti alla quercia, poiche' si son distinti ai miei cocchi e per loro ho dato il mio primo piccolo spettacolo:

Come sia cosa vana e poco degna
il farsi belli con le doti altrui
un vecchio poeta insegna
e in questa favola io con lui.
Una cornacchia sciocca e vanitosa
ebbe un giorno l'occasione
di trovar delle penne di pavone
e poi tutta mossette e tutta posa
fattosi un bel costume
con quelle belle piume
ando' a pavoneggiarsi tra i pavoni.

Quelli sdegnati e offesi,
si avventaron contro lei coi becchi tesi
le strapparon le penne, e la sfrontata
malconcia e scorbacchiata,
si rifugio' tra i suoi, ma in modo infame
fu respinta perfin dal cornacchiame.
<<E' una lezione dura>>
le disse una cornacchia piu' assennata
<<Tuttavia se ti fossi accontentata
di quello che ti diede natura,
non avresti sofferto umiliazioni
da parte di cornacchie e di pavoni>>


O F F Informazione off-gdr:
A chi legge questo scritto voglio ricordare che questa Favoletta e' una vecchia favola di Fedro
e con l'appellativo di vecchio poeta mi riferisco ad Esopo, mi e' sembrata carina. Smile
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MessaggioAffisso: Gio 16 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


Guardo un gruppo di avventurieri presso la piazza del tempio, sembra un giorno felice ma l'aria nella piazza sembra carica di caos e ombra.
Questi i protagonisti del breve racconto:

una giovane anima rockseer preoccupata, ne ricordo i capelli biondo cenere e gli occhi grigi inquieti e sfuggenti, si accompagna ad un alato e giovane assassino dai capelli a caschetto e gli occhi color nocciola dorati e colmi di nostalgia, vi e' anche una giovanissima githyanki dall'aria tranquilla e dagli occhi di un verde profondo, ecco poi il muscoloso, possente e bellissimo paladino dagli occhi azzurri e i bianchi capelli e infine un uomo rivestito di una grande e possente armatura d'oro levigata con decorazioni mitologiche.


La rockseer preoccupata per la sorte di un amica
parla all'assassino che la rassicura
ma il caos gia' regna con odio e rabbia senza fatica
ed ecco il laccio dell'assassino
stringere il collo del paladino
ed ecco che la furia arrivare
e il pugnale nella carne affondare.

Mi accingo a scrivere questa storia
la githyanki si muove silenziosa
nell'ombra muove i passi sinuosa
cosi' giunge alle mie spalle curiosa.
Ma questo giorno di sangue e morte
non e' ancora al termine giunto
e come in ogni cosa gioca la sorte.

L'umana spada fende aria e carne
e cosi' iniziano le danze,
urla e morte
sangue in tutte le porte
tutti contro tutti ed e' la strage.
Il paladino infrange la legge
la vendetta e' nella sua anima
e infondo al suo cuore.

Molti corpi nella piazza
dei Legislatori non c'e' traccia
A questo punto giunge un drow
dai capelli rosso fuoco
negli occhi l'apatia del vuoto,
egli porta un nuovo scompiglio
un lupo cade
ed e' una nuova strage.
La colpa e' di aver macellato
il corpo sbagliato..


Come sempre accade in questa citta', il male ferisce e il buono perisce, ma i portatori di luce non si curano degli indegni e li fan contenti nella loro sciocca vanesia e stupida brama di finta giustizia.
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MessaggioAffisso: Lun 20 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


A se stessi non badare
e gli estranei consigliare
e' una stoltezza che in versi voglio mostrare.

L'aquila la lepre achiappo'
e il passero vedendo giudico':
<<O dov'e' dunque la si' famosa sveltezza
e dei tuoi piedi la lestezza?>>

Mentre cianciava sicuro di se'
un rapace giunse e l'acciuffo'
la sua vocina egli alzo'
in una vana richiesta di merce'.
Mezzo morto il leprotto:
<< Ecco muoio piu' contento
tu che irridevi alle mie disavventure
piangi ora delle stesse sventure>>
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MessaggioAffisso: Gio 23 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


Tra le colline oltre la vecchia Raghdall si racconta di come un giovane felar dall'aspetto di pantera e dal cuore buono sia stato maltrattato al punto di render vero un detto: Dai maltrattati si suole render pan per focaccia.



Il Felar nato tra quelle colline, decise di diventarne il protettore e difendeva gli averi dei contadini da ogni aggressore. Fu una notte oscura in cui una belva altrettanto oscura comparve e fece strage di un gregge distruggendo anche i campi di grano. Segni di artigli e morsi feroci, per questo i contadini incolparono il felar e lo cacciarono costringendolo a trovar la tana in una torre in rovina non troppo lontana.

La belva continuo' a colpire e il Felar decise di portare di nuovo il suo aiuto nonsostante lo avevano accusato. Torno' per aiutare, ma incauto cadde in un profondo fosso scavato per essere una trappola. Lo vedono e gli uni dei contadini gli volgon contro dei randelli, altri gli danno le sassate, alcuni invece, riconoscendo l'ingiustizia, gli lancian di nascosto qualche poco di cibo affinche' si sostenga in vita.

Cala la notte: tutti tornano a casa tranquilli, convinti che l'indomani l'avrebbero trovato morto. Ma lui, rifocillate che ebbe le forze, velocemente d'un salto si disimpegno' del fosso e riguadagno' la sua tana di nascosto.

Ne balza fuori poco dopo: scova e uccide la belva, ma fa strade dei greggi e dei pastori, messo quindi tutto a soqquadro rabbiosamente da sfogo alla sua vendetta. Coloro che prima l'han risparmiato, in timore per se stessi, al danno si rassegnano e chiedono solo salva la vita. Il felar:

<< Ricordo chi m'ha colpito e chi m'ha portato il cibo. Voi non abbiate timore: Torno nemico a coloro che mi sono stati nemici. >>
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MessaggioAffisso: Lun 27 Giu, 2005    Oggetto del Messaggio:


C'era una volta una vedova con un figlio ed una figlia.
L'uno simile alla madre era scortese ed orgoglioso.
L'altra simile al padre era dolce e modesta.

Si dice che ognuno va daccordo col proprio simile e in effetti la vedova adorava suo figlio e maltrattava la figlia: la caricava di lavoro e la obbligava ad andare due volte al giorno ad attingere l'acqua una buona mezza lega distante per portare a casa una gran brocca.

Un giorno che era al fiume le si avvicino' uno straccione dall'aria pericolosa e malamente le chiese da bere.. Lei fu tanto graziosa e gentile che l'uomo mostrandosi per quel che era, una bellissima fata, le fece un dono:

<<Ogni parola che direte vi uscira' di bocca un fiore o una pietra preziosa>>

La fanciulla torno' a casa e racconto' tutto alla madre che avida il giorno seguente mando il figlio a prendere l'acqua. La fata che voleva vedere fino a che punto potesse arrivare la scortesia del giovane, si presento' come una bella e nobile signora che con fare arrogante gli chiese da bere.
Egli fu talmente scortese e sgarbato che la fata gli fece un dono

<< Ad ogni parola che direte vi uscira' di bocca una serpe o un rospo >>



Le gemme ed il denaro
ognun li cerca e li vuole
ma le buone parole
sono dono ancor piu' bello e raro
La parola cortesa ed amica
richiede un tantinello di fatica,
ma presto o tardi avra' la ricompensa
e spesso quando meno ci si pensa
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MessaggioAffisso: Sab 16 Lug, 2005    Oggetto del Messaggio:


In gola al lupo un osso s'era fermato
ed egli vinto dal male
mille promesse inizio' a fare
un premio avrebbe dato
a chi lo avesse aiutato.
Una gru convintasi delle promesse
infila il collo tutto
quant'e' la sua lunghezza
nella bocca del nostro lupacchiotto.
Esce con l'osso tutta contenta
e ne chiede ricompenza
senza accorgersi del lupo la clemenza:

"Ingrata! che fuori dalla mia bocca
la tua testa illesa hai tirata!"

Chi ai malvagi un servizio presta
erra due volte se pretende ricompenza
uno perche' agli indegni reca compiacenza
due perche' no v'e' speranza che pulito ne esca.
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MessaggioAffisso: Mer 20 Lug, 2005    Oggetto del Messaggio:


QUANDO SI E' UN FANTASMA

Un grande dolore
una fitta al cuore
il proprio sangue
una macchia a terra.

Perire per una lama
per un veleno o per una parola
per acido o fuoco
per malattia o maledizione.

Quando si torna come Fantasma
tutto appare diverso
tutto passa attraverso
tutto scivola addosso.

Quando si torna come Fantasma
si e' in attesa di un corpo
o del mortale caldo abbraccio
e' un altra vita un'altro piano..

Se essi vogliono puoi vedere
se Lei vuole possono parlare
vengono eterei per salutare
e ritrovi l'abbraccio dell'amore

e tu.. tu vorresti andare
per quale motivo si deve restare
io morta tu morto
portami con te insieme a te

Quando si e' Fantasma
e' il giusto attimo
il tuo ultimo pensiero
il tuo grande desiderio.

Uno resta e l'altro va
e allora vivi ma come si fa?
rabbia odio e vendetta
o pace amore e perdono?

Una sola cosa si puo' fare
lasciare l'amore andare
senza smettere di sperare
senza smettere di ricordare.

Poi.. vivere virere.. vivere per due..
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MessaggioAffisso: Gio 28 Lug, 2005    Oggetto del Messaggio:


Un ciabattino incapace e ridotto alla miseria
mutata l'aria la' dove nessuno lo conosceva
spaccio' un contravveleno dicendosi medico,
le ciance gli procurarono la fama che voleva.
Allora il Signore della citta' lo volle metter alla prova
e dopo averlo al palazzo convocato,
gli ordino' di bere da un calice avvelenato.
Vista la mala parata, confesso' il ciabattino
che celebre fu per grosso bere del pubblico cittadino
Cosi' il Signore convoca e conclude:
"Fino a che punto credete di aver tocco il cervello
voi che affidate la testa senza esitare ad un tale
a cui nessuno oso' affidare le scarpe per farle conciare?"


Questo racconto e' per coloro la cui stoltezza ai ciurmadori impudenti da occasione di lucro, senza mai dimenticare che un guadagno non consiste solo in quelle preziosita' che sono oro e gioelli.
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MessaggioAffisso: Lun 01 Ago, 2005    Oggetto del Messaggio:


Alla locanda dell'Orso ho raccontato una delle mie storie, per una drow ho suonato e spero la sua giornata di aver allietato


'Un cervo presso un lago beveva'
'e nelle sue acque il corpo rimirava'
'le sue corna ramose fiero ammirava'
'ma l'esilita' delle gambe non gli garbava'
'Allo schiamazzo dei cacciatori prese a fuggire!'
'entra nel bosco e rumori lontani riesce a sentire'
'ma ecco si impigliano le corna nei rami'
'cosi' lo trattengono e viene sbranato dai cani...'
'Si vuole ch'egli spirando dicesse queste parole'
'"Me disgraziato! troppo tardi m'avvedo
'dell'utilita' di cio' che ho disprezzato!"'


Dimostra questo racconto
che spesso alla prova
piu' utile e' cio' che si sprezza
di cio' che di loda.
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MessaggioAffisso: Ven 19 Ago, 2005    Oggetto del Messaggio:


GOZRHARAT

Solo un salice fu testimone
del compito affidato
nessun sospetto sarebbe nato.
Il giorno del casuale incontro
troviamo una nana ed un elfa in piazza
ed ecco il tipico scontro..
L'elfa alta e snella provocava
bassa, tozza e brutta le diceva
ad una bambina umana senza dubbio somigliava
senza peli e senza barba la sfotteva.
La nana che dal cuore buono si diceva
pretese che l'elfa fosse testimone
cosi' fuori della citta'
diede prova della sua abilita'.
l'elfa divertita dall'impegno
a canzonarla continuava
e la rabbia della nana s'accresceva.
Una sfida all'onore della nana fu lanciato
fianco a fianco hanno poi combattuto
la sua parola l'elfa aveva mantenuto.
La nana fu pero' sconfitta da un nemico
e diventando fantasma approfitto'
la mano eterea nel cuore affondo'
strinse la presa e l'elfa crollo'.

Si dice che siano grandi amiche ora,
ma non c'e' dato sapere quale sia la verita'?


Un cuore buono, anche quello di un fiero nano, puo' nascondere ombre oscure,ma nel riflettere su cio' che si fa' la continua speranza in una serena fiducia si ha. Lasciando ai cuori oscuri cio' che bramano e non dimenticando cio' che siamo,un vero amico spesso troviamo...
_________________
Le cose che esistono già
non c'è bisogno di disegnarle.
Io ne disegno di nuove
e mi diverto a guardarle.
(Gianni Rodari, "Il pennarello")
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