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Ultima battaglia
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Autore Messaggio
Rahasia








MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio: Ultima battaglia


Non vedeva piu' le stelle nel cielo. Non sorrideva piu' ormai.
Non sentiva piu' il calore di Althea ne' i raggi di Kyra che le baciavano la pelle.
Non sentiva piu' il profumo dei fiori e della foresta.
Sentiva solo il lamento dei suoi fratelli, e le calde lacrime rigarle le guance.
Dov'era il suo popolo? Dov'era la sua forza? Dov'erano i suoi sogni e le sue speranze?
Qualcosa dentro di lei si era spezzata nello stesso istante in cui la sua vita era stata strappata via.
Era sola.
Senti' il richiamo. Decise di ascoltarlo...

Una dorata luce faceva capolino tra le fronde della foresta muovendosi nell'oscurita'.
La luce dorata di un'armatura che sembrava voler sconfiggere le tenebre stesse inghiottendole al suo passaggio.
Un'elfa dai lunghi e danzanti capelli dorati, avanzava sicura in sella al suo bianco cavallo, fiero e imponente.
Nessun timore serpeggiava nei loro occhi, nemmeno quando allo sbocco di un sentiero si trovarono di fronte cinque cavalieri ad attenderli.
Neri come i loro destrieri, cupi e rossi occhi inquietanti incontrarono i suoi.
Rahasia schiuse le labbra in un freddo sorriso. Non pronuncio' alcuna parola limitandosi ad osservare le cinque figure.
Sentiva il suo cavallo scalpitare impaziente, i potenti muscoli tendersi sotto di lei, sapeva che avrebbe combattuto con furia come mai aveva fatto, difendendola e cercando di tenerli lontano, scalciando e mordendo, resistendo fino allo stremo.
Sarebbe stata la loro ultima battaglia. Insieme. Un cavaliere non era niente senza il suo cavallo. Il suo unico amico.
Uno dei cavalieri neri avanza di qualche passo rispetto agli altri e le tende la mano.
Lei chiude gli occhi e apre lentamente le mani, tra esse compare una lancia dorata, che saldamente impugna, risplende con forza di luce accecante.

Ho risposto al vostro richiamo, il tempo e' giunto. Ma non sono qui per unirmi a voi. Siete stolti se pensate di poter piegare la mia anima. Sono qui per combattere. La mia lama al servizio del bene, ora e sempre. Ascoltate le urla irate dei miei fratelli, sentite la loro forza, essa guida il mio cuore. Questa e' la mia ultima battaglia...

Sorrideva dolcemente mentre lasciava scivolare il ciondolo sul manico della lancia. Poteva percepire la loro furia, poteva vedere i loro occhi accendersi come fiamme brucianti.
Si guardo' attorno un attimo sperando forse di vedere comparire gli altri cavalieri del Sacro Ordine, di combattere al loro fianco come un tempo. Probabilmente non era stata all'altezza delle insegne che indossava. Ma a loro andava il suo affetto, a loro i suoi ricordi.
Senti' la forza di un tempo scorrerle dentro, senti' la forza del drago, e i suoi occhi tornarono a splendere dell'antica vitalita'.
Ma la ferita al suo petto era aperta da tempo ormai, rispondendo al richiamo delle tenebre. Sanguinava copiosamente, rossi rivoli scendevano lungo il suo corpo segnando i fianchi del cavallo bianco come lacrime. Ma a lei non importava. Non sentiva piu' nulla.
Mormoro' qualcosa in elfico, una preghiera forse, o un addio, poi sprono' il cavallo, che prima di lanciarsi alla carica si impenno' nitrendo con vigore.
Come mossi da un segnale invisibile i cinque cavalieri neri caricarono a loro volta.
Gli zoccoli dei cavalli rimbombavano nella foresta con forza, facendo tremare il terreno, l'aria vibrava della nera aura e di quella dorata, che con forza si scontrarono.
La foresta sembro' inghiottirli mentre piccole gocce di pioggia iniziarono a cadere...

Un sussurro nel vento porta notizie di vittoria o forse di sconfitta.
Forse ora e' con i suoi fratelli, la sua anima unita nel loro canto.
Ma c'e' chi dice che la si vede vagare nella foresta, come un bianco spirito che dolcemente sorride a chi incontra.
O forse e' sospesa tra la vita e la morte, il bene e il male, aspettando che qualcuno le doni la pace, o la liberi...
Ma in fondo a qualcuno importa davvero?
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Rahasia








MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Nessun occhio mortale mai vide quella battaglia.
Lo scontro tra le auree fu di inaudita violenza, tale da provocare uno squarcio tra i piani dove i sei cavalieri furono inghiottiti.
Tutto si svolse in pochi attimi.
La lancia trafisse il primo cavaliere nero disarcionandolo, immediatamente esso si dissolse in una nera nube che continuo' ad aleggiare nella cupa pianura dove si trovavano.
Completamente deserta e avvolta da una perenne oscurita', solo un imponente albero in decadenza si ergeva al suo centro.
Gli altri quattro cavalieri stranamente esitavano ad attaccarla tenendosi a distanza.
Rahasia impugnava ora la sua Arma Sacra e con forza stringeva lo scudo quasi senza rendersi conto di quello che stava succedendo.
Un secondo cavaliere si fece avanti, la spada in pugno pronto a colpirla, ma lei fu abile a parare i violenti fendenti con lo scudo, contrattaccando a sua volta.
Il fendente sibilo' nell'aria e incontro' la tenera carne del collo del cavaliere lasciata scoperta dall'armatura...La testa rotolo' via mozzata di netto.
L'armatura dell'elfa era coperta da schizzi di sangue, cosi' come il suo viso, ma lei imperterrita continuava a brandire la sua arma presa dalla furia della battaglia.
Ansimava, era visibilmente stanca a causa anche della ferita sul petto, ma era decisa a non cedere, cosi' come il suo destriero che aveva riportato alcune ferite lungo i fianchi.
Poi qualcosa di strano accadde.
I tre cavalieri rimasti la circondarono e iniziarono a cantilenare qualcosa con voce sempre piu' tonante e inquietante, strane erano le parole, forse di una lingua a lei sconosciuta.
Senti' una forza invisibile bloccarla e attirarla insieme al suo cavallo verso l'albero, che ora sembrava palpitare di nera energia.
Due dei tre cavalieri lentamente iniziarono a mutare per poi dissolversi in una fitta nebbia nera, plasmandosi in nere catene di tenebra.
Il suo corpo venne sollevato e le catene le circondarono i polsi e il suo corpo incatenandola all'albero.
Gemette a lungo, le catene la soffocavano e mordevano con forza la carne, finche' profonde crepe si crearono sulla sua armatura, spaccandosi sul petto e lasciando la ferita scoperta.
Stordita e dolorante non aveva piu' le forze per reagire, si abbandono' a quella tortura, mentre i suoi occhi non poterono fare altro che posarsi sull'ultimo cavaliere rimasto, che con violenza e piacere stava facendo a pezzi il suo bianco cavallo.
Quando il tremendo spettacolo fu terminato le si avvicino', parlando con voce bassa e infida, essa stessa una tortura per la sua mente.

Il rito sta per essere completato...Rito che tempo fa iniziarono i potenti drow. Sei tra le tele della nostra ragnatela, e non puoi sfuggirci. Il tuo cuore e la tua anima non cedono al nostro richiamo, dovevamo immaginarlo. Ma non importa perche' altri saranno i risultati, non puoi nemmeno immaginare cosa abbiamo in serbo.
Su questo piano sei al sicuro, continuerai a vivere, con dolore, ma vivrai, incatenata a questo albero.
Sei sola e sarai sola, ma c'e' qualcuno che prendera' il tuo posto nel piano che tanto ami.
Un'altra elfa, ma dalla pelle scura, con i tuoi ricordi, con i tuoi pensieri...Un'altra te, ma dall'animo e dal cuore neri come le tenebre stesse.
Lei e' parte di te, se tu vivi lei vive, se lei muore tu muori.
Sara' divertente osservare le mosse dei tuoi 'amici'.
Morirai forse proprio per mano dei tuoi cari fratelli? Dei tuoi amati cavalieri lucenti?
O sarai uccisa proprio dai drow a cui davi la caccia?
Forse sara' sola anche l'altra parte di te...
Si divertente molto divertente, questo compiacera' i miei padroni.


Sogghignando il nero cavaliere sollevo' lentamente la mano e in essa comparve un pugnale dall'elsa nera.
Fisso' Rahasia negli occhi mentre con ferocia affondava la lama nel suo petto, nel medesimo punto dove si apriva la ferita fatta nel precedente rito.
L'elfa urlo' per un attimo, poi la sua voce si affievoli' lentamente, mentre con un ultimo sforzo cercava di comunicare con i suoi fratelli e i cavalieri, solo frasi spezzate e il suo dolore probabilmente giunsero a loro, infine perse i sensi.

Il cavaliere si ritrasse lasciando il pugnale nella tenera carne.
Non l'avrebbe uccisa, era solo il tramite per richiamare l'essenza malvagia, che si sarebbe plasmata a sua immagine.
Perfettamente simili nelle fattezze eppure diverse.
Osservo' un'ultima volta Rahasia, incatenata all'albero, viva ma debole, solo un alito di vita faceva palpitare il suo cuore.
Soddisfatto ne osservo' il viso stremato e pallido, sarebbe stato il suo custode affinche' nessuno potesse nuocerle o liberarla.

Il rito e' completo...Una drow che prima era elfa sta gia' camminando per le vie di Therial...
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Thorvin





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MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Uno spirito, vittima anch'egli della natura oscura degli elfi della terra d'ombra, osservava impotente l'evolversi della situazione.
Spostandosi al soffiare del vento tra le fronde degli alberi a lui cari, si avvicino' ancora...

Quella legata ad un albero era un'elfa bellissima, non l'aveva mai veduta quando calcava Therial nella sua esistenza terrena.

Un cavaliere nero era posto a sua guardia, non gli interessava, anche quando era in vita la natura era la sua casa ora da spirito non correva rischio di sorta d'essere veduto se non da chi lo desiderasse.

Il suo sguardo restava fisso sull'elfa, non riusciva a contemplare l'immensita' delle emozioni vissute negli occhi dell'elfa.

Si avvicino' ad essa, si inginocchio' davanti a lei e ne accarezzo in modo invisibile, ma percettibile la fronte scivolando tra i lunghi capelli.

Intorno ad essa e al cavaliere nero, lo spirito del ranger mezzo-drow, chiamo' a raccolta i figli della natura, che accorsero numerosi...
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Protettore delle Nebbie Montane
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Xao





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MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Non poteva vedere con i propri occhi, ma non erano i soli ai quali fare appello.

Avvertiva che quello che aveva avuto inizio molto tempo addietro su un altare rituale sacro alla triade andava oggi compiendosi, in un qualcosa che avrebbe preso forma di li a poco...

Solo un dubbio su cosa fare di quell'elfa svuotata di se, ma ancora in vita lo intrigava.
Il tempo di certo sarebbe stato buon consigliere in tal senso.
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"La paura conduce all'ira, l'ira all'odio e l'odio conduce alla sofferenza..."
Yoda
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Harasia





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MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Nella cripta regnava il silenzio e la quiete assoluta.
Improvvisamente l'aria inizio' a crepitare, si fece pesante e carica di elettricita'.
Il sangue presente nella grande fontana inizio' ad agitarsi in piccole onde per poi placarsi di colpo.
Un attimo dopo da essa emerge una figura, lentamente, la pelle nuda scura e lucente, lunghi capelli argentei dalle striature dorate aderiscono al corpo bagnato di sangue, fino a sfiorare le sue caviglie.
Sulla fronte liscia una falce di luna calante si illumina leggermente, le palpebre si aprono lentamente rivelando gli occhi violetti ora dai bagliori rossi.
Sul braccio destro una bruciatura che cancella a tratti quello che era il tatuaggio di Althea, sul destro ora ben visibile quello di Mobius.
Sul petto il segno di una cicatrice all'altezza del cuore, non troppo visibile se non a un attento esame.
La drow si guarda attorno, confusa, e tossisce piano per poi respirare a fondo.

''Utinum...Si sono a Utinum nella cripta della cattedrale..''

Si porta una mano alla tempia mentre ricordi confusi le affiorano nella mente, volti, parole, cosi' come ogni sensazione provata da Rahasia.

Eccoti finalmente...Benvenuta su Therial Harasia...Si questo e' il tuo nome, sempre che tu non voglia subito rivelare chi sei.
Benvenuta nella tua nuova vita...
Dimentica le preghiere, la Dea che prima seguivi ti ha abbandonata, e non ti ascoltera' piu'.
Un tempo eri chierica, un tempo donavi la vita e curavi ferite, ora conoscerai l'arte della necromanzia, la magia nera, con cui provocherai dolore e morte.
Ringrazia Mobius per questo, ti ha accolto tra i suoi fedeli, compensalo con il sangue, compensalo come meglio potrai.
Ora sei una drow...rendi onore al popolo oscuro!


Harasia batte' le palpebre piu' volte, rabbrividi' a quelle parole, o meglio lo fece la sua meta' buona. Aveva un legame con lei, poteva sentire il suo dolore e la sua rabbia, la sua tristezza e la sua disperazione.
Piego' le labbra in un lieve ghigno...Con le sue future gesta l'avrebbe fatta soffrire ancora di piu'...
Voltandosi usci' dalla cripta a passo silenzioso e leggero, incurante della sua nudita', voleva sentire il vento sulla pelle, voleva sentire ancora il sangue scorrere e baciare il suo corpo...
Sangue degli innocenti...Sangue delle sue vittime...
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Xao





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MessaggioAffisso: Gio 12 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Una visione, un altare, Utinum...
Un'elfa oscura, legata alla vittima sacrificale di quel rituale lontano nel tempo...
Doveva incontrarla, in lei c'era di piu' di quello che la flebile visione, dono di Xanathon, lasciava intravedere: l'avrebbe scoperto quanto prima.
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"La paura conduce all'ira, l'ira all'odio e l'odio conduce alla sofferenza..."
Yoda
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Thorvin





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Il cavaliere nero non distoglieva mai lo sguardo da Rahasia, legata ad un antico albero l'elfa aveva lo sguardo rigato dalle lacrime.
La sua nemesi, muoveva i primi passi su Therial e le sue prime azioni, portavano con se una conseguenza fatta di sofferenza e dolore per l'animo indomito del cavaliere.

Lo spirito del mezzelfo drow non aveva lasciato sola Rahasia neanche per un istante da che l'aveva veduta.
Inutili erano stati i tentativi della nemesi dell'elfa di svelarne l'identita': solo Rahasia poteva vederlo se lui avesse deciso di mostrarsi.

Il compagno di prigionia dell'elfa in tutto quel tempo ne aveva accarezzato le lacrime e lenito per quanto possibile lo sconforto, condividendo con lei quella prigionia senza tempo.

Un sussurro, impercettibile al suo carceriere, arrivo' all'orecchio dell'elfa :<<Non perdere la speranza>>.
Stringendone le mani :<<Restero' con te fino a quando lo vorrai e fino a quando Aryhann vorra' cosi'...>>.
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Protettore delle Nebbie Montane
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Rahasia








MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Priva di forze e stremata, il capo reclinato di lato, teneva gli occhi socchiusi, lucidi e privi di vitalita'.
Improvvisamente senti' come un alito di vento sfiorarle il viso, dita leggere e quasi impercettibili che le accarezzavano la guancia.
Piego' le labbra in un lieve sorriso, come se quel tocco le avesse donato un po' di conforto.
Apri' di piu' gli occhi, una fievole speranza si stava accendendo nel suo cuore, ma non vide nessuno.
Una singola lacrima scivolo' lungo la sua guancia, una delusione cocente le pulsava dentro.
Poi scorse due intensi occhi che la fissavano, vicini al suo viso, occhi che poterono leggere nei suoi un dolore immenso, una tristezza infinita.
Scomparvero quasi subito, ma ora era certa che non era sola insieme al suo carceriere.
Senti' i sussurri di quello spirito, e torno' per un attimo a sorridere di nuovo.
Sentiva il disperato bisogno di essere abbracciata da calde braccia, cullata come una bambina che ha avuto un incubo e ha bisogno di essere confortata.
Con la coda dell'occhio vide il cavaliere allontanarsi leggermente, come attratto da qualcosa: ne approfitto'.

''Non andare via ti prego...Non so chi tu sia ma non rivelarmi il tuo nome, potrebbe metterti in pericolo. Ho ancora speranza, io non cedero', ma sono cosi' stanca...Questo albero prosciuga la mia forza...Il gelido abbraccio della Nera Signora sarebbe piu' confortante di questa tortura? Lei e' spietata, lei e' il mio tormento...Lei sta uccidendo bisogna fermar..''

Un sussurro appena percettibile era la sua voce, che bruscamente si interruppe nello stesso istante in cui l'albero sembro' prendere vita.
Le catene di colpo tornarono a stringere con forza l'esile figura nella sua dolorosa morsa e un gemito soffocato usci' dalle sue labbra.
Spalanco' gli occhi ora quasi vitrei mentre si abbandonava alla nuova tortura di quelle catene che graffiavano la sua pelle e sgretolavano con odio l'armatura che indossava, che ora brillava di una pallida e dorata luce.
Reclino' il capo in avanti incapace di parlare, piccole gocce di sangue bagnavano quel terreno arido sgorgando dalle sue ferite...
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Thorvin





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Lo spirito appoggio' per un attimo la mano sull'albero che imprigionava Rahasia, subito la ritrasse...In esso vi era l'essenza del male, solo nell'aspetto era ancora figlio di Nathien, il semplice sfiorarlo lo fece rabbrividire.

Provava pena per la situazione della giovane elfa.

Lui che da tempo non calcava piu', con sofferenza dell'anima, le verdi distese si Therial si trovava ora ad assistere a una proiezione di tale natura intenta a servire gli scopi del male.

Accarezzando, le tante ferite di Rahasia, con un tocco freddo e ristoratore, le slaccio' quel tanto che bastava per farla respirare meglio l'armartura dorata.

Sicuro di non essere udito se non da lei, inginocchiandosi, davanti a Rahasia, carezzandone i lunghi capelli le disse: <<Lascia che mi faccia portatore di parte della tua pena e del tuo dolore cosi' che la tua anima possa trovare la forza per liberarsi da questa prigione>>.

Cosi' dicendo lo spirito mezzodrow, strinse a se una mano di Rahasia e le sorrise dolcemente soggiungendo <<Cio' che ti lega al piano materiale e' dolore ma anche la chiave della tua liberta'!!!>>.

Guardando Rahasia ancora semiinconscente aggiunse :<<Raggiungi l'equilibrio...L'equilibrio...>>.

La voce gradualmente svani', ma non il contatto tra lo spirito e Rahasia di cui stringeva ancora la mano.
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Protettore delle Nebbie Montane
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Ermete





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Era afflitto, e trascinava le sue stanche membra appoggiandosi alle redini del suo destriero.

Pochi passi piu' dietro il suo fido scudiero guardava triste il suo Cavaliere; lo vide fermarsi ed con un inaspettato scatto repentivo bloccare il destiero ed allungare di spalle la mano desta con il palmo della mano aperta: chetati!

Lo Scudiero porto la mano alla spada e nel cercare di prendere il suo scudo dalle spalle, per la stanchezza o per il gesto non armonioso cadde pesantemente nella polvere.

Si riprese quasi subito, ma alzando lo sguardo non vide piu' Ermete ed il suo Pegaso. Iniziò a correre senza una direzione precise, affidandosi alla FEDE.
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Nulla Sfugge all'occhio vigile ed attento del cacciator di acque e di valli (C. Bugli)
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Ermete





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


'Hazon, perchè mi hai abbandonato? Per quale volonta' mi ha disperso in queste lande e dov'e' il Baluardo Torm'

Mentre si trascinava a capo chino, come una fitta il suo petto trafitto da una possente fiammata, lo blocco di scatto. Un'ondata di Luce avvolse la sua anima e sapendo il suo scudiero alla spalle allungo la mano per fargli segno si fermarsi.

Sali' sul Pegaso e si diresse verso la sorgente di tale vigore, avendo riconosciuto in cuor suo quella presenza. Lo fece cosi' repentinamente da non accorgersi che il suo scudiero non lo seguiva.
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Ermete





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Mentre continuava a rialzarsi dalle continue cadute, la sua ansia lo assaliva.

Il corpo dolorante da ferite tumefatte che si riempivano di polvere, foglie e stecci, secerneva sudore quasi miracolosamente.

Dun tratto ode un grido possente e dopo un poco un rumore di metallo annunciato da un lampo di luce che lo abbaglio da un lato la coda del suo occhio: Justizia, la lama di Ermete era stata sfoderata.

Senza pensare, preso dall'impeto corse verso il rumore e mentre questi si faceva sempre piu' vicino e incalzante, getto via ogni cosa gli facesse peso ....prima l'elmo...poi lo scudo ....la spada..
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Ermete





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Giunto in uno spazio la visione l'atterri !

L'Anima Sacra dei Cavalieri del Sacro Ordine, Rahasia, incatenata ad un albero che emanava malvagita'

'SACRA ANIMA !!!!' Urlo con tutte le sue forze.

Un attimo dopo scorse la lancia di un cavaliere nero che si dirigeva verso il suo petto: sguaino' Justizia con le residue forze, e cerco' di difendersi da quell'attacco, ma fu disarcionato.

Da terra, senza il suo scudo, abbandonata la Luce del Sacro simbolo di Torm, con due mani cercava di parare i colpi del cavaliere nero, sempre piu' fitti, sempre piu' potenti...
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Xao





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MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


Da che aveva incontrato Harasia, non l'aveva perduta di vista un'attimo...In modo indiretto i suoi passi erano quelli del drow...

Una seconda visione dopo quella che gli annunciava l'arrivo della nemesi dell'elfa comparve nitida nella mente dell'elfo scuro.

Un cavaliere, un nobile cavaliere, dal volto noto in un modo a lui sconosciuto si stava ora battendo con il guardiano dell'elfa.
Non doveva andare oltre, correre degli inutili rischi non sarebbe stato saggio.

Lentamente intono' una breve litania di richiamo, la sua preghiera viaggio tra i piani dimensionali, veloce, fino a giungere la dove Rahasia era imprigionata.
Una strana energia spirituale si manifesto' intorno ad Ermete tentando di richiamarlo nel piano terreno...

O F F Informazione off-gdr:
Lasciando, all'interessata la decisione in merito alla preghiera di richiamo che ha pronunciato il mio pg, io avevo inteso che la dimensione dove si trovava Rahasia non era raggiungibile da esseri viventi fatemi sapere voi...

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Yoda
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Dhora








MessaggioAffisso: Ven 13 Mag, 2005    Oggetto del Messaggio:


La foresta in tutto il suo splendore di notte e di giorno sembra essere la culla della vita.. il vento porta con se' notizie dai piu' disparati luoghi del mondo, il vento sussurra le storie, i sorrisi e le sofferenze.

Sono solita ascoltare il vento nella tranquillita' del lago dei ricordi o tra la nebbia di Utinum, sento sempre, di solito, quando qualcuno ha bisogno realmente di un aiuto.. quel giorno mi era sembrato di udire un lamento di una voce familiare in quella dolce brezza che mi aveva raggiunta, ma era stato un attimo ed era scivolato subito via dalle mie preoccupazioni, mentre si affollavano altre storie e altre grida che suonavano piu' forti.

Harasia l'ho incontrata a Kyrandor, una drow cosi' simile all'elfa che conoscevo come Rahasia: tutto era uguale in lei tranne il colore della pelle e il tatuaggio.. mi spiego' la condizione di Rahasia e io collegai il tutto a quel rito in nome della triade di cui l'elfa era stata vittima. Quasi sono arrivata ad insultare me stessa per non aver dato piu' peso a quella brezza.. se solo avessi ascoltato con piu' attenzione forse sarei riuscita a fare qualcosa prima..

Rahasia ora lontana e irraggiungibile eppure cosi' vicina per il legame con quella drow che e' il suo opposto.. non so come, non so cosa mi inventero', ma riportero' indietro l'efa che conoscevo e sara' lei a decidere se tornare o abbandonarsi per allontanarsi per sempre..
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Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma

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