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Messaggio |
Khrysor

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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"...eppure non mi hai ancora risposto...", prosegui' il felar senza mai staccare gli occhi dall'uomo.
"Ma non fa nulla", fece quindi con voce pacata, esibendo un accomodante sorriso "dopotutto, ognuno ha i suoi segreti. Ma una cosa devi dirmela, uomo... Una risposta, una sola..."
Fisso' l'alta figura per qualche istante ancora, raccogliendo i pensieri. Improvvisamente si rese conto di quanto stesse diventando difficile rimanere concentrato, e nell'esatto momento in cui quel pensiero si fece strada nella sua mente, l'armatura magica che circondava il suo corpo brillo' per un istante e si affievoli', svanendo.
Non penso' neppure di provare a richiamare l'incantesimo: sapeva benissimo che in quello stato non ci sarebbe mai riuscito. E si trovo' a pensare a cosa sarebbe successo se gli assassini l'avessero trovato in quel momento.
Era tutto terribilmente eccitante, troppo per poter mollare proprio adesso; scacciando con uno sforzo il basso e fastidioso ronzio che sentiva gonfiare nelle orecchie, Khrysor si obbligo' a proseguire: "...sei veramente riuscito nel tuo intento? Sei davvero riuscito a rimanere... Cio' che eri, cio' che avresti voluto essere?", mormoro' in un sussurro, deglutendo.
Ora nel suo sguardo l'aria divertita e canzonatoria era stata sostituita da un'attesa fremente, quasi palpabile: doveva sapere. Voleva sapere. Si poteva davvero giungere a guidare a tal punto il corso della propria vita? |
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Dhora

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Aveva seguito i lamenti che il vento le aveva portato, era ormai abituata ad ascoltare e aveva udito un qualcosa di particolare che aveva attirato la sua attenzione...
Stava cercando chi aveva emesso quei lamenti non doveva essere lontano...si guardo' attorno pronunciando l'incantesimo che le permetteva di vedere al buio... poco piu' lontano vide qualcuno e udi' le voci: una delle due era la stessa dei lamenti l'altra le era spaventosamente familiare, ma per ora non riusciva a ricordare chi fosse...
Decise di restare ad ascoltare: non voleva disturbare quello che inizialmente penso' essere un incontro segreto e se ci fosse stato uno stregone o una strega dall'altra parte l'avrebbe sicuramente vista...Chiamo' quindi il suo compagno di sempre, il suo amico e fratello: un Lupo che apparve in una nuvola di fumo.
Sussurro' qualcosa all'animale e lo protesse con qualche incantesimo, poi quest'ultimo si mosse in silenzio e sfruttando le ombre raggiunse le voci...
Resto' nascosto e fu gli occhi e le orecchie dell'Arial fino a quando i due non scomparvero all'interno del portale...
...Raggiunse il Lupo e lo carezzo' dietro le orecchie ringraziandolo poi si perse nei suoi pensieri:
Aveva riconosciuto il felar, ma questo Rasiel le era nuovo... si disse sospirando che un altro figlio delle tenebre stava crescendo su Therial e questo non le piaceva gran che...non aveva ben capito che problema avesse, ma sapeva che se aveva stuzzicato l'interesse di Khrysor non era un buon segno...quindi decise di andare a cercarli e gia' si immaginava che una volta comparsa la' avrebbe dovuto discutere col felar...
Comunque ci avrebbe pensato poi a quel piccolo particolare... _________________ Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma
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Raisel

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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"Si."
La risposta di Raisel giunse secca, perentoria; per un attimo stupì finanche l'uomo, che distolse lo sguardo dal felar e osservò le lunghe fila di scaffali ricolme di tomi antichi e più recenti; alzò la mano, lasciando scorrere l'affusolato indice dalla delicata pelle esangue lungo la costina di uno di quelli, lasciando che l'unghia lunga e leggermente affilata raschiasse carezzevolmente la pelle della copertina del tomo.
Quando tornò a parlare, lo fece senza voltarsi.
"...si... Credo sia possibile. E credo che se anche non lo fosse, non vi sarebbe missione più degna di tentativo che questa: cercare di guidare il corso della propria vita."
Lentamente, la sua mano si strinse a pugno, mentre le unghia affilate e lunghe ne graffiavano la candida e diafana pelle del palmo.
"...non pretendo di essere stato un grande uomo. Eppure, se non fossi nato... Se non avessi lottato contro ciò che minaccia di sopraffare il mio animo... Se soccombessi al male che lotta per emergere, a quella che voi tutti chiamate 'la mia vera natura'... Tante cose sarebbero diverse."
Quindi si voltò, fissando negli occhi il felar e lasciando ricadere le braccia lungo i fianchi, permettendo alle lunghe falde del caldo mantello color cenere di nascondere entrambe le braccia.
"...Migliori? No, non penso... Eppure, se non combatto per dominare la mia vita, allora per cos'altro potrei mai combattere, felar? Se esiste un destino, un filo rosso invisibile e inscindibile che ci lega tutti a una ruota folle chiamata 'fato' che girando ci trascina con se... Allora qual'e' il senso della nostra esistenza?"
Gli occhi del felar si erano tinti di una inquietante colorazione rossa; il verde smeraldo delle iridi splendenti era completamente svanito ormai, e Raisel sapeva cosa ciò significasse... La rottura dei capillari all'interno del bulbo oculare era completa: adesso il felar aveva perso la vista, e il veleno era prepotentemente in circolo nelle sue vene.
"Bevi l'antidoto", sussurrò quindi nel medesimo tono piatto e calmo, completamente privo di qualsiasi emozione "ti rimane poco tempo, ormai."
Quindi si avvicinò di un passo allo stregone adagiato sulla poltrona, fermandosi a meno di un metro da lui.
"...desideri la morte?"
La domanda, sussurrata appena da quella voce atona e priva di emozioni, scivolò dolce come una carezza nel silenzio della piccola sala... _________________ Fear no more the heat o' the sun
Nor the furious winters' rages;
Thou thy worldly task hast done,
Home art gone, and ta'en thy wages
[...]All lovers young, all lovers must
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Khrysor

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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"...con tutto me stesso..."
Le parole sfuggirono alle labbra di Khrysor prima che questi avesse il tempo di riflettere su quanto stava dicendo.
Aveva vissuto mesi di esilio, mesi di fughe e combattimenti: mesi spesi ad affinare le arti arcane, ad addestrare il corpo e la mente, mesi di paura e mesi di brivido, mesi da preda e mesi da cacciatore insieme; ma ora non poteva piu' nascondere la verita', quella verita' che si era impegnato cosi' tanto scrupolosamente a celare, quella verita' che affogava nel mare di sentimenti contrastanti di cui il felar si era sempre rifiutato di prendere coscienza.
E improvvisamente realizzo' la profonda tristezza della propria stessa esistenza, e l'incredibile menzogna in essa contenuta: cosa mai aveva scelto per se? Prima ancora che nascesse, Krisaore aveva infuso il suo corpo di energie talmente furiose e potenti che avevano addirittura minacciato di distruggerlo.
Prima ancora di poter trascorrere la sua giovinezza, il rituale del Maestro l'aveva strappato alla tenera eta', privandolo degli anni piu' belli e infondendo forza alle sue membra, facendolo crescere innaturalmente.
Poi era giunto Vaejas, che aveva inciso sulle sue carni il simbolo dell'Angelo della Distruzione, marchiandolo come servo di Asuka.
Cos'aveva mai costruito in tutta quell'esistenza? Cosa aveva mai DESIDERATO e CREATO?
...nulla...
"...la morte e' l'unico conforto, quando si vive prigionieri e schiavi di null'altro che il pallido riflesso di se...", mormoro' il felar abbassando gli occhi, prendendo per la prima volta coscienza della grande verita' da cui era sempre fuggito e che non aveva mai voluto ascoltare: la sua vita non gli apparteneva, non gli era mai appartenuta, e non gli sarebbe appartenuta mai.
Come un burattino dai fili spezzati, Khrysor si accascio' contro lo schienale della poltrona, deglutendo per scacciare il sapore metallico che invadeva prepotentemente la sua bocca, cercando di scacciare il torpore che dilagava nelle sue membra; poi, improvvisamente, realizzo' quanto stava succedendo.
Poteva ancora scegliere di essere libero, veramente libero.
C'era ancora una scelta che nessuno poteva prendere per lui, c'era ancora qualcosa che potesse fare per gridare al mondo intero la sua esistenza, il suo essere unico e selvaggio; poteva ancora spezzare le catene, sollevare il gioco e riprendere per un'ultima volta le fila spezzate della sua esistenza.
Poteva scegliere di morire...
Alzo' stancamente lo sguardo sull'uomo, e scopri' che un velo impalpabile di nebbia era sceso sui suoi occhi, ammantando il mondo attorno a se di grigio opaco e smorto.
"...parlami di te... Parlami del tuo mondo... Parlami della tua vita...", sussurro' infine, mentre le sue labbra si piegavano in un sorriso.
E quello che sboccio' tra le labbra sottili ed esangui del felar fu il primo sorriso sereno e pacifico dal giorno in cui era nato. |
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Krisaore

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Krisaore stava facendo ritorno a casa sua, camminando tra le vie di Lamwothor. Sarebbe potuto arrivarci con la magia, come faceva sempre del resto, ma per una volta voleva passeggiare tra le vie immerse nell'oscurita' della città che aveva scelto per ospitarlo.
Vide Dhora che accarezzava il suo lupo e le si avvicinò un poco incuriosito, la salutò sorridendole per un attimo, tenendo però gl'occhi chiusi cercando di ascoltare con i suoi sensi cio' che avveniva attorno.
Aveva sentito il profuno di sangue e lo aveva riconosciuto. In parte quel sangue portava la sua firma e solo due persone avevano ricevuto il suo potere in passato: Majebeau, sua moglie, impazzita dalla loro storia e Khrysor il suo unico allievo, che da tempo era disperso.
Aveva cercato il felar invano per mesi, aveva qualcosa da dirgli dopo una missiva che gl'era giunta da parte sua, senza che però lui sapesse veramente che era indirizzata anche a lui e voleva metterlo alla prova, voleva vedere se il suo allievo avesse ben imparato la sua lezione. Lesto ed abile ad apprendere lo era sempre stato e Krisaore si trovò a sorridere per un attimo, complimentandosi per la sua creazione. Khrysor aveva ricevuto il suo potere per ben due volte, per primo rubandolo al fratello che non nacque mai e poi accellerando la sua crescita, in modo che fosse privo di quei sentimentalismi che si creano durante l'infanzia.
Lui era dunque stato qui, forse lo stava cercando, perchè ferito ed in cerca di protezione o forse era in fuga, riconosceva le tracce di un portale che per un attimo avevano stracciato la realtà, anche se andavano scemandosi.
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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Flaminea

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Un guizzo di luce appare dal nulla, e scomparendo rivela la forma femminile di un'umana.
La donna riapre gli occhi e si guarda attorno, come in cerca di qualcuno di preciso.
Appare relativamente giovane, il corpo snello fasciato in una veste di raso bianco, trattenuta da una spilla dorata a forma di rosa; i lunghi capelli scuri che coprono le spalle, tenuti in ordine da un fermacapelli in avorio decorato.Occhi neri che scrutano attorno a se', e scorgono il felar sulla poltrona, accasciato, come in preda alla sofferenza.
Si affretta verso di lui, ignorando l'umano, e lo guarda sconvolta e con preoccupazione, senza dire una parola.
Poi si volta verso l'umano, fissandolo con sospetto, e domanda gelidamente:
"...Cosa gli avete fatto?" |
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Raisel

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Raisel fissò per un'attimo la donna con la coda dell'occhio, senza mai voltare il viso verso di lei; quindi, ignorando la domanda, mosse qualche passo in direzione del felar, poggiando il ginocchio sul pavimento e chinandosi accanto a lui.
Lentamente, la sua voce calda e piatta invase con dolcezza il silenzio della stanza, scivolando dalle labbra carnose ed esangui dell'uomo come sussurro, danzando nelle orecchie del felar e della donna.
"...e' un regno stupendo... Le strade sono pavimentate in blocchi d'ardesia, e spiccano lucide e nere sotto il sole caldo d'estate, cosi' come appaiono in inverno quali neri solchi tracciati dall'immortale mano d'un Dio sulla bianca distesa che ammanta i campi e le vallate. E di tutte le città, la capitale è la più bella di tutte; un perimetro di alte mura ricoperte di rossi marmi di montagna la circonda completamente, come collana che cinga il collo d'una dama discreta, stupenda senza troppo mostrare. Le case, dalle ampie cupole e dai bassi ingressi, sono..."
Continuò a narrare a lungo, lentamente, senza mai cambiare tono; carezzevolmente, come a guidare il felar in quell'ultimo lento cammino, senza mai voltarsi a guardare la donna neppure per un istante. _________________ Fear no more the heat o' the sun
Nor the furious winters' rages;
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Dhora

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Sussulto' al saluto di Krisaore non lo aveva sentito arrivare, come sempre tra l'altro e immersa com'era nei suoi pensieri non si era nemmeno accorta che il suo compagno Lupo l'aveva avvertita piu' volte dell'arrivo dello Stregone. Si volto' a guardarlo calmando il Lupo che si era stranamente agitato ed emetteva piccoli ringhi quasi come se volesse proteggerla...
Scruto' Krisaore accorgendosi che aveva gli occhi chiusi:
_Ben ritrovato Kris...e' un po' che non ci si vedeva..._ Scruto' l'elfo scuro dandogli il solito bacino sulla guancia per poi sorridergli serena, era quello il suo saluto, quindi continuo' prima che lui potesse risponderle _...credo proprio di aver visto il tuo allievo sai? lo sto andando a trovare e' stato fertito... tra l'altro sto cercando la mia amica e se anche lei ha notato quel che e' accaduto qui sicuramente sara' da lui... vogliamo raggiungerlo insieme o hai da fare?_
Mentre attendeva la risposta sussurro' qualcosa al Lupo che scomparendo tra le ombre ritorno' ai suoi boschi. _________________ Nulla si crea,nulla si distrugge,tutto si trasforma
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Khrysor

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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...ma Khrysor non udiva.
Il ronzio che riempiva le orecchie del felar aveva da tempo ormai scacciato la voce dell'uomo, la cecita' che era ormai completa, la perdita del gusto; lentamente, il felar si sentiva annullare dalla potente tossina che scorreva nelle sue vene, sprofondando in un mondo di ombre grigie e indistinte, di eco lontane del passato e di solitudine.
Si guardo' attorno, cercando di individuare una via d'uscita: invano. Il mondo attorno a lui aveva perso consistenza da molto tempo ormai, e a stento ricordava il proprio nome: provo' a richiamare la sorgente del proprio potere, cercando con gli invisibili tentacoli della propria volonta' di attingere al mana che sentiva scorrergli nell'anima.
Invano.
"...questa e' la morte...", mormoro' il felar, accorgendosi solo dopo qualche istante di averlo semplicemente pensato, e non detto.
"...ho sempre pensato che ci sarebbero state piu' fiamme e zolfo...", penso', e un sorriso ironico gli avrebbe increspato le labbra, se solo avesse avuto abbastanza forze per sorridere.
"Sei sempre stato un idiota", sbottò una voce alle sue spalle "ma non pensavo che tu potessi arrivare ad essere COSI' idiota."
Cerco' di voltare il capo, per osservare il punto da cui la voce era arrivata, ma le forze non gli bastarono, e seguito' a fluttuare nel vuoto incosistente di quel grigiore pallido senza tempo.
Una mano, sottile e dalla pelle eburnea, afferro' il felar per la collottola, e Khrysor si trovo' suo malgrado a fissare due occhi acuti e penetranti, rossi come braci.
"Morire?", sibilo' Vaejas, incenerendo il felar con uno sguardo di biasimo "e' questa la tua soluzione, felar? E' questa la soluzione a tutto?"
Khrysor gemette, rimanendo prigioniero della stretta del sottile elfo oscuro. Cerco' di distogliere lo sguardo, ma quegli occhi lo risucchiavano, attraendolo senza alcuna possibilita' di fuga, impedendogli di abbandonare sia pure per un istante il loro sguardo inquisitore.
"ho vissuto una vita intera lasciando che fossero gli altri a decidere per me", recito' Vaejas scimmiottando la voce del felar, "e ora la mia soluzione e' morire. Veramente sagace, stomachevole palla di pelo!"
Il braccio del drow si alzo', scattando implacabilmente verso il basso e colpendo con violenza il viso del felar. Un caldo fiotto di sangue sgorgo' dal labbro spaccato dalla violenza del colpo, ma Vaejas non si fermo': implacabile, con metodica e fulminea efficienza, continuo' a calare una lunga serie di schiaffi d'inaudita violenza sul volto del felar, seguitando a parlare.
"Che ne e' del tuo orgoglio, felar!?"
Uno schiaffo si abbatte' sulla guancia del felar, e l'anello del drow a forma d'artiglio incise un profondo solco nelle sue carni.
"Che ne e' delle tue promesse, dannato pusillanime?!"
Un manrovescio colpi' il felar alla tempia, centrandolo con una nocca, e un'esplosione di luci danzo' davanti agli occhi del felar, mentre pian piano il dolore si faceva strada nel suo corpo, avanzando lentamente nei muscoli e nelle ossa del felar.
"CHE NE E' DELLA TUA PREZIOSA FAMIGLIA??", esplose Vaejas, scaraventando Khrysor di lato e fissandolo mentre si adagiava sul terreno come una marionetta spezzata.
"Sono FELICE di aver rinunciato a prendere possesso del corpo di un simile CODARDO!", seguito' implacabile Vaejas, calciando con forza il felar all'altezza dello stomaco e fissandolo con ira. |
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Raisel

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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D'improvviso, Raisel smise di narrare: un fiotto di sangue era sgorgato dalle labbra del felar, e ora colava lentamente, denso e viscoso, lambendone le vesti nere.
Si avvicinò, fissando il volto di Khrysor: lentamente ma inesorabilmente tagli e lividi comparivano sul volto del felar, e sangue sgorgava lento dalle ferite, mescolandosi sul petto del felar.
Lentamente, l'uomo abbassò lo sguardo verso la mano del felar, e notò che ora stringeva con vigore la fiala di antidoto. I suoi occhi tornarono ad alzarsi, incontrando quelli del felar che sapeva essere ciechi.
"...stai lottando, felar?", sussurro' quindi con il medesimo tono di voce "...stai lottando o te ne stai semplicemente andando?" _________________ Fear no more the heat o' the sun
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Khrysor

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Affisso: Mar 19 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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"...io ero Vaejas Neernum...", sussurro' il drow, afferrando il felar per il bavero e sollevandolo di peso come fosse un mucchio di stracci. "...membro del Conclave... Arcimago della Capitale..."
Gli occhi del drow ardevano d'ira come braci d'inferno, trapanando con uno sguardo che era puro odio gli occhi smorti e senza vita del felar.
"...ho vissuto per secoli, persistendo nell'essenza stessa della trama del piano materiale come puro spirito, in attesa... In attesa di cosa? Che uno stregone mi risvegliasse con un rituale temporale, attirandomi a se affinche' mi rincarnassi nel corpo d'un codardo?"
La mano di Vaejas si alzo' ancora, mentre il drow stringeva i denti con ira.
"...muori, allora... muori se e' quello che desideri... Prendero' il tuo corpo, sterminero' la tua immonda stirpe che tanto mi e' costata, e tornero' libero a regnare. Muori, felar; muori felice, ben presto tua moglie e i tuoi figli saranno con te. Mu..."
Un sottile fascio di luce colpi' la figura alta e snella del drow, avvolgendolo completamente; gli occhi di Vaejas si sbarrarono, mentre le sue iridi si dilatavano innaturalmente, e Khrysor sollevo' lentamente il mento, fissandolo con occhi sanguinolenti e spenti.
"...parli troppo.... hai sempre... parlato troppo... vecchio...", sussurro'. La figura di Vaejas venne avvolta da una luce piu' intensa, e il drow lo fisso' un'ultima volta prima di sparire, distrutto dall'incantesimo del felar.
Ma poco prima di sparire, Khrysor pote' scorgere un sorriso tendere le labbri esangui e cineree di Vaejas, mentre il potere dell'incantesimo scagliatogli contro giungeva al culmine e disgregava la sua manifestazione spirituale, dissolvendolo.
Failee.
Takjar.
Kayra.
Come aveva potuto essere tanto sciocco?
Tossi', sputando il sangue: e per la prima volta si accorse che lentamente il gusto stava tornando, e il grigiore di quel mondo informe si disfaceva sotto ai suoi occhi, rivelando le sagome indistinte di due persone in una stanza invasa dalla nebbia grigia che fino a pochi istanti prima aveva costituito quel mondo onirico e sognante.
Strinse con forza la mano destra, e senti' il gelido contatto della fiala che ancora stringeva in mano.
"...hai sempre parlato troppo, vecchio...", sussurro' impercettibilmente, "...ma mai a torto.", concluse infine, mentre il sapore aspro e acidulo dell'antidoto gli scendeva in gola, e il potente contrastava la tossina in circolo nel suo corpo.
Quindi poggio' la testa contro la testiera della poltrona, fissando l'umano e una seconda figura ora apparsa nella stanza.
Non ricordava quando fosse arrivata, e in quel momento dubitava persino che fosse reale, ma le sue labbra si tesero in un sorriso sforzato verso Flaminea, mentre i suoi occhi si facevano di colpo pesanti.
Quindi il grigiore venne sostituito da una calda e confortevole cappa di oscurita', che lo avvolse completamente, trascinandolo in un sonno senza sogni dal quale si sarebbe svegliato ristorato.
E il felar svenne, scivolando dalle braccia di Tricksty a quelle di Moldemir... |
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Raisel

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Affisso: Mer 20 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Raisel assistette alla scena in silenzio, senza mai muoversi o parlare.
Vide il felar stringere con forza - "la forza della disperazione o della determinazione?", si chiese in silenzio - la fiala dell'antidoto dal cappuccio stappato, quindi lo vide portarla alla bocca con lentezza e difficoltà.
Non sapeva se sarebbe riuscito a berla, e non gli importava: per un attimo penso' di aiutarlo a berla, ma poi il suo sguardo si spostò sulla giovane ragazza accanto a lui, che fissava la scena immobile e inorridita.
"Nessuno dovrebbe rimanere solo in un momento come questo", sussurrò quindi con voce bassa e piatta alla donna. Quindi si voltò, uscendo dalla biblioteca a passi lenti e calmi, e avviandosi lungo le scalinate che conducevano all'ingresso della Torre.
"Non sta a me decidere che tu viva o muoia, felar", mormoro' tra se e se "segui la tua strada, ma con le tue forze stavolta."
Quindi uscì dal portale d'ingresso della Torre, e la sua sagoma ben presto si confuse completamente tra le mille apparizioni illusorie del bosco d'ombra che attorniava la costruzione. _________________ Fear no more the heat o' the sun
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Raisel

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Affisso: Mer 20 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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[ooc] E cosi' sparisce Raisel dalla scena... Grazie a tutti della bella giocata, mi sono molto divertito E si, il finale lo trovo migliore cosi', per Khrysor. [/ooc] _________________ Fear no more the heat o' the sun
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Krisaore

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Affisso: Mer 20 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Krisaore si limitò ad annuire a Dhora, senza chiedere sapeva che stava parlando di Flaminea perchè gli aveva confessato la loro amicizia nella loro ultima chiaccherata, di fronte alla cascata ad Utinum.
Richiamò a sè i suoi poteri ed individuò senza difficoltà l'umana e la vide in una stanza con il suo allievo apparentemente svenuto ed un altro uomo, che mai aveva visto.
Solo in quel momento si accorse che il lupo di Dhora insisteva nel ringhiargli contro e con uno sguardo chiese all'arial di metterlo a tacere, altrimenti avrebbe inferito su di lui.
Appena Dhora ebbe calmato il lupo, Krisaore richiamò a sè un portale magico, seguendo la scia del precedente ed avendo mentalmente visto dove indirizzarne l'uscita, poi fece cenno a Dhora di seguirlo.
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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Flaminea

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Affisso: Mer 20 Ott, 2004 Oggetto del Messaggio: Re: Un lupo nell'ombra. |
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Seppure presa come da un senso di inutilità mista a rabbia, per essere stata del tutto ignorata dall'umano, un umano che le pareva di aver già visto da qualche parte, e non sapeva dove..ma ora non le importava..notò immediamente Khrysor agitarsi, mentre ferite e graffi facevano la sua comparsa sul suo viso e sul suo corpo.
Esitò a lungo, indecisa sul da farsi, e udì come improvvisa la voce dell'umano..Raisel, ora ricordava..la sua frase, quella che le sussurrò.
Vedendo che egli se ne andava senza aiutarlo in alcun modo, portò la fiala alle labbra del felar, aiutandolo così a berne il contenuto, e sospirò di sollievo quando lui le sorrise per poi perdere i sensi.
Non era in salute, certo, ma almeno era vivo...questo era ciò che contava.
Con tenerezza, gli accarezzò una guancia, tamponando una ferita con un fazzoletto. |
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