Ha vissuto come mortale per diversi anni: in lui l’amore per la legge e la giustizia era già grande, ma dentro di sè il seme di Dheadis non era ancora sbocciato e continuava a vivere tranquillamente convinto che a suo tempo sarebbe sopraggiunta la sua ora. Fin da giovinetto è stato sveglio e incline all’oratoria, e appena gli fu possibile intraprese gli studi come avvocato. Non si sposò mai, né ebbe alcuna passione se non quella per il diritto e la giustizia.
Dopo anni di vita tranquilla e solitaria, dedicata alla giustizia, un giorno la sua mente si aprì, e gli portò alla memoria la sua vera essenza divina: il suo corpo mortale si dissolse e il suo spirito andò a dimorare ad Elgalir assieme agli altri dei.
Egli, in quanto divinità del Vento, è protettore di tutti i suonatori di strumenti a fiato, dai flauti a tromboni, e molte opere musicali sono infatti dedicate a lui.

Chi ha avuto l’onore di vederlo camminare sospinto dal suo stesso vento, ha visto una figura diafana dal corpo maschile, intenta a suonare un ottavino, e circondata da rondini e colibrì. Due grandi ali dalle piume bianche sono tenute spiegate in modo tale che il vento possa trovare sorreggerlo in una danza sospesa nel vuoto, mentre sembra quasi che lo stesso cielo funga da mantello.

Sintesi

Dio della giustizia, della legge, del vento, dei suonatori di strumenti a fiato.

Simboli

Colori: Blu e grigio.
Elemento: Il vento.
Animale Sacro: Il colibrì.
Simbolo Sacro: Un ottavino.