Il Regno dei Nani

giochi del destino non sono altro che i capricci degli dei. Il loro volere può diventare gioia o disgrazia per i comuni mortali, ma c'è chi tra
di loro non ha nulla di comune. Il suo nome è Krisaore ed è Avatar di quel mondo che si fa chiamare Therial. Da un tempo talmente lungo che neanche
lui riesce a ricordarsene, serve il Dio Asuka e leggende dicono che sia stato il dio stesso ad investirlo suo Araldo. Questo appena descritto sarebbe già
abbastanza per descriverne il potere, ma ciò dicendo lo si potrebbe portarlo ad un livello di normalità seppure tra le leggende. Invece egli è qualcosa
che va oltre. Nei suoi lunghi pellegrinaggi attraverso i mondi e le dimensioni strinse un patto con il signore dei draghi di un mondo dove essi dominano
ed ora il suo corpo è protetto dallo Spirito Guida di un Drago che egli chiama Jhamsal, in nome di un ricordo che più nulla ha della compassione e
dell'amicizia che un tempo legava l'elfo oscuro e un piccolo drago nero. Ma adesso sembra giusto mi presenti anche io: il mio nome è Haov Yven
e di mestiere faccio il cantastorie, le raccolgo tra tutti i regni e le faccio girare alle volte rendendole più leggendarie, ma questa che sto per raccontarvi
ha poco dell'improbabile e molto dell'incredibile. Avvicinatevi dunque e ascoltate la storia di un Re improvvisato e di un regno durato un solo giorno.
"Un giorno come tanti, per nulla diverso da quello che lo aveva preceduto e sicuramente non dissimile da quello che sarebbe venuto, il nostro Avatar
controllava i lavori di costruzione di quella che sarebbe presto stata la città sulla quale avrebbe dominato e dalla quale sarebbeinizierto il suo regno
di terrore. Per problemi dovuti al luogo e al reperimento dei materiali i lavori procedevano molto lentamente. Che fosse di nuovo il capriccio di una
divinità nessuno può dirlo, ma per quante storie che conosco, niente su Therial accade senza che un Dio lo sappia o ne stia tessendo le trame.
In questo modo Ganeidon, il dio degli animali, decise che era il momento che il Regno dei Nani volgesse ad una svolta. Il re era ormai molto
vecchio e da tempo giaceva in una camera di un ospedale, circondato dai maggiori esperti del regno. I figli erano ancora troppo inesperti per
prendere le redini del regno e preferivano passare le giornate a perder tempo e le sere nelle cantine. C'era però un giovane nano, che più
di tutti meritava quel titolo e chi poteva riuscire a farglielo avere meglio di un dio determinato nel suo intento?
Ganeidon tese una trappola a Krisaore facendolo incontrare con i tre figli di Thorin, quasi per caso, nel bel mezzo di una sua ricerca. L'astio che
vi è tra elfi e nani ha origine nella notte dei tempi e il fatto che Krisaore fosse anche un elfo oscuro non giocava certo a suo favore. Ma
sfortunatamente la fama del suo agire non era arrivato alle orecchie di chi non volesse sentire, di chi preferiva bighellonare piuttosto che
occuparsi dei nemici del regno. Così Arlik, Berlik e Borlik si fecero beffa dell'elfo oscuro che come reazione creò delle frecce d'energia elettrica
e le fece affondare nel cuore dei tre nani, dandogli però una fine rapida e indolore. Quel giorno Krisaore aveva ben altro da fare che divertirsi
gustandosi la lenta ed estenuante agonia che precede la mortedel proprio nemico, quando anche il più coraggioso degli avventurieri prega
per aver salva la vita o per terminarla subita per fare smettere il dolore che l'Avatar sapeva infondere con grande maestria nelle sue vittime.
Ganeidon soddisfatto prese allora la sembianze di un Pucain, un uccello parlante che nidifica solo nel Regno dei Nani in tutta Therial
e per questo considerato sacro e portatore di messaggi divini. Mai credenza popolare aveva avuto maggiore ragione, perché a parlare
attraverso un becco giallo e delle splendide ali arcobaleno, era il dio degli animali, che raccontò al Re Thorin cosa fosse accaduto ai
suoi tre eredi, aiutando in questo modo la malattia che da tempo combatteva contro il re in uno scontro impari, a mettere a segno un
colpo quasi decisivo. Il Re Thorin dal letto dell'ospedale nel quale ormai giaceva, quasi morente, chiamò a raccolta tutti i suoi esplorator
i e li inviò per tutte le terre alla ricerca dei nani che si erano avventurati su Therial e per diffondere la voce di una taglia sulla testa dell'assassino dei tre principi dei nani.
Mille e mille avventurieri hanno tentato di riscuotere questa taglia, ma la loro anima è tornata rispettivamente ad Aryhann o a Chastil. Solo uno
tra loro, un guerriero che farebbe rivalità ad un dio, riuscì nella sua impresa, o meglio, ci andò molto vicino. Il nome di questo potente guerriero
è Amlugil, chiamato e temuto come the Forsaken Sword oppure sussurrato nelle ore più tiepide della sera dalle donne che grazie alla sua
incredibile bellezza e alla sua impareggiabile bontà conquista come la Stella Elfica. La sua spada non conosce sconfitte e stancato dalle
molteplici battaglie Krisaore dovette cedere alla forza quasi divina del guerriero. I suoi colpi però non riuscivano a raggiungere il suo cuore, lo
Spirito del Drago in esso lo prelevò dalla morte proprio un attimo prima che questa giungesse, lasciando esterrefatto il guerriero che credette
così di aver eliminato il mago e che per la magia che ricopriva il suo corpo non sarebbe morto come gli altri. Un altro punto che sarebbe
andato ad alimentare la sua leggenda. La sua Magia, l'arte che aveva imparato nell'oscurità di una foresta per sopravvivere e che poi
Asuka aveva affinato e potenziato. E proprio il dio Asuka aveva risvegliato lo Spirito del Drago nel corpo di Krisaore, ben consapevole
delle conseguenze che questo comportava, ma deciso a motivarlo ulteriormente nella sua missione da Araldo dell'Angelo della
Distruzione. Il dio, adirato dalla sconfitta del metallo sulla magia, ordinò a Krisaore attraverso lo Spirito Guida di uccidere Thorin e
impossessarsi della corona, simbolo di potere del regno dei nani.
Appena ripresosi dalla faticosa battaglia contro la Stella Elica, Krisaore creò un nero portale magico e si trasportò direttamente
nella sala d'ospedale di Thorin, percorrendo i sentieri della magia oscura che dominava e governava con la stessa facilità
con la quale respirava. Il re vedendosi comparire davanti l'elfo oscuro sobbalzò perché lo credeva morto e credeva fosse
tornato dal regno della morte per lui, per condurlo a braccetto in un regno che lui, nel suo regnare nei secoli, sicuramente
non aveva meritato. Fu propria questa presunzione ad essere la causa della sua morte.
Krisaore dapprima chiese spiegazioni sul perché il Re Thorin avesse messo una taglia sulla sua testa, ben cercando di restare
calmo e tenere a freno la sua collera. Il re lo incolpò dell'uccisione dei suoi figli ed in un attimo di follia, gli chiese se volesse
diventare lui il suo erede, colpito dal suo potere. L'Avatar rifiutò. Non era interessato ad un regno di nani, quando poteva
avere Therial, la sua carta d'ingresso per il trono degli dei. A quel punto Thorin chiamò a raccolta i suoi paladini. Subito
accorsero Reyan il mago umano dal tocco gentile ma fatale e il favorito di Ganeidon: Bardolfo il nano.
La confusione crebbe immediatamente. Krisaore chiedeva spiegazioni, Thorin ordinava agli altri di scacciare via questo l'elfo
che lo avrebbe ucciso e i due protettori del bene si preparavano alla lotta. Nel mezzo della discussione pochi capirono le
parole che uscirono dalla bocca del re. Lui scagionò l'elfo oscuro per le sue colpe asserendo che avesse già in parte pagato
per esse e parlando di un altro elfo che avesse infierito sui corpi oramai privi di vita dei suoi figli, trucidandoli e derubandoli. Ma
alla richiesta di farne il nome il re cominciò a temere l'ira dell'Avatar e ordinò al paladino di Ganeidon e al mago elfo di cacciare
via lo stregone. Krisaore fece per evitare lo scontro, non era interessato alle inutile vite di esseri inferiori. Chiese a Thorin la sua
corona in cambio della vita sua e del suo popolo. Il re rifiutò e colto alla sprovvista Krisaore venne attaccato da un potente
incantesimo lanciato dal mago umano. Bloccato nella capacità di ragionamento logico, venne presto sconfitto, grazie anche
all'aiuto di un lupo che segue Bardolfo nelle sue avventure e che aveva cercato di azzannarlo direttamente alla gola. Con
l'ultimo pensiero evocò un altro portale che lo condusse direttamente agli alloggi di Kazuu, anch'esso Avatar del regno e Principe della
Dimensione Oscura. La magia scorreva anch'essa potente nelle vene di Kazuu, ma la sua forza era la spada, che maneggiava con
mano ferma e decisa. La magia curò il corpo di Krisaore, ma non lo spirito. Krisaore chiese allora l'aiuto di uno dei pochi alleati che
ha su Therial e Kazuu, che da tempo covava rancori nei confronti dei nani, accettò senza proferire. La strategia del Principe della
Dimensione Oscura è seconda solamente allo stesso dio Ganeidon che dall'alto della sua stanza, ornata in legno e rallegrata dalla
presenza degli animali suoi protetti, muoveva i fili di questa storia. Kazuu ordì un piano coperto di oscurità e malvagità.
Di nuovo un portale magico si creò dal nulla nella stanza dell'ospedale dei nani. Krisaore ne fuoriuscì recitando il primo atto del suo piano.
Si rivolse di nuovo al re chiedendo di nuovo di cedergli la corona di sua spontanea volontà. L'Avatar non sapeva che il vecchio aveva
già abdicato a favore di Bardolfo, consegnandogli tra l'altro anche la corona che Asuka gli aveva chiesto di recuperare. Il dottore si
frappose tra lo sguardo gelido di Krisaore e il corpo colpito dalla malattia del suo re. Prese un bisturi e si lanciò eroicamente contro
l'Avatar per proteggere il proprio re. Conoscete quella fastidiosa sensazione che una zanzara che continua a girarvi attorno può
dare? Bèh! Questo era quello che provava Krisaore in quel preciso momento. Fastidio, niente più. Un lampo di luce incenerì
all'istante il dottore e questo fu il segnale che entrambe le parti aspettavano. Reyan e Bardolfo si scagliarono sull'elfo oscuro, mentre
un altro portale si apriva nella stanza. Kazuu ne fuoriuscì seguito da alcuni demoni creati dalle stesse progenie dell'inferno e attaccò
con una ferocia non certo priva di determinazione. La confusione prese il sopravvento e la battaglia è degna di annoverarsi tra le più
epiche che Therial abbia mai conosciuto. La situazione era in un certo qual modo di stallo e nessuno sembrava prevalere. Ganeidon, sempre
fermo nel suo intento, parlò per bocca di Thorin, intimando i nemici del regno dei nani di ritirarsi dal loro proposito, invocando il suo nome completo
nel pronunciare questo ordine: Thorin lo Sventradraghi. Questa era la conseguenza che Asuka temeva di aver risvegliato. Al pronunciar di quel
nome Jhasmal si svegliò in tutto il suo potere e richiamato a sé il potere del signore dei draghi, un alito di fuoco si sprigionò dalla figura eterea
dello Spirito Guida liberatosi momentaneamente dal corpo dell'Avatar. Il fuoco bruciò l'ultimo soffio della vita che, ancora tenue, manteneva
in vita il vecchio re dei nani, causandone la dipartita. Questo dispiego di energie sfiancò Krisaore che si accasciò al suolo privo di sensi. Posto
ad attacco continuo e privo del suo alleato, Kazuu, per proteggerne la vita varcò di nuovo il portale oscuro, con il corpo privo di sensi di
Krisaore, richiudendolo dentro di sé e lasciando il mago umano e il nuovo re dei nani a combattere le creature d'ombra che egli aveva
richiamato dagli inferi. Reyan e Bardolfo sconfissero presto questi abomini, vomitati direttamente dal cuore dell'inferno.
Le ore seguenti furono tra le più dure e gioiose che il Regno dei nani aveva conosciuto da secoli. La morte del loro re li rattristava, ma
la gioia di avere Bardolfo come loro successore, li portò a festeggiare l'evento. Un evento che era destinato ad avere breve durata.
Ripresosi da quello stato di catalessi, Krisaore si svegliò nella dimora del Principe della Dimensione Oscura, privo della corona e
del ricordo degli ultimi attimi della violenta battaglia. Il suo alleato lo mise al corrente della situazione e raccontò che Bardolfo era
divenuto il nuovo re. I suoi informatori sparsi per tutta Therial lo avevano messo al corrente del fatto da poco. Krisaore ringraziò Kazuu e
si congedò da lui, spiegandogli che la faccenda era una cosa personale. Kazuu acconsentì e lo lasciò andare. Solamente poche ore
erano passate dall'incontro e Krisaore si mise subito alla ricerca del nuovo re dei nani.
La fortuna volse a favore dell'Avatar che incontrò Bardolfo nel folto di una foresta. In un terreno a lui congeniale. Un terreno
dove aveva mosso i suoi primi passi e dove aveva affinato le sue tecniche di lotta. Richiamò in nome del patto con Asuka, demoni
alati che si scagliarono contro il nano. L'ascia del nano, manovrata con uno stile che contraddice la stazza, combatté con onore
e ebbe la meglio sui demoni. Ma questo era solo il primo passo verso la salvezza, rimaneva ancora Krisaore da sconfiggere. Deciso
a non sporcarsi le mani, l'Avatar fece di nuovo appello ai suoi poteri infernali e un nuovo demone alato fece la sua comparsa su
Therial. Un demone molto più forte di quelli contro cui fino ad ora il nuovo re dei nani aveva combattuto. La corona, simbolo del
re dei nani, emise un sordo lamento, la voce di un popolo che stava spegnendosi e poi si spense metaforicamente.
L'artiglio del demone ferì Bardolfo alla nuca e questo fece cadere la corona che rotolando finì ai piedi di Krisaore. L'Avatar la raccolse
e se la mise in testa in segno di potere. In nome di antica amicizia stretta con il nano, Krisaore gli risparmiò vita, convinto che l'umiliazione
subita sarebbe stata peggiore, ma non risparmio la sua vendetta per i nani che lo avevano accusato e che gli avevano creato molti
problemi. Chiamò di nuovo a raccolta demoni alati e le spedì a razziare e dare fuoco ai villaggi dei nani. Per un solo giorno però. Questo
doveva servire loro di monito a non tentare più di mettersi contro di lui. Poi volgendo le spalle al re senza ormai più corona né regno
sparì in un lampo di luce. Questo non gli permise di sentire le ultime parole che il nano disse prima di svenire a terra privo di sensi: Gioisci
della tua momentanea vittoria, perché solo di questo stiamo parlando. Tornerò pieno dell'onore che ho perduto e per riavere la corona che
tu mi sottraesti grazie all'aiuto dei demoni degli inferi, quant'è vero che mi chiamo Bardolfo!
Dall'alto della sua stanza, nella dimora degli dei Ganeidon sorrise.
