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Vallac, Il vampiro che imparo' ad amare

 
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Abrax





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MessaggioAffisso: Mar 29 Gen, 2008    Oggetto del Messaggio: Vallac, Il vampiro che imparo' ad amare


Il sole cala su Kyrandor. Si alza una nuova notte. Kyra lentamente si sta spegnendo rivelando una bellissima luna piena. Il sapore del sangue dello spazzino che ho appena gustato e’ acre, come se fosse maledetto.
Le tenebre avvolgano Therial, Piazza dei mercanti si svuota e diventa silenziosa.questa e’ l’ora che preferisco della sera, quando tutti i bravi cittadini si ritirano nelle loro case e noi vampiri usciamo per conquistare e abbeverarci.
Mi alzo dal mio immancabile trono d’ossa e mi incammino verso il centro della piazza per godermi il fragore del silenzio quando, in disparte in un angolo noto una piccola felar. Il suo pelo scuro si contrapponeva all’azzurro dei suoi occhi, quasi piu’ azzurri della luce del sole.
Incuriosito da quell’insolita vista mi avvicino per vedere meglio. –Non fatemi del male- mormora la piccola felar…
Non so’ cosa mi sia preso, ma la mia sete di morte si e’ placata tutto insieme. Niente piu’ brama di sangue, niente piu’ ricerca della morte, solo pace…
Scosso e preoccupato mi precipito al tempio del sommo e supremo Zeius in cerca di risposte.
Per giorni sono rimasto in attesa di un segno. Intanto continuavo a vedere questa felar e ad aiutarla a crescere, quasi come se fosse figlia mia.
Io, Vallac il sanguinario, crescevo una creatura e provavo uno strano strizzone alla pancia e alla gola. Non era dolore, era quasi piacevole; sentivo che dovevo passare con lei il resto dei miei giornié Ma purtroppo non era possibile, io sono immortale… perlomeno finche non mi piazzano un cavicchio nel petto.
Passano gli anni. La piccola felar diventa adulta, bellissima e piena di grazia. Seguace della dea Altea conosceva le risposte che avevo chiesto per anni al sommo sacerdote di Zeius. Un giorno le chiesi cosa erano quelle sensazioni che provavo. Lei mi guarda negli occhi, sorride ed arrossisce; poi con un filo di voce si avvicina al mio orecchio e sussurra qualcosa. Qualcosa che mi ha fatto gelare il sangue. Qualcosa che non avrei mai piu’ sentito. –Anche Io vi amo!-.
Era dunque amore quella sensazione di soffocamento piacevole? Quel drago che si rivoltava nel mio stomaco non era altro che un sentimento nobile?
Shockato mi ritiro lontano da tutti, Risalgo l’olimpo in cerca di pace per meditare.
La giovane felar non ebbe pace finche non ritornai, mando’ persino spadaccini e legislatori alla ricerca del suo amore.
Sara’ il mio lato umano che si contrappone alla bestia che e’ in meé Fatto sta’ che il buon Zeius volle che ritornassi a Kyrandor e che promettessi alla Felar di non andarmene mai piu’.
Il dramma arrivo’ quando la brama di sangue mi assalì.
Finche ho potuto ho tenuto nascosto il mio segreto ma una notte mi trovo mentre mi abbeveravo da un’elfo di guardia al cancello oscuro.. Non dimentichero’ mai gli occhi azzurri colmi di paura e di terrore. Quella scoperta era la mia rovina pensai. Scappo’ nella notte, io non la seguì, lasciai che ci dormisse sopra sperando l’indomani di non aver perso quella che ormai ritenevo parte della mia vita.
Venne il giorno. Kyra si accese lentamente come ogni mattina, speravo di incontrare Yreth, La felar che mi ha rubato il cuore.
Passarono giorni, settimane… Niente, scomparsa.
Una sera al crepuscolo, l’ora in cui noi maledetti usciamo per nutrirci, trovo seduta su una panchina vicino alla fontana in piazza delle erbe Yreth.
Non faccio in tempo a dire niente che subito mi bacia. Le nostre labbra si fondano insieme alle nostre anime. Quando riusciamo ad allontanarci dice una sola cosa:- Potrei morire senza di voi-
Io imbarazzato provo a spiegare cosa sono, come devo nutrirmi,come devo vivere. Ma lei mi tappa la bocca subito, estrae un libro dallo zaino e me lo mostra. Tutto scritto… La storia di noi maledetti, per filo e per segno in un tomo in mano all’adepta di altea. Mi disse – Non sei maledetto adesso, hai trovato l’amore. Gioiscine finche te ne sara’ possibile, non posso vivere persempre come te-.
Con il passare del tempo imparai a non uccidere per piacere, ed imparai ad amare. Il Sanguinario era diventato un soffio nella notte… Nient’altro che un filo di brezza…
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