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Messaggio |
Krisaore

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Affisso: Ven 15 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La terza visione giunse inaspettata esattamente come le prime due, ma questa volta colse Krisaore da solo nel suo studio. Il libro che stava leggendo gli cadde di mano e lentamente iniziò a non vedere altro se non le immagini della visione stessa.
Un sasso che cade nell'acqua a provocar onde sulla superfice, s'inabissa poi e la superfice acquosa si placa...un immagine in quella superfice:una grossa figura di fronte alla tua casa e altre tre uguali che inseguono una cetra fatata ...
L'imperatore cercò immediatamente di unire le tre visioni assieme per cercare di completare il puzzle che a poco a poco si stava definendo. Poi un sogghigno apparve sulla sua bocca e subito dopo si ritrovo' ad annuire. Ora sapeva quello che andava fatto!
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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Krisaore

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Affisso: Sab 16 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Dal Diario di Krisaore:
3° giorno del Mese di Xanathon
Non credevo sarebbe stato cosi' facile entrare in possesso del fiore del desiderio. Mi e' bastato utilizzare la mia rete informativa e fare delle promesse che avevo comunque già in mente di rispettare, così ho solo accorciato i tempi.
Devo dire che ascoltare la conversazione tra Lotemar e Alhen non visto mi ha spianato la strada verso la mia vendetta ed in più sono venuto a conoscenza di un segreto che mi potrà essere molto utile in futuro. Credo di dover andare alla vecchia Grande Biblioteca di Dunkle Stadt, ancora intatta sotto le rovine della città, se si sa dove cercare, e lì trovare il modo di venire a capo di questo problema.
Convincere quel mezzodrago d'argento a consegnarmi Doratea è stato anche più facile del previsto. Era solo uno stupido ragazzino che non conosceva appieno nemmeno il suo potenziale. Avrei potuto ucciderlo, ma lui non ha mai visto il mio volto ed inoltre mi conosce come Shandomar, quindi mi sarà piu' utile cosi', depistando eventuali inseguitori.
Ora devo solo trovare il modo di rendere il fiore inutilizzabile corrompendolo e facendo in modo che il suo utilizzo porti morte e non più speranza. Il posto in cui è custodito è ben guardato e spesso lo porto con me quando non mi fido a lasciarlo solo. La magia di Dhora non può competere con la mia e Nathien non è che una divinità inferiore creata da Aryhann e Chastil, mentre Asuka deriva direttamente dai frammenti di Deothium. Dovrei riuscire quindi a contrastarla, se la Dea mi farà dono del suo potere. Ho anche intenzione di mettermi alla ricerca dell'uovo di drago, per prendere il controllo del drago rosso sottraendolo a Lord Rahl. Da quando l'ho sfidato e sconfitto in solitaria non rappresenta più una minaccia per me ed è quindi giusto che sia io a dominare un potere grande come quello del Drago Rosso. Ma non posso permettere che il Drago venga liberato. Se così accadesse verrebbe fondato il Regno dei Draghi e molti circoli di forza verranno distrutti creando un polo di potere che ha avuto pochi eguali nella storia. I draghi sono creature magiche esattamente come noi Elfi, ma a differenza nostra sono attratti dalle preziosità materiali, dai tesori che amano accumulare senza mai utilizzarli, per il solo scopo di contornavicisi.
Non so cosa mi accada, ma quando sono vicino a Dorothea per studiarla, priva del globo d'ombra nel quale l'ho rinchiuso, il fiore mi chiama a sè. Lo sento fino nel profondo, mi chiede di usarlo per portare la speranza e nonostante lo combatto perchè acconsentire al suo desiderio significherebbe snaturare il mio essere, in parte mi chiedo se non sarebbe bello provare. Ora capisco perchè Madak non voleva liberarsene. Ma nel suo caso la mia capacità di manipolazione ha avuto la meglio su una mente infantile come la sua. Devo stare attento, concentrarmi sempre al massimo mentre lo studio o potrei caderne preda. E che speranza contorta potrebbe portare il mio animo a desiderare? Forse non sarebbe veramente male tentare...
Il foglio si macchia di una goccia d'inchiostro mentre le dita di Krisaore premono nel foglio del suo diario e i suoi occhi sono rivolti altrove verso sogni di conquista o magari la rinascita della sua capitale dalle viscere della terra.
Lo sguardo dell'Imperatore torna verso le sue memorie ed accortosi del danno che il propagarsi dell'inchiostro stava provocando, getta allora della segatura sul diario per lasciare che la macchia si asciughi in fretta, poi riprende a scrivere...
Devo venire a capo di questo mistero. So che potrei dovermi scontrare contro il quadrato e forse contro una Depositaria, ma in quel caso spero che la mia natura elfica mi possa proteggere dal suo potere, per il resto... sarà il mio a farle capire a chi deve obbedienza se vuole continuare a vivere. Devo informarmi di più anche su questo genere di creature. Credo proprio che farò un salto alla Grande Biblioteca.
Krisaore chiuse il suo diario e sogghignano aprì un portale magico grazie al potere di una pietra alluvionale e sparì al suo interno.
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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Arganthos

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Affisso: Dom 17 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La pace non poteva durare a lungo.
Arganthos aveva appena chiesto a Gillian informazioni sul bardo.... e forse la chierica sapeva qualcosa. Gli disse di tornare il giorno seguente, infatti.
Dopo essersi congedato, finalmente il folletto del Re dei draghi comincio' a narrare ad Arganthos la storia di Darken Rahl, dell' uovo e del fiore. Gli disse anche che la chiave per risolvere la situazione... Era una fanciulla dai capelli castani e dalla veste bianca, che avrebbe fatto splendere la Spada della Verita'. Questa fanciulla doveva essere cercata presso i Cacciatori.
Mentre rifletteva su queste rivelazioni, il ragazzo entro' del Tempio di Kyrandor.
Ad attenderlo c' era un' orribile sopresa: il fantasma di Lotemar.
Lo stregone fisso' lo spadaccino, il volto contratto dalla preoccupazione.
<<Temo... che stiano attaccando Marhea..... ad arcadia... alla Grande Quercia>>
Giunti sul posto, l' umano e il git si ritrovarono in un atmosfera elettrica per la tensione.
Sul posto si trovavano Gillian, Memian, Marhea, una dama vestita di nero che Arganthos aveva gia' visto... e una figura incappucciata.
Questo misterioso figuro... un elfo scuro, presentatosi come Krisaore, sosteneva di essere stato attaccato da Gillian, che in verita' aveva solo lanciato una benedizione, e aveva minacciato Marhea, figlia chierica di Lotemar.
Lo stregone aveva fatto cio' che ogni padre avrebbe voluto fare... perendo nell' impresa.
Dopo molti attimi carichi di tensione, Gillian, Krisaore e la dama oscura si congedarono, dicendo che dovevano regolare i conti.
Rimasto solo, il giovane samurai interrogo' i bambini in merito all' avvenimento... e chiese aiuto.
<<Conoscete qualche Cacciatore, o, come loro si fanno chiamare, Alsandair?>>
A queste parole Memian snocciolo' una fila di nomi che Arganthos non conosceva, e l' uomo si fece serio...
<<Ragazzi, devo chiedervi un favore. E' una cosa molto importante per me... e forse anche per Therial stessa.>>
I fratelli ascoltarono attentamente.
<<Se voi doveste incontrere uno dei Cacciatori... riferite lui che Arganthos lo cerca.>>
I due giovanissimi annuirono solennemente, e lo spadaccino sorrise.
<<Grazie. Siete fantastici>>
Poi si sedette. Dopo un momento, Memian parlo'.
<<Riguarda il fiore e l' uovo, non e' vero?>>
A queste parole Arganthos ammutoli'.
Che ragazzo sveglio.
<<......si'.......si', Memian.... riguarda proprio quello.>>
L' uomo si sedette, per vegliare su Marhea ed assicurarsi che Kriasore non tornasse.
Quel drow.... sento che.... quel drow e' mio nemico.
Althea, proteggimi. _________________ Tu rispondi (off-gdr) a Areshim: 'non c'e' gioia senza un minimo di newbaggine
Tu rispondi (off-gdr) a Areshim: 'e' un po' come rimanere bambini per sempre u.u |
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Arganthos

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Affisso: Lun 18 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Arganthos stava passeggiando in lungo e in largo presso la Piazza del tempio, quando davanti a lui apparve la spaventosa figura di un vampiro.
Quest' ultimo si rivolse al giovane con voce calma.
<<Mi cercavi.>>
Non era una domanda, era un' affermazione.
Arganthos, sospettoso, chiese alla creatura chi essa fosse.
Era Keliash Ryu, un Alsandair che aveva ricevuto la notizia che Arganthos lo stava cercando da Marhea.
Dopo una breve discussione, durante la quale Arganthos chiese a Keliash notizie del bardo e della fantomatica depositaria, il vampiro promise che avrebbe dato allo spadaccino delle risposte il prima possibile.
Di certo, intendeva piu' celermente di quanto Arganthos osasse sperare. Infatti, poche ore dopo, il giovane ricevette una missiva da Keliash, che lo invitava a recarsi sotto l' albero di ciliegio lungo la strada d' Oriente. Il Cacciatore doveva far conoscere una persona al samurai.
Al suo arrivo, Arganthos si trovo' di fronte a una fanciulla elfica, dai capelli d' oro e dagli occhi azzurri come il mare d' estate, con una piccola gemma a forma di goccia incastonata nella fronte.
Talvolta, sul palmo della sua mano brillava un simbolo di una luce fortissima, che sembrava la facesse star male.
Arganthos, al colmo della gioia, si apprestava a chiedere alla fanciulla notizie a proposito della sua ricerca, fu interrotto dall' arrivo di un felar.
Il samurai lo riconobbe dopo poco: egli era Amos, un felar bianco che lo aveva talvolta accompagnato nelle sue avventure. Stava per rivolgergli un saluto, quando Belmugil, lo Spirito Stellare gli fece balenare nella mente una rapidissima cascata di pensieri negativi.
E' vicino un pericolo.
Arganthos rimase per un attimo interdetto, ma non c' erano dubbi: il suo spirito guida lo aveva messo in guardia contro il felar.
Il samurai tese i muscoli e, senza dare nell' occhio, estrasse la spada. Non gli piaceva l' idea di dover mettersi contro a quello che era stato un compagno, ma, se le circostanze lo avessero richiesto, lo avrebbe fatto: la sua missione era troppo importante.
Se il felar senti' l' ostilita' dello spadaccino, non lo diede a vedere. Anzi, saluto' Keliash (evidentemente erano in ottimi rapporti) e si rivolse subito alla misteriosa fanciulla.
<<Vi ho sognata.>>
Amos incomincio' cosi' un discorso che ad arganthos non piacque affatto.
Infatti, stava interrogando l' elfa a proposito dell' identita' di quest' ultima, e a proposito di una misteriosa pietra.
Inutile dire che, mentre cio' accadeva, il giovane tentava in tutti i modi, seppur a malincuore, di mettere in guardia la fanciulla contro il felar. C' era sempre la possibilita' c' egli fosse un emissario di Darken Rahl.
Il temperamento di Arganthos ebbe la meglio sulla pazienza, e lo spadaccino si rivolse al felar.
<<Finiamo questa farsa. Appena ti ho visto ho sentito un avvertimento provenire dalla Costellazione. Non a caso prendono la parola gli spiriti.
Sono sicuro che tu sappia di che cosa io sto parlando.>>
Se il felar comprendeva cio' che l' umano stava dicendo, non lo diede a vedere. Anzi, comincio' a dire che non sapeva di che cosa il samurai stesse parlando, e che la situazione era assurda.
Fu lo spadaccino a rompere lo stallo.
<<Non c' e' niente da spiegare. Sento con sicurezza che.. tu sei mio nemico.- Arganthos si mise in guardia - se necessario, ti affrontero'.>>
Fra le due figure, circondate dai petali cadenti del ciliegio, la tensione era palpabile.
Probabilmentem tutto sarebbe degenerato in uno scontro, se la fanciulla non avesse spezzato l' atmosfera pesante.
Uno splendido falco bianco, che fino ad allora era rimasto a volteggiare intorno all' elfa, si levo' alto sopra le teste dei quattro compagni, emettendo strida di avvertimento.
Non ci sono parole per descrivere l' ombra di terrore che solco' il delicato viso della giovane in quel momento.
<<Sono vicini.>>
I tre uomini si fissarono a vicenda, attoniti.
Fu Keliash a prendere un mano la situazione.
<<Di qua.... conosco un posto piu' sicuro.>>
Detto questo, il vampiro, il felar, lo spadaccino e la fanciulla si diressero nel folto del bosco sacro, finche' non entrarono in una grande quercia; nascosta nel profondo di essa, c' era una vera e propria base, con tanto di camera di consiglio e svariati corridoi.
Fu proprio in uno di questi corridoi che i quattro si nascosero.
Arganthos, che non aveva dimenticato per la frenesia del momento le parole della dama, si rivolse a lei.
<<Chi era vicino?>>
L' elfa, come al solito, sembro' molto confusa.
<<Non lo so... sono in quattro... vogliono uccidermi...>>
Il samurai non si scompose.
<<Sono madati da Darken rahl?>>
<<Si'.... credo di si'..>>
Arganthos perse la pazienza.
<<Se tanto vi preoccupa questo, sappiate che probabilmente anche messer Amos e' schierato dalla parte di quel folle.>>
Gli occhi del felar lampeggiarono.
<<Come osi trarre delle conclusioni??>>
<<Amos, lo Costellazione del Drago mi ha avvisato della tua pericolosita'. Mi dispiace, ma... ho promesso di proteggere il Drago rosso.>>
<<Come come? hai detto Drago rosso?>>
Arganthos sospiro'.
<<Oramai non c' e' piu' motivo di nasconderlo. Si', io ho giurato di proteggere il Drago rosso.>>
<<Tutto qua? Non hai altre informazioni da dare a tutti noi?>>
<<No. Per lo meno, non ho problemi con voi, messere...- replico' Arganthos, rivolgendosi a Keliash -ma quanto a voi...- lo spadaccino guardo' Amos -..non posso rivelarvi niente, a meno che voi non giuriate fedelta' al Drago Rosso.>>
<<Non se ne parla nemmeno! Io non giuro proprio niente!>>
Keliash tento' di risolvere la posizione di stallo.
<<Messeri, se nessuno di voi due parlera', qua non risolveremo nulla.>>
Lo spadaccino, testardo, scosse la testa.
<<Non posso, e' troppo pericoloso. Amos dovrebbe almeno promettere di non rivelare niente a Darken Rahl. Altrimenti, correrei un rischio troppo grande....- Arganthos guardo' il felar- e, ora, vorrei discutere in privato con la Dama elfica, per favore.>>
Amos scosse la testa, dubbioso.
<<Non lo so. Ci devo pensare.>>
Il samurai annui'.
<<Ne hai il diritto.>>
Detto questo, il felar imbocco l' uscita del nascondigli, chiudendosi la porta alle spalle.
Il giovane guerriero sospiro', poi si rivolse agli altri due.
<<Ed ora, posso finalmente spiegare comme stanno le cose.>>
Allora, il samurai si confido' come non aveva mai fatto con nessuno. Racconto della scomparsa dell' uovo, di come Darken Rahl abbia intenzione di usarlo per assoggettare la creatura, e di come i draconiani stiano tentando di fermarlo.
<<Inoltre, mi e' stato detto dallo Spirito che mi e' stato dato dal Re dei draconiani che avrei dovuto cercare una fanciulla dai capelli castani e dalle vesti bianche, chiamata Depositaria, e il suo accompagnatore, per trovare finalmente l' uovo di drago e mettere fine al conflitto.>>
A questo punto, l' eterea fanciulla elfica annui', e comincio' a parlare.
<<Si'... colei che cerchi e' la Depositaria.... Kahlan Amnell e' il suo nome... ed il suo accompagnatore e' una mitica figura... il Cercatore, lo chiamano. Essi stanno fuggendo, fuggono da Darken Rahl.
Per mettere fine alla guerra, e' necessario trovare la Depositaria e il Cercatore, poiche' quest' ultimo sapra' impugnare e far brillare la Spada della Verita'...
Voi due... sapete chi e' il Guardiano?>>
Questa domanda scosse il giovane e il vampiro, che erano assorti nell' ascolto.
Arganthos tento di dare una risposta al quesito.
<Si'... esso e' una specie di... Distruttore...
ho giurato di muovere guerra contro di lui.>>
L' elfa parve ignorarlo, e continuo' a parlare.
<<Esso e' una divinita' minore, malvagia e posta a guardia delle piu' oscure e recondite regioni degli Inferi.>>
Il volto di Keliash si illumino'.
<<Intendete dire... che e' un... demone?>>
<<Si'... si', anche se di certo e' uno dei demoni Maggiori.>>
Un lampo di trionfo percorse il viso del vampiro.
<<Perfetto.>>
Arganthos noto' quell' espressione, e scosse la testa.
<<Quali che siano le vostre abilita', messer Keliash... non servono a nulla contro il Guardiano.>>
La luminosa dama sostenne l' affermazione.
<<Esso non potra' essere fermato, se sara' liberato e scatenato.>>
Lo spadaccino riflette'.
<<Quindi, bisogna fermare Darken Rahl.>>
L' elfa parve dubbiosa.
<<C' e' chi dice che Darken Rahl sia al servizio del Guardiano... ma puo' anche essere che egli non voglia che nessuno regni al suo posto.
C' e' anche da dire che gia' una volta egli ha provato ad aprire le scatole dell' Orden, insieme a suo padre...>>
Il samurai la interruppe: voleva sapere di piu'.
<<Che cosa sono queste scatole?>>
<<Esse sono cosi' chiamate poiche' reggono l' equilibrio su Therial. Se venissero aperte....>>
Non c' era bisogno di aggiungere altro.
La fanciulla riprese la parola.
<<Devi trovare la Depositaria, il Cercatore e la Spada della Verita', Arganthos.... essa era in possesso di un mago delle terre dell' Ovest.. ma sembra sparito.>>
Detto questo, la dama elfica si prese la testa fra le mani.... sembrava molto dolorante. Il sigillo si riaccese.
<<Io... sono molto stanca.>>
Il vampiro si rifece avanti.
<<Se vuoi ti riporto a casa.>>
La fanciulla annui', poi si rivolse ad Arganthos.
<<Vi ho dato tutte le informazioni in mio possesso... non ricordo molto bene... se volete sentire di piu', devo rientrare in possesso del mio Cuore... ricordo che me lo hanno preso delle creature scagliose...>>
Lo spadaccino sorrise.
<<Mi basteranno queste informazioni. Vi sono infinitamente riconoscente.... e anche il Drago rosso lo e'.>>
Detto questo, saluto' garbatamente i due, e usci' dal rifugio per tornare a Kyrandor.
La faccenda si sta complicando terribilmente... ora devo cercare due personaggi mitici dei quali non conosco minimamente la posizione.. per non parlare del Cuore della fanciulla che non ricorda il suo nome...
Quanto ad Amos... sono certo che in lui non c' e' malvagita'. E' stato solo raggirato dalle parole di Darken Rahl....
Arganthos si diresse verso la Piazza delle Erbe, pensieroso.
| O F F | Informazione off-gdr: | Raga, ho finito adesso di scrivere, ho gli occhi come cipolle... vi prego, se trovate qualche inesattezza.... VI ATTACCATE; E CHIEDETE AGLI IMMO | _________________ Tu rispondi (off-gdr) a Areshim: 'non c'e' gioia senza un minimo di newbaggine
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Amos

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Affisso: Mar 19 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Amos stava girovagando come suo solito ma ad un certo tratto il dio moldemir gli fece visita con delle sensazioni, una specie di visione lo colse di sorpresa: due umani stavano parlando con una elfa sotto un grande albero, sembrava un ciliegio
Il felar allora fece strada vero la parte orientale di Kyrandor dove proprio c'e' il grande albero di ciliegio.
Ad un certo vide Keliash il suo amico vampiro in compagnia di Argahtos ed una fanciulla elfa dai capelli biondi ed occhi del color del mare.
Amos riconobbe la fanciulla che aveva sognato qualche giorno fa, e subito disse: Vi ho sognata!
Ad un certo tratto noto che il samurai si era irrigidito e comicnio a sussurrare qualcosa all'orecchio dell'elfa.
Amos era certo che si trattava di selynne l'elfa che possedeva un cuore di pietra che serviva come pezzo del puzzle per poter far accedere al guardiano nero di entrare in Therial e poter sterminare tutte le genti che ci abitano.
Allora ingnorando totalmente le parole e a volte della presenza di Arganthos decise di fare alcune domande all'elfa. Che pero ahime era cieca, ella cerco di capire i miei allineamenti ponendo le sue mani dinanzi al mio viso, ella mi disse inoltre che sentiva che ero teso come non mai.
(Il mio pensiero non era quello di ucciderla ma di poter ottenere quella famosa pietra per poter negare il portale al Nero Guardiano)
Feci delle domande, prima di tutto per capire se costei fosse la fanciulla in questione, poi volevo anche vedere se oltre alla pietra era in possesso di qualche altro oggetto che potesse collegare lei e il piano del guardiano.
Background: Amos sa da Darken Rahl che la fanciulla era complice del guardiano e che lei era in possesso della pietra magica per farle tenere la memoria, inoltre doveva possedere un medaglione che era un'altro pezzo del puzzle per la creazione del portale. E il felar sa benissimo che dei guerrieri di Darken Rahl la stanno cercando per la pietra ma anche per il medaglione
Amos in quell'incontro si sentii ad un certo punto minacciato dal samurai che era certo che il felar era suo nemico, inoltre preso dal nervosismo, si stava preparando ad un attacco a sorpresa da parte del samurai, ma la sua preoccuppazione era concentrata sull'elfa ma sopratutto dispiaciuto che il suo amico Keliash in un certo qual modo era inguaiato in questa brutta faccenda.
In tutti modi amos cerco di avvisare Keliash che l'elfa era sicuramente complice del guardiano, che lei era in possesso di una pietra magica che legava lei e l'oscuro essere, ma cercava anche di spiegare al suo amico vampiro che Amos non aveva intenzione di battersi contro il samurai. Cercava di convincerlo che l'elfa a suo avviso centrasse con l'essere maligno, e inoltre nella sua testa c'era solo il pensiero che sia lui ( Amos ) che Arganthos siano stati presi in giro rispettivamente uno dal sommo Rahl e l'altro dal drago rosso.
Background: altre informazioni datogli da Darken Rahl, il drago rosso era libero di andarsene quando voleva, la maggiore preoccuppazione di Rahl era far in modo che questo guardiano demone non potesse entrare in Therial.
Amos continuando con la conversazione col samurai capii che Arganthos era protetto dal drago rosso e viceversa. Ma alla fine lo spadaccino confermava quello che Amos pensava. Allora decise di convincerlo che il drago rosso era sempre e comunque al servizio di darken rahl, e usando la logica, era plausibile che sia il Drago Rosso che Darken Rahl si fossero messi d'accordo, non so come, ma una sorta di alleanza tra loro due c'era di sicuro.
Amos impanzientito dalla situazione, decise di diffidare completamente il samurai che gli sembrava cieco di fronte alle evidenze.
Amos vuole far capire a tutti i costi che Therial e' in pericolo dal demone e che non collaborando arganthos senza manco rendersi conto lo sta aiutando, lui so che non e' malvagio e ha un gran cuore, ma la sua testardaggine e il suo orgoglio, lo rendono cieco.
Il felar decise di andarsene a meditare sulla questione e a capire cosa tutto sta succedendo, non saluto' nemmeno e se ne ando'.
Dopo un po' che stavo passeggiando incontrai il quadrato di Rahl, che erano alla ricerca dell'elfa, loro mi riconobbero subito, e mi fecero un inchino tutti e quattro.
A loro dissi che ho visto la fanciulla ma della pietra e del medaglione nessuna traccia, ho avisato loro che l'elfa e' con un samurai e che sicuramente la sta proteggendo, avvisai anche che l'elfa e' in compagnia del mio amico vampiro Keliash, ordinai loro di non toccarlo, ordinai di non uccidere, solo di trovare il medaglione e la pietra.
Amos li saluto' e continuo' la sua passeggiata meditativa.
Amos e' molto preoccuppato, deve assolutamente risolvere il problema con Arganthos, e parlare quanto prima col suo amico Keliash
| O F F | Informazione off-gdr: | | Non ho descritto tutta la situazione perche lo aveva gia fatto Arganthos io ho solo messo dei dettagli in piu, per avere una visuale migliore sulla quest | |
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Krandor

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Affisso: Sab 23 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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...Un pettirosso si posa sulla mia spall a mentre tranquillo aspetto uno dei soliti compiti da Cuervo...
Nonostante i suoi cinguettiiriesco a capire che mi sta chiamando, me e i miei fratelli...
Egli comunica con e...il re della Foresta mi chiama...ha bisogno di noi...
A caccia dunque...
Io ed il Capo marciammo verso colui che ci avrebbe dato la risposta che tanto cercavamo...mi doleva vederlo quasi esanime, in un gran fiotto di sangue...poco dopo averci detto che avremmo dovuto recuperare...quell...cuore...e combattere i perfidi guerrieri del nostro nemico, il grande Rahl.
Ci dirigemmo quindi alla fortezza di Paranor, affidandoci al nostro senso ed al nostro fiuto...li' venimmo attaccati da quegli spettri di cui Symba ci aveva parlato...poi loro...due guerrieri del quadrato di Rahl.
Purtroppo...LA loro rabbia era feroce ma anche noi giurammo che avremmo recato loro la morte...
Ma la battaglia non poteva finire senza che quel simpaticissimo ficcanaso di Krisaore dovesse giungere...purtroppo però disse qualcosa che proprio mi fece perdere il senno che sempre mi sono dichiarato di anteporre al laccio...e loo strangolai, ma uno dei suoi amichetti non esitò a svegliarlo..e per me fu la fine...pronunciò delle arcane parole...ed io in un attimo persi la vita, venendo letteralmente polverizzato...
A anche quel Krisaore pagò abbondantemente il suo debito...Slaider infatti non esitò, dopo essersi rimesso in sesto dalla battaglia, a fargli vedere i suoi lunghi anni di esperienza da spadaccino...
Il medaglione ancora non è nostro, ma non esiteremo certo a completare la nostra ricerca prima che qualcuno ci ostacoli.. |
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Krisaore

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Affisso: Sab 23 Giu, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Sempre alla ricerca della conoscenza, Krisaore si aggirava per biblioteca di Paranor, sotto il vigile occhio dei sui druidi, che non gli permettevano di accedere alle sale probite, quelle cioè con i tomi che gelosamente custodivano, perchè li consideravano troppo pericolosi affinchè uno stregone come lui potesse averne accesso.
Era di ritorno dalla Grande Biblioteca, dopo aver trovato quello che cercava, importante per risolvere un problema che aveva promesso di ribaltare.
La sua vista si muoveva costantentemente tra le mura della roccaforte, alla ricerca di qualche indizio su come tornare avvolto dalle ombre e raggiungere parte di quella conoscenza dimenticata, quando il suo occhio si affacciò nel pozzo di Paranor, muovendosi quasi istintivamente, rivivendo una delle visioni che lo avevano travolto nelle settimane precedenti.
Aveva già iniziato a studiare il fiore del desiderio, con scarsi risultati purtroppo. Sembrava riflettere la magia quasi ne fosse protetto, ma sembrava vulnerabile alle polveri, o meglio, sembrava reagire in loro presenza. Neanche il processo di invecchiamento accellerrato aveva sortito i frutti sperati.
Propio in fondo al pozzo trovò l'elfa della sua visione. Era circondata da due dei guerrieri di Rahl e alcune Frecce di Stelle cercavano di combatterli per salvarla. Aveva promesso a se' stesso che l'avrebbe uccisa, perchè la riteneva importante per i suoi piani. Sembrava in qualche modo legata al fiore e all'uovo ed era suo compito fare in modo che le informazioni che le possedeva non sarebbero mai giunte in possesso dei suoi nemici.
Si accomiatò dai druidi dei piani inferiori, ringraziandoli per la breve lettura che gli avevano offerto, poi discese le scale, ma non uscì mai dall'enorme portone di Paranor, scese invece nel luogo infestato dagli spiriti di quei druidi che avevano incontrato la morte nel passato e continuavano a proteggere le mura della roccaforte con la loro magia. Si nascose nelle ombre, come solamente un Elfo Oscuro sa fare e sgattaiolò nei meandri della cripta. Riconobbe Slaider, Krandor e Qwarodh intenti a cercare chissà quale soluzione contro i potenti soldati di Lord Draken.
Slaider fu il primo a cadere sotto i colpi dell'esercito del Signore delle Terre dell'Ovest e non considerando gli altri due come una minaccia, si palesò mentre gl'altri fuggivano per riorganizzarsi. Con un incantesimo di distruzione eliminò l'elfa, senza darle il tempo neanche di accorgersi della sua presenza. Era troppo impegnata a difendersi dai guerrieri per percepire la sua presenza e questo errore gli era costato la vita.
Il guerriero si volse subito verso Krisaore e lo ringraziò per l'aiuto che gli aveva dato chiedendogli il perchè di tale gesto. Mentre Krisaore ci accingeva a rispondere Krandor fece il suo ingresso. L'imperatore lo riempì di parole di scherno e si volse poi a continuare il suo discorso con il soldato, chiedendogli di poter incontrare il suo Signore o chi per lui. Il guerriero gli spiegò che al momento era irrangiungibile e che avrebbe potuto parlare o con sua figlia, la terribile Mord-Sith oppure con suo figlio, altro generale del suo esercito: il meno conosciuto Amos.
Krisaore rise nel sentire quel nome e decise che sarebbe andato immediatamente dalla figlia, un personaggio con il quale avrebbe potuto meglio discutere dei suoi piani. Ma non si accorse del laccio di Krandor che gli stringeva il collo lasciandolo privo di sensi a terra. Il guerriero reagì subito ed attaccò Krandor impegnandolo in una lotta all'ultimo sangue, abbastanza a lungo da permettere a Krisaore di riprendere i sensi e scagliare il proprio incantesimo di distruzione, lo stesso utilizzato contro Selynne, l'elfa che dormiva in fondo al pozzo, contro l'Elfo Oscuro, spedendo direttamente la Freccia di Stella nel mondo della nera Signora.
A quel punto non gli rimaneva che andare nelle Terre dell'Ovest a parlare con la Mord-Sith, quando uno spirito inquieto di Paranor lo aggredì, impedendogli la fuga. Costretto alla lotta dopo ripetuti colpi, Krisaore non ebbe altra scelta che sottrarsi allo scontro, rifuggiarsi nelle ombre e sgattaiolare fuori da Paranor, verso la sua meta.
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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Valvassong

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Affisso: Lun 09 Lug, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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L'enorme gigante si diresse dal fratello Deleth, il Questor di Kyrandor, con l'intenzione di compiere del lavoro per suo conto. Sul luogo incontrò invece i fidati amici Arganthos e Hellsor oltre ad una piccola fatina rossa. Dopo aver salutato tutti, scoprì di essere subentrato in una conversazione riguardante il fiore dei desideri. Si doveva esser giunti alla fine, perchè la fatina stava indirizzando il ranger verso delle ninfe per recuperare un oggetto che Valvassong non ebbe modo di identificare meglio, da quel poco che aveva sentito, e Arganthos dalla "donna delle ossa". Quest'ultimo fu ben lieto di avere un amico ad accompagnarlo, così i due si diressero insieme verso le terre d'ovest. Durante il cammino, lo spadaccino informò il frate che la donna che andavano cercando avrebbe loro dato informazioni riguardo alla depositaria, al custode e alla spada: il destinatario non capì un accidente. Ma avrebbe compreso di lì a poco.
La donna delle ossa che raggiunsero a breve era una donna magra, scarna, gli occhi privi di palpebre, che li accolse con un'invocazione contro una belva del confine che le aveva staccato a morsi un piede: decisamente inquietante come personaggio. Dopo aver loro offerto una zuppa, descritta come miscuglio di arti e occhi (che i due non poterono rifiutare per educazione) che poi invece si rivelò un passato di verdure squisito, la donna cominciò a parlare della depositaria: unica sopravvissuta allo sterminio messo in atto da Darken Rahl ai danni delle, appunto, depositarie, essa non solo aveva i poteri di queste, poter piegare molte creature al proprio dominio, ma era l'unica in grado di svilupparli al punto da controllare anche Darken Rahl; al momento era a rappresentare al consiglio di regnanti quei paesi delle terre d'ovest che non avevano, singolarmente, alcun diretto presso quell'assemblea. Introdusse poi la figura del custode: questi individui avevano una spada in grado di uccidere solo i colpevoli; il vero custode la poteva far brillare di bianco a questo scopo. Si toccò anche l'argomento delle terre di confine, al di là delle quali strani popoli vivevano, i cui diritti erano sostenuti appunto dalla depositaria. Ad un certo punto, l'indovina estrasse le ossa e le gettò sul tavolo, in preda ad estasi mistica: queste le rivelarono di una colossale guerra, che vedeva contrapposti draconiani e dragoniani (draghi), e aveva ed avrebbe mietuto parecchie vittime; in caso di vittoria di questi ultimi, le genti tutte di Therial avrebbero conosciuto atroce destino.
Dopo una lunga discussione su questi ombrosi, la donna scacciò malamente i due viandanti, con due consigli però: quello di non interferire nella lotta a Darken Rahl e quello di ricercare Dhora, Piccola Luce di Therial, la quale avrebbe loro potuto dire di più. Tornati a Kyrandor, i due amici si congedarono, Valvassong con la promessa di chiedere al suo amico Lotemar, che sapeva avere contatti con Dhora, un'udienza presso quest'ultima. Finalmente il gigante potè dedicarsi al fratello Deleth. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
Ricevi 1 Falco Divino da Kytos
Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. San Francesco |
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Adryan

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Affisso: Ven 13 Lug, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Adryan, il giovane rockseer, siede accanto alla porta occidentale nelle mura di Kyrandor. Sonnecchia appoggiato al muro mentre una delle guardie della citta', da dentro le mura, lo osserva perplesso.
- Senti tu, rock... Non alzerai molto mendicando fuori dalle mura, te ne rendi conto? -
Adryan apre un occhio soltanto, guardando l'armigero - Guarda che mi sto solo riposando... Vieni qui giu' a farmi compagnia, cosi' racconto la mia storia a qualcuno. -
- Puoi raccontarmela anche da li', sai? -
- E sia... Stanotte mi e' capitata una cosa strana... ho incontrato una fata! - il guardiano, dalla sua posizione, sembra decisamente divertito - Una fata rossa... diceva qualcosa riguardo ad un fiore... lo stesso di cui si fa un gran parlare ultimamente... -
- Ah, quello di cui ho sentito dire tanto dai bardi che passano da Filthy? -
- Esattamente! Credo che la fata fosse la stessa che gia' in precedenza altri avventurieri hanno incontrato. -
- E che cosa raccontava di bello stavolta? - sembra che la curiosita' della guardia si sia improvvisamente risvegliata, e la cosa non stupisce il rock.
- Diceva che qualcuno ha messo le mani su quel fiore... e spera che sappia farne buon uso... solo che aveva forti dubbi sul fatto che il tizio sapesse come usarlo... -
- Come usarlo? -
- Gia', sembra che ci sia un modo perciso per utilizzarlo e che richieda l'intervento di quella barda... si'... Alhen, se non ricordo male! -
- Interessante... -
- E come mai interessa? Ce l'hai tu quel fiore? -
La guardia non sembra apprezzare la battuta, ma sembra aver ascoltato avidamente quanto c'era da sapere... Adryan sorride, ormai convinto che entro sera la cosa sara' molto risaputa in citta'. _________________ "mmm... Interessante..." |
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Flaminea

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Affisso: Ven 13 Lug, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Non l'aveva ammirata che per pochi attimi..ma erano bastati per comprendere quanto fossero vere le sue parole..
"Il fiore parla a chi lo ammira e a chi lo possiede, invitando al suo uso!"
Beh, poco importava ora.
Era solo uno dei possibili mezzi con cui con cui risolvere il problema del patto..adesso lei ne aveva un'altro, perciò le importava ben poco di che fine facesse Doratea.
Tanto meglio, se sarebbe stato distrutto.
Ogni tanto tuttavia si domandava come avesse fatto Krisaore a sapere come trovarlo..era sempre più convinta che ci fosse di mezzo quel mezzodrago che aveva visto con lui alla Torre..
_________________ Il suo cuore era un cristallo affilato come una lama,che strideva con il suo bell'aspetto da fiore appena sbocciato.Se un uomo l'avesse toccata senza fare attenzione avrebbe finito per sanguinare...
"E' facile osservare la luce, luminosa e chiara, e trarre le conclusioni, ma troppo spesso ci si dimentica delle ombre: sappiate osservare nell'oscurità e avrete ogni risposta"
"La pwk e' un apostrofo rosa tra le parole..p kill"(Nywulf detto Nywfhafah) |
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Lotemar

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Affisso: Mar 31 Lug, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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| Ruby dagli occhietti vispi. Quel giorno mi diede diverse e importanti informazioni... importanti certamente per molti ma per me? Quel fiore mi aveva portato solo sventura ma quando mi mando' dal maestro bhe... la mia curiosita', la mia sete di sapere ebbero il sopravvento. Sapevo come fare ma mancavano dei pezzi... Domandai ad Hellsor il cui comportamento non fu del tutto lineare e coerente ma mi domandai se insistere. In fondo a me non serve e forse neppure a Flaminea oppure ho solo paura di usare questo potere. Tanto meglio se ciascuno cela la sua parte di verita' allora e comunque si faranno vivi loro... Il fiore non puo' essere distrutto non al prezzo che mi ha detto la piccola Ruby, questo si che e' un segreto che va taciuto! La mandava Alhen e tutto e' forse collegato ad una guerra di cui nulla vorrei sapere non fosse che mio figlio pare essere coinvolto. Non so se sia per il fadello che porto ma, giorni dopo, alcuni spiritelli cercarono di corrompere la mia mente piegando il mio volere. Solo i mantra della magia gitana uniti ad una preghiera alla mia Dea mi hanno permesso di resistere alla loto tentazione. Si bhe questa guerra inutile non giova a nessuno. Certo il potere del fiore potrebbe fermarla ma mi domando se l'arido cuore di Kyrandor non domandi ancora sangue per concepire una soluzione di questo tipo. Ciascuno per i fatti suoi... allora il fiore cambiera' padrone, cambiera' luogo, magari la piccola Ruby trovera' nuovamente casa mentre seppelliremo i corpi dei caduti. |
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Krisaore

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Affisso: Mar 31 Lug, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Trovare la Mord-Sith fu piuttosto facile, il suo posto come devota figlia era presso la residenza di Rahl, un'ingenuità che gli costò veramente cara a dire il vero. L'Elfo Oscuro si presentò in tutto il suo potere ed il suo splendore offrendo una soluzione al problema che li stava colpendo in questo momento. Lo status quo non poteva essere cambiato, le gerarchie celesti dovevano essere rispettate per mano sua. Troppi sconvolgimenti potevano provocare un cambio di potere e questo non era accettabile, non dopo tutto il lavoro svolto per raggiungere questa posizione.
La MOrd-Sith lo guardò dal basso del suo essere e negò l'aiuto che Krisaore stava offrendo spontaneamente in cambio di nulla. Aveva chiesto il comando delle flotte di Lord Rahl per il tempo necessario a sconfiggere chi si parasse contro di lui. Sapeva che l'inettitudine degli attuali comandanti e la mancanza del loro capo carismatico aveva portato un poco di scompiglio nelle loro fila, ma soprattutto un abbassamento del morale che mal si concigliava con una possibile vittoria. Era piuttosto lampante visto l'atteggiamento del guerriero con cui aveva parlato nei profondi meandri della fortezza di Paranor. La figlia di Rahl non aveva assolutamente idea di come si gestisce un esercito e di certo ricopriva quel posto solamente per via della sua linea di sangue, un qualcosa che purtroppo in questo momento nuoceva piu' che aiutare.
La Mord-Sith tentò di schernire l'Elfo Oscuro facendosi beffa del fatto che al loro fianco vi erano guerrieri molto più potenti di quanto lui potesse mai essere e che questi erano fedeli a Lord Rahl e quindi non vi erano motivi per lasciare il comando dell'esercito ad uno sconosciuto, ma se lui avesse giurato fedeltà a Lord Draken allora ci sarebbe stata un possibilità per un grado minore all'interno delle loro fila. Evidentemente la stolta non notò l'espressione di disgusto sul volto di Krisaore, abituato al comando piuttosto che ad essere comando, avezzo a prendere lui le decisioni per gl'altri e non lasciarsi scegliere la propria via. Se queste persone non capivano il pericolo in cui erano, forse era giusto che perissero tutte quante anche se questo sarebbe significato dover mettere in atto nuove alleanze e buttare all'aria anni di lavoro, ma d'altronde non si può vivere nell'illusione che tutto resti come sia quando ci sono degli umani di mezzo.
Nonostante ciò l'orgoglio dell'Imperatore era stato ferito e lui non era abituato a lasciar correre questo genere di cose. Evidentemente non erano a conoscenza del suo potere, nonostante la sua leggenda lo avesse spesso preceduto in ogni dove su Therial. Si offrì quindi di misurarsi con il loro alleato più potente, il così chiamato quadrato, cioè quattro esseri al loro servizio che sembravano agire all'unisono. In cambio della loro sconfitta e della sua prova di potere, avrebbe guidato l'esercito e la Mord-Sith accettò il patto. I componenti del quadrato erano veramente potenti e di nuovo la visione che aveva avuto si era rivelata esatta. Li trovò fuori da casa sua che lo attendevano credendo di tendergli un'imboscata laddove era più forte. Di nuovo l'Imperatore si stupì della mancanza di strategia di coloro che sarebbero dovuti essere la punta di diamante dell'intera organizzazione difensiva di Lord Rahl. La casa lo aveva avvisato ancor prima che loro si sistemassero per cercare di sorprenderlo una volta varcata la porta di casa, anche se la porta stessa era sparita inghiottita dalla casa stessa come forma di difesa. La magia con la quale era impregnata la sua casa l'aveva resa un essere vivente a tutti gli effetti e ragionava a e viveva al solo scopo di proteggere e servire il suo padrone.
Non vi era dubbio che erano forti, la loro potenza nei loro colpi permetteva appena di resistergli. Fortunatamente le difese magiche e gli scudi che Krisaore aveva eretto a sua protezione sostenavano tali colpi di inaudita potenza. Difettavano di una qualche strategia anche nella lotta, convinti che la loro forza bruta sarebbe bastata per far fuori qualsiasi avversario. Inutile dire che invece Krisaore utilizzò tutti i suoi migliori trucchi per fronte ad un avversario che preso di petto in una lotta leale lo avrebbe vinto senza difficoltà. Spariva continuamente dal combattimento, si nascondeva nelle ombre della notte a lui care, per poi riattaccare di nuovo alle loro spalle, rifuggire e ripetere la sequenza in maniera continua, cercando di colpire sempre colui che era più debole, eliminandoli uno ad uno. La vittoria non fu breve, ma era sicuramente certa.
Tornato vittorioso al cospetto della Mord-Sith le sbattè in faccia la sua inferiorità di potere. Aveva vinto il loro miglior alleato e questo gli aveva fatto guadagnare il diritto alla guida dell'esercito per il tempo necessario a ristabilire lo status quo e permettere a Lord Rahl di tornare in piena sicurezza dal luogo in cui vigliaccamente si era rifugiato. Ma la Mord-Sith rifiutò di rispettare il patto, adducendo che lei era fedele solo al Rahl e che quindi non avrebbe mai lasciato che nessun altro la guidasse e con lei il loro esercito. Evidentemente aveva riposto molte speranze sul quadrato a tal punto che credeva ne sarebbe uscito vittorioso non dovendo dare ciò che aveva promesso.
La furia di Krisaore divenne palpabile nella sua apoteosi e senza pensare due volte a quella sarebbe stata la sua prossima linea d'azione giurò la sconfitta dell'intera famiglia, un insieme di inetti che insieme non valevano una briciola del potere che i loro antenati avevano conquistato per loro. La prima a cadere fu proprio la Mord-Sith, nel breve arco di un istante, anche se aveva richiesto l'aiuto del Drago Rosso che sembravano ancora comandare. Poi l'Elfo Oscuro si mise sulle tracce del fratello, ma prima doveva raccogliere ulteriori informazioni su di lui, per meglio capire chi avesse di fronte, anche se già lo conosceva e sapeva di non aver nulla da temere.
Krisaore _________________ Se e' tanto vero come ognun di noi si dice, che chi e' causa del suo mal, pianga se' stesso...Non hai piu' lacrime, ti faccio dono di una degna sepultura, tra i silenti ghiacci! |
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