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Elegia dell'Unicorno Rosso

 
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Autore Messaggio
Ferdwel





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MessaggioAffisso: Dom 22 Apr, 2007    Oggetto del Messaggio: Elegia dell'Unicorno Rosso


Entrai nella confortevole atmosfera della locanda e presi posto su un tavolo poco lontano da uno scoppiettante caminetto.
Il calore rigenerante del fuoco mi caricò di parte dell’energia spesa nel combattimento pomeridiano e mi ritemprò dal freddo pungente della notte invernale. Presto il sapore fresco e corposo di una birra discese nella mia gola riarsa, e in quel momento assaporai il gusto dolce ed insieme amaro del vivere dopo la fatica del braccio ed il valore della spada.
Non avrei mai smesso di combattere, volevo riconquistare con il sangue quello che la vita mi aveva sottratto. La mia terra, la mia gente, la mia donna…
Trovavo le mie uniche consolazioni nel bere e nel combattere. Spesso mi domandai se una vita dovesse essere gettata al vento in questo modo. La risposta alla mia domanda non esisteva, se non
per ribadire la dura realtà di essere vivo mentre il mio mondo moriva.
Osservai con rimorso il mio scudo dall'unicorno rosso rampante in campo partito grigio e azzurro, l'unica reliquia di un passato felice e maestoso.

Io sono lo scudiero di Hazon signore,
e conosco l’amabile dono delle muse.
Mi servo dalla coppa il nettare dei numi
e l’elegia mi sorge con la maestosità
dei migliori canti di Natauro.
Volgo la spada al nemico con furore,
trattengo il fiato e disseto la mia arma
con la bevanda più cara a Tricksty.
Alto è il mio scudo, forte il braccio.
La carica si rinnova, il ventre squarciato
dai brutali fendenti del nemico.
Cerco l’uomo nella battaglia
poiché non c’è libertà nella fuga ma solo onta.
Aspro l’sapore del sangue,
raffiora da un corpo esanime.
Il popolo si stringe accorato alla salma,
il ricordo brilla tra gli astri divini.
Eterna rimane la gloria del mortal prode.


Mormorando una nenia in onore della guerra mi alzai dal mio seggio e procedetti stancamente verso le scale, facendo cenno al locandiere che avrei passato la notte in una delle sue stanze.
Per gli dei, se sapessi di star solamente sognando mi risveglierei immediatamente…
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