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Messaggio |
Lanthor

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Affisso: Dom 18 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: La foglia oscura |
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Il drow sedeva nella penombra del suo regno frondoso, accomodato sul legno morbido della radice di una quercia enorme.
Appoggiando la testa sul tronco, chiudendo gli occhi, dando sfogo al proprio udito riusciva a sentire quella vita che nessuno gli avrebbe potuto donare. Il circolo eterno della natura lo avvolgeva come una madre, facendo turbinare nella sua testa i fruscii della foresta, i rumori dei suoi abitanti, il sussurrio della brezza, il limpido gorgogliare del ruscello…
Passi pesanti, lenti si accostavano a lui. Allungando una mano richiamò l’orso, che gli si distese accanto.
Abbandonando i sensi alla dolce nenia di Nathien e al nero manto di Mobius, Lanthor cadde in un sonno appagante e ristoratore, dopo la fatica della caccia.
I sogni prevalicano in una tempesta di pensieri, incubi, passioni.
Lanthor ritorna al tempo dell’infanzia, le immagini degli avi si susseguono con insistenza, come percuotendo il suo corpo con sferzate di lancinante dolore. Le innumerevoli lotte tra famiglie che flagellarono il suo popolo, gli inganni che uccisero molto più delle spade, la sempre temuta magia che infestava ogni angolo della sua terraé
Ricordi che ancora lo tormentano. La mente torna nell’Ombra, in un luogo grezzo e selvaggio, intatto come lo ricordano gli Antichi, dove gli Elementi combattono con l’equilibrio a loro donato dai numi. E’ questo equilibrio che pervade tutto il paesaggio, che rende fratelli e nemici tutte le sue creature. Lanthor si adagia su questo nido, dove confluisce il naturale ed essenziale sapere della vita. Sente il peso della sua razza gravare ancora sul suo corpo, costringendolo a covare un odio profondo verso tutto e tutti. Osserva con orrore questo macigno e cerca di strapparselo dal corpo, ma provando solo ulteriore dolore. Si calma, prende fiato, si accorge che dopo tutto il peso è sostenibile, in qualche modo piacevole. Perduto nel trascorrere di sentimenti contrastanti, egli si corica in uno stato conciliante, in cui l’Oscurità si mescola alla sua nuova vita.
Si svegliò all’improvviso, certo della presenza di qualcuno. Ordinò all’orso di andarsene con un gesto veloce e, con la freccia pronta a scattare, si allontanò lentamente dentro la boscaglia. _________________ Spesso il nostro vero nome non corrisponde a quello che ci impone la nostra società. Voi potete chiamarmi Lanthor... |
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