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Valvassong

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Affisso: Ven 02 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: Storia di un monaco |
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Prima della battaglia
"Figlio!" tuona l'enorme gigante, e le pareti della capanna sembrano sussultare. Un rumore di passi, la porta che si spalanca: entra un bambino della stessa razza. "Eccomi, che cosa c'è, padre?". La voce del vecchio si fa più gentile. "Stanno andando bene i tuoi allenamenti?". Un sorriso si dipinge sul volto del figlio, che orgoglioso dichiara "Si, oggi ho imparato ad usare la spada!", al che l'anziano scoppia in una fragorosa risata. "Neppure io che ho almeno cinque volte la tua età so ancora tutti i segreti di questa meravigliosa arma... E dunque pretendi tu di saperne piu' di me?" "No, no...scusate...". Il piccolo si rattrista per la brutta figura. Il vecchio lo nota: "Da quando sei in fasce ho preposto che tu fossi educato all'arte della guerra, e i miglioramenti da allora sono stati notevoli...Quando io non ci sarò più, sarai un ottimo capo per questa tribù.". Sorride al piccolo, gli arruffa i capelli. "E ormai è giunto il momento che tu dimostri a tuo padre il tuo valore.". Il piccolo lo guarda con occhi increduli: "Ma...intendete dire...che..." "Proprio cosi'" replica il padre "Stasera ti porterò con me, parteciperai alla razzia del villaggio ai piedi di questa montagna.". "Evviva!" non riesce a trattenersi il piccolo, e saltella in tondo per la capanna: era da tempo che aspettava questo momento. "Ora però torna da tuo fratello ad allenarti...ti voglio ben preparato!" "Subito, subito" si calma il figlio, e "Ci metterò tutto l'impegno possibile...non vi deluderò, padre!" promette mentre corre uscendo dall'abitazione. Il vecchio sorride, pensando che il ragazzo sta venendo su proprio bene...Poi si fa serio: dopotutto, c'è una scorribanda da preparare. La sua attenzione è volta non tanto alla battaglia in sè (quei quattro innocui contadini non lo preoccupano certo) quanto agli eventuali imprevisti: gli sono infatti giunte notizie di un nuovo gruppo di guerrieri che pare abbiano le sue stesse mire espansionistiche. "Bazzeccole! Nessuno ci può sconfiggere." cerca di calmarsi il capovillaggio. E intanto la sua idea di far partecipare il pargolo allo scontro non gli pare piu' tanto buona...Ma ormai la promessa e' fatta, si dice, e torna a predisporre le cose per la scorreria. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Cominciate col fare ciò che è necessario, poi ciò che è possibile. E all'improvviso vi sorprenderete a fare l'impossibile. San Francesco |
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Valvassong

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Affisso: Ven 02 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Prima della battaglia
"Valvassong, eccoti! Dov'eri finito?". Un giovane gigante, sui diciassette anni, rivolge questa domanda al piccolo di ritorno dalla tenda del padre. "Nostro padre m'ha chiamato, stasera partecipo anche io alla razzia!". Il giovane è incredulo. "Non dire baggianate, sei ancora troppo piccolo, lo so io, lo sai tu, lo sa nostro padre...Ammettilo, sei sgattaiolato via dagli allenamenti per rubare del miele dalla dispensa!" "No, no, te lo giuro, è come dico io!" replica eccitato il piccolo, ma l'altro, senza neppure attendere che finisca la frase, lo butta a terra con un potente spintone: "Allora è così, eh? Ti credi tanto bravo perchè stasera combatti anche tu, ma in realtà non sei nè mai sarai al mio livello, MAI!" urla con la voce tremante dalla rabbia, poi corre via nella boscaglia. Il piccolo giace a terra, il ventre dolorante, senza riuscire a respirare, ma non piange: un guerriero non piange mai, gli hanno insegnato, così lui attende che il male passi, poi si rialza. "Se non lo fai tu, vorrà dire che mi allenerò per conto mio." dice, brandisce la spada e comincia a menar fendenti al manichino di paglia posto al centro della piazza degli allenamenti. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Ven 02 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La battaglia
"Siate pronti, soldati, quelli che ci prepariamo ad affrontare sono nemici certo forti, ma non degni neppure l'allacciarvi i sandali!". Queste parole il capovillaggio rivolge verso l'imbrunire ai vari guerrieri del villaggio. Tra loro, il piccolo Valvassong ascolta con particolare attenzione, caricato dal discorso ed emozionato per quella che sarà la sua prima battaglia. Quando ha finito, il capo si pone alla testa della sua schiera di combattenti e la marcia verso il villaggio, fra le urla dei guerrieri che così sfogano la loro rabbia prima del combattimento. La marcia è breve, si arriva in fretta al villaggio da razziare. C'è qualcosa di strano, però. Il villaggio è completamente al buio, non c'è una sola luce, e ivi regna un silenzio inquietante. Degli esploratori sono mandati, a controllare la situazione: non tornano indietro. Il capo, sempre più preoccupato, sta considerando se sia prudente tornare indietro, quando un nugulo di frecce invade le schiere, provocando scompiglio e urla di morte. La ritirata è immediata, i soldati scompostamente cercano rifugio nei boschi, dove trovano ad attenderli un'amara sorpresa: solo gli arcieri si erano stanziati nel villaggio, il grosso dell'esercito avversario attendeva quieto tra le fronde che il nemico gli si piazzasse davanti...il piccolo Valvassong si stringe preoccupato a suo padre, cerca nel suo sguardo sicurezza e un piano, ma trova solo sorpresa e, cosa che demolisce le sue ultime speranze, paura. La fine si stava avvicinando... _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Ven 02 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Dopo la battaglia
Una lunga notte. Grida, urla di ventri trafitti, cozzare d'armature, suono d'armi spezzate...Quella mattina il sole si alza su un macabro spettacolo di morte: chi giace morto al suolo, chi appeso ad un albero, chi ancora striscia rantolante per quella distesa di cadaveri cercando aiuto...I giganti avevano combattuto una sanguinosa battaglia, entrambi i titanici eserciti avevano subito ingenti perdite, ma alla fine la superiorità numerica aveva decretato la vittoria dei più astuti, coloro che avevano teso la trappola. Chi non era morto, era stato fatto prigioniero, le donne stuprate e vendute poi come schiave, nessuno era sfuggito alla catastrofica disfatta...nessuno, apparte un piccolo gigante, di appena nove anni. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La fuga
Mi sveglio stordito. Non riesco a scorgere niente, c'è qualcosa che mi oscura la vista...Mi sento come paralizzato, non riesco a muovermi...Un peso mi grava sulla pancia, non riesco a respirare...provo disperatamente ad agitarmi, sento che qualcosa s'è mosso. Provo ancora, e dopo ripetuti tentativi percepisco che qualcosa è caduta accanto a me, e improvvisamente mi sento libero, non più oppresso, ho solo un gran male alla nuca. Mi alzo, e vicino a me c'è un cadavere. Spaventato mi guardo attorno: solo corpi esanimi, una vasta distesa di morte...Padre! Riesco a vederlo...è lì a terra, non si muove...mi avvicino, gli prendo la mano...niente da fare, come gli altri anche lui è morto. Sento il dolore farsi strada in me, non riesco a trattenermi: verso lacrime amare e mi distendo accanto a lui...Il sole è ormai alto sopra il cielo quando mi alzo, gli occhi ormai asciutti, e decido d'andarmene. Si, ma dove? All'improvviso, nulla ha più un senso...La battaglia...Si, ricordo le spade lucenti, gli empi fuochi, lo sguardo di papà...poi vuoto. Decido che comunque non è prudente restare qui, mi incammino. Strada facendo mi verrà in mente dove andare... _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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I primi due giorni d'errare
Da due giorni ormai vago, senza assumere nè cibo nè acqua. Sono talmente indebolito che è inconcepibile per me provare a procurarmi qualcosa di cui nutrirmi, dunque continuo a camminare, non so come, non so neanche più perchè ormai, ma continuo imperterrito...prima o poi incontrerò qualcuno che mi aiuti. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Il terzo giorno d'errare
Ormai non ce la faccio più, mi mancano le energie per continuare, voglio addormentarmi, svegliarmi poi vicino a papà che mi dice che era tutto un brutto sogno...Sento le gambe cedermi, l'ultima cosa che riesco a scorgere prima che mi si oscuri la vista è una radura davanti a me, con un grosso edificio sullo sfondo... _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Al monastero
Mi sveglio, e ogni sofferenza è passata, non sento più dolore alcuno, se le cose vanno così bene vuol dire che il mio sogno si è avverato...Papà! Mi alzo cercandolo, ma non sono nella nostra capanna, bensì in un cortile attorniato da quattro edifici posti a quadrato dove vedo molte finestre. Intorno a me alberi molto alti, ed un piccolo gruppo di monaci che mi si avvicina. "Ti sei svegliato, finalmente." dice quello che sembra stare loro a capo, con voce gentile e per niente impaurito da me. Ma come, sono un gigante, dovrebbero avere paura di me, e poi "Come avete fatto a portarmi qui dentro?" chiedo, perchè in effetti per degli umani non dovrebbe essere cosa facile: sarò anche piccolo, ma comunque troppo grande perchè con le loro esili braccia e gambe possano spostarmi anche di poco. "La fede può molto, Valvassong." al che "Come fate a conoscere il mio nome?" sto per chiedere, ma colui che ha parlato con un cenno della mano mi zittisce: "Scoprirai presto da sol la risposta alle tue domande...Lascia che t'insegnamo." Non so perchè, non so come, forse è semplicemente la curiosità a spingermi...Mio padre li avrebbe spazzati via con un solo colpo della potente clava, io decido invece di ascoltare quel che hanno da dirmi...Se proprio voglio, posso ucciderli anche dopo, come mi ha insegnato papà...Tuttavia, mi sento strano, diverso dal solito...Che sta succedendo? _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Al monastero
E così il primo giorno al monastero Valvassong ascoltò alcuni dei basilari insegnamenti impartiti ai novizi, e seppur ancora era riluttante, chiuso e scettico, qualcosa in lui già stava cambiando, i monaci stavano lentamente portando la sua indole verso il Bene...O meglio, stavano togliendo quanto di male offuscava la sua vera inclinazione, che era sempre stata in questo senso. Passavano i giorni, e il piccolo gigante ritrovava poco alla volta la felicità, non nel malinconico ricordo del padre (che ancora gli provocava dolore) quanto invece nella pratica dei vari compiti quotidianamente impartitigli. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Al monastero
"Valvassong! Valvassong, senti un po' qua!" la voce del cellario mi distoglie dalla preghiera. Mi alzo, poi considero che forse è meglio se resto inginocchiato, tanto per essere di pari altezza col mio interlocutore. "Allora, oggi, oltre al lavoro nei campi, ti tocca andare a raccogliere il miele nel bosco e tagliare la legna, il tutto ovviamente abbinato alle funzioni cui dovrai assistere e alle lezioni pomeridiane. Domande?" Mi sorride, e io contento faccio cenno di no con la testa. "Bene, allora ci rivediamo qui a lavoro terminato." mi saluta e torna nell'edificio. Mi alzo, questa volta definitivamente, e mi dirigo al bosco per raccogliere il miele. Gli alberi ora mi sono amici, non come quando erravo confuso qui dopo la morte di papà...Non riesco a trattenere una lacrima, per fortuna ormai sono giunto agli alveari. Prendo quanto miele posso portare, badando a lasciarne però un po' alle mie amiche api, e torno al monastero. Qui, dopo aver consegnato il mio bottino al frate cuoco, mi appresto a compiere la parte meno piacevole dei compiti assegnatimi, tagliare la legna. Provo ad impugnare la pesante ascia bimane (che mi ricorda tanto quella di mio padre), ma niente da fare, proprio non riesco a beccare il ceppo...Dopo svariati tentaivi, ricchi di frustrazione, sono talmente alterato che batto un pugno sulla sabbia sotto a questo, e da essa scaturisce un pugno che colpisce il ceppo, spaccandolo in due...Che cosa è successo?! Spaventato mi guardo le mani, e in quel momento sento una presenza rassicurante vicino a me. "Quella che hai appena scoperto è una potente magia." L'abbate mi sorride, con la sua solita aria tranquilla e pacata. "Come avrai notato, essa è ancora debole, la sua forza è bastata appena a spaccare un ceppo, poichè è scaturita dal tuo istinto di quel momento, ma sviluppandola può diventare letale..." "Mi spaventa..." "Oh, ma non deve essere così." Mi sorride, poi spiega "Ogni cosa può essere utilizzata con saggezza, per il Bene...anche il più letale degli incantesimi, se maneggiato con scopi benigni, non può che far del bene, di fatti hai spaccato un ceppo, non hai mica fatto del male a qualcuno, no?". Rifletto su queste parole, la mia curiosità cresce...L'abbate pare accorgersene, e dice: "Oggi t'insegnerò alcune magie, il tuo cuore ormai è puro abbastanza da poterle usare senza temerle.". Contento, finisco in fretta il lavoro (decido di provare a spaccare i ceppi con la sola mano, e funziona, ma ogni tanto mi tolgo lo sfizio di tagliarli con il pugno di sabbia), poi corro volenteroso all'edificio: dopo il pranzo, imparerò altri incantesimi! _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Dom 04 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La cerimonia
Gli anni passano, l'infanzia guerresca è ormai un lontano ricordo, finchè un giorno il novizio è pronto a prendere i voti: la cerimonia, cui partecipano tutti i monaci, escluso il cellario che rimane al monastero a guardare degli altri novizi, ha luogo nel bosco, di fronte ad un grande pino. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Affisso: Lun 05 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Prima della cerimonia
L'alba. Il sole che, ancora timido, si leva all'orizzonte...Ormai è otto anni che sono qui, otto anni che vedo il sole levarsi ogni mattina, eppure riesce ancora ad emozionarmi. Ma oggi è una mattina speciale, oggi è il giorno che da tempo attendo, il giorno che ogni novizio con ansia aspetta, oggi finalmente, in un meraviglioso connubio con la fede, diventerò parte di essa, oggi diventerò monaco. Guardo gli ultimi veli dell'oscurità svanire, e con essi gli ultimi dubbi del mio animo: si, è questo che voglio divenire, e questo diventerò. Mi alzo: lentamente cominciano ad uscire nel cortile i vari monaci, silenziosi e solenni; guidati dall'abbate, usciamo dal monastero e ci dirigiamo verso il bosco. Ancora non so dove avverrà il tutto, ma l'importante è che avvenga. La camminata si fa sempre più lunga, ma quando arriviamo? Non ha importanza, ho aspettato anni, queste ore di cammino paragonate ad essi sono nulla...Intanto che solerti camminiamo, il paesaggio attorno a me si fa sempre più straordinario, corsi d'acqua s'intrecciano, radure assolate s'alternano a meravigliosi tratti selvaggi, il tutto amalgamato da prati verdissimi e coloratissimi fiori. Non vedo l'ora di arrivare al luogo prescelto... _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Lun 05 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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La cerimonia
Arriviamo, dopo alcune ore. Lo capisco perchè l'abate davanti a me già da qualche minuto si guarda intorno, ed ora finalmente pare aver trovato quello che cerca. Io, dai miei quattro metri d'altezza ormai raggiunti, l'ho già visto da tempo, è già da un po' che cattura la mia attenzione, ora ho la certezza che è questo il luogo al quale ci stiamo dirigendo. Si apre davanti a noi uno spiazzo, al centro del quale troneggia un pino veramente enorme, il suo tronco ha un diametro che, stimo, due uomini non potrebbero abbracciare, e cresce in lunghezza per parecchi metri, ritengo sia alto oltre quindici metri. i monaci, in silenzio, seguendo una procedura ormai tante volte applicata, si dispongono in cerchio attorno all'albero, sto per fare come loro quando sento qualcosa che mi spinge a dirigermi sotto l'albero. Assecondo questo mio istinto, e l'abbate mi annuisce solennemente. A questo punto, ha luogo una lunga preghiera: è ormai l'imbrunire quando comincia la cerimonia vera e propria. "Valvassong" dice l'abbate "questo albero, volto a simboleggiare Kyra, serva da ricettacolo per la tua nomina a rappresentante della fede su questa terra."; si avvicina all'albero, e da una fessura nella corteccia intinge le dita nella pece, poi mi sussurra di inginocchiarmi. Con le dita delinea sulla mia fronte il profilo d'una foglia, poi torna nel gruppo. "Accetti tu, Valvassong, di lasciare che il tuo cuore sia pervaso dalla luce di Kyra, di agire sempre ispirandoti ad essa e al bene, di diffondere questi valori?" "Accetto.". "Che la luce di Kyra sia con te!" esclama con affetto l'abbate, e così fanno tutti i monaci qui convenuti. "Vieni, prendi posto in mezzo a noi, fratello." mi chiama l'abbate, ed io, senza riuscire a trattenere un sorriso di pura gioia, mi siedo fra loro. Poi preghiamo, ed è la preghiera più felice che io abbia mai fatto. Tutto il mondo mi appare perfetto, non riesco a concepire nulla che possa rovinare questa inclinazione...Così ci si deve sentire quando si lascia che Kyra, l'albero della luce, s'impossessi del proprio cuore. Non percepisco il passare del tempo, è come se questo si fosse fermato...una lunga, meravigliosa notte. Albeggia ormai quando ci rialziamo, e riprendiamo la strada al monastero, dove giungiamo verso mezzodì. Fra quelli che rientrano al monastero ci sono però un novizio in meno, ed un monaco in più. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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Valvassong

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Affisso: Lun 05 Mar, 2007 Oggetto del Messaggio: |
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Il colloquio
Perchè? Qual'è il motivo di questa richiesta di colloquio fattami dall'abbate? Avrò fatto qualcosa di male? Sarebbe veramente disdicevole, non è neanche un giorno che sono monaco...Ma soprattutto: perchè mi ha chiesto un udienza, quando è da otto anni che ci parliamo liberamente, senza simili formalità? Questi oscuri pensieri mi attraversano mentre mi dirigo al bosco, dove l'abbate mi attende. Lo trovo quasi subito: sta seduto sotto un ombroso albero, e mi sorride non appena mi vede. "Sono contento tu sia venuto...Devo parlarti." "Eccomi qui." replico cortesemente, e mi siedo, cercando di non rompere nessun ramo. "Tu lo sai, vero", comincia l'abbate, "che il tuo tempo qui con noi è finito?". Lo guardo esterrefatto. "Ma cosa dite, perchè dovrebbe essere così? Mi sembrate tutti in buona salute, e io sono ancora giovane...". Sorride. "Intendevo dire che dovrai partire, caro Valvassong, ma non per l'altro mondo." "Partire? Io? E per dove? Perchè?". "Perchè ormai non ha più senso che tu resti qui...tutto quel che sapevo, sono stato ben lieto di insegnartelo, inoltre sento che il tuo cuore è ormai pronto, libero da qualsiasi frammento di oscurità...Capiscimi, Valvassong, quello cui hai avuto modo di assistere qui in questi anni non può rimanere fra me e te...Io ormai sono vecchio e stanco, ma tu, giovane ed in forze come sei, devi uscire da queste mura, devi dirigerti a sud...Therial ha bisogno di qualcuno come te, e tu ivi ti dirigerai, curerai i più deboli e in generale quanti ne avranno bisogno...Agirai sempre per il bene, e quanto riterrai opportuno a tal fine, farai. Sulla tua strada incontrerai persone come te, persone le quali aiutare e che ti aiuteranno, così come incontrerai persone che hanno obbiettivi opposti ai tuoi, ma ricorda sempre di non abbassarti mai ai loro livelli, se t'arrecano torto tu non ribattere, abbi sempre in mente il bene, lascia che ti guidi in ogni tua azione...". Silenzio segue questo discorso, ed è un silenzio carico di sentimento. Lacrime cominciano a rigarmi il viso, non so cosa dire, tutte le cose che ha detto l'abbate le condivido pienamente, eppure mi risulta difficile immaginare una vita lontano da qui...Ci penso a lungo, ne ricavo che se questo è ciò che l'abbate ritiene giusto, così farò: diventerò monco errante. _________________ Valvassong Sturmhardt Ibanie, il Campione dei Restring
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