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Il Maestro e il Bambino.

 
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Autore Messaggio
Arganthos








MessaggioAffisso: Lun 26 Feb, 2007    Oggetto del Messaggio: Il Maestro e il Bambino.


Follia

Era una casupola come le altre, abitata da una piccola famigliola come miriadi di altre. Un onesto padre di famiglia, una donna che ha sempre lottato per avere una bella vita.... e un bambio piccolo, di appena due anni, con gli occhi neri come la notte.
Una sera, una comuissima sera, la vita del bambino fu sconvolta.
Erano una banda di briganti falliti, ubriachi come spugne e incapaci di intendere e di volere. Ma nei loro piccoli cervelli ottenebrati dai fumi dell' alcol ancora si aggirava la malvagita' tipica degli uomini stupidi e ignoranti. Il marito li vide arrivare, e diede subito mano alla zappa che teneva vicino a se'. Basto' un colpo per farlo crollare a terra, morto.
La banda, eccitata dal misero successo, entro' immediatamente nella casupola, con intenzione di far baldoria. Ma trovarono una piccola donna dai lughi capelli corvini pronta a riceveli, con uno sguardo furioso negli occhi.
Lotto' come una furia, ma dopo un incredibile strepitio, ricevette un colpo in testa, e una lama le trafisse lo stomaco, lasciandola sul pavimento, in agonia.
I briganti (erano cinque straccioni) isero come allocchi finche' un' alta figura vestita di nero fece il suo ingresso. Aveva degli incredibili capelli neri, striati di grigio, e teneva in mano una katana sottile e interminabile. Li fisso', e i suoi occhi grigi mandavano lampi. Chiese: << Perche' fate questo?>> ma non ricevette risposta. Anzi, uno dei manigoldi gli si avvento' contro, un coltellaccio stretto in mano. Rimase squarciato ancor prima di arrivare al bersaglio. gli altri, vista la fine del compare, tentarono di guadagnarsi la porta precipitosamente. Non uno ne usci' vivo.
Lo spadaccino si diresse in una stanza attigua. Prese fra le braccia il bambino che si era nel frattempo svegliato, e urlava a squaciagola.
Lo guardo' negli occhi arrossati mentre lo portava fuori, ma una mano gli serro' la caviglia. Era la madre, ancora viva. Uno sbuffo di sangue le usci' dalla bocca: << p...prendilo tu.... abbine....... cura..>>. Lo straniero si inginocchio', e la fisso'. <<Lo faro'.>> rispose.
Allora un lampo di gioia baleno' negli occhi nerissimi della donna morente, e una lacrima le passo sulla guancia << Si chiama Arganthos>> disse.
Poi mori'.
_________________
Tu rispondi (off-gdr) a Areshim: 'non c'e' gioia senza un minimo di newbaggine

Tu rispondi (off-gdr) a Areshim: 'e' un po' come rimanere bambini per sempre u.u
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